Sandra Milo

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Sandra Milo in Adua e le compagne di Antonio Pietrangeli (1960)

Sandra Milo, pseudonimo di Salvatrice Elena Greco (Tunisi, 11 marzo 1933Roma, 29 gennaio 2024[1]), è stata un'attrice e conduttrice televisiva italiana.

Con la partecipazione a film come Il generale Della Rovere, Adua e le compagne, Fantasmi a Roma, Giulietta degli spiriti e, soprattutto, , premiato con l'Oscar, è stata tra le protagoniste del cinema italiano degli anni sessanta, e musa di Federico Fellini.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sandra Milo

Nata a Tunisi da padre siciliano e madre toscana,[2] trascorse l'infanzia tra Monsummano Terme, dove frequentò l'asilo dalle suore, e Vicopisano, borgo medievale poco distante da Pisa, dove frequentò le scuole elementari sino alla quarta classe.[3] Adolescente si trasferì con la famiglia a Viareggio. Nel 1948, a 15 anni, sposò il marchese Cesare Rodighiero, da cui rimase incinta, ma il bambino morì alla nascita a causa del parto prematuro.[4][5] I due si separarono dopo soli 21 giorni dal matrimonio, ottenendo l'annullamento dal Tribunale della Rota Romana.[6] Milo esordì al cinema accanto ad Alberto Sordi in Lo scapolo (1955) di Antonio Pietrangeli. Riconoscibile per le sue forme prorompenti e vistose e per la voce ingenua da bambina, divenne una maggiorata del grande schermo e prese parte a numerosi film di genere.

Il primo ruolo importante arrivò nel 1959 grazie al produttore greco Moris Ergas, che poi la sposò: si tratta de Il generale Della Rovere, per la regia di Roberto Rossellini, in cui interpretava il ruolo di una prostituta al fianco di Vittorio De Sica. Un ruolo analogo fu quello ricoperto, nel 1960, in Adua e le compagne di Antonio Pietrangeli, che la diresse anche in seguito. Nello stesso anno fu diretta da Claude Sautet in Asfalto che scotta, con protagonisti Lino Ventura e Jean-Paul Belmondo, iniziando così un'intensa e promettente stagione di film d'autore. Nel 1961 fu protagonista con Eduardo De Filippo, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni di Fantasmi a Roma, diretto da Antonio Pietrangeli.

Sandra Milo in di Federico Fellini (1963)

Nello stesso anno la sua carriera ebbe tuttavia una brusca interruzione dopo la stroncatura al Festival di Venezia di Vanina Vanini, tratto dall'omonimo racconto di Stendhal e ancora una volta firmato da Roberto Rossellini. Il film, e soprattutto la recitazione di Milo, vennero accolti con aspre critiche e l'attrice fu da Enrico Lucherini sarcasticamente soprannominata Canina Canini.[7] Nel 1962 tornò al cinema con Il giorno più corto di Sergio Corbucci, dove recitò al fianco di Totò, Eduardo e Peppino De Filippo, Jean-Paul Belmondo, Ugo Tognazzi, Aldo Fabrizi e altri.

Sandra Milo in Giulietta degli spiriti di Federico Fellini (1965)

Cruciale fu l'incontro con Federico Fellini, che contribuì alla sua maturazione artistica e con il quale cominciò anche una relazione clandestina durata 17 anni.[8] Nei due capolavori del maestro riminese (1963) e Giulietta degli spiriti (1965), "Sandrocchia" (così veniva affettuosamente soprannominata dal regista) recitò nei panni di una femme fatale, ironica e disinibita che, oltre a incarnare l'immaginario erotico del regista, venne spesso messa in contrasto con le mogli, donne dall'aspetto più dimesso e dalla mentalità più borghese. Per entrambi i film vinse il Nastro d'argento come miglior attrice non protagonista.

