Rete autobus di Roma

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Logo ATAC.pngRete autobus di Roma
Servizio di trasporto pubblico
Citaro C2 Hybrid linea 64.jpg
Mercedes-Benz Citaro Hybrid di ATAC in arrivo alla Stazione di Roma Termini
TipoTrasporto pubblico locale
StatiItalia Italia
CittàRoma
Apertura1911
Ultima estensione2021
Linee impiegate348 (2020)[1]
 
GestoreATAC
Roma TPL
Vecchi gestoriSRTO (1911-1921)
STU (1924-1927)
SAM (1945-1964)[2]
Trambus (2000-2010)
Tevere TPL (2000-2011)
Mezzi utilizzativedi elenco
 
N. stazioni e fermateca 8 337[1]
Lunghezzaca 2 285[1] km
Trasporto pubblico

La rete autobus di Roma è un servizio di trasporto pubblico locale composto da 348 autolinee gestite dalla società in house ATAC e dal consorzio privato Roma TPL per conto dell'ente Roma Capitale. La rete serve prevalentemente il comune di Roma sebbene diverse linee si estendano anche ai vicini comuni di Ciampino, Fiumicino, Fonte Nuova, Frascati, Guidonia Montecelio, Monte Compatri, Sacrofano e Pomezia.

Oltre alle linee urbane nel territorio comunale sono esercitati con autobus anche: i collegamenti extraurbani, gestiti dall'azienda regionale Cotral, i collegamenti con gli aeroporti e i servizi privati di bus turistici.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Omnibus e carrozze[modifica | modifica wikitesto]

Un primo servizio di trasporto pubblico a Roma fu attivato probabilmente nel 1845: si trattava di una linea omnibus, gestita dall'Impresa generale delle diligenze pontificie, che collegava via Montanara, nei pressi del teatro di Marcello, con la basilica di San Paolo fuori le mura. Questa linea, che si sviluppava per un tracciato di 4,5 km, non era soggetta tuttavia ad orari fissi; la partenza infatti veniva effettuata al raggiungimento di un congruo numero di passeggeri ed il biglietto per una corsa aveva il costo di 10 baiocchi. Il debutto di un servizio di trasporto pubblico a Roma, che permetteva di raggiungere la basilica più lontana dal centro storico nel giro di 45 minuti, ebbe un grande successo.[3]

L'espansione della rete si ebbe con l'inaugurazione della prima ferrovia dello Stato Pontificio, la Roma-Frascati, il 7 luglio 1856. Infatti lo stesso giorno, per collegare il capolinea romano della ferrovia con il centro storico, fu istituita una seconda linea tra piazza Venezia e la stazione di Porta Maggiore, utilizzando carrozze costruite sul modello della prima linea. Altre linee furono attivate a Frascati e nei comuni dei Castelli Romani per collegare i centri abitati alle stazioni ferroviarie. Questa espansione portò alla nascita di due biglietterie (una in piazza di Monte Citorio e l'altra in piazza San Pietro a Frascati), che stabilirono il prezzo del biglietto a quattro baiocchi.

Un'altra linea di cui si riscontrano poche testimonianze fu attivata su richiesta di Francesco Saverio de Mérode, che all'epoca progettò la costruzione di una stazione all'interno delle mura aureliane che permettesse l'avvicinamento della Roma-Frascati e della Roma-Civitavecchia al centro storico, con l'apertura di una nuova arteria stradale, oggi via Nazionale.[4]

Nel 1857 fu emanato dal direttore generale della gendarmeria pontificia, Antonio Matteucci, il "Regolamento sulle Vetture ed altri mezzi di trasporto" che, equiparando gli omnibus alle carrozze, stabiliva i passaggi per poter ottenere una licenza per effettuare regolarmente il servizio, i requisiti per le vetture e i luoghi nei quali esse potevano stazionare. Un primo servizio regolare, con orari prestabiliti, fu inaugurato il 20 febbraio 1866, tra piazza del Popolo e piazza San Pietro.

Omnibus su rotaia nei pressi di Castel Sant'Angelo dopo il ponte degli Alari

Con la presa di Roma nel 1870, furono emanate, nel 1872, le prime norme organiche per il trasporto pubblico, stabilendo i requisiti per il rilascio delle licenze, i requisiti e le caratteristiche delle vetture e il codice per il comportamento dei conduttori.[5]

La crescita e lo sviluppo demografico della capitale obbligarono il comune a regolarizzare il servizio di trasporto pubblico, perciò Vincenzo Tittoni, membro del governo provvisorio della città, affidò all'impresario Francesco Marini il compito di riunire le piccole imprese familiari, che gestivano a vario titolo le linee di omnibus e carrozze attive, in un'unica società, la Società Romana degli Omnibus (talvolta accreditata come Impresa Romana degli Omnibus). Il 20 agosto 1885 fu stipulato un contratto tra la SRO e il comune, che garantiva alla società la gestione, l'ampliamento e l'attivazione di alcune linee per i successivi quindici anni.

Complice l'arretratezza industriale del Regno d'Italia, le innovazioni tecnologiche furono importate dai paesi dell'Europa settentrionale, infatti nel 1877 la Societé Anonime des Tramways et Chemins de Fer Economiques (detta semplicemente "la Belga" e nota anche con l'acronimo TFE) introdusse a Roma il cosiddetto omnibus su rotaia (o tramway), che fu impiegato su un'unica linea tra ponte Milvio e piazza del Popolo, facendo da apripista alla nascita del tram.

