Il ragazzo della via Gluck

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Il ragazzo della via Gluck
Artista Adriano Celentano
Autore/i testo Luciano Beretta, Miki Del Prete - musica Adriano Celentano[1]
Genere Pop
Ballata
Pubblicazione
Incisione Il ragazzo della via Gluck/Chi era lui
Data gennaio 1966
Etichetta Clan Celentano ACC 24032
Durata 4 min : 13 s

Il ragazzo della via Gluck è la signature song di Adriano Celentano, il brano musicale fu inciso su 45 giri e inserito nell'album omonimo, pubblicato nel settembre 1968 dalla casa discografica di proprietà dell'artista.

Celentano aveva partecipato con questo brano al Festival di Sanremo 1966, ma fu l'eliminato dopo la prima serata, tuttavia il 45 giri riscosse un immediato successo di vendite e Celentano e il suo Clan, decisero di pubblicare un album con lo stesso titolo del brano.

Storia e significato[modifica | modifica wikitesto]

« Là dove c'era l'erba ora c'è

una città,
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà? »

(Luciano Beretta, Miki Del Prete e Adriano Celentano)

Celentano aveva scritto questa canzone autobiografica con i due coautori. Lui era nato in via Gluck a Milano, una via che prospettava sulla linea ferroviaria[2] e che nel dopoguerra fu ben presto urbanizzata. Nel testo suggerito dal cantante emerge un rimpianto nostalgico di un mondo perduto, quello della sua infanzia e di parte dell'adolescenza, fino a quando fu costretto a lasciare la via Gluck per andare a vivere “in centro”, per abitare con la sua famiglia a casa del fratello.[3]

Con questo brano è anche finita la sua immagine di urlatore e con questa ballata folk propone dei temi diversi come quello ambientalista. Alla vigilia del Festival di Sanremo a Celentano era stata proposta la canzone Nessuno mi può giudicare, lui preferì portare invece questo brano, che tuttavia non convinse il pubblico e fu escluso dopo la prima serata.[2]

Successo e classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Il brano ebbe un notevole successo commerciale, infatti raggiunse il secondo posto nella classifica della Hit parade Italiana nel 1966 e nel 1967 e fu il 10º disco più venduto del 1966.[4]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

I Ribelli tutti gli strumenti;

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

Il brano fu tradotto in diverse lingue: inglese (Tar and Cement) e (The story of a country boy), tedesco (Immer am Sonntag), ceco (Závidím), svedese (Lyckliga gatan) e nel 1999 in spagnolo (La casa donde yo crecí). Una delle versioni più conosciuta è stata quella francese di Françoise Hardy, musa del Maggio francese, che, dopo averlo sentito a Sanremo nel 1966, lo fece suo con il titolo La maison où j'ai grandi [5], con il testo tradotto dal noto paroliere Eddy Marnay e lo pubblicò nell'album a cui dette il titolo della canzone.

Cesária Évora, insieme allo stasso Celentano ne realizzò una versione in creolo capoverdiano con il titolo Quel casinha, nel suo album Cesaria Evora – & ... del 2004

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Discografia Nazionale della Canzone Italiana
  2. ^ a b Guaitamacchi, op. citata
  3. ^ Dario Cresto-Dina, La vera storia della via Gluck, La Repubblica, 15 febbraio 2016, Aggiornato il 18 febbraio 2016 intervista a Celentano on line
  4. ^ I singoli più venduti del 1966 on line su Hit parade Italia
  5. ^ di Christian Calabrese, on line su Hit Parade Italia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]