Dopo le importanti esperienze con Fellini venne diretta, fra i tanti, da Luigi Zampa in Frenesia dell'estate (1963), ancora una volta da Antonio Pietrangeli in La visita (1963), accanto a François Périer, ove avvenne la sua caratterizzazione più complessa e riuscita, da Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa in Le voci bianche (1964), con protagonista Paolo Ferrari, e da Dino Risi in L'ombrellone (1965), ove interpretò con intensità e ironia la vivace moglie dell'ingegnere Enrico Marletti (Enrico Maria Salerno). Nel 1964 recitò accanto a Fernandel e Jean-Pierre Cassel, rispettivamente, in Ho una moglie pazza, pazza, pazza di Jean Boyer e ...poi ti sposerò di Philippe de Broca. In seguito partecipò ad altri film di minore importanza, tra cui Come imparai ad amare le donne (1966) di Luciano Salce, La notte pazza del conigliaccio (1967) di Alfredo Angeli, ove affiancò nuovamente Enrico Maria Salerno, Per amore... per magia... (1967) di Duccio Tessari e T'ammazzo!... Raccomandati a Dio (1968) di Osvaldo Civirani, accanto a George Hilton e John Ireland, dopo il quale l'attrice si allontanò dal cinema per circa un decennio.

La sua burrascosa vita sentimentale, le nozze a quindici anni con il marchese Cesare Rodighiero nel 1948 (durate 21 giorni), la relazione durata undici anni con Moris Ergas (da cui nacque Deborah, giornalista televisiva) e una successiva unione con Ottavio De Lollis (con la nascita di Ciro e poi di Azzurra), misero in secondo piano un'intensa attività cinematografica, che Milo interruppe bruscamente nel 1968 in favore della famiglia. In seguito l'attrice affermò in un'intervista di aver subito dal suo ex marito Ergas gravi violenze fisiche, ma di aver preferito non denunciarlo.[9] Intervistata da Diva e donna, raccontò della guarigione della terzogenita Maria Azzurra, nata prematuramente al settimo mese di gestazione, che pareva morta alla nascita, ma tornò in vita. La chiesa cattolica riconobbe l'autenticità del miracolo durante il processo di beatificazione di suor Maria Pia Mastena, fondatrice delle Suore del Santo Volto.[10][11][12] La stessa Milo, anche in seguito all'episodio, si è dichiarata credente e cattolica.[13]

Dopo una lunga pausa, nel 1979 tornò al cinema recitando in alcune commedie di genere, come Riavanti... Marsch! di Luciano Salce e Tesoromio di Giulio Paradisi, cui seguirono Grog (1982) di Francesco Laudadio e Cenerentola '80 (1984) di Roberto Malenotti. Intanto si delineava la sua nuova carriera televisiva.

L'esperienza televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Sandra Milo in Adua e le compagne di Antonio Pietrangeli (1960)

La partecipazione come conduttrice di un ciclo di cinque puntate di Studio Uno nel 1966 e l'intervista concessa a Luigi Silori per Uomini e Libri nel 1962 esauriscono le esperienze Rai della sua giovinezza artistica.

Passarono più di vent'anni prima che, aiutata dalla vicinanza con Bettino Craxi, tornasse alla conduzione televisiva su Rai 2, rete televisiva all'epoca controllata dal PSI secondo gli schemi della lottizzazione della Rai durante la Prima Repubblica. Nel 1982-1983 ha collaborato e condotto una rubrica di costume all'interno del programma d'approfondimento Mixer di Giovanni Minoli.

Dal 1985 al 1989 ha condotto Piccoli fans, trasmissione pomeridiana per bambini (antesignana di programmi come Ti lascio una canzone e Io canto), che ha lasciato un segno nella storia della TV italiana: la conduzione esageratamente ingenua e bambinesca di Sandra Milo (anche per la sua voce in falsetto) e una serie di situazioni grottesche la resero nuovamente famosa al pubblico italiano, tanto da riuscire a eclissare la stagione di successi cinematografici degli anni sessanta.