Con la diffusione del nuovo mezzo di trasporto, la SRO si espanse, assumendo la denominazione di Società Romana Tramways Omnibus (SRTO), che assorbì diverse altre linee gestite dalla Società Italiana di Omnibus Tramways e Trasporti.

I primi anni degli autobus[modifica | modifica wikitesto]

Con l'elettrificazione della tranvia, nei primi anni del '900, la società avrebbe dovuto sopprimere le poche linee omnibus a trazione animale rimaste attive, tuttavia gli importanti investimenti fatti nel settore tranviario, non riscossero il successo sperato. La scadenza della concessione, fissata nel 1912 e improrogabile, impose all'azienda di trovare una soluzione alternativa alla trazione animale, perciò fu ordinata la fornitura di 5 autobus sperimentali, che prestarono servizio tra il 1907 e il 1910. Nonostante un discreto successo sul piano meccanico per l'epoca, essi furono accantonati in breve tempo a causa degli onerosi costi di manutenzione, tuttavia alcuni modelli non specificati di autobus continuarono a girare in città.[6] Nel 1909 l'esosità dei costi del biglietto e i sempre più crescenti disservizi aggiunti alle mancanze dell'azienda portarono alla creazione ad opera della giunta comunale di Ernesto Nathan dell'Azienda Autonoma Tramviaria Municipale (AATM), diretta concorrente della SRTO in campo tranviario.

Fiat 656 di ATAG

Con il tempo l'AATM (ridenominata in Azienda Tranvie e Autobus del Governatorato), ormai subentrata alla SRTO (confluita a sua volta in STEFER nel 1941), iniziò a sostituire le linee tranviarie con autobus, decretando un cambiamento di rotta nel panorama del trasporto pubblico romano.

Il 9 agosto 1944 l'ATAG, con il passaggio da governatorato a comune, assunse l'attuale denominazione di ATAC ed iniziò ad affrontare il compito di ricostituire la rete del trasporto pubblico romano, distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Inizialmente il servizio fu esercitato tramite l'utilizzo di alcuni minibus, fino al 1947, anno in cui furono riattivate le prime 6 linee (il servizio tornerà alla situazione prebellica nel 1948).

Negli anni '50 iniziò l'espansione della rete autofiloviaria a danno di quella tranviaria, che, in occasione delle Olimpiadi del 1960, vide la soppressione di numerose linee, tra cui le circolari interne (CD e CS) e la circolare esterna sinistra (ES), che furono sostituite dall'autobus. Nel luglio 1972 fu soppressa l'ultima linea filoviaria (47) e fu ulteriormente ridotta la rete tranviaria, perciò la rete ATAC assunse il carattere di una rete quasi esclusivamente composta da autobus.

Tra il 1985 e il 1986 ATAC ricevette due autosnodati da 18 metri (rispettivamente un Iveco U-Effeuno di AMT ed un Inbus AU280FT) per una sperimentazione. I mezzi furono seguiti, una decina di anni dopo, da 240 BredaMenarinibus Monocar 321, i primi autosnodati della città che entrarono in servizio nel 1997. Contestualmente, nell'ambito dei preparativi per il Giubileo del 2000, furono acquistati svariati mezzi BredaMenarinibus (Monocar 221, Monocar 230, Monocar 240) e Iveco (CityClass) per ringiovanire e ingrandire la flotta dell'azienda. Inoltre, per alleggerire il trasporto dei pellegrini, furono istituite tra il 1999 e il 2000 8 linee denominate "linee J" per meglio collegare i luoghi di culto principali con i principali snodi dei trasporti. Queste ultime furono assegnate al consorzio Tevere Tpl, un'associazione temporanea di imprese composta da SITA, APM, Transdev e Cipar, che ereditò i 112 Monocar 240 acquistati dal comune per svolgere il suddetto servizio.[7]

Anni 2000 e 2010[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 dicembre 2000 ATAC fu scissa in due componenti separate: la prima, che mantenne invariato l'acronimo pur trasformandosi in agenzia, ottenne le funzioni di pianificazione e coordinazione della mobilità pubblica, mentre la seconda, denominata Trambus e controllata al 100% dal comune di Roma, divenne il gestore effettivo del servizio. Ad essa si affiancò Tevere Tpl, a cui fu assegnata la gestione di una ventina di linee autobus, perlopiù periferiche.[7] Le linee J, che non riscossero grande successo neanche durante l'anno santo della chiesa cattolica[8], furono soppresse il 31 dicembre 2002, alla scadenza naturale del contratto.[9] I primi anni 2000 videro un ulteriore ingrandimento della flotta, con l'acquisto di Mercedes-Benz Citaro e altri Iveco CityClass.

Nel 2009 scoppiarono due incendi in altrettante rimesse romane: il primo colpì la rimessa di Trastevere, distruggendo 30 Tecnobus Gulliver (matricole da 601 a 630) e danneggiando la struttura[10], mentre il secondo divampò nel deposito di Tor Pagnotta e coinvolse almeno 20 Irisbus CityClass alimentati a gas naturale compresso.[11] Nel secondo caso, per compensare la perdita, l'azienda acquistò 24 Irisbus Citelis GNC poi assegnati alla rimessa di Tor Sapienza.

