Paolo Brosio

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Paolo Brosio nel 2013

Paolo Brosio (Asti, 27 settembre 1956) è un giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Brosio nasce ad Asti il 27 settembre 1956 da Domenico Ettore Brosio[1] e Anna Marcacci. Entra nel mondo del giornalismo nel 1975, a 19 anni, come collaboratore e pubblicista al quotidiano La Nazione di Firenze per otto anni. Dirige, giovanissimo, l'ufficio stampa del Pisa guidato da Romeo Anconetani, organizzando un'edizione della Mitropa Cup. Nel 1985 si laurea in Giurisprudenza con 110 e lode all'Università di Pisa con una tesi di filosofia del diritto su Max Weber, con relatore il professor Domenico Corradini dell’Istituto di Filosofia del Diritto.

Dopo la laurea viene incaricato dal rettore Bruno Guerrini di dirigere l'ufficio stampa e di pubblicare il Notiziario dell'Università di Pisa, la rivista mensile dell'ateneo toscano, insieme al professor Gianfranco Elia, pro-rettore e sociologo di fama internazionale[2]. Si costituisce così il primo ufficio stampa dell'università pisana grazie alla pubblicazione di questa rivista. L'anno successivo entra nella redazione del Secolo XIX diretto da Carlo Rognoni, poi viene trasferito come inviato speciale di cronaca nera e giudiziaria della redazione di La Spezia.[3].

Nel 1990 inizia a lavorare come inviato speciale a Studio Aperto su Italia 1, partecipando alle edizioni straordinarie della Guerra del Golfo, del disastro della Moby Prince, a sequestri di persona da parte della Ndrangheta. In quegli anni lavora sia per il TG5 che per Italia 1 e per il TG4 di Emilio Fede, grazie al quale raggiunge la notorietà durante l'inchiesta Mani pulite, rimanendo per tre anni davanti al Tribunale di Milano per realizzare centinaia di dirette, di cui ha parlato nel suo libro Novecento giorni sul marciapiede. Avventure e disavventure di un inviato a Tangentopoli (1994).

Nel 1995 presta la voce al personaggio de "La Talpa" nel film d'animazione per la televisione Il vento nei salici del 1995.[4]

Passa poi sulle reti Rai nel 1997 dove ricopre un ruolo fisso alla trasmissione Quelli che il calcio di Fabio Fazio e partecipa ad alcuni programmi come Domenica in nel ruolo di co-conduttore nel 2000 e nel 2001, Italia che vai come conduttore nel 2001 e nel 2002 e Linea verde, sempre come conduttore dal 2002 al 2006.

Nel 2006 è inviato nel reality show L'isola dei famosi 4 su Rai 2. Partecipa all'episodio della sit-com di Italia 1 Belli dentro (2008) andato in onda nel 2012. Nel 2008 è inviato nel programma Stranamore, condotto da Emanuela Folliero su Rete 4. È stato telecronista tifoso insieme ad Andrea Bonino delle partite della Juventus trasmesse da Mediaset Premium fino al 2009. Fino al 2010 è stato socio con Marcello Lippi del Twiga, discoteca di Flavio Briatore a Marina di Pietrasanta. Dal febbraio 2012 conduce Viaggio a... su Rete 4 in prima serata.

Il 18 settembre 2013 è stato vittima di uno scherzo da parte di Le Iene presentano: Scherzi a parte: Frank Matano, noto anche come youtuber e giudice di Italia's Got Talent, fingendosi un regista americano che deve girare un documentario su Medjugorje, intervista Brosio e gli fa pervenire una telefonata del comico Leonardo Fiaschi, un complice, che finge di essere papa Francesco. Brosio non prende assolutamente bene lo scherzo e invita gli autori a lasciare la casa. Il fatto è andato in onda il 12 gennaio 2015 su Canale 5.

Il 24 gennaio 2019 prende parte in qualità di concorrente alla 14ª edizione de L'isola dei famosi, venendo eliminato nel corso della decima puntata. Dopo il reality, torna ad essere ospite fisso a Che tempo che fa su Rai 1, oltre che a ricoprire il ruolo di opinionista ricorrente sulle reti Mediaset.

