Metropolitana di Roma

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Trasporti a Roma.

Metropolitana di Roma
Logo
Inaugurazione metro B1.jpg
CAF MA300 a Conca d'Oro sulla linea B1
StatoItalia Italia
CittàRoma
Apertura1955
Ultima estensione2018
GestoreATAC
Sito webwww.atac.roma.it/
Caratteristiche
Numero linee3
Stazioni73
Lunghezza59,4 km
Scartamento1435 mm
Trazione1,5 kV CC
Statistiche 2019
Passeggeri giornalieri572 332
Passeggeri annuali208 901 042[1]
Mappa della rete
pianta

La metropolitana di Roma è la rete di linee metropolitane gestita da ATAC per conto di Roma Capitale a servizio della città di Roma. Si tratta della seconda rete metropolitana più estesa d'Italia dopo quella di Milano.

È composta da tre linee, identificate con lettere e colori diversi, per una lunghezza totale di 59,4 km e 73 stazioni, due delle quali d'interscambio fra due linee (Termini e San Giovanni). Il primo tronco metropolitano fu inaugurato il 9 febbraio 1955 tra Termini ed EUR Fermi ed assunse poi la denominazione di linea B, venendo identificata col colore blu. Seguirono nel 1980 la linea A, caratterizzata dal colore arancione, nel 2012 la diramazione B1 ed infine nel 2014 la linea C, identificata col verde; per quest'ultima è in corso di realizzazione la tratta T3 tra San Giovanni e Fori Imperiali.[2]

Nel Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS) approvato dall'Assemblea capitolina nel 2019 è prevista un'ulteriore estensione della rete attraverso: la realizzazione di una nuova linea denominata linea D, identificata col colore giallo, la trasformazione in metropolitana delle ferrovie ex concesse Roma-Civita Castellana-Viterbo (tratta urbana) e Roma-Lido, da ribattezzare rispettivamente in linea F (viola) e linea E (celeste), e la realizzazione di prolungamenti delle tre linee esistenti. Nello scenario tendenziale del PUMS la rete sarà composta da sei linee per una lunghezza complessiva di 177 km.[3]

Rete[modifica | modifica wikitesto]

La rete è composta da tre linee sulle quali vengono erogati quattro servizi, con le seguenti caratteristiche[4]:

Linea Percorso Inaugurazione Ultima estensione Lunghezza (km)[4] Numero di stazioni Vetture-km (milioni)[5] Tempo di
percorrenza
Metropolitana di Roma - logo linea A.svg BattistiniAnagnina 1980 2000 18,4 27 21,0 41 min
Metropolitana di Roma B.svg LaurentinaRebibbia 1955 1995 18,1[6] 22[7] - 39 min
Metropolitana di Roma B1.svg Laurentina ↔ Jonio 2012 2015 17,2[6] 19[7] - 39 min
Totale linee B-B1: 22,9[6] 26[7] 20,8 -
Metropolitana di Roma C.svg Monte Compatri-PantanoSan Giovanni 2014 2018 18,1 22 8,1 36 min
Totale: 59,4[8] 73[9] 49,9 -

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Primi progetti[modifica | modifica wikitesto]

Il primo progetto organico di una rete ferroviaria metropolitana per Roma risale al 1885, pubblicato a cura dell'ingegnere Lorenzo Allievi; l'idea di realizzare collegamenti veloci tra le varie zone della città non era nuova ma nessuno aveva ancora sviluppato quell'ambizione per l'Urbe, a differenza di quanto era già avvenuto in altre parti d'Europa. È da dire che qualche anno prima dell'Allievi, un altro ingegnere, Francesco Degli Abati, aveva ipotizzato un tracciato urbano che nella zona nord-est, passando sotto villa Borghese, il Pincio e con una stazione sotterranea a piazza di Spagna, avrebbe dovuto proseguire verso quello che allora era chiamato quartiere "Macao", ossia l'attuale rione Castro Pretorio. Il tracciato si sarebbe quindi dovuto collegare con le Ferrovie romane ad est. Degli Abati è uno strenuo sostenitore della necessità prima di una "ferrovia di circonvallazione" (1876), poi di una "ferrovia urbana o metropolitana" (1884).[10]