Il 30 giugno 2010 la giunta Alemanno portò a compimento l'accorpamento di Trambus e Met.Ro.[12] in ATAC[13], già annunciato negli anni precedenti, e, nel 2014, OGR Roma e Roma Patrimonio[14] furono assorbite dalla stessa azienda, che così diventò il gestore dell'intera rete di autobus, tram, metropolitana, ferrovie e filobus mantenendo al contempo la proprietà degli impianti. Nello stesso anno l'azienda fu affiancata dal consorzio privato Roma TPL, che prese in carico un centinaio di linee periferiche e le linee notturne (tornate ad ATAC nel 2015). Il contratto, la cui scadenza era stata inizialmente posta al 31 maggio 2018[15] è stato prorogato più volte fino alla scadenza del 30 ottobre 2020. L'ATAC cedette quindi parte del suo parco mezzi (principalmente BredaMenarinibus M240, CAM Alè, MAN NL263 e Mercedes-Benz Citaro) a Roma TPL anche se la stessa azienda, nel giro di pochi anni, decise di rinnovare la propria flotta, acquistando diversi mezzi sia nuovi che usati tra cui BredaMenarinibus Avancity+ e Vivacity+, Indcar Cytios, Temsa Avenue e Iveco Bus Urbanway.

L'ATAC invece dovette ringiovanire una flotta risalente agli anni '90 e ai primi anni 2000, acquistando nel 2013 un quantitativo consistente di Irisbus Citelis (da 12 e 18 metri)[16] seguiti tra il 2016 e il 2017 da alcuni esemplari di Urbanway (sia da 12 che da 18 metri).

Un Iveco Cityclass Cursor ormai dismesso, in servizio sulla linea 492 nel 2018

Tra il 2014 e il 2016, nell'ambito di una revisione delle spese, si attuò una razionalizzazione del trasporto di superficie che portò alla soppressione di svariate linee e alla conseguente rimodulazione di diversi percorsi e orari nei quadranti Collatino, Trionfale, Prenestino, Tor Sapienza, Tiburtino e nel centro storico[17], portando inoltre alla soppressione della rimessa Collatina.[18]

Classificazione delle linee[modifica | modifica wikitesto]

La palina della fermata "Stazione Vecchia", presso cui transitano cinque linee di cui tre "urbane", una "esatta" (non più attiva) e una "mare" (in entrambe le direzioni)
  • Urbane: rappresentano la maggioranza delle linee autobus di Roma (nonché la totalità di quelle tranviarie). Seguono un percorso urbano ordinario, di lunghezza variabile, effettuando praticamente tutte le fermate poste sul loro tragitto. Queste linee prestano servizio in fasce orarie comprese tra le 05:00 e le 24:00 (anche se alcune di esse sono attive in intervalli orari più ristretti). La gran parte di esse sono attive tutti i giorni (alcune cambiano parte del proprio itinerario nei giorni festivi). Altre, invece, sono attive solamente nei giorni festivi o nei giorni feriali. Delle quasi 200 linee urbane attualmente in servizio poi, 15 proseguono lo stesso fino alle ore 02:00 del giorno successivo (si tratta delle cosiddette linee "Night to 2", le cui ultime partenze dai rispettivi capilinea sono appunto previste per le due del mattino). Inoltre, durante il periodo scolastico, per alcune di esse sono previste delle corse, deviate o prolungate, che consentono di raggiungere gli istituti scolastici, attive soltanto nelle fasce orarie concordate con le scuole. Il percorso di quasi tutte queste linee termina ed inizia all'interno del territorio di Roma Capitale (fanno eccezione solo alcune linee di periferia, i cui capilinea sono posizionati appena fuori dai confini comunali). Sulle paline sono contrassegnate con la lettera "u" e il colore blu. Se accanto alla u c'è anche un gufetto stilizzato con la scritta "Night to 2" vuol dire che l'ultima partenza dai capilinea è prevista per le 02:00.

Le linee urbane si possono suddividere a loro volta in:

- linee ad alta frequenza: intervallo di passaggio nell’ora di punta inferiore ai 10 minuti, collegano principalmente aree interessate ad alto afflusso di persone come scuole, ospedali, ASL, stazioni ferroviarie e metropolitane, zone ad alta densità abitativa etc.;

- a media frequenza: intervallo di passaggio nell’ora di punta compreso tra i 10 e i 20 minuti, in genere sono linee che adducono alla rete portante composta da linee express e ad alta frequenza nonché alle linee metropolitane e alle ferrovie metropolitane;

- a bassa frequenza: intervallo di passaggio nell’ora di punta superiore ai 20 minuti, sono linee caratterizzate anche da minore domanda ma che comunque assicurano una maggiore capillarità del servizio sul territori.

