Fabrizio Del Noce

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on. Fabrizio Del Noce
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Fabrizio Del Noce
Luogo nascita Torino
Data nascita 3 gennaio 1948
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Giornalista
Partito Forza Italia
Legislatura XII Legislatura
Gruppo Forza Italia
Coalizione Polo del Buon Governo
Circoscrizione Lazio 1
Pagina istituzionale

Fabrizio Del Noce (Torino, 3 gennaio 1948) è un giornalista, politico ed ex dirigente televisivo italiano; è figlio del filosofo Augusto Del Noce[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La sua carriera giornalistica ha avuto luogo principalmente nella RAI (in particolare a Rai 1). Il suo ruolo principale è stato quello dell'inviato speciale all'estero, in particolare in Asia ed in Medio Oriente[1], dove ha seguito le crisi e le guerre degli anni ottanta e novanta.

Nel 1994 abbandonò temporaneamente la RAI perché eletto come deputato nel Parlamento Italiano tra le file di Forza Italia; in Parlamento fu, fra l'altro, componente della commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi[2].

Dopo la sconfitta del 1996 nel collegio di Savigliano (in cui fu superato sia dal candidato dell'Ulivo sia da quello della Lega Nord), tornò per condurre il programma Linea verde (2000-2001)[1][3].

Dal 2002 al 2008 è stato direttore di Rai 1, succedendo ad Agostino Saccà[1].

Nel 2002, mesi dopo l'emanazione del cosiddetto "Editto bulgaro", Del Noce sostituì il programma di Enzo Biagi Il Fatto con un intermezzo comico[4]; nei mesi precedenti alla sostituzione vi era stata un'alternanza fra spostamenti del programma ad altra fascia[5], congedi[6] e rassicurazioni circa la permanenza del giornalista[7]. Nel 2006 Del Noce, intervistato da L'Unità, dichiarò che l'allontanamento di Biagi non dipendeva dall'editto bulgaro, trattandosi solo di "coincidenze"[8].

Nel 2008 è stato nominato direttore di Rai Fiction, al posto di Agostino Saccà[9]; dopo una polemica del 2011 in cui attribuì la colpa del calo di ascolti per le fiction a Rai 1 (che rinviò le accuse al mittente)[10], nel 2012 fu sostituito[11].

Vertenze[modifica | modifica wikitesto]

Contenzioso con Curzi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 in una intervista rilasciata al quotidiano "La Stampa" (25 agosto 2005) Sandro Curzi e Nino Rizzo Nervo (allora consiglieri di amministrazione della RAI) accusarono Del Noce di aver "depotenziato" il programma "Affari tuoi"[12]. Del Noce querelò Curzi e Rizzo Nervo e propose anche una causa di risarcimento danni per diffamazione. La causa civile fu persa in primo grado da Del Noce[13]. Il giudice stabilì che le critiche riguardavano «fatti e comportamenti veri e documentati»; inoltre «le critiche riportate nell'articolo provengono principalmente dai consiglieri di amministrazione Rai, che, proprio per la funzione istituzionale a cui sono preposti sono legittimati ad esprimere opinioni personali anche in toni accesi, per l'ambito i cui ci si muove e per l'importanza degli interessi coinvolti. ... Non si ravvisano quindi attacchi gratuiti e personali al dott. Del Noce, ma un legittimo esercizio del diritto di critica».

In una lunga intervista[14] concessa a La Repubblica Del Noce si è difeso da queste ed altre accuse, dichiarando, tra le altre cose: "Sì. Ero di Forza Italia e rimango di Forza Italia. Io non mi riposiziono" ma che non per questo ha mai censurato qualcuno di centrosinistra.

Contenzioso con Staffelli[modifica | modifica wikitesto]

Ha assunto rilievo una sua lite con l'inviato di Striscia la Notizia Valerio Staffelli, accaduta il 30 novembre 2003; la scenata fu filmata pressoché integralmente da telecamere di quel programma e mandata più volte in onda.

Staffelli si era recato in un ristorante romano per consegnare a Del Noce, che vi si trovava in compagnia di Bruno Vespa, il Tapiro d'oro, ma il destinatario lo rifiutò; nel corso dell'alterco, il dirigente RAI, in reazione alle insistenze dell'inviato, lo colpì in faccia con un microfono, procurandogli lesioni[15] e facendo scattare la querela di Staffelli. Il conseguente procedimento giudiziario condusse ad una condanna in primo grado per Del Noce.