Tombino a piazza Navona utilizzato per rilevamenti idrometrici nei primi progetti alla fine dell'Ottocento

Ai vantaggi per la circolazione nel territorio urbano si sommavano gli interessi della provincia di poter disporre di una rete di penetrazione per il trasporto delle merci destinate al vasto mercato romano. In aggiunta, una rete ferroviaria interna a Roma era ritenuta di strategica importanza[10] in un periodo in cui la sua protezione era una preoccupazione così forte da spingere l'allora Governo a investire ingenti risorse nella costruzione di un campo trincerato composto da quindici forti e tre batterie di cannoni a presidio delle maggiori consolari e del perimetro della neo capitale del Regno d'Italia.[11]

Il progetto dell'Allievi, che fa sue alcune ipotesi di massima già avanzate dall'ingegnere Federico Gabelli, prevedeva una rete a doppio binario con stazione di testa posizionata a sud di Circo Massimo, fermata questa di scambio con i treni della linea dei Castelli Romani; da questa stazione il tracciato sarebbe proseguito cinque metri sotto il piano stradale di via San Sebastiano verso porta Metronia ricalcando il percorso della progettata linea di Trastevere; virando quindi verso sinistra sarebbe rientrata rientrando all'interno delle mura della città per porta Asinaria al livello stradale dopo aver intercettato la progettata linea Roma-Marino-Albano. Il percorso sarebbe proseguito in galleria sotto piazza di San Giovanni in Laterano, collocandosi in trincea lungo via Emanuele Filiberto fino alla stazione di via Labicana da collocarsi all'incrocio dell'omonima strada con via Emanuele Filiberto e viale Manzoni. Da questa stazione i binari sarebbero proseguiti in salita verso la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, intersecando il tram per Tivoli, per immettersi poi in una galleria scavata sotto viale Regina Margherita, porta San Lorenzo fino alla progettata stazione del Castro Pretorio che si sarebbe affacciata sull'omonimo viale all'angolo con via Gaeta. Quest'ultimo tratto sarebbe stato progettato in trincea, al fine di non dover tagliare le fogne dei nuovi quartieri. Il tracciato sarebbe proseguito quindi sotto via Nomentana e poi in trincea per ritornare verso il centro tra porta Pia e porta Salaria.

Di nuovo in galleria la metropolitana sarebbe passata sotto il quartiere Spithover[Spithover era il nome di una villa, non di un quartiere] (oggi parte del rione Sallustiano) per poi arrestarsi in una stazione poco distante dal palazzo delle Finanze. Da qui il tracciato sarebbe ripreso sotto villa Ludovisi, via di Porta Pinciana e la chiesa della Trinità dei Monti per sboccare nella stazione da collocarsi al lato sud del Pincio. Dopo un tratto parallelo al muraglione del Pincio, la metropolitana sarebbe entrata in galleria per sbucare quindi a poche centinaia di metri da piazza del Popolo. I convogli avrebbero attraversato villa Borghese grazie ad un cavalcavia appositamente ideato per nascondere i binari e quindi, penetrando Monte Parioli avrebbero proseguito fino alle rive del Tevere, scavalcando il fiume per mezzo di un ponte a campata unica. Il cavalcavia fino al Tevere avrebbe costeggiato piazzale Flaminio, quest'ultimo all'epoca ancora sulla carta, e sarebbe stato progettato tenendo a mente la metropolitana di Berlino, con le arcate volte a alloggiare esercizi commerciali e botteghe. Una volta oltrepassato il fiume, i convogli avrebbero proseguito sul lungotevere destro fino al rione Prati, nei pressi di Castel Sant'Angelo, per terminare in un'apposita stazione di scambio con la linea ferroviaria Roma-Viterbo.[10]

La linea metropolitana sarebbe dovuta essere lunga un totale di 8500 metri con un costo preventivato pari a dodici milioni di lire dell'epoca, cifra questa da reperire, nelle intenzioni del progettista, da investitori privati e pubblici. Stante l'alta frequenza dei convogli, ogni 10/15 minuti, al fine di evitare il fastidio del fumo dei treni, il progettista prevedeva l'utilizzo di locomotive Honigmann a rigeneratore chimico.[10]