  • Esatte: sono 12 linee ad orario, in gran parte parte attive il sabato, nei giorni festivi e nel periodo di commemorazione dei defunti. Rientrano in questa categoria la linea 34 e le 11 linee che effettuano i collegamenti verso i cimiteri Flaminio, Laurentino, del Verano, di Ostia Antica e di San Vittorino (è esclusa la linea C1, linea cimiteriale circolare attiva tutti i giorni e che rientra nella categoria delle linee urbane). Sulle paline sono contrassegnate con la lettera "e" e il colore amaranto.
  • Express: le 12 linee express (20, 30, 40, 50, 51, 60, 80, 90, 120F, 150F, 180F e 190F[19]) sono linee veloci, caratterizzate da un'alta frequenza e da fermate distanziate. Quest'ultima caratteristica, in particolare, consente loro di collegare aree cittadine anche piuttosto lontane tra loro e/o di periferia con il centro. Sulle paline sono contrassegnate con la lettera "x" e il colore verde.
  • Notturne: le 31 linee notturne sostituiscono, nella fascia oraria compresa tra le 23:30 e le 05:00, una parte della rete di superficie diurna, tranviaria, filoviaria e su gomma, nonché le quattro linee di metropolitana e la ferrovia Roma-Lido, durante la loro chiusura notturna. Sulle paline sono contrassegnate con la lettera "n", un gufetto stilizzato e il colore blu scuro.
  • Mare: sono due linee, 062 e 068, attive lungo il litorale romano e su parte del territorio del Municipio Roma X solo durante il periodo estivo. Sulle paline sono contrassegnate con il colore azzurro e le sigle "m1" per la linea 062 ed "m3" per la linea 068.
  • Collegementi per le rimesse: si tratta di alcune corse, accessibili ai passeggeri, che le vetture effettuano per raggiungere le rimesse (o alcuni capilinea, partendo dalle rimesse). Tali collegamenti sono attivi solamente in determinate fasce orarie e sono caratterizzati da fermate anche molto distanziate tra loro. Le paline delle loro fermate sono dotate di doghe speciali caratterizzate da uno stile grafico completamente differente da quello adottato per tutte le altre linee;
  • Navette sostitutive: attive nel caso in cui sia necessario interrompere il servizio sulla rete metroferrotranviaria, al fine di garantirlo con mezzi sostitutivi su gomma.

Numerazione delle linee[modifica | modifica wikitesto]

Le linee urbane della rete autobus romana sono numerate secondo uno specifico criterio: la numerazione, composta da al massimo 3 cifre, prevede che una o due cifre indichino le zone di partenza e arrivo, mentre un'eventuale terza viene stabilita in base al numero di linee nel quadrante. Le linee periferiche, ossia quelle che circolano perlopiù al di fuori del Grande Raccordo Anulare, sono numerate normalmente con lo 0 che precede la regolare numerazione (ad esempio 070 o 09, la più corta dell'intera rete). È anche vero che diverse linee non rispettano tale criterio, come ad esempio le linee H e C1 (uniche linee urbane con denominazioni contenenti lettere), la linea 446, i cui numeri sono scollegati dalle zone percorse, o come diverse linee "a due cifre" (per esempio 16 o 64). L'assegnazione dei numeri per queste ultime, infatti, risale a molti anni prima dell'adozione dell'attuale sistema di numerazione.[20]

Le linee tranviarie si indicano sempre con un numero compreso tra 1 e 19 (fa eccezione la linea 16, su gomma).

Le linee esatte, essendo tutte cimiteriali ad eccezione della linea 34, si indicano sempre con una "C" e un numero compreso tra 2 e 19 (ad esempio C11 o C4, la più lunga dell'intera rete nonché una delle poche che transitano sul G.R.A.). Le linee C10, C20, C01 e C02 non sono linee cimiteriali bensì collegamenti da e per le rimesse.

Le linee notturne contengono nella denominazione una "n" seguita dalla denominazione della linea diurna sostituita (ad esempio nMA, linea sostitutiva notturna della metro A, o n716). La linea nME sostituisce la ferrovia Roma-Lido durante la sua chiusura notturna. La sigla ME è dovuta al fatto che, ai sensi del PUMS di Roma Capitale, la predetta ferrovia dovrà essere trasformata nella nuova linea E della metropolitana di Roma (andando così ad aggiungersi alle esistenti linee A, B e B1, alla linea C, in costruzione, e alla linea D prevista da PRG).

Le linee express sono numerate quasi tutte con alcuni multipli di 10 (salvo la linea 51, ex urbana). I numeri ad esse assegnati sono tutti sostanzialmente svincolati dalle zone che percorrono (la linea 20 ne è un chiaro esempio).

Le due linee mare, contrassegnate anche dalle sigle m1 ed m3, seguono il criterio di numerazione delle altre linee urbane periferiche. La linea "m2" era la linea mare 07, oggi riconvertita in urbana.

Alla regolare numerazione, poi, possono essere aggiunte anche delle lettere come: "F" per le linee festive (ad esempio la linea express 120F), "B" per le poche linee barrate rimaste (04B, 05B e 46B), "D" per le linee deviate (ad esempio 013D), "L" per le linee limitate (ad esempio 20L o 990L) e "P" per le linee prolungate (ad esempio 246P). Inoltre, qualora si dovesse rendere necessaria l'attivazione di una linea sostituiva per la metropolitana o per le ferrovie urbane, la numerazione viene composta dalla denominazione della linea seguita da una o due cifre (ad esempio MB4). Qualora ciò dovesse succedere per le linee tranviarie viene mantenuta la numerazione della linea a cui segue l'abbreviazione "BUS" o "NAV" (ad esempio 3BUS).