Il 4 febbraio 2011, la Corte d'appello di Roma ribaltò completamente la prima sentenza, condannando Staffelli a 20 giorni di reclusione per violenza privata (convertiti in una pena pecuniaria pari a 760 euro)[16] e riducendo da 800 a 400 euro la multa per Del Noce. Successivamente la Corte di cassazione annullò la sentenza della Corte d'Appello e la prescrisse confermando il Primo Grado.

Contenzioso con Travaglio[modifica | modifica wikitesto]

Marco Travaglio scrisse un articolo su Del Noce pubblicato su L'Unità dell'11 maggio 2007; nel pezzo, intitolato La prevalenza del cretino, il giornalista sottolineava come l'altro, da lui definito "lombrico" e "noisette", avesse litigato con tutti i principali talenti della televisione[17]. Del Noce lo querelò e Travaglio fu condannato nel 2009 per diffamazione aggravata dall'uso del mezzo della stampa[17].

Nel maggio 2009 la Cassazione condannò Del Noce al pagamento delle spese processuali e a 1500 euro di ammenda per aver fatto ricorso contro il proscioglimento di Travaglio[18][19].

Polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Del Noce è stato il più longevo direttore di Rai 1 (è rimasto in carica dal 2002 al 2009); in questo ruolo è stato interessato da polemiche pubbliche relative ad alcune delle sue scelte.

Nel 2002 definì la conduzione di Fabrizio Frizzi a Miss Italia "noiosa". Frizzi abbandonò polemicamente la RAI, ove sarebbe tornato soltanto l'anno dopo, prima su Rai 2, poi su Rai 3; tornò alla prima rete solo dopo alcuni anni.

Entrò in polemica con Adriano Celentano per il suo programma Rockpolitik, andato in onda su Rai 1 nell'autunno 2005 (mentre era al governo la coalizione di centro-destra ed in prossimità delle elezioni); Del Noce, in completo disaccordo con Celentano riguardo ai contenuti e agli ospiti del programma, si autosospese per quattro settimane dal suo incarico e così spiegò tale autosospensione: «Se un direttore non può aver nessuna voce in capitolo su una trasmissione in onda sulla sua rete è, di fatto, già autosospeso»; Celentano, nella seconda puntata, facendo riferimento ai grandi ascolti ricevuti, rispose in diretta a Del Noce dicendo: «Che razza di direttore prenderebbe mai le distanze dal maggior successo del suo canale degli ultimi vent'anni?». Due anni dopo (con al governo la coalizione di centro-sinistra) non ci furono polemiche per il successivo show di Celentano La situazione di mia sorella non è buona, andato in onda sempre su Rai 1.

Nella stagione 2005/2006, alla conduzione di Unomattina sostituì la giornalista e storica conduttrice RAI Enza Sampò con Eleonora Daniele; la Sampò accusò Del Noce di favoritismi personali mentre alcuni critici stigmatizzarono la sostituzione di una conduttrice esperta con una debuttante.

Alla fine della stagione 2005/2006 tolse Mara Venier da Domenica In, motivando l'allontanamento per via della gestione di alcune puntate del programma; la Venier disse invece che il suo licenziamento sarebbe stato da imputarsi al fatto che si era pubblicamente schierata a favore di Walter Veltroni nella corsa per l'elezione a sindaco di Roma.

Nel 2007 Del Noce acquistò dalla Endemol il format del programma Soliti ignoti - Identità nascoste, destinato alla prima serata; il programma era stato in realtà già ideato e trasmesso sulle reti Rai negli anni precedenti, per questo nel dicembre 2007 ricevette un altro Tapiro d'Oro da Staffelli. È stato nominato direttore di Rai Fiction, ma manterrà ancora per un certo tempo la carica direttore della prima rete ad interim.

Sempre nel 2007, durante il festival di Sanremo condotto da Pippo Baudo e Michelle Hunziker, nonostante i buoni ascolti registrati nella prima puntata, Del Noce affermò che l'anno successivo il festival sarebbe stato condotto da Paolo Bonolis in quanto in grado di garantire un'audience più alta; Baudo polemizzò con Del Noce durante la conferenza stampa della seconda puntata e i rapporti tra i due restarono tesi per tutto il resto della kermesse canora. In precedenza Baudo aveva già avuto screzi con Del Noce nella primavera del 2004, tanto da essere temporaneamente allontanato dall'azienda, anche se in seguito i due si chiarirono in diretta televisiva un anno dopo.

Nel dicembre 2008, alla conduzione de La prova del cuoco sostituì Antonella Clerici, allora in maternità, con Elisa Isoardi; la Clerici avrebbe dovuto riprendere la guida del programma nel settembre 2009, ma Del Noce confermò la Isoardi anche per la stagione 2009/2010.