Il piano regolatore del 1941[modifica | modifica wikitesto]

Una pianificazione dettagliata della rete di trasporti metropolitani della Capitale dovrà attendere fino al 1941, anno in cui viene approvato il Piano regolatore della Metropolitana di Roma del 21 settembre 1941, sviluppato dall'Ufficio superiore per la metropolitana e le ferrovie foranee del Ministero dei trasporti[all'epoca non esisteva il Ministero dei trasporti] sotto la direzione dell'ingegnere Vito Perrone. Il piano regolatore disegnava una vasta rete di trasporti metropolitani, composta da tre linee principali e altre secondarie, coprendo così non solo la zona centrale e maggiormente urbanizzata della Capitale, ma prevedendo anche il collegamento verso il mare e nelle periferie, in funzione della futura espansione della città.[12]

Le tre linee principali presenti nel piano erano:

  • la linea A, per la quale si prevedeva la partenza dalla zona del Monte Mario per arrivare fino al litorale e alla frazione di Ostia. Il percorso avrebbe toccato il Foro Italico e la via Flaminia per poi scavalcare il Tevere ad est di ponte Milvio giungendo all'altezza di palazzo Marina; da lì la linea avrebbe proseguito verso piazza del Popolo, via Nazionale (dove era previsto l'interscambio con la linea B), la stazione di Roma Termini, piazza Vittorio Emanuele II, piazza di San Giovanni in Laterano (da dove sarebbero dovute partire due linee verso l'aeroporto di Ciampino e verso gli studi di Cinecittà), piazza Re di Roma, la valle della Caffarella, la zona di Tor Marancia, la città militare della Cecchignola e infine Ostia;[12]
  • la linea B era stata pensata per fornire un collegamento tra il centro storico e il costruendo quartiere dell'EUR. I rispettivi capolinea, secondo il progetto, dovevano essere a ponte Buttero (corrispondente grossomodo all'attuale Laurentina) e nel quartiere di Monte Sacro. La linea avrebbe effettuato scambi sia con la linea A che con la stazione di Roma Ostiense e con la ferrovia Roma-Lido, proseguendo verso il Circo Massimo, il Colosseo, via Cavour, la stazione Termini e, proseguendo sotto via Nomentana, fino a Monte Sacro. Una possibile variante prevedeva il prolungamento verso la Cecchignola (con ulteriore corrispondenza con la linea A) per poi proseguire su via Ardeatina e via Appia Antica fino alla zona dello Statuario;[12]
  • per la linea C si ipotizzava un tragitto tra Rebibbia, quella che sarebbe dovuta diventare la "città penitenziaria", e piazza del Risorgimento, nei pressi della basilica di San Pietro. La linea, oltrepassando il fiume Aniene, avrebbe dovuto costeggiare via Tiburtina e il cimitero del Verano per raggiungere la stazione Termini (dove avrebbe avuto l'interscambio con la linea B) e piazza della Repubblica (interscambio con la linea A). Il percorso sarebbe dovuto andare avanti verso piazza Venezia, per poi attraversare il Tevere a ovest di Castel Sant'Angelo e fare capolinea appunto in piazza del Risorgimento con possibile prolungamento fino a Monte Mario (ulteriore congiungimento con la linea A). Una variante al progetto prevedeva uno snodo della linea C che avrebbe collegato piazza San Pietro con la stazione di Roma Trastevere.[12]
Lavori per la galleria nei pressi del Colosseo nel 1939

