Sugar Music

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sugar Music
Stato Italia Italia
Forma societaria Società per azioni
Fondazione 1932
Fondata da Ladislao Sugar
Sede principale Milano
Settore Musica
Sito web

Sugar s.p.a. è una etichetta discografica italiana - oggi co proprietaria di Atlas Music - fondata da Ladislao Sugar nel 1932. È il principale operatore discografico italiano indipendente nonché uno dei pochissimi sopravvissuti a livello nazionale ed uno dei maggiori editori musicali italiani sul mercato nazionale ed europeo. Sugar è attiva a livello mondiale nel campo dell'editoria musicale classica e pop, in quello delle colonne sonore per il cinema[1], Sugar è infatti titolare di opere musicali quali "La dolce vita"[2], "Otto e mezzo", "Amarcord", "Il Gattopardo", "Rocco e i suoi fratelli", "Il postino", "Le avventure di Pinocchio", "Anonimo veneziano" e molti altri[3].

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

A capo della società Filippo Sugar, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Sugar Music Spa, Presidente della SIAE e membro attivo di IMPF, PMI e FEM. La produzione discografica e video-cinematografica è supervisionata da Caterina Caselli[1].

Storia dell'etichetta[modifica | modifica wikitesto]

Sugar Music è un'azienda di famiglia nata dall'impegno e dall'intuizione di Ladislao Sugar che ha cominciato a crearla nel 1932. A soli 35 anni Ladislao Sugar costituisce la Melodi[4], la sua prima società italiana a Milano. Comincia a pubblicare sin dall'inizio spartiti e libretti delle operette di maggior successo come La vedova allegra, Vittoria e il suo re, Ballo al Savoy e Al cavallino bianco. Ma Ladislao era affascinato dalla musica popolare italiana e il catalogo Melodi si arricchì presto delle opere dei principali autori e compositori del tempo: Gorni Kramer, Eldo Di Lazzaro, Carlo Alberto Rossi, Mario Ruccione, Mario Schisa, Nino Ravasini, Ermenegildo Rusconi e Mario Panzeri.

Nel 1934 Ladislao entra in partecipazione nella Suvini Zerboni, uno dei principali editori musicali dell'epoca, che dalle operette aveva saputo allargarsi alla musica leggera ma anche alla musica classica contemporanea. Nella nuova impresa Ladislao prima affiancò il proprietario, l'avvocato Paolo Giordani, per poi assumerne in prima persona la direzione nel 1935, quando l'anti-fascista militante Giordani, perseguitato per le sue idee, dovette esporsi il meno possibile.[5] Nello stesso anno Ladislao sposava la milanese Marta Soleri e due anni dopo nasceva Piero.

Dopo la Morte di Giordani, nel 1948, Ladislao Sugar acquistò dagli eredi la quota e divenne unico proprietario della Suvini Zerboni, ampliando il catalogo con l'acquisizione Mascheroni Edizioni Musicali. Sono due le canzoni che portarono Sugar sul mercato internazionale. Reginella Campagnola e La Piccinina, entrambe scritte da Eldo di Lazzaro, che nella travolgente interpretazione della Glen Miller Orchestra prima e poi di Grace Fields portarono Sugar ai vertici del successo popolare negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.

Nel 1937 Ladislao si rese conto che per crescere bisognava diversificare l'attività editoriale aprendo alla distribuzione. Creò così Messaggerie Musicali[6] che fu il primo a distribuire il "Canzoniere della Radio" che raccoglieva i testi delle canzoni più popolari trasmessi dalla EIAR, la prima e unica stazione radio italiana del tempo.

Nel 1948 Ladislao riuscì ad assicurare a Messaggerie Musicali la distribuzione nazionale della CGD, Compagnia Generale del Disco fondata in quello stesso anno da Teddy Reno. L'impresa ebbe un tale successo che presto Teddy Reno offrì a Sugar una partecipazione del 50% nella società discografica. Nel 1959 Teddy Reno cedette a Sugar anche l'altra metà. Così prendeva vita la CGD-Sugar. Nella nuova veste di discografico Ladislao Sugar mise subito sotto contratto cantanti di grande popolarità come Betty Curtis e Johnny Dorelli.

