Giacobbe Fragomeni

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Giacobbe Fragomeni
Nazionalità Italia Italia
Altezza 177 cm
Peso 91 kg
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi massimileggeri
Carriera
Incontri disputati
Totali 41
Vinti (KO) 34 (14)
Persi (KO) 5 (4)
Pareggiati 2
Palmarès
2008 Titolo mondiale WBC massimileggeri
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Bronzo Budapest 1997 massimi
Wikiproject Europe (small).svg Europei
Oro Minsk 1998 massimi
 

Giacobbe Fragomeni (Milano, 13 agosto 1969) è un pugile italiano, campione del mondo WBC nel 2008 per la categoria dei pesi massimileggeri.

È stato il vincitore dell'undicesima edizione del reality show L'isola dei famosi con il 65% dei voti.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Pugilato[modifica | modifica wikitesto]

Nato e cresciuto nel quartiere periferico di Stadera, ma di origine calabrese, è stato scoperto e allenato da Ottavio Tazzi, detto il "Nonno" o il "Maestro dei Maestri". Grazie a lui ha cominciato a saltare la corda a 20 anni, a 21 è salito per la prima volta sul ring, ed a 22 si era già battuto in una cinquantina di incontri da dilettante.

Nel gennaio 1993 ha indossato la prima maglia azzurra. Tra le sue vittorie spiccano la medaglia di bronzo ai campionati mondiali di pugilato dilettanti del 1997 a Budapest e quella d'oro ai campionati europei di pugilato dilettanti del 1998 a Minsk. Nel 2000 ha partecipato ai Giochi della XXVII Olimpiade a Sydney.

Dal 1º gennaio 2001 è entrato a far parte dei professionisti. Ad agosto dello stesso anno si é infortunato al bicipite brachiale ed è stato costretto ad uno stop di quasi un anno.

L'11 novembre 2007, sotto la guida tecnica di Patrizio Oliva ha sfidato il pugile britannico David Haye per la conquista del titolo europeo dei pesi massimi leggeri EBU ma è stato sconfitto alla nona ripresa, in un incontro che fino a quel momento aveva sostanzialmente dominato.

Il 24 ottobre 2008 ha conquistato al Palalido di Milano il titolo di campione del mondo WBC nella categoria dei pesi massimi leggeri, battendo ai punti il pugile ceco Rudolf Kraj[1]. Dopo aver conquistato il titolo iridato dei pesi mediomassimi ha ricevuto dall'allora sindaco di Milano, Letizia Moratti, l'Ambrogino per la sua testimonianza di vita. Oltre ai meriti sportivi, il pugile ha meritato il riconoscimento anche per l'impegno profuso nel costruire una palestra allo Stadera, il quartiere dove è cresciuto. Il 16 maggio 2009 ha ottenuto al Gran Teatro di Roma la prima difesa del titolo, pareggiando ai punti l'incontro con il pugile polacco Krzysztof Wlodarczyk e portando il suo record personale a 26-1-1 con 10 k.o.[2].

Il 22 novembre 2009 viene battuto ai punti dal pugile ungherese Zsolt Erdei a Kiel, perdendo il titolo.

Il 12 marzo 2012 per la cintura mondiale "silver" versione WBC dei massimi leggeri, affronta l'altro pugile italiano Silvio Branco, al termine delle dodici riprese l'incontro viene giudicato pari. Alla vigilia della ripetizione dell'incontro Branco provocatoriamente acquista la cintura dei pesi massimi leggeri versione Wbc - pratica peraltro regolare e possibile rivolgendosi direttamente alla Wbc - e pubblica sul proprio profilo facebook le foto con indosso la cintura di Giacobbe. Il 15 dicembre 2012 a Riva del Garda, i due si giocano la possibilità di disputare il Mondiale. L'incontro è il primo nella storia della boxe al termine del quale non viene letto il verdetto. Il 17 dicembre 2012 la World Boxing Council dirama una nota ufficiale indicando in Giacobbe Fragomeni il vincitore del match, senza indicazione dei punteggi.

Il 7 dicembre 2013, in qualità di sfidante ufficiale, Fragomeni affronta il campione del Mondo Krzysztof Wlodarczyk. Il combattimento si svolge all'UIC di Pavillon, nella città di Chicago. Il pugile italiano è accompagnato all'angolo dal maestro Maurizio Zennoni e dal suo procuratore Salvatore Cherchi. Nel corso della quarta ripresa Fragomeni viene messo al tappeto da un sinistro di Wlodarczyk. Al termine della sesta ripresa il personale medico viene inviato all'angolo italiano per esprimersi sulla gravità di una ferita sullo zigomo sinistro di Fragomeni. Il medico suggerisce di interrompere l'incontro ed il pugile italiano spontaneamente abbandona.