Nel piano regolatore erano tracciate inoltre alcune linee senza denominazione tra cui una tra la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, via Assisi e la zona di Torre Spaccata. Di questo tratto sono ancora oggi visibili le gallerie sotto l'oggi dismesso Aeroporto di Roma-Centocelle[12] che nel periodo fascista era sede di gruppi di volo dell'Aeronautica Militare.[13] Da questa linea si sarebbe dovuto diramare un troncone ferroviario che avrebbe connesso Centocelle con Via Prenestina e ancora verso est con l'allora zona industriale e il mattatoio. Un'altra linea, come già detto, con capolinea in piazza di San Giovanni in Laterano, avrebbe corso parallelamente per un tratto con la linea A per poi proseguire verso sud-est biforcandosi in due tronconi all'altezza del motovelodromo Appio uno verso l'aeroporto di Ciampino e l'altro con capolinea a Cinecittà.[12]

La metropolitana dell'E42[modifica | modifica wikitesto]

Al centro della foto del marzo 1940 la fermata metro Esposizione Ovest a fronte scavo del futuro laghetto, in avanzato stato di costruzione
L'inaugurazione della metropolitana nel 1955

Già negli anni '30 erano iniziati i lavori di realizzazione della linea B,[14] anche se questa denominazione fu assunta solo dopo l'inaugurazione della prima tratta della linea A nel 1980. Contemporaneamente erano stati avviati i lavori di una linea tra la stazione Termini e la zona di Torre Spaccata. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, i lavori di realizzazione della prima linea della metropolitana furono interrotti. Al momento dell'interruzione erano già state realizzate alcune gallerie nel tratto che va da Termini a Piramide e in quello che da Magliana va allo Scalo merci Esposizione a Ponte Buttero (oggi Laurentina), che furono utilizzate come rifugi antiaerei durante i bombardamenti[15]. In avanzato stato di completamento, nel gennaio 1940, anche le due fermate davanti al laghetto allora in via di scavo (Esposizione Ovest ed Esposizione Est, oggi rispettivamente EUR Palasport ed EUR Fermi).

I lavori ripresero nel 1947, contemporaneamente all'avanzamento dei lavori nell'ex area dell'esposizione che mutò parzialmente fisionomia, destinazione e nome (EUR). Il 28 giugno 1953 venne aperta al pubblico la tratta da Piramide a Esposizione, chiusa dopo breve tempo per la scarsa affluenza[16].

La metropolitana venne inaugurata a Termini il 9 febbraio 1955 dal presidente della Repubblica Luigi Einaudi, mentre il servizio regolare iniziò il giorno successivo[17].

L'apertura della seconda linea[modifica | modifica wikitesto]

Della costruzione di un'estesa rete metropolitana a Roma, sul modello di altre città come Londra e Parigi, si parlava già da molto tempo, tuttavia numerose cause (burocrazia, dissidi sui tracciati, revisioni ai piani regolatori e le difficoltà nei lavori dovute a continue scoperte archeologiche) ne ritardarono gravemente lo sviluppo. Fu solo nel 1959 che una legge approvò la costruzione di una seconda linea metropolitana, dalla zona di Osteria del Curato fino al quartiere Prati, passando per il centro di Roma e incrociando la linea preesistente a Termini.

Biglietto della metropolitana di Roma risalente agli anni ottanta

I lavori iniziarono nel 1964 dal quartiere Tuscolano e furono complicati da una serie di ritardi e imprevisti, dovuti principalmente alla scarsa organizzazione. Innanzitutto, fu prevista una tecnica di scavo a cielo aperto, che provocò gravi disagi al traffico della zona sud-est della città. I lavori furono interrotti e ripresero solo 5 anni più tardi col metodo della talpa meccanica che, pur risolvendo parzialmente il problema del traffico, provocò numerosi danni ai fabbricati nei pressi del tracciato a causa delle forti vibrazioni dovute allo scavo.

Furono frequenti i ritrovamenti archeologici durante i lavori, in particolare nella zona di piazza della Repubblica che richiese la progettazione di una variante. I ruderi messi a nudo sono visibili nella stazione Repubblica protetti da teche di cristallo. Il lavoro della talpa e i continui ritrovamenti archeologici diedero ispirazione a Federico Fellini per il suo film Roma.

Il 16 febbraio 1980 venne attivata tra le stazioni di Cinecittà e di Ottaviano la linea A, mentre la linea Termini-Laurentina fu denominata linea B. L'11 giugno dello stesso anno la linea A venne prolungata al capolinea definitivo di Anagnina[18]. Nel 1982 iniziano i lavori di ristrutturazione delle stazioni della tratta Termini-Laurentina[19].

