Nessuno mi può giudicare/Se lo dici tu

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nessuno mi può giudicare
Se lo dici tu
ArtistaCaterina Caselli
Tipo albumSingolo
Pubblicazionegennaio 1966
Album di provenienzaCasco d'oro
Dischi1
Tracce2
GenerePop
EtichettaCGD
Registrazionemono
Formati7", CD
Caterina Caselli - cronologia
Singolo successivo
(1966)

Nessuno mi può giudicare/Se lo dici tu è il terzo singolo di Caterina Caselli, pubblicato su vinile a 45 giri nel gennaio 1966 dalla casa discografica CGD (catalogo N 9608).[1][2]

Nel 1997 è stato pubblicato su CD singolo (Sugar Music SGR S 77813).

Successo e classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica Italia 1966[3] Posizione Settimane
5 Febbraio - 2 Aprile 1 9
9 - 16 Aprile 2 2
23 Aprile 3 1
30 Aprile 5 1
7 Maggio 7 1
14 Maggio 9 1

Il 5 febbraio 1966 il disco balza direttamente dal 40º al primo posto della classifica settimanale delle vendite, per rimanerere stabilmente al primo per le 8 settimanane successive. Cede il primato solo a Michelle dei Beatles, ma resta sul podio per altre 3 settimane, per uscire dai primi 10 solo dopo 15.[3]

A fine anno risulterà il 6º singolo più venduto del 1966.[4]

Nessuno mi può giudicare[modifica | modifica wikitesto]

La storia[2]

Inizialmente destinata ad Adriano Celentano, che ne incise un provino (bonus track nel CD del 1995 ristampa dell'album Il ragazzo della via Gluck)[5] per poi abbandonarla, venne affidata dagli autori Pace e Panzeri ad una ancora poco conosciuta Caterina Caselli, che fino ad allora poteva vantare solo una presenza senza particolare risonanza al girone B del Cantagiro dell'anno precedente.

Al Festival di Sanremo 1966, trascinata dalla carica beat e di contestatrice ante litteram della Caselli (acconciata per l'occasione dai parrucchieri milanesi Vergottini con un casco biondo), la canzone raggiunge il secondo posto nella classifica finale eseguita in coppia abbinata con Gene Pitney. La Caselli incise la canzone in francese (titolo Baisse un peu la radio).

Il brano, tradotto anche in spagnolo e intitolato Ninguno me puede juzgar, rimarrà comunque indissolubilmente identificato con la Caselli e, nella versione in italiano, costituisce la sua canzone di maggior successo.

Il testo[2]

Innovativo e addirittura sconvolgente per l'epoca, anticipa argomenti femministi rivendicando per la donna la possibilità di scegliere tra più partner.

Per contro, nel luglio del 2000 la canzone è diventata l'inno del primo Gay Pride mondiale svoltosi a Roma, a causa del verso:

«ognuno ha il diritto di vivere come può»

La musica[2]

Lorenzo Pilat, uno dei compositori della melodia,[6] ha ammesso l'identità delle prime battute del pezzo, che tuttavia possiede una sua ritmica originale e differente, con il classico della canzone napoletana Fenesta ca lucive.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato A
  1. Nessuno mi può giudicare – 2:38 (testo: Luciano Beretta, Miki Del Prete – musica: Daniele Pace, Mario Panzeri) – orchestra diretta da Gianfranco Monaldi
Lato B
  1. Se lo dici tu – 2:41 (testo: Saro Leva – musica: Gian Piero Reverberi) – orchestra diretta da Gian Piero Reverberi

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Ne è stata fatta una cover in portoghese dal brasiliano Jerry Adriani, intitolata Ninguem Poderà Julgar-Me.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nessuno mi può giudicare, in Discografia Nazionale della Canzone Italiana, ICBSA. URL consultato il 1º febbraio 2016.
  2. ^ a b c d Maurizio Targa, Nessuno mi può giudicare, Hit Parade Italia. URL consultato il 1º febbraio 2016.
  3. ^ a b Classifica settimanale vendite singoli 1966, Hit Parade Italia. URL consultato il 15 gennaio 2016.
  4. ^ Classifica annuale vendite singoli 1966, Hit Parade Italia. URL consultato il 15 gennaio 2016.
  5. ^ (EN) Il ragazzo della via Gluck, CD 1995, su Discogs, Zink Media. URL consultato il 1º febbraio 2016.
  6. ^ Nell'Archivio Opere Musicali della SIAE è censito come compositore della musica del brano avente diritto non amministrato.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]