Sempre nel 1985 è stata coinvolta con l'allora marito Ottavio De Lollis e la figlia Azzurra, senza conseguenze, nella strage di Fiumicino. L'attrice era presente al check-in nei momenti della sparatoria che ha visto tredici vittime per mano dei sicari del terrorista Abu Nidal.[14]

Sandra Milo è entrata involontariamente nella storia della televisione italiana anche per uno scherzo telefonico messo in pratica ai suoi danni: l'8 gennaio 1990, durante la trasmissione pomeridiana L'amore è una cosa meravigliosa che condusse su Rai 2 nella stagione 1989-1990, una telefonata anonima di una voce femminile in diretta informò la presentatrice che suo figlio Ciro era ricoverato in ospedale in gravi condizioni in seguito a un incidente stradale. La Milo non riuscì a trattenere le lacrime e scappò disperata dallo studio.[15] La notizia dell'incidente era falsa, ma le urla della sconvolta conduttrice vennero riprese da trasmissioni come Blob, Striscia la notizia e Target, rendendole tanto popolari da essere citata nella canzone La strana famiglia di Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci, incisa nel 1991. Successivamente ispirò il titolo di una trasmissione satirica di Italia 1: Ciro, il figlio di Target. L'autrice della telefonata non fu mai individuata (si era presentata alle centraliniste con il nome di Maria Ramondio, che si rivelò una falsa identità), ma fu individuato il telefono da dove era stata fatta, che si trovava all'interno degli uffici Alemagna di via del Corso a Roma.[16]

Lasciata la Rai, nella stagione 1991-1992 Milo approdò alla Fininvest (divenuta Mediaset nel 1996) per succedere a Enrica Bonaccorti nella conduzione del quiz Cari genitori, in onda dal lunedì al venerdì nella fascia mattutina di Rete 4. In seguito fu protagonista sulla stessa rete di una parodia musicale a puntate della telenovela La donna del mistero intitolata La vera storia della donna del mistero, al fianco di Patrizia Rossetti, dei Ricchi e Poveri e di altri. Sempre su Rete 4 ha presentato, nella stagione 1992-1993, il varietà domenicale Giorno di festa.

Sandra Milo a Venezia nel 1988

Nel 1995 ha dichiarato a una televisione privata iraniana di avere una collezione di mutandine di circa 60 000 esemplari. Tale dichiarazione suscitò la reazione del governo di Teheran, che le negò il visto turistico per il transito nel paese.

L'attivismo socialista e il legame con Craxi[modifica | modifica wikitesto]

Vicina al Partito Socialista Italiano almeno dagli anni sessanta, fu molto vicina a Pietro Nenni. Negli anni ottanta Sandra Milo fu amante di Bettino Craxi, allora leader del PSI.[17] Vicina a quel mondo di nani e ballerine che circondava la classe dirigente politica italiana che faceva riferimento a Craxi, Claudio Martelli e Gianni De Michelis,[18] partecipò attivamente a diverse campagne elettorali posando anche per manifesti.[19]

Vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 la Milo patteggiò una pena a tredici mesi di reclusione e a un milione e trecentomila lire di multa per aver concorso, assieme all'allora compagno Giuseppe Lo Presti, a una truffa immobiliare ai danni di tredici privati e otto banche per l'ammontare di circa 3 miliardi di lire. I due facevano firmare false procure a persone interessate a vendere immobili di ingente valore, per poi acquistarli e con essi ottenere mutui presso istituti di credito.[20]

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Durante il Festival di Sanremo 2001 è stata opinionista fissa de La vita in diretta. Nel 2002 recitò al fianco di Giampiero Ingrassia e di Anna Mazzamauro nella fiction di Canale 5 intitolata Ma il portiere non c'è mai?. Nel 2003 tornò al cinema con il film Il cuore altrove di Pupi Avati. Nel 2005 partecipò al reality show, Ritorno al presente, classificandosi seconda. Nel 2005 partecipò all'intervista-spettacolo La mia vita uno spettacolo, diretta da Giacomo Rizzo, con la direzione artistica di Arnolfo Petri, vincendo il premio "Nike per il Teatro". La collaborazione con Arnolfo Petri proseguì nel 2009, con un contributo video per lo spettacolo teatrale Madame B.

