Prima pagina (film)

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Prima pagina
Prima paginа (film).png
una scena del film
Titolo originale The Front Page
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1974
Durata 105 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Billy Wilder
Soggetto Ben Hecht, Charles MacArthur
Sceneggiatura I. A. L. Diamond, Billy Wilder
Produttore Paul Monash per Universal
Distribuzione (Italia) CIC (1975)
Fotografia Jordan Cronenweth
Montaggio Ralph E. Winters
Musiche Sammy Fain, Lou Handman, Ray Henderson
Scenografia Henry Bumstead
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Prima pagina (The Front Page) è un film del 1974 diretto da Billy Wilder.

Il film è una brillante commedia sul mondo del giornalismo, il suo cinismo e peso politico, sempre attuali.

Il soggetto è tratto dall'omonima opera teatrale scritta da Ben Hecht nel 1928. Della stessa sono state realizzate altre trasposizioni cinematografiche in precedenza: The Front Page di Lewis Milestone, uscito nel 1931, e La signora del venerdì di Howard Hawks, uscito nel 1940.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Chicago, 1929. I giornalisti dei principali quotidiani soggiornano nella sala stampa della Corte Criminale in attesa dell'esecuzione di Earl Williams, condannato all'impiccagione per la presunta uccisione di un poliziotto di colore e, in realtà, per il fatto di appartenere alla "Friends of American Liberty", organizzazione a cavallo tra l'anarchico e il marxista.

Tra i giornalisti eccelle Hildy Johnson del Chicago Examiner, il quale, tuttavia, proprio all'indomani dell'esecuzione, decisosi a sposare Peggy Grant, programma di trasferirsi subito a Filadelfia dove si dedicherà alla pubblicità.

Il suo direttore, l'astuto e cinico Walter Burns, visti inutili i tentativi di fermare il suo brillante dipendente, cerca di stuzzicarne l'orgoglio sostituendolo con uno sprovveduto pivello.

Il condannato, dopo la sua ultima cena, approfittando dei grotteschi interrogatori dello psicanalista dr. Eggelhofer, sfugge allo sceriffo Peter Hartman ed evade. Cercato invano per tutta la città, era sempre rimasto nell'edificio, tanto che trova rifugio nella sala stampa dove è rimasto il solo Hildy, di passaggio per dare l'addio ai colleghi. La straordinaria situazione induce il giornalista a "catturare" il "pericoloso" criminale e a trattenersi ancora un po' per chiamare il suo direttore, che si precipita immediatamente per effettuare lo scoop.

Scoperti però dai colleghi e dallo sceriffo, Johnson e Burns vengono arrestati. Nella cella incontrano il malcapitato funzionario del governatore dell'Illinois che porta con sé una sospensione d'esecuzione che sindaco e sceriffo, per speculazione elettorale, avevano delinquenzialmente evitato di recepire potendo così portare a termine l'esecuzione. Sbugiardato, il sindaco libera immediatamente i due e, su richiesta di Burns, blocca il treno in partenza per Filadelfia, per permettere a Hildy di raggiungere la promessa sposa ormai in lacrime. Burns saluta con affetto il suo miglior giornalista che se ne va, ma intanto ha già in atto un subdolo piano per riaverlo con sé.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Benché per principio, Wilder fosse contrario ai remake[1], in questo caso fece un'eccezione accettando di dirigere un film il cui soggetto era già stato utilizzato da due lungometraggi di grande successo. Inoltre, quando si era già alla seconda stesura della sceneggiatura, Wilder preferì ripartire da capo, abbandonando l'idea di trasporre le vicende al presente, ritenendo di fondamentale importanza il peso che la carta stampata effettivamente aveva nel 1929 e non più negli anni settanta[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Charlotte Chandler, 8 in Nobody's Perfect: Billy Wilder, A Personal Biography, New York, Simon & Schuster, 2002, pp. 278-285. ISBN 0-7432-1709-8.

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