Dagli anni novanta ai duemiladieci: i prolungamenti e la terza linea[modifica | modifica wikitesto]

L'8 dicembre 1990 entrò in servizio il prolungamento della linea B tra Termini e Rebibbia. Contestualmente fu radicalmente rimodernato il tratto preesistente[14][20] e fu riaperta la stazione Laurentina[19]. Il 26 aprile 1994 venne aperta la stazione Marconi[21], con conseguente ridenominazione della fermata EUR Marconi nell'attuale EUR Palasport. Successivamente, il 13 dicembre 1995 venne attivata la stazione di Ponte Mammolo per la linea B,[22] mentre nel 1999 entrò in servizio il tratto della linea A che va da Ottaviano a Valle Aurelia[23].

Il 1º gennaio 2000 venne attivato il prolungamento della linea A da Valle Aurelia all'attuale capolinea di Battistini[24] e furono presentati i progetti preliminari per la terza linea della metropolitana: la linea C[25].

Il 23 giugno 2003 apre, dopo anni di abbandono, la fermata Quintiliani lungo la linea B tra Monti Tiburtini e Tiburtina[26]. Nel 2005, la metropolitana di Roma continuò la sua evoluzione, con l'apertura dei cantieri per la diramazione B1 della Linea B, inaugurata il 13 giugno 2012 nelle sue prime 3 fermate: Sant'Agnese/Annibaliano, Libia e Conca d'Oro[27][28] (a cui si aggiunse nel 2015 la fermata Jonio).[29]

In aprile 2007 iniziano i lavori della linea C tra San Giovanni e Alessandrino,[25] che provocarono la limitazione della ferrovia Roma-Pantano prima alla stazione di Giardinetti e poi alla stazione di Centocelle. Nello stesso anno vennero inoltre presentati i progetti preliminari della linea D, abbandonati intorno al 2011.[30][31]

Nel 2011 grazie ad un accordo tra ATAC e i gestori di telefonia mobile italiani, cominciarono i lavori per permettere chiamate, SMS e la navigazione internet ai passeggeri della metropolitana romana[32]. I lavori durarono oltre due anni, poiché portati avanti solo nella notte per non interferire col servizio[32]. Nel mese di giugno 2013 la copertura GSM/UMTS raggiunse, dopo aver completato la linea A, anche il tratto Rebibbia-Bologna della linea B[33] e, dal 9 gennaio 2014, l'intera tratta Laurentina-Rebibbia risulta essere coperta da rete GSM e UMTS/HSPA[34].

Il 15 aprile 2013 sono iniziati i lavori per la tratta San Giovanni-Fori Imperiali della linea C. Nello stesso mese, per contrastare il fenomeno dell'evasione, furono installati, inizialmente nella stazione Termini e successivamente in tutta la rete metropolitana, numerosi pannelli in plexiglas per impedire agli utenti di aprire i varchi di emergenza dall'esterno e quindi usufruire della metropolitana senza pagare il biglietto; il costo dei lavori è stato di 100000  che l'azienda ha coperto coi ricavi della lotta all'evasione.[35][36]

Il 9 novembre 2014 fu inaugurata la prima tratta della linea C tra Monte Compatri-Pantano e Parco di Centocelle.[37] Successivamente la linea fu prolungata a Lodi il 29 giugno 2015 e a San Giovanni, interscambio con la linea A, il 12 maggio 2018.[38]