Dal 2006 è stata in tournée nei teatri italiani con la commedia 8 donne e un mistero, tratta dall'omonimo film francese del 2002. Nel 2007 è stata protagonista, con Barbara D'Urso e Maurizio Micheli, della commedia teatrale Il letto ovale, diretta da Gino Landi.

L'11 febbraio 2007, durante un'intervista nel corso del programma Buona Domenica di Canale 5, ha raccontato[21] di aver contribuito molti anni prima ad alleviare le sofferenze della madre in fin di vita, schierandosi apertamente a favore dell'eutanasia. Nel racconto l'attrice ha sostenuto che la madre "si stava consumando con un dolore immenso e senza fine". "Così, mi chiese di aiutarla a morire" ha proseguito Milo, piangendo. "Mi ha fatto uscire dalla stanza, ed è morta, sola, come lei voleva. Non credo che sia vero quando si dice che tutto questo è falsa pietà. So che c'è molta gente a favore e molta contro, ma bisogna provarlo, come si fa a dire 'no, continua a soffrire', se sai che quella persona non avrà scampo a causa del male che l'ha colpita? La gente deve poter morire con dignità."

Nel 2008 ha partecipato al film Chi nasce tondo... di Alessandro Valori, con Valerio Mastandrea. Per la stagione teatrale 2008-2009 portò in scena, con Caterina Costantini, Eva Robin's e Rossana Casale, Fiori d'acciaio (tratto dall'omonimo film di Herbert Ross del 1989), per la regia di Claudio Insegno.[22] È protagonista di uno dei cinque episodi del film Impotenti esistenziali di Giuseppe Cirillo, uscito nelle sale nel marzo 2009. Sempre nel 2009 è stata co-protagonista del film W Zappatore di Massimiliano Verdesca, uscito nel 2011, grazie al quale ha vinto il premio come migliore attrice al Festival del Cinema di Brooklyn 2011. Durante la trasmissione Porta a Porta del 29 ottobre 2009 ha dichiarato di essere stata per diciassette anni l'amante di Federico Fellini.

È stata tra i concorrenti del reality show L'isola dei famosi 7, in onda dal 24 febbraio 2010, arrivando in semifinale. Nello stesso periodo è uscita nelle sale cinematografiche la commedia di Gabriele Salvatores, Happy Family, che annoverava la Milo tra i protagonisti. Nel 2011 è stata in tournée con Il club delle vedove, per la regia di Caterina Costantini. Nel 2013 è stata protagonista della commedia teatrale Federico... Come here, scritta da Nicola Bonimelli, con la regia di Walter Palamenga. Dal 2013 al 2015 è stata in tournée con Harry & Sally 9 mesi dopo, con la regia di Claudio Insegno. A ottobre 2016 recitò nella commedia teatrale Una fidanzata per papà, con Stefano Antonucci, Savino Zaba e Angela Melillo.

Nel luglio 2017, ad Alghero (SS), ha ricevuto il Grand Prix Corallo alla carriera.

Nel 2018 ha fatto un'escursione nel mondo della canzone d'autore partecipando al brano La fotogenia di Alessandro Orlando Graziano, contenuta nell'album Voyages Extraordinaires. Nell'estate 2019, su Rai 1, ha tenuto una rubrica dedicata alla posta del cuore nel programma Io e te, condotto da Pierluigi Diaco, con Valeria Graci. Nel 2020, a fianco di Paolo Ruffini, è stata opinionista e giudice nella sesta puntata del programma La pupa e il secchione - E viceversa, su Italia 1. Nell'estate del 2020 invece è tornata in Rai come inviata del programma Estate in diretta che vede la conduzione di Andrea Delogu e di Marcello Masi.