A partire dal 30 ottobre 2020 partecipa alla quinta edizione del Grande Fratello VIP, condotta da Alfonso Signorini. Brosio sarebbe dovuto entrare all’inizio del programma, ma, per problemi di salute, il suo ingresso in gara è stato posticipato di oltre un mese. Viene eliminato nella puntata del 9 novembre 2020[5].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Brosio assieme alla veggente di Medjugorje Marija Pavlović al PalaDesio nel 2011

Sposato e divorziato da Serenella Corigliano dalla quale ottiene l'annullamento del matrimonio religioso, nel 2004 sposa la modella cubana Gretel Coello,[6] da cui divorzia nel 2008. Dopo aver attraversato un periodo di smarrimento a seguito di alcuni eventi negativi tra i quali il secondo divorzio, la morte del padre Ettore e un attentato incendiario alla discoteca Twiga, aperta assieme a Flavio Briatore, Marcello Lippi[7][8][9] e Daniela Santanché[10], diventa cattolico e compie numerosi pellegrinaggi a Medjugorje, come raccontato nel suo libro del 2009 A un passo dal baratro. Perché Medjugorje ha cambiato la mia vita[11][12] in cui parla della sua riscoperta della fede.

Il 9 aprile 2015 Brosio ha incontrato papa Francesco che gli ha concesso un'udienza privata[13].

Paolo Brosio è tifoso della Juventus.[14]

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • 900 giorni sul marciapiede. Avventure e disavventure di un inviato a Tangentopoli, Milano, A. Mondadori, 1994. ISBN 88-04-39377-7.
  • Schiusmi, ai em en italian giornalist.... Avventure di un turista per forza, Milano, Mursia, 1997. ISBN 88-425-2196-5.
  • Prefazione a Franco Falconetti, Un alpino alla foce dell'Arno, San Giuliano Terme, Felici, 2005. ISBN 88-601-9025-8.
  • A un passo dal baratro. Perché Medjugorje ha cambiato la mia vita, Milano, Piemme, 2009. ISBN 978-88-566-1106-9.
  • Profumo di lavanda. Medjugorje, la storia continua, Milano, Piemme, 2010. ISBN 978-88-566-1440-4.
  • Viaggio a Medjugorje. Trent'anni con la Regina della Pace, Milano, Piemme, 2011. ISBN 978-88-566-1441-1.
  • Nella terra delle meraviglie. A Medjugorie la Madonna scende in campo, Milano, Piemme incontri, 2012. ISBN 978-88-566-2398-7.
  • Raggi di luce, con la collaborazione di Simona Amabene, Milano, Piemme, 2014. ISBN 978-88-566-3200-2.
  • I misteri di Maria. Da Saragozza a Medjugorje. Profezie e segreti che nessuno può ignorare, Milano, Piemme, 2015. ISBN 978-88-566-4302-2.
  • Il Papa e Medjugorje, Milano, Piemme, 2017. ISBN 978-88-585-1922-6

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ E' scomparso a 89 anni il padre di Paolo Brosio - Il Tirreno, su Archivio - Il Tirreno. URL consultato il 13 giugno 2021.
  2. ^ Vita ed attività professionale di Paolo Brosio, su Paolo Brosio Official Website, 3 ottobre 2016. URL consultato il 4 novembre 2020.
  3. ^ Dal sito ufficiale Archiviato il 3 aprile 2016 in Internet Archive.
  4. ^ BROSIO DOPPIA LA TALPA ANIMATA - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 12 luglio 2019.
  5. ^ Paolo Brosio entra nella casa del Grande Fratello Vip - Grande Fratello Vip, su Mediaset Play, 31 ottobre 2020. URL consultato il 4 novembre 2020.
  6. ^ Tutto quello (che forse) non conosci su Paolo Brosio!, su Donna Glamour, 24 gennaio 2019. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  7. ^ Paolo Brosio, storia di una conversione – ZENIT – Italiano, su it.zenit.org. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  8. ^ Paolo Brosio "La mia vita da Fede alla fede", su LaStampa.it. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  9. ^ Paolo Brosio tra alcol e droga: «In un'orgia una voce mi ha salvato», su Il Mattino, 23 febbraio 2017. URL consultato il 13 luglio 2019.
  10. ^ Marie Jolie, Paolo Brosio: la fidanzata Maria Laura De Vitis, l'ex moglie, il primo matrimonio e la vita privata, su La Voce di Venezia, 31 ottobre 2020. URL consultato il 4 novembre 2020.
  11. ^ Gino Consorti, Intervista a Paolo Brosio, in L'Eco di San Gabriele, 1/2010[collegamento interrotto]
  12. ^ Scheda del libro su Webster.it, su webster.it. URL consultato il 16-12-2009.
  13. ^ Articolo dedicato, su liberoquotidiano.it. URL consultato il 12 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2015).
  14. ^ Paolo Brosio: "Tifo Juve ma stimo i Della Valle. Quella con la Fiorentina gara molto sentita, su CR7...", su tuttojuve.com. URL consultato il 13 luglio 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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