Nel 2008, a sole tre settimane dalla messa in onda, annullò uno show programmato già da molto tempo da far condurre a Gigi D'Alessio e Anna Tatangelo, dal titolo Questa sera stiamo a casa, adducendo come motivazione che D'Alessio comparirebbe troppo nei programmi Mediaset.[20]

Ci fu una querelle anche con Lorella Cuccarini, la quale, nonostante fosse sotto contratto di esclusiva per Rai 1, non veniva fatta lavorare; la Cuccarini intervistata da Vanity Fair affermò di essere stata pagata per oltre due anni dalla RAI senza aver fatto nessun programma. La Cuccarini tornò alla conduzione su Rai 1 solo dopo l'arrivo del nuovo direttore Mauro Mazza.

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1991 Del Noce ha pubblicato alcuni libri, tra cui Baghdad.

È stato presidente del Consorzio di Valorizzazione Culturale "La Venaria Reale" sino al 2015[21][22].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Bagdad, Roma-Milano, Nuova Eri-Mondadori, 1991. ISBN 88-04-34971-9.
  • L'avventura della libertà. Fabrizio Del Noce intervista Renato Altissimo, Roma, Bariletti, 1992. ISBN 88-7167-070-1.
  • Non uccidere. Un inviato nel mondo sconvolgente delle manipolazioni sulla vita, Roma-Milano, Nuova Eri-Mondadori, 1995. ISBN 88-04-37466-7.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Il Sole 24 Ore, ARGOMENTI DEL SOLE, 23 settembre 2010
  2. ^ Fonte: Camera dei Deputati
  3. ^ La Repubblica, Del Noce: un novizio per Linea verde
  4. ^ Max & Tux, con Tullio Solenghi e Massimo Lopez
  5. ^ Radio Radicale, Rai: del noce, aspetto scuse di biagi, 21 giugno 2002
  6. ^ La Repubblica, Del Noce gela Biagi Lerner da La7 a Rai Tre
  7. ^ Corriere.it, Abbraccio con Del Noce, Biagi resta a Raiuno, 3 luglio 2002
  8. ^ L'Unità, DEL NOCE RIMEMBRA LA CACCIATA DI BIAGI:«L'EDITTO BULGARO? SOLO UNA COINCIDENZA»
  9. ^ Il Sole 24 Ore, Rai Fiction: via Saccà, arriva Del Noce
  10. ^ Il Sole 24 Ore, Calo di ascolti nelle fiction, Del Noce chiama in causa Rai Uno. Ma la rete non ci sta: è responsabilità sua,
  11. ^ La Repubblica, [“Tinny” Andreatta la manager cinefila che governerà la fiction della Rai http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2012/09/10/news/tinny_andreatta_la_manager_cinefila_che_governer_la_fiction_della_rai-42253867/?ref=search]
  12. ^ Bonolis, Rai sabotata? Del Noce querela Curzi
  13. ^ Tribunale di Roma, 19 maggio 2008, Del Noce c. Curzi e Rizzo Nervo
  14. ^ Intervista a Del Noce
  15. ^ Del Noce non vuole il Tapiro, microfono in faccia a Staffelli, La Repubblica, 1º dicembre 2003. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  16. ^ Condannato Del Noce: ferì Staffelli tirandogli sul naso un microfono, Il Corriere della Sera, 22 settembre 2009. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  17. ^ a b Il Messaggero, Travaglio condannato per aver diffamato Del Noce con un articolo sull'Unità, 28 aprile 2009
  18. ^ Cassazione: Marco Travaglio non ha diffamato Del Noce, JulieNews.it, 30 maggio 2009
  19. ^ Cassazione, respinto ricorso Del Noce contro Travaglio: fatti riportati veritieri, Il Messaggero, 29 maggio 2009
  20. ^ Il Messaggero, 4 novembre 2008
  21. ^ La Repubblica, Alla Reggia arrivano cinque donne, 29 gennaio 2015
  22. ^ La Repubblica, Uno schiaffo. Così si profila il disastro, 24 gennaio 2015

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Deputato del Collegio Uninominale Roma Monte Sacro Successore
nuova legge elettorale 1994 - 1996 Ennio Parrelli
Predecessore Direttore di RAI 1 Successore
Agostino Saccà 2002-2009 Mauro Mazza
Predecessore Direttore di Rai Fiction Successore
Agostino Saccà 2008-2012 Eleonora Andreatta
Controllo di autorità VIAF: (EN267739030 · LCCN: (ENn91123004 · SBN: IT\ICCU\CFIV\104877 · ISNI: (EN0000 0000 6155 9730 · BNF: (FRcb12263424v (data)
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