Nel 1960, all'età di 66 anni, Ladislao Sugar chiama ad affiancarlo alla guida della società il figlio Piero di 23 anni, che nel frattempo aveva creato una casa editrice di libri, la Sugar, che verrà portata avanti con il marchio SugarCo dal suo socio Massimo Pini.

Nei primi anni sessanta, grazie anche al boom economico, in Italia la televisione inizia a prendere il posto della radio. Eventi come il Festival di Sanremo diventano così programmi televisivi in grado di raccogliere davanti alla Tv milioni di persone. Sugar esce spesso vincitore del Festival grazie a brani di sua edizione e produzione. Come nel 1964 quando Gigliola Cinquetti, una ragazzina veronese poco più che quindicenne, trionfa a Sanremo e poco dopo anche al Festival Europeo della Canzone organizzato dall'Eurovisione a Copenaghen. Altre vittorie al Festival di Sanremo furono quelle del trio Umberto Tozzi - Gianni Morandi - Enrico Ruggeri nel 1987, degli Avion Travel nel 2000, di Elisa nel 2001 e di Raphael Gualazzi fra gli esordienti nel 2011.

Nel 1966 Adriano Celentano doveva partecipare al Festival con "Nessuno mi può giudicare", brano di cui aveva già inciso il disco. Dopo vari ripensamenti l'interprete e autore milanese preferì portare a Sanremo "Il ragazzo della via Gluck". Sugar offrì "Nessuno mi può giudicare" a Caterina Caselli, ventenne modenese innamorata del rock e del rhythm&blues.[7] Fu un successo incredibile con le presse della CGD che dovettero lavorare giorno e notte per soddisfare gli ordini. Nacque così la stella di Caterina Caselli che quattro anni più tardi, sposa Piero Sugar e interrompe di sua volontà la breve e fortunata carriera di cantante[8].

Nel 1971 Piero e Caterina annunciano la nascita di Filippo, attuale presidente e chief execuive officer del Gruppo Sugar.

Nel 1974, la famiglia lascia gli storici uffici di Galleria del Corso e trasferisce il quartier generale, gli studi di registrazione e la fabbrica di dischi in un complesso industriale di cinque piani e ventimila m² non lontano dall'aeroporto milanese di Linate. In questo nuovo contesto Caterina Caselli fa il suo debutto come produttrice discografica fondando l'etichetta Ascolto che si specializza nella ricerca e sviluppo di talenti "alternativi", artisti impegnati come il cantautore Pierangelo Bertoli, sperimentali come il gruppo degli Area guidati dal cantante Demetrio Stratos, musicisti colti con una particolare sensibilità per la musica tradizionale e il folk italiano come il violinista Mauro Pagani, già leader del gruppo rock italiano PFM. Nei primi anni ottanta la Ascolto diventerà la Insieme. Nel 1975, come binomio CBS-Sugar, la casa discografica lancia Il Giardino dei Semplici.

La presidenza di Piero Sugar[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981, all'età di 85 anni, Ladislao Sugar muore a causa di un infarto. La famiglia decise di proseguire con Piero alla presidenza e sua moglie Caterina come vicepresidente della CGD. Negli anni ottanta la crescente concorrenza mise a dura prova le etichette nazionali lasciano spazio alle grandi multinazionali del disco. A causa di ciò nel 1989 Piero Sugar firma a New York con Ramon Lopez, Presidente della Warner Music International (allora denominata WEA), l'accordo che cedeva alla WEA la gloriosa Compagnia Generale del Disco. Sugar mantenne i due grandi negozi nel centro di Milano che erano stati i bastioni della attività commerciale delle Messaggerie Musicali e si concentrò sullo sfruttamento e lo sviluppo del catalogo editoriale tramite le sue numerose società. La ricerca dei talenti e la produzione discografica ricominciò da zero, questa volta sotto la direzione unica di Caterina Caselli e della sua etichetta Insieme-Sugar (oggi denominata Sugar), che nel 1990 produsse Un'estate italiana, l'inno di Italia '90 scritto da Giorgio Moroder e interpretato da Gianna Nannini e Edoardo Bennato, che fu subito una hit internazionale, ai vertici delle hit-parades per quasi un anno.

