La ballata del Cerutti

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Giorgio Gaber.

La ballata del Cerutti
ArtistaGiorgio Gaber
Autore/iGiorgio Gaber
Umberto Simonetta
GenereBallata
Pubblicazione
Incisione-
Data1960
Durata3:53

La ballata del Cerutti è una canzone scritta da Giorgio Gaber e Umberto Simonetta.

La ballata del Cerutti / Suono di corda di chitarra
ArtistaGiorgio Gaber
Tipo albumSingolo
Pubblicazione1960
Durata3:53
GenereBallata
EtichettaRicordi SRL 10174
Formati7"
Giorgio Gaber - cronologia
Singolo precedente
(1960)
Singolo successivo
(1960)

Storia e testo[modifica | modifica wikitesto]

«Io ho sentito molte ballate: quella di Tom Dooley, quella di Davy Crockett... e sarebbe piaciuto anche a me scriverne una così... e invece, invece niente: ho fatto una ballata per uno che sta a Milano, al Giambellino: il Cerutti, Cerutti Gino.»

(Giorgio Gaber Recitativo accompagnato all'inizio della canzone)

La canzone è una ballata che fa la parodia a quelle celebrative tipiche della musica nordamericana, la maggior parte delle quali venivano composte in onore di eroi della patria. In questo caso, infatti il protagonista è una persona all'apparenza del tutto ordinaria, che ha un nome e cognome di fantasia molto comuni, "Cerutti Gino", ed è un giovane di vent'anni scansafatiche e frequentatore di un bar della periferia milanese, nel quartiere Giambellino. Una sera, il Cerutti vede una Lambretta lasciata in una strada e cerca di rubarla, ma viene visto da qualcuno che chiama la polizia, arrestato e condannato a tre mesi di carcere, da cui uscirà in anticipo con il condono dopo una lunga ramanzina del giudice, guadagnandosi il rispetto degli amici, che lo etichetteranno come "un tipo duro".

I luoghi descritti sono identificabili, così il bar del Giambellino esisteva veramente, ed è realistica anche l'atmosfera ricreata nella canzone[1].

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicato nel 1960 per la Ricordi, era stato pubblicato in altre due edizioni, una delle quali, stampata in soli 100 esemplari, con la copertina illustrata da Tinin Mantegazza e con il titolo La ballata del Cerutti che aveva rubato una Lambretta[2]. Nel 1961 il brano era stato inserito nell'album di esordio Giorgio Gaber. Nel 1965 era stato ripubblicato, sempre come lato A, per la stessa etichetta discografica nel singolo La ballata del Cerutti / Le strade di notte[3].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maurizio Bonassina, I salumieri Fiamenghi: «Noi, zio Gino e Gaber al bar del Giambellino», Corriere della Sera, 6 luglio 2015 vedere articolo on line
  2. ^ Discografia Nazionale della Canzone Italiana
  3. ^ Discografia Nazionale della Canzone Italiana
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