Il 24 ottobre 2014 torna sul ring provando a sfilare la cintura europea al campione russo Rakhim Chakhkiev, ma viene messo ko nel corso della 4ª ripresa. È tornato ufficialmente sul ring, dopo una pausa dovuta anche alla partecipazione all'Isola dei Famosi, il 14 gennaio del 2017 in occasione della manifestazione "The Night of Kick and Punch 6", andata in scena al Teatro della Luna. Ha impiegato solo tre riprese per sbarazzarsi di "Psyco" Tamas Polster.[3]

Il match senza verdetto[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 dicembre 2012 a Riva del Garda, nel rematch dell'incontro valevole per il titolo WBC cruiserweight d'argento Giacobbe Fragomeni affronta Silvio Branco. L'incontro è il primo nella storia della boxe al termine del quale non viene letto il verdetto. Al suono dell'ultima campana infatti alcuni membri dello staff Branco si scagliano violentemente contro l'allenatore di Fragomeni, Maurizio Zenoni, reo di aver redarguito l'arbitro anziché incoraggiare il proprio pugile, nel minuto all'angolo precedente l'ultima ripresa. La situazione ritorna rapidamente alla normalità, ma non si riesce a far sgomberare il quadrato malgrado le insistenze di Alessandro Duran che, in qualità di telecronista dell'incontro per il canale Sportitalia, chiede ed ottiene dai giudici la consegna del verdetto, ma il supervisore WBC, di comune accordo con gli addetti alla pubblica sicurezza, interviene disponendo la non lettura dei cartellini "per ragioni di ordine pubblico". Alla conta nel corso dell'ottava ripresa un giudice valuta l'incontro in parità, mentre secondo e terzo giudice lo valutano a favore di Fragomeni. Il 17 dicembre 2012 la World Boxing Council dirama una nota ufficiale indicando in Giacobbe Fragomeni il vincitore del match, senza indicazione dei punteggi. Il team Branco presenta ricorso.[4]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

La sua vita familiare è stata segnata dai continui litigi tra i suoi genitori, deceduti poco dopo la sua nascita. Ha più volte ammesso di aver trovato la figura paterna nel suo allenatore "Nonno" Ottavio Tazzi.

Poco più che adolescente, ha dovuto fronteggiare la scomparsa della sorella Letizia, morta di overdose, e successivamente la sua grave dipendenza da alcol e droghe[5], ammettendo di averle provate un po' tutte e d'esser stato ad un passo dal tentare il suicidio. La boxe è stata determinante per aiutarlo a porre fine alle sue dipendenze, permettendogli di sublimare rabbia, ansie e paure sul ring.

L'incontro con la disciplina del pugilato è stato casuale, quando si è presentato nella palestra di Tazzi il suo unico intento era perdere peso, il notevole sovrappeso gli creava disagi sul lavoro e nella vita di relazione. La boxe è servita a fargli acquisire la forma fisica ottimale.

Nel 2009 il pubblicista Valerio Esposti ha scritto per lui C'era una volta il buio: La dura lotta di Giacobbe Fragomeni, che il 22 aprile è stato presentato all'istituto Agostino Bassi di Lodi. Il 21 novembre 2013, sempre su iniziativa di Esposti, la Limina Edizioni pubblica Fino all'ultimo Round, la prima autobiografia di Giacobbe Fragomeni: il libro è stato finalista del Premio "Bancarella Sport" 2014. Dal 2015 Fino all'ultimo Round è in edizione tascabile (TEA).

Dal 2010 Fragomeni vive a Mulazzano Ponte, nel piccolo comune parmense di Lesignano de' Bagni, dove si è trasferito per dedicarsi con maggior dedizione all'attività sportiva, lontano dalle distrazioni della metropoli lombarda, e sotto l'egida del maestro Maurizio Zenoni.

Fragomeni con Morena Fraschini ha avuto una figlia, nel 2005, che ha chiamato Letizia in ricordo di sua sorella. Dal 2013 convive con sua moglie Sara Rossetti dalla quale ha avuto il figlio Giacobbe Junior. Appassionato di tatuaggi, è un grande tifoso del Milan e amico personale di Gennaro Gattuso e di molti altri ex giocatori e dirigenti della squadra di calcio milanese[6]. Segue anche la squadra di hockey milanese, la Hockey Milano Rossoblu.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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