Agente 007 - Una cascata di diamanti

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Agente 007 - Una cascata di diamanti
Agente 007 - Una cascata di diamanti.jpg
James Bond (Sean Connery) e Tiffany Case (Jill St. John) in una scena del film
Titolo originaleDiamonds Are Forever
Paese di produzioneRegno Unito
Anno1971
Durata120 min
Rapporto2,35:1
Generespionaggio, azione, avventura
RegiaGuy Hamilton
SoggettoIan Fleming (romanzo)
SceneggiaturaRichard Maibaum, Tom Mankiewicz
ProduttoreAlbert R. Broccoli e Harry Saltzman
FotografiaTed Moore
MontaggioBert Bates, John W. Holmes
Effetti specialiLes Hillman
MusicheJohn Barry
ScenografiaKen Adam
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Agente 007 - Una cascata di diamanti (Diamonds Are Forever) è un film del 1971 diretto da Guy Hamilton. La pellicola è l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Ian Fleming. È il settimo film della saga di James Bond e il sesto in cui Sean Connery interpreta l'agente, dopo la temporanea parentesi dell'australiano George Lazenby nel precedente Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

James Bond è determinato nell'eliminazione di Ernst Stavro Blofeld per vendicare l'assassinio della moglie Tracy. Egli interroga senza formalità conoscenze e amicizie, fino a risalire a lui ed ucciderlo spietatamente.

Tornato a Londra, Bond viene incaricato da M di sostituirsi a un certo Peter Franks, per risalire al responsabile di un grosso traffico illegale di diamanti, i cui contatti vengono via via eliminati da una bizzarra coppia di killer, Mr. Kidd e Mr. Wint. Egli contatta Tiffany Case ad Amsterdam, dopo l'uccisione di un ennesimo contatto, e si dirige con lei a Las Vegas.

I due killer Mr. Wint (Bruce Glover) e Mr. Kidd (Putter Smith)

Tutti gli indizi sembrano indicare come responsabile il ricco industriale Willard Whyte, e i diamanti necessari a costruire un misterioso laser presso dei laboratori di ingegneria aerospaziale nel deserto del Nevada. Bond ben presto scopre che dietro questo traffico c'è il redivivo Blofeld, in quanto quello ucciso era solo uno dei suoi sosia. Blofeld opera dietro l'involontaria copertura di Whyte, del quale riesce a contraffare la voce per mezzo di un sintetizzatore vocale.

Whyte viene raggiunto da Bond presso la sua maestosa residenza nel deserto dove è confinato, dopo aver eliminato dei sicari che volevano ucciderlo. Nel nascondiglio di Blofeld sopra il casinò, Whyte indica attraverso un plastico una piattaforma oceanica che non è di sua proprietà ed altro non è che il luogo segreto dal quale opera Blofeld, per dirigere il satellite, in grado di distruggere mezzi ed installazioni militari. Bond organizza un'incursione riuscendo ad eliminare Bloefeld in maniera alquanto grottesca.

Bond e Tiffany partono per una crociera spesata da Whyte, e durante una cena si presentano Kidd e Wint come camerieri e sommelier, presto smascherati per la loro incompetenza.[1] In una breve colluttazione i due vengono eliminati servendosi delle loro stesse trappole. Tiffany, scrutando il cielo, si preoccupa sul come riportare sulla Terra il prezioso campionario in orbita.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'abbandono di George Lazenby, la produzione riesce a convincere Sean Connery a tornare nuovamente a vestire per la sesta e ultima volta i panni di James Bond. La United Artists convinse Connery a tornare nel ruolo finanziando in cambio un film a sua scelta; questo si rivelò essere Riflessi in uno specchio scuro (1972).[2] Tuttavia Connery tornerà nuovamente a interpretare il personaggio in Mai dire mai (1983), pellicola apocrifa in quanto non appartenente alla serie ufficiale di 007.

Sean Connery sul set durante le riprese ad Amsterdam

Inizialmente l'antagonista del film doveva essere nuovamente Gert Fröbe nei panni del gemello di Auric Goldfinger (il cattivo dell'omonimo film), ma per dare maggiore continuità alla serie si decide di reintrodurre nella vicenda per la terza volta il nemico principale di Bond, Ernst Stavro Blofeld, interpretato questa volta da Charles Gray il quale subentra a Donald Pleasence e Telly Savalas; lo stesso attore era apparso in un precedente capitolo della saga, Si vive solo due volte, interprete di un personaggio secondario che cade ucciso dopo poche scene.[3]

Nel ruolo di Tiffany Case venne scelta Jill St. John, la quale inizialmente era stata considerata per il ruolo di Plenty O'Toole (per questo ruolo fu scelta Lana Wood). I killer Mr. Kidd e Mr. Wint sono interpretati da Putter Smith e Bruce Glover. La parte del miliardario Willard Whyte fu invece affidata a Jimmy Dean, star della musica country.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Il motivo conduttore del film, Diamonds Are Forever, musica di John Barry e parole di Don Black, è cantata da Shirley Bassey; nell'edizione italiana della pellicola, nei titoli di coda la stessa Bassey ne interpreta una versione in lingua italiana, su testo di Gianni Boncompagni, intitolata Vivo di diamanti.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • L'auto che Bond guida a Las Vegas è una Ford Mustang Mach 1 del 1971, mentre il casino "The Whyte House" è in realtà il primordiale Hilton Las Vegas con l'aggiunta di una torre inesistente per renderlo ancora più alto nelle inquadrature del film. Nel viaggio da Londra verso l'Olanda Bond guida invece una Triumph Stag.
  • Ultima apparizione di Bruce Cabot protagonista del primo King Kong degli anni Trenta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kidd serve maldestramente del Mouton-Rotschild, usando un cavatappi non adatto e con addosso un forte odore di dopobarba. Alla richiesta di Bond per una bottiglia di Bordeaux, il killer ignora che il vino servito appartiene a quella tipologia.
  2. ^ Sezione trivia.
  3. ^ Interpreta il ruolo di Henderson.

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