Schema di una nuova palina verde a 4+1 doghe

Le linee n3d e n3s sono linee notturne, rispettivamente una circolare notturna "destra" e una circolare notturna "sinistra" (seguono lo stesso percorso ma in senso opposto).

Ulteriore eccezione è rappresentata dai collegamenti in uscita e in entrata delle rimesse, la cui numerazione viene composta utilizzando la lettera assegnata all'impianto di appartenenza seguita da due cifre, le quali vengono invertite in base al verso della corsa (ad esempio il collegamento C01 è in partenza dalla rimessa di Acilia mentre C10 è il collegamento di ritorno).

Impianti e rimesse[modifica | modifica wikitesto]

Fermate[modifica | modifica wikitesto]

Fermata ATAC Gianicolense/San Camillo nel 2011 (palina e doghe di vecchio tipo)
La palina elettronica della fermata L.go Chigi

Il nome delle fermate è composto dal nome della strada sulla quale sono poste, seguito dal nome dell'eventuale strada con la quale si interseca la prima. In alcuni casi si è derogato a questo criterio, in particolare per i capilinea posti nei pressi dei principali snodi metroferroviari, come ad esempio il capolinea di piazza dei Cinquecento, denominato semplicemente "Termini", visto l'interscambio con la stazione di Roma Termini. Inoltre è possibile che nel nome della fermata venga richiamato un punto di particolare interesse (ad esempio la fermata Gianicolense/S. Camillo è stata chiamata così poiché posta sulla circonvallazione Gianicolense all'altezza dell'ingresso delll'Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini) o, più semplicemente, la possibilità di scambio con altre linee metroferroviarie (sempre accanto al nome della fermata "Termini" viene aggiunta, tra parentesi, la sigla "MA-MB-FS", essendo possibile, presso il nodo in questione, accedere contemporaneamente alle linee A, B, B1 della metropolitana, nonché alle linee ferroviarie regionali e nazionali).

Tutte le fermate sono contrassegnate da almeno una palina a 4+1 o a 6+1 doghe, di colore giallo, verde o rosso, e dalla relativa segnaletica a terra.

Presso ogni fermata c'è una palina dotata di:

  • 1 doga rossa, recante la scritta "Roma - Atac", l'indirizzo e il codice identificativo della fermata e l'eventuale accessibilità garantita a persone con disabilità delle linee in transito presso di essa;
  • 4 o 6 doghe recanti ognuna numero, classificazione, lista delle fermate e periodo di attività delle varie linee che transitano presso quella fermata;
  • doghe bianche riempitive.

Nel caso in cui occorra apporre più doghe di quante se ne possano fissare su una stessa palina (oppure quando una fermata e un capolinea di due linee diverse coincidono), normalmente si piantano più paline relative ad una stessa fermata (sulle paline "ripetitive" non è necessario inserire la doga rossa).

Le paline verdi a 4+1 doghe sono utilizzate soprattutto all'interno delle mura aureliane, di una parte della zona del Quarto Miglio, del borgo di Isola Farnese nonché sulla via Appia Antica.

Le paline gialle a 4+1 o a 6+1 doghe sono le più diffuse e utilizzate sull'intero territorio capitolino, essendo facilmente visibili e individuabili).

Le paline mobili rosse sono prive di doghe e sono utilizzate normalmente per segnalare fermate temporanee.

Diverse fermate sono state dotate di apposite pensiline e in alcuni casi di paline elettroniche che indicano lo stato del servizio in tempo reale.

Rimesse attive[modifica | modifica wikitesto]

La rimessa di Portonaccio

Le rimesse che ospitano le vetture del parco mezzi autobus romano sono in totale 11 di cui 8 appartenenti ad ATAC e 3 a Roma TPL:

  • Rimessa ATAC Acilia (viale Enrico Ortolani, 293)
  • Rimessa Roma TPL Costi (via Raffaele Costi, 23)
  • Rimessa ATAC Grottarossa (via della Stazione di Grottarossa)
  • Rimessa ATAC Magliana (via Luigi Candoni, 101)
  • Rimessa Roma TPL Maglianella (via della Maglianella, 136)
  • Rimessa ATAC Portonaccio (via di Portonaccio, 2)
  • Rimessa ATAC Tor Pagnotta (via Mario Carucci, 105)
  • Rimessa ATAC Tor Sapienza (via Prenestina, 575)
  • Rimessa ATAC Tor Vergata (via di Tor Vergata, 193)
  • Rimessa ATAC Trastevere (piazza Bernardino da Feltre, 41)
  • Rimessa Roma TPL Valleranello (via di Valleranello, 269)

Rimesse inattive o dismesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Rimessa Eritrea (via Lucrino)
  • Rimessa Ostia (corso Duca di Genova)
  • Rimessa Portuense (via Portuense)
  • Rimessa San Paolo (via Alessandro Severo)
  • Rimessa Tuscolana (piazza Ragusa, 69 - via Tuscolana, 179)
  • Rimessa Vittoria (piazza Bainsizza, 13 - viale Angelico, 52)
  • Rimessa Collatina (via Renato Birolli, 6)

Sistema tariffario[modifica | modifica wikitesto]

Biglietterie automatiche al capolinea ATAC di piazza di San Silvestro

La rete autobus è integrata nel sistema tariffario Metrebus, introdotto nel 1994 e partecipato dalle tre principali aziende di trasporto pubblico nel Lazio: ATAC, Cotral e Trenitalia. Roma TPL non fa parte del consorzio e viene pertanto pagato direttamente da Roma Capitale.[21]

I titoli di viaggio sono acquistabili presso le biglietterie a sportello, automatiche e mobili, bar, tabaccherie ed edicole convenzionati. Essi si suddividono in:[22]

  • BIT (Biglietto Integrato a Tempo), acquistabile in quasi tutte le biglietterie, edicole e tabaccai di Roma, è valido per 100 minuti dalla prima timbratura e su qualsiasi mezzo della capitale (i tornelli della metro in ingresso si possono oltrepassare una sola volta, tranne che a San Giovanni per passare dalla linea A alla C e viceversa);
  • 10-BIT, biglietto uguale in tutto e per tutto al BIT, può essere riattivato più volte per la medesima durata di 100 minuti;
  • CIS (Carta Integrata Settimanale), carta valida per 7 giorni dalla prima timbratura, utilizzabile solo all'interno del territorio di Roma Capitale (o sulle linee bus ATAC e Roma TPL che oltrepassano i confini comunali);
  • Roma 24H, 48H e 72H, biglietti validi per rispettivamente 24, 48 e 72 ore per un numero illimitato di corse;
  • Abbonamenti (agevolati e non), suddivisi in "mensili" (personali e impersonali) e "annuali". Si possono tutti ricaricare su card Metrebus o èRoma. Gli abbonamenti mensili sono validi per il mese di calendario scelto al momento dell'acquisto, mentre quelli annuali sono validi per 365 giorni dal momento dell'attivazione. Entrambi gli abbonamenti sono utilizzabili per un numero illimitato di corse all'interno del territorio del capitolino (o sulle linee bus ATAC e Roma TPL che oltrepassano i confini comunali).

Parco Mezzi[modifica | modifica wikitesto]

Il parco mezzi delle due aziende di trasporto è composto da oltre 2 000 veicoli di varie dimensioni (da un minimo di 6 ad un massimo di 18 metri) suddiviso tra le 10 rimesse dislocate nel territorio di Roma. Le due flotte hanno rispettivamente un'età media di 7 anni (ATAC) e 6,7 (Roma TPL).

Sono presenti mezzi di varie lunghezze a partire da un minimo di 6 metri fino ad un massimo di 18. I minibus più piccoli vengono utilizzati sulle linee con percorsi più impervi e con curve strette mentre i più capienti autosnodati vengono utilizzati sulle linee con maggior carico e talvolta sulle navette sostitutive della rete metroferrotranviaria.

Entrambe le flotte sono composte prevalentemente da mezzi con motore Diesel alimentato a gasolio, anche se ATAC dispone di un discreto quantitativo di autobus alimentati a gas naturale compresso (ospitati dalle uniche rimesse con impianti adeguati, ossia Tor Pagnotta e Tor Sapienza) e un piccolo gruppo di minibus con motore elettrico (tenuti nella rimessa di Trastevere). Nel corso del 2021 debutteranno i primi mezzi mild hybrid acquistati dalla municipalizzata, un totale di 100 Mercedes-Benz Citaro C2,[23] mentre Roma TPL possiede un King Long E10 con motorizzazione ibrido gasolio-elettrico dal 2019.

Tutti i mezzi sono monitorati attraverso il sistema automatic vehicle monitoring (AVM) e sottoposti al controllo di una sala operativa. I dati sono resi disponibili al pubblico in formato General Transit Feed Specification (GTFS) sia tramite le apposite applicazioni, ufficiali e non, che tramite i siti web gestiti da ATAC e Roma Servizi per la Mobilità.

Livree[modifica | modifica wikitesto]

Un Indcar Mobi in servizio sulla linea 34 in piazza Cavour.

Roma TPL adotta un'unica livrea color ardesia con fascia rossa per tutti i propri mezzi, riportando il proprio logo sul vano posteriore e sul frontale, mentre sulla fascia compare il logo ATAC. In passato le diverse aziende che si sono susseguite hanno utilizzato anche una livrea arancione-celeste per i mezzi adibiti al servizio sulle linee J.

In ATAC invece si sono avvicendate diverse livree: dopo l'arancio ministeriale e il verde bitonale (entrambi applicati anche sulle vetture della rete tranviaria), che caratterizzarono i primi autobus della città, fu adottata una livrea che mescolava l'arancione con il rosso (gli autosnodati, invece, erano arancio-verdi), chiaro richiamo ai colori di Roma. Nel corso degli anni 2000 si affermò invece il grigio chiaro, applicato in alcuni casi anche sulle vetture più vecchie. A partire dal 2013, con l'arrivo degli Irisbus Citelis, è stata adottata la cosiddetta "serie Roma", utilizzando una tonalità di rosso vicina al rosso veneziano poi applicata sulle successive forniture. Fanno eccezione i Mercedes-Benz Citaro C1 extraurbani acquistati nel 2001, che hanno mantenuto la loro livrea in blu ministeriale, e i mezzi noleggiati tra il 2019 e il 2020 (Indcar Mobi, Iveco Bus Urbanway e VDL Citea), che hanno vestito una livrea bianca. Anche sui mezzi ATAC è presente la tipica fascia rossa con il logo di ATAC, eccetto che per i Mercedes-Benz Citaro interurbani, la cui fascia è di colore grigio chiaro.

Parco mezzi di ATAC e Roma TPL al 2021
Modello Matricole Lunghezza Standard Euro Alimentazione Rimessa Operatore In servizio dal
BredaMenarinibus Avancity+ 9500-9599 12 m Euro V Gasolio Costi
Maglianella
Roma TPL 2011
9660-9679 2013
BredaMenarinibus Vivacity+ 9600-9659 8 m Euro V Gasolio Costi
Maglianella
Valleranello
Roma TPL 2011
Fiat Ducato 5816-5817 6 m Euro VI Gasolio Magliana ATAC 2022
Indcar Cytios 9968-9997 7,9 m Euro VI Gasolio Costi
Maglianella
Valleranello
Roma TPL 2016
Indcar Mobi 241-270 8 m Euro VI Gasolio Magliana
Acilia
Grottarossa
ATAC 2021
Irisbus Citelis 401-531 18 m Euro V Gasolio Magliana
Acilia
Grottarossa
Tor Sapienza
ATAC 2013, 2014
3001-3206 12 m Grottarossa
Magliana
4501-4524 12 m Gas naturale compresso Tor Sapienza ATAC 2010
Irisbus CityClass 4101-4500 12 m Euro V Gas naturale compresso Tor Pagnotta
Tor Sapienza
ATAC 2006, 2007, 2008
Irisbus Europolis 1661-1672 9 m Euro III Gasolio Grottarossa ATAC 2003
2001-2070 7,6 m Acilia
Grottarossa
2006
Iveco Bus Urbanway 551-590 18 m Euro VI Gasolio Grottarossa
Tor Sapienza
ATAC 2017
2021
3301-3430 12 m Tor Vergata
Portonaccio
Grottarossa
2017
3471-3485 Grottarossa
9900-9962 Maglianella Roma TPL 2014, 2015
Iveco Daily 5841 6 m Euro IV Gasolio Magliana ATAC 2006
King Long E10 9998 10 m Euro VI Ibrida gasolio-elettrico Costi Roma TPL 2020
Menarinibus Citymood 1301-1320 10,5 m Euro VI Gasolio Tor Vergata
Tor Sapienza
Portonaccio
Acilia
Grottarossa
Magliana
Tor Pagnotta
ATAC 2019
2101-2175 12 m
2201-2241
2601-2937 2020
2301-2325 12 m Gas naturale compresso 2019, 2020
2401-2577
Mercedes-Benz Citaro 6001-6183 12 m Euro III Gasolio Acilia
Tor Vergata
Grottarossa
ATAC 2001, 2002, 2003
7501-7700 12,2 m Portonaccio 2004, 2005
8101-8201 12 m Tor Vergata
121-122/128 12 m Costi Roma TPL 2004/2021-2022
137-139 12 m Euro V Costi Roma TPL 2022
701-800 12 m Euro VI Ibrida gasolio-elettrico Portonaccio ATAC 2021
Mercedes-Benz Sprinter 9881-9893 8 m Euro V Gasolio Costi Roma TPL 2021
Tecnobus Gulliver 631-690 5,2 m ZEV Elettrica Trastevere ATAC 2010-2017;
2019
Temsa Avenue 9700-9879 12 m Euro V Gasolio Costi
Valleranello
Roma TPL 2012, 2013, 2014
Temsa MD9 LE 9689-9690 9,5 m Euro VI Gasolio Costi Roma TPL 2021
Solaris Urbino 9688 12 m Euro V Gasolio Costi Roma TPL 2021
Solaris Alpino 8.6 8879, 8881 8.6 m Euro V Gasolio Costi Roma TPL 2015
Solaris Alpino 8.9 LE 8872 8.9 m Euro V Gasolio Costi Roma TPL 2015
VDL Citea SLF120 9680-9687 12 m Euro V Gasolio Costi

Maglianella

Roma TPL 2021
VDL Citea LLE120 9692-9699

9963-9964

12 m Euro V Gasolio Maglianella Roma TPL 2021
BMC Neocity 9893 8 m Euro VI Gasolio Costi Roma TPL 2022

Incidenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 settembre 1984 un Inbus U210 in servizio sulla linea 293 è precipitato dal viadotto della Magliana provocando otto morti, incluso l'autista[24], e 26 feriti.[25] Successivamente fu appurato che l'incidente era stato causato da un malore improvviso accusato dal conducente.

Il 16 ottobre 2019 un Iveco CityClass, matricola 3943, in servizio sulla linea 301, si è scontrato contro un albero lungo la via Cassia, provocando il ferimento di circa 69 persone.[26]

I "Flambus"[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni 2000 e 2010 si è sviluppato il fenomeno dei cosiddetti "flambus", ossia vetture del trasporto pubblico romano che sono state distrutte o danneggiate gravemente da un incendio sviluppatosi accidentalmente a bordo della vettura.[27] Nonostante questo fenomeno sia presente anche in altre aziende del trasporto pubblico, a Roma sono state raggiunte proporzioni ritenute eccessivamente elevate dalla stampa e dagli utenti.[28]

Le cause di questi incidenti possono essere imputate alla manutenzione, che è stata definita da diverse testate giornalistiche come "assente" o "insufficiente". Altre ipotesi riguardavano l'età dei mezzi o un eventuale sabotaggio ad opera dei dipendenti stessi, tuttavia sono state smentite dalle successive inchieste.[29]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Mobilità e trasporti, su comune.roma.it, Roma Capitale. URL consultato il 12 dicembre 2021.
  2. ^ Gestore della rete di Ostia.
  3. ^ I primi servizi urbani di Roma, su tramroma.com. URL consultato il 27 agosto 2020.
  4. ^ La rete degli omnibus dal 1845 al 1921: I primi servizi urbani di Roma, su tramroma.com. URL consultato il 14 agosto 2019.
  5. ^ La rete degli omnibus dal 1845 al 1921: Regolamento comunale di esercizio, su tramroma.com. URL consultato il 14 agosto 2019.
  6. ^ Rotabili della rete romana di autobus: I primi autobus SPA, su tramroma.com. URL consultato il 14 agosto 2019.
  7. ^ a b Carta dei servizi 2001 (PDF), su atac.roma.it, p. 8. URL consultato il 27 agosto 2020.
  8. ^ Emanuele Coen, Linee J, tredicimila ticket nei giorni top del Giubileo, in la Repubblica, 23 aprile 2000. URL consultato il 27 agosto 2020.
  9. ^ Le Linee J dell'autobus, su rerumromanarum.com. URL consultato il 27 agosto 2020.
  10. ^ Giacomo Legame, Incendio distrugge 30 minibus elettrici che servono il centro e l'Atac corre ai ripari, in il Giornale, 3 maggio 2019. URL consultato il 13 giugno 2020.
  11. ^ Tor Pagnotta: fiamme al deposito Trambus, danneggiati 20 autobus, in Roma Today, 10 settembre 2009. URL consultato il 22 dicembre 2019.
  12. ^ Met.Ro., precedentemente nota come Metroferro, era un'azienda interamente partecipata dal comune di Roma e incaricata di gestire la rete metropolitana e le tre ferrovie concesse (Roma-Giardinetti, Roma-Lido e Roma-Civita Castellana-Viterbo) in seguito alla scissione di Acotral operata nel 2000.
  13. ^ Il 30 giugno la fusione tra Atac, Trambus e Met.Ro, in Il Tempo, 21 maggio 2009. URL consultato il 14 agosto 2019.
  14. ^ Atac, approvato il bilancio. Incorporate Ogr e Patrimonio, in Il Messaggero, 26 giugno 2014. URL consultato il 14 agosto 2019.
  15. ^ Contratto relativo all'affidamento del servizio di gestione della rete periferica del trasporto pubblico urbano (PDF), su agenzia.roma.it. URL consultato il 14 agosto 2019.
  16. ^ Irisbus Citelis Roma, in BusBus Net, 24 aprile 2014. URL consultato il 14 agosto 2019.
  17. ^ Paolo Foschi, Atac: al via la rivoluzione dei bus. Via 15 linee, passeggeri in rivolta, in Corriere della Sera, 10 giugno 2014. URL consultato il 14 agosto 2019.
  18. ^ Fabio Carosi, All'Atac per risparmiare 1 mln di euro se ne spendono 4, in Affaritaliani.it, 27 giugno 2016. URL consultato il 27 agosto 2020.
  19. ^ Ad esse si aggiungono le due linee filoviarie 60 e 90.
  20. ^ Come Funziona la Numerazione degli Autobus a Roma, su Citymapper. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  21. ^ Atac e Roma Tpl: presentato un esposto per la trasparenza nel trasporto pubblico romano, in Diario Romano, 29 gennaio 2019. URL consultato il 14 agosto 2019.
  22. ^ Titoli e tariffe, su atac.roma.it, ATAC. URL consultato il 1º agosto 2019.
  23. ^ Mercedes vince la gara Atac per cento bus ibridi a Roma, in Autobus Web, 11 febbraio 2020. URL consultato il 10 marzo 2020.
  24. ^ Anna Maria Liguori, 'Un posto maledetto, qui 17 anni fa morì la mia più cara amica', in la Repubblica, 30 dicembre 2001. URL consultato il 1º marzo 2020.
  25. ^ Antonio Cianciullo, Cinque morti a Roma nel bus che precipita da un cavalcavia, in la Repubblica, 13 settembre 1984. URL consultato il 1º marzo 2020.
  26. ^ Michela Allegri e Camilla Mozzetti, Roma, l'autista del bus finito contro l'albero: «Ho avuto come un blackout, mi hanno svegliato le grida», in Il Messaggero, 18 ottobre 2019. URL consultato il 1º marzo 2020.
  27. ^ Matteo Scarlino, Il mondo scopre Flambus alla romana: dieci mezzi in fiamme in 5 mesi, in Roma Today, 9 maggio 2018. URL consultato il 14 agosto 2019.
  28. ^ Giovanni Drogo, Flambus ATAC: perché gli autobus di Roma continuano ad andare a fuoco, in Next Quotidiano, 8 maggio 2018. URL consultato il 14 agosto 2019.
  29. ^ Lorenzo Nicolini, Autobus in fiamme a Roma: nessun sabotaggio. Sotto accusa la scarsa manutenzione“, in Roma Today, 12 settembre 2018. URL consultato il 14 agosto 2019.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]