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La notte pazza del conigliaccio

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La notte pazza del conigliaccio
Lingua originaleItaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1967
Durata113 minuti (ridotti a 91)
Dati tecniciB/N
Generedrammatico
RegiaAlfredo Angeli
SoggettoMarco Guglielmi
SceneggiaturaAlfredo Angeli, Marco Guglielmi, Bruno Rasia
ProduttoreAlvaro Mancori
Casa di produzioneAngal Film, Mancori Film
Distribuzione in italianoIndipendenti Regionali
FotografiaMarcello Gatti
MontaggioGiulio Paradisi, Alfredo Angeli
MusicheBenedetto Ghiglia
ScenografiaMario Ambrosino
CostumiMario Ambrosino
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La notte pazza del conigliaccio è un film italiano del 1967 diretto da Alfredo Angeli. È stato presentato al 17º Festival di Berlino.

L'ingegnere Aldo Ferretti (Giulio Platone), che sta gestendo alcuni lavori edili a Roma, riesce a corrompere un superiore comprando il suo silenzio per non interrompere i lavori dopo il ritrovamento di un antico mosaico di epoca romana. L'ingegnere riesce nel suo intento permettendo così che il mosaico venga distrutto da una ruspa nel silenzio generale e far continuare i lavori senza intoppi.

Una volta tornato a casa, venendo a sapere del non previsto ritorno della moglie coi figli da una vacanza al mare a Cesena per il mattino successivo, decide di darsi a un'ultima serata di baldoria da scapolo. Incontrando una serie di personaggi inusuali si imbatterà di una misteriosa e affascinante donna chiamata Debora (Sandra Milo), ammaliato da lei la convincerà a venire a casa con lui. Ma una volta a casa Debora, dopo una tormentata conversazione al telefono con un certo "Rossano" si suiciderà con un colpo di pistola estratta dall'abito.

Disperato, l'ingegner Ferretti girerà per Roma alla ricerca di Rossano al fine di guadagnarsi un alibi seppur il vero obiettivo è non intaccare la sua rispettosa reputazione e sbarazzarsi quanto prima del cadavere entro mattina. Incontrerà un esagitato intellettuale toscano (Enrico Maria Salerno) che sembra aiutarlo per poi scomparire. Cercherà poi conforto religioso in un prete (Giorgio Capecchi) che però lo respinge e si farà aiutare da un misterioso paparazzo che afferma di conoscere Debora e Rossano e saperne qualcosa di più ma che si rivelerà solo interessato a uno scoop. Arresosi tenterà poi di chiedere aiuto direttamente a una pattuglia di passaggio, ma sconvolto e intimorito, non riuscirà a dire nulla ricevendo perlopiù una contravvenzione. Troverà conforto infine in una prostituta di mezza età (Antonella Steni) con cui si confesserà e che le farà il nome di un ricettatore disposto a occuparsi di rimuovere il cadavere da casa di Aldo senza problemi dietro compenso e il dono della sua automobile. Il "metodo sicuro" per rimuovere il cadavere si rivelerà semplicemente chiamare una comune ambulanza allarmando di conseguenza anche la polizia e la stampa. Un devastato ingegner Aldo riuscirà comunque a presentarsi il mattino successivo alla stazione Termini per incontrare la famiglia nel tentativo di concedersi un ultimo momento di libertà e di rispetto da parte dei famigliari e di un suo collega incontrato sul posto, ma una volta visti moglie e figli scendere dal treno e venirgli incontro proverà irrazionalmente per un'ultima volta a scappare, ma alla fine si arrende, consapevole che oramai è tutto inutile.

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