Successivamente viene il successo di Gerardina Trovato al Festival di Sanremo 1993[9]. E quello del tenore Andrea Bocelli, trionfatore della sezione Nuove Proposte al Festival di Sanremo 1994[10] e subito salito ai vertici in tutto il mondo nel duplice ruolo di interprete di musica popolare e operistica[11].

La presidenza di Filippo Sugar[modifica | modifica wikitesto]

Il Gruppo Sugar, tuttora controllato al 100% dalla famiglia, è guidato da Filippo Sugar, figlio di Piero e Caterina Caselli e nipote di Ladislao, che ha iniziato la sua carriera alla guida delle Messaggerie Musicali all'età di 22 anni per diventare Chief Executive Officer del Gruppo nel 1997 all'età di 26 anni. Filippo ri-disegna completamente il profilo del Gruppo, prima trasformando i due grandi negozi Messaggerie Musicali di Milano e Roma in giganteschi megastore multimediali, poi creando nel 2001 SugarNet, media company e divisione Internet del gruppo Sugar che lancia nel 2002 due big town station Radio Milano Uno e Radio Roma Uno, il sito Sugarmusic e Messaggerie Digitali la prima piattaforma italiana di distribuzione legale della musica on-line.

Nel 2005 tuttavia Filippo Sugar vende le frequenze delle due radio del gruppo a LifeGate di Marco Roveda[12], chiude SugarNet e nel 2006 cede l'attività commerciale dei due megastore alla Divisione Librerie dell'Arnoldo Mondadori Editore, mantenendo la proprietà dei siti e dello storico marchio Messaggerie Musicali.

Nel 2009 Filippo Sugar è stato eletto Presidente della Federazione Italiana degli Editori Musicali (FEM)[13], e ha lanciato una grande campagna per lo svecchiamento e la razionalizzazione della Società Italiana Autori e Editori SIAE, con l'obbiettivo di aumentare i ricavi dallo sfruttamento dei copyright che autori e editori le affidano.

Nel 2010 Sugar ha deciso di superare una tradizionale linea di confine e di entrare con lo storico marchio "Insieme" nel management delle attività “live” di alcuni dei suoi artisti, a cominciare da Malika Ayane.

A fine 2014 Sugar stipula un accordo che la lega alla produzione delle colonne sonore dei prossimi film della Fandango, acquisendone anche al 50% il catalogo editoriale e discografico[14].

La fusione con Atlas Music[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014, complice la crisi globale del mercato musicale, le maggiori multinazionali decidono di togliere ossigeno alle etichette minori acquisite negli anni, assorbendole (roll up, in gergo) in un'unica struttura e privandole di gran parte della libertà artistica e commerciale. Il vuoto creatosi nel settore delle etichette medie viene riempito da realtà quali la Atlas Music, creata Rich Stumpf, ex dirigente di Imagem e Cherry Lane. Riunendo partner di diversa provenienza, fra cui alcuni finanziatori come Goldman Sachs, Virgo Investment Group, Sword, Rowe & Company, Stumpf assorbe all'interno della nuova realtà etichette locali quali Aronson Media Ventures, CamJazz ed, appunto, Sugar Music,[15] lasciando loro libertà decisionale ed artistica.

Atlas Music risponde ad una concezione della discografia di ampio respiro; nella sua scuderia, si trovano autori quali Toby Gad (Beyoncé, One Direction, Alicia Keys, Miley Cyrus, Selena Gomez) e Makeba Riddick Woods (Rihanna, David Guetta, Jennifer Lopez, Mariah Carey)[16].

Artisti Sugar[modifica | modifica wikitesto]

Attuali
Passati

Autori Sugar[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Musica Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica