Umberto Simonetta

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Umberto Simonetta

Umberto Simonetta (Milano, 4 aprile 1926Milano, 25 agosto 1998) è stato un drammaturgo, paroliere, umorista, scrittore e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Milano ma cresciuto in Svizzera (il padre, esule antifascista, faceva il rappresentante di commercio), negli anni cinquanta scrive in coppia con Guglielmo Zucconi i copioni di varie riviste: Casanova in casa Nava (1954, con le sorelle Pinuccia, Diana e Lisetta Nava), Il resto mancia (1955, con Gino Bramieri, Lisetta Nava ed Elio Crovetto), Io, l'ipotenusa (1958, con Tino Scotti). Nel 1961, questa volta da solo, scrive Piazza pulita, che verrà rappresentata al Teatro Nuovo con protagonista Lucio Flauto.

Negli anni sessanta scrive alcuni libri (Lo sbarbato, Tirar mattina, Il giovane normale; da quest'ultimo sarà tratto, nel 1969, l'omonimo film di Dino Risi), ma diviene più noto per le collaborazioni con Giorgio Gaber, per il quale scrive testi di canzoni storiche come Trani a gogò, La ballata del Cerutti e Il Riccardo. Libri e canzoni si ispirano al sottofondo di balordi nelle periferie milanesi, tanto amate da Simonetta. Scrive anche le commedie Arriva la rivoluzione e non ho niente da mettermi e Mi riunisco in assemblea, prendendo in giro il Sessantotto.

Nel 1972 cura con Enrico Vaime i testi della miniserie televisiva Il giro del mondo in 80 giorni, con i pupazzi animati di Giorgio Ferrari e la regia di Peppo Sacchi.

Dopo una parentesi televisiva (Televacca, poi rinominata Onda Libera, nel 1976), nel 1978 prende la direzione del Teatro Milanese - ex Teatro Gerolamo - e produce e dirige varie commedie: Mi voleva Strehler (1978, con Maurizio Micheli), C'era un sacco di gente, soprattutto giovani (1979), Italiani si muore (1979), L'Adalgisa, dall'omonimo romanzo di Carlo Emilio Gadda (1980), Il figlio sorridente (1981) e Caro Tognoli (1982). Negli anni novanta è critico sulle pagine de Il Giornale.

Era sposato con l'attrice Livia Cerini. È il padre adottivo dell'attore e doppiatore Luca Sandri.[1]

Muore di cancro nel 1998. Dopo la cremazione, le sue ceneri riposano al Riparto I del Laghetto Cinerario del Cimitero di Lambrate, tumulate nella celletta 25.[2]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Lo sbarbato. Romanzo, Milano, Parenti, 1961.
  • Tirar mattina, Torino, Einaudi, 1963.
  • Celentano, Milano, Longanesi, 1966.
  • Non tanto regolari, Milano, Bompiani, 1966.
  • Il giovane normale, Milano, Bompiani, 1967.
  • Virgo, Milano, Bompiani, 1972.
  • Morir dal ridere. Testi comici radiofonici e televisivi dal 1945 a oggi, a cura di, Milano, Bompiani, 1973.
  • Lo svergognato, Milano, Bompiani, 1973.
  • La patria che ci è data. I testi comici del cabaret italiano, a cura di, Milano, Bompiani, 1974.
  • Dizionario delle idee correnti, con Maurizio Costanzo, Milano, Bompiani, 1975.
  • I viaggiatori della sera. Romanzo, Milano, A. Mondadori, 1976.
  • Sta per venire la rivoluzione e non ho niente da mettermi, con Livia Cerini, Padova, Mastrogiacomo-Images 70, 1977.
  • Mi riunisco in assemblea, con Livia Cerini, Padova, Mastrogiacomo-Images 70, 1978.
  • Ah se fossi normale!, Milano, A. Mondadori, 1984.
  • Che palle, Milano, Sperling & Kupfer, 1993. ISBN 88-200-1659-1.
  • Come dicevo domani, Milano, Baldini & Castoldi, 1996. ISBN 88-8089-093-X.
  • Storie non tanto regolari, Milano, Baldini & Castoldi, 1997. ISBN 88-8089-243-6.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Livia Grossi, Canzoni di Giorgio Gaber per Sandri e Simonetta, in Corriere della Sera, 3 luglio 2012, p. 18. URL consultato il 24 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  2. ^ Comune di Milano, App di ricerca defunti Not 2 4get.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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