Emilio Schuberth

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Emilio Schuberth nel 1957

Emilio Schuberth (Napoli, 8 giugno 1904[1]Roma, 5 gennaio 1972) è stato uno stilista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Grande couturier amato dalle dive internazionali (per questo fu definito il "sarto delle dive"), vestì la principessa Soraya, Rita Hayworth, Ingrid Bergman, Bette Davis, Brigitte Bardot, Sophia Loren, Gina Lollobrigida e Anna Magnani[2].

La sua notorietà è dovuta ad un innato senso dell'arte e dello spettacolo oltre ad un'accurata conoscenza sartoriale ereditata dalla scuola napoletana[3]

Intorno agli anni '30 Schubert si trasferisce a Roma ed inizia a lavorare presso l'atelier Montorsi, dove dimostra una spiccata dimestichezza nel combinare la seta ai merletti per il settore biancheria. 

Successivamente nel 1938 decide di mettersi in proprio ed inaugura insieme a sua moglie un primo negozio in via Frattina. Sommerso dalle mille richieste delle clienti, dopo appena due anni inaugurerà un atelier di alta moda in via Lazio per poi spostarsi di nuovo in via XX Settembre dopo neanche un anno. Il suo stile singolare presentava una donna classica e ricercata, che amava i tessuti lussuosi e le sapienti combinazioni dei materiali. Busto sottile e spalle importanti, i suoi abiti, sintesi di fasti ottocenteschi e  hollywoodiani, colpirono immediatamente l'attenzione delle grandi star del cinema e dei reali nobili: Maria Pia di Savoia non indugiò a commissionare al sarto napoletano parte del corredo per le nozze, mentre il re Farouk d'Egitto lo scelse per vestire l'intero harem di mogli ed amanti. Nel 1949 in occasione del Festival di Venezia, Schubert  sfila a Palazzo Grassi[4]

Emilio Schubert, aveva compreso che la comunicazione era fondamentale e ad ogni evento mondano non mancava di mettere in scena, con un fare istrionico, le sue apparizioni, accompagnandosi con dodici scintillanti modelle e facendo sfoggio di costosi gioielli che adoperava in particolare per calamitare l'attenzione dei media. 

Prese parte alla storica sfilata di Palazzo Pitti a Firenze nel 1951, diventando uno dei protagonisti della nascente moda italiana. Nel 1953 concorre a fondare insieme ad altri grandi nomi dell'epoca (tra cui le sorelle Fontana, Alberto Fabiani, Vincenzo Ferdinandi, Jole Veneziani, Giovannelli-Sciarra, Mingolini-Heim, Garnet, Simonetta) il SIAM - Sindacato Italiano Alta Moda[5] (diventato poi Camera Nazionale della Moda Italiana). Molto noto negli anni '60 per il suo stile stravagante e onirico, è considerato come colui che ha rivoluzionato, grazie alla spettacolarizzazione della moda, il ruolo del "sarto", pressoché invisibile, trasformandolo nella figura dello "stilista" odierno. Maestro indiscusso della moda italiana. Firma anche un suo profumo, che chiama ironicamente Schu-schu. È stato personaggio, oltre che sarto famoso, capace di recitare una parte istrionica nella società dello spettacolo dell'epoca. Interpreta sé stesso in un film e partecipa alla popolarissima trasmissione televisiva de Il Musichiere non soltanto da costumista, ma anche esibendosi come cantante. Tra i suoi allievi Valentino. Nel 2007 un gruppo di imprenditori Napoletani ha deciso di dare nuova vita alla maison Emilio Schuberth, ma sempre tenendo fede all'identità originale del brand[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giampaolo Benati, Emilio Schuberth: the Tailor of the Stars, La Dolce Vita., Emme magazine, 27 aprile 2016. URL consultato il 14 agosto 2017.
  2. ^ Emilio Federico Schuberth - Vogue.it, su www.vogue.it. URL consultato il 25 novembre 2017.
  3. ^ Nexta, Emilio Federico Schubert Stilista - Biografia, foto sfilate e news dello stilista di moda | Stile.it, su Stile.it. URL consultato il 26 novembre 2017.
  4. ^ Archivio Riccardi, Emilio Schubert, su www.archivioriccardi.it. URL consultato il 26 novembre 2017.
  5. ^ ,Myword.it - Il portale dell'intrattenimento
  6. ^ Schuberth Emilio Federico | Archivi della moda del novecento, su www.moda.san.beniculturali.it. URL consultato il 25 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]