Preannunciato il 28 aprile, l'11 maggio 2021 le venne assegnato il premio David di Donatello alla carriera.[23] Nel 2022 è protagonista del docu-reality Quelle brave ragazze, con Mara Maionchi e Orietta Berti. Nel 2023 ne venne prodotta una seconda edizione, sempre con Milo affiancata ancora dalla Maionchi e da Marisa Laurito (in sostituzione di Orietta Berti). Il 21 dicembre 2023 è tra i protagonisti della serie comedy di Prime Video, Gigolò per caso, 6 episodi per la regia di Eros Puglielli, con, tra gli altri, Christian De Sica e Pietro Sermonti.[24]

Malattia e morte[modifica | modifica wikitesto]

Il funerale a piazza del Popolo, 31 gennaio 2024

Muore il 29 gennaio 2024, nella sua abitazione di Roma, all'età di 90 anni, a causa di un tumore ai polmoni con metastasi al cervello che le era stato diagnosticato tre mesi prima, dopo gli esami di routine a cui si era sottoposta in previsione di una banale operazione all'anca.[25][26][27] La camera ardente fu allestita il giorno dopo presso la sala della Protomoteca del Palazzo Senatorio in Campidoglio, mentre i funerali si svolsero la mattina del 31 gennaio nella basilica di Santa Maria in Montesanto in piazza del Popolo a Roma. È stata sepolta al cimitero del Verano.[28][29][30]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Sandra Milo in Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini (1959)
Sandra Milo con François Périer in La visita di Antonio Pietrangeli (1963)

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Testimonial pubblicitaria[modifica | modifica wikitesto]

Sandra Milo ha partecipato a tre edizioni della rubrica pubblicitaria televisiva Carosello:[31]

  • Brandy Gran Senior delle distillerie Fabbri (1957)
  • Sapone Palmolive (1959-1960)
  • Voxson (1967)

Spot televisivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Calzature Melluso (1989)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Le favole di Sandra Milo
  • Ma si che ce la fai/Marinai marinai (con Gianni Dei)
  • 1984 – Come si fa/Il mondo è tutto una canzone
  • 1987 – Il ballo del "che cos'è?"/Il ballo del "che cos'è?" (strumentale) (con i Piccoli e grandi fans)
  • 2018 – La fotogenia, in duetto con Alessandro Orlando Graziano nell’album Voyages Extraordinaires

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

  • Caro Federico, Milano, Rizzoli, 1982.
  • Amanti, Napoli, Pironti, 1993, ISBN 88-793-7087-1.
  • Il corpo e l'anima, Le mie poesie, Milano, Morellini Editore, 2019, ISBN 9788862986854.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Addio a Sandra Milo: fra le attrici più popolari del cinema italiano, fu musa di Federico Fellini, in Gazzetta di Parma, 29 gennaio 2024. URL consultato il 29 gennaio 2024.
  2. ^ Debora Attanasio, Sandra Milo, storia infinita della donna che non sopportava la fedeltà, su marieclaire.com/it, 11 marzo 2019. URL consultato il 22 marzo 2020.
  3. ^ Intervista a Sandra Milo del 31 agosto 2019, in occasione della sua visita a Vicopisano (al min. 4:50)
  4. ^ Copia archiviata, su corriere.it. URL consultato il 16 agosto 2022 (archiviato dall'url originale il 19 marzo 2021).
  5. ^ Copia archiviata, su vip.it. URL consultato il 6 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2011).
  6. ^ In Versilia amori e tormenti Milo: Tentarono di stuprarmi - Regione - il Tirreno
  7. ^ Giornale di Vicenza, Canina Canini divenne la Sandrocchia
  8. ^ Io e Fellini Sandra Milo racconta la storia d' un amore, su web.archive.org, 4 dicembre 2012. URL consultato il 19 novembre 2023 (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2012).
  9. ^ Domenica In, polemica per le parole di Sandra Milo: «Non serve a nulla denunciare le violenze», su video.corriere.it, 10 aprile 2023.
  10. ^ Dario D'Angelo, Sandra Milo: "Mia figlia miracolata" / Morta e risuscitata da suor Maria Pia Mastena”, su Il Sussidiario, 18 aprile 2019. URL consultato il 26 dicembre 2019 (archiviato il 26 dicembre 2019).
  11. ^ Miracolo salva Azzurra, la figlia di Sandra Milo, su news.fidelityhouse.eu, 18 aprile 2019. URL consultato il 26 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2019).
  12. ^ La figlia di Sandra Milo dichiarata morta, torna a vivere grazie alla Beata Maria Pia, su it.aleteia.org, 18 aprile 2019. URL consultato il 26 dicembre 2019 (archiviato il 26 dicembre 2019).
  13. ^ Lucio Giordano, Ho peccato e ho tanto sofferto, però l'amore di Dio non mi ha mai lasciato, in Dipiù, n. 32, 13 agosto 2021, pp. 98-101.
  14. ^ Mino Fuccillo e Claudio Gerino, Avevano un ordine: uccidere senza pietà poi la folla grida: 'datecelo, in la Repubblica, 28 dicembre 1985.
  15. ^ Rossella Pastore, Ciro De Lollis, figlio di Sandra Milo/ Video, l'attrice: "vivrò grazie a lui...e", su ilsussidiario.net/, 6 aprile 2019. URL consultato il 2 agosto 2019 (archiviato il 2 agosto 2019).
  16. ^ Simonetta Robiony, "Tuo figlio sta male" e Milo sviene in diretta, in La Stampa, 9 gennaio 1990, p. 1. URL consultato l'8 settembre 2009.
  17. ^ Con Bettino l'amore aveva più gusto, La Stampa, 16 novembre 2007
  18. ^ Curzio Maltese, Nani e ballerine almeno cambiarono la tv, Corriere della Sera, 21 gennaio 2006
  19. ^ Sandra Milo racconta la sua storia con Bettino Craxi - YouTube
  20. ^ Sandra Milo, un giorno in Pretura: condannata a 13 mesi di carcere, Corriere della Sera, 9 febbraio 1999
  21. ^ Milo: «Ho aiutato mia madre a morire», in Corriere della Sera, 12 febbraio 2007.
  22. ^ Articolo tratto da SudEst.it dell'11 marzo 2009 Archiviato il 9 maggio 2010 in Internet Archive.
  23. ^ Francesco Gallo, A Sandra Milo premio David alla carriera, "grata ai registi e ai miei figli", su ansa.it, 28 aprile 2021.
  24. ^ "Gigolò per caso", la nuova serie comedy con Pietro Sermonti e Christian De Sica, su romatoday.it.
  25. ^ Addio a Sandra Milo, musa di Federico Fellini. L'attrice si è spenta a 90 anni, nella sua casa, su rainews.it, 29 gennaio 2024.
  26. ^ Addio a Sandra Milo, nessuna solare come lei, su ansa.it, 29 gennaio 2024. URL consultato il 29 gennaio 2024.
  27. ^ Ciro De Lollis, il figlio di Sandra Milo: "Aveva un tumore ai polmoni con metastasi al cervello", su tgcom24.mediaset.it, 3 febbraio 2024. URL consultato il 3 febbraio 2024.
  28. ^ Sandra Milo, feretro arrivato alla camera ardente in Campidoglio: presenti i tre figli, su ilmessaggero.it, 30 gennaio 2024. URL consultato il 30 gennaio 2024.
  29. ^ Sandra Milo, la camera ardente in Campidoglio. Il figlio: "Le ho stretto la mano fino all'ultimo". Domani i funerali, su ilmessaggero.it.
  30. ^ Funerali Sandra Milo, l'ultimo saluto alla Chiesa degli Artisti, su tg24.sky.it.
  31. ^ Marco Giusti, Il Grande libro di Carosello, Milano, Sperling & Kupfer, II edizione, ISBN 88-200-2080-7

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