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazioni della metropolitana di Roma.
Data inaugurazione Tratta o Stazione Linea
10 febbraio 1955 Termini-EUR Fermi Metropolitana di Roma B.svg
16 febbraio 1980 Ottaviano-Cinecittà Metropolitana di Roma - logo linea A.svg
11 giugno 1980 Cinecittà-Anagnina
8 dicembre 1990 Termini-Rebibbia Metropolitana di Roma B.svg
Garbatella
EUR Fermi-Laurentina
26 aprile 1994[21] Marconi
13 dicembre 1995 Ponte Mammolo
29 maggio 1999 Ottaviano-Valle Aurelia Metropolitana di Roma - logo linea A.svg
1º gennaio 2000 Valle Aurelia-Battistini
23 giugno 2003 Quintiliani Metropolitana di Roma B.svg
12 giugno 2012 Bologna-Conca d'Oro Metropolitana di Roma B1.svg
9 novembre 2014 Monte Compatri-Pantano-Parco di Centocelle Metropolitana di Roma C.svg
21 aprile 2015 Conca d'Oro-Jonio Metropolitana di Roma B1.svg
29 giugno 2015 Parco di Centocelle-Lodi Metropolitana di Roma C.svg
12 maggio 2018 Lodi-San Giovanni

Le linee[modifica | modifica wikitesto]

Linea A[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Linea A (metropolitana di Roma).
Mappa della linea MA

La linea A, caratterizzata dal colore arancione, è stata la seconda linea a essere costruita nella città. La prima tratta della linea, Ottaviano-Cinecittà, fu inaugurata il 16 febbraio 1980 dall'allora sindaco di Roma Luigi Petroselli[39][40][41].

I lavori di costruzione della nuova linea furono lunghi e complessi, principalmente per la tecnica di scavo a cielo aperto, che procurò molti problemi alla viabilità. Proprio per questo i lavori si fermarono per 5 anni, prima di ricominciare con la tecnica delle talpe che, se risolveva il problema della viabilità e del traffico, portava problemi ai fabbricati posti sopra il tracciato della linea.[42]

I lavori si fermarono per altri due anni a causa dell'attraversamento del fiume Tevere. Inoltre altri problemi intervennero a causa di un errore nel tracciato nella costruzione del ponte Nenni per l'attraversamento del fiume e per diversi ritrovamenti archeologici nei pressi di piazza della Repubblica.[42]

Pochi mesi dopo l'inaugurazione della prima tratta aprì la stazione di Anagnina, attuale capolinea. Tra il 1999 e il 2000, entrò in servizio il prolungamento della linea verso nord ovest, da Ottaviano a Battistini.[42]

La linea A conta 27 stazioni per una lunghezza di 18,425 km. Incontra la linea B nella stazione di Termini e la linea C nella stazione di San Giovanni.

Linea B[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Linea B (metropolitana di Roma).
Mappa della linea MB

La linea B, caratterizzata dal colore blu, taglia la città da nord-est a sud; i suoi capolinea sono Rebibbia (nei pressi dell'omonimo istituto penitenziario), Jonio (in zona Montesacro) e Laurentina (subito a est del quartiere dell'EUR).

La prima tratta, Termini-Laurentina fu inaugurata il 9 febbraio 1955 dall'allora presidente della Repubblica Luigi Einaudi.[43]

I lavori, però, erano cominciati già nei lontani anni trenta durante il ventennio fascista, come collegamento della stazione Termini, nel centro della città, col nuovo quartiere di Roma E42 (oggi EUR), dove si sarebbe dovuta tenere l'Esposizione Universale del 1942. L'evento poi venne annullato a causa della guerra e molti tunnel della linea furono utilizzati come rifugi antiaerei. Ripresi nel 1948, i lavori si protrassero fino al 1955, anno in cui fu inaugurata.[43]

Nel 1990, da Termini, la linea fu prolungata fino all'attuale capolinea di Rebibbia, nel versante nord-est della città, e fu aperta una nuova stazione, Marconi, nel tratto preesistente. Con il passare degli anni furono aperte anche altre stazioni, come Ponte Mammolo oggi importante nodo di scambio col trasporto laziale (Cotral) e Quintiliani, oggi situata in una zona di campagna dove in futuro verrà realizzato il SDO.[43]

Ulteriori lavori di estensione cominciarono poi alle soglie del 2000; i lavori, realizzati con l'ausilio di nuove tecniche costruttive, le TBM, hanno portato alla realizzazione di una diramazione della linea sul versante nord-orientale. Della cosiddetta linea B1, che va a servire i territori dei municipi II e III, è stata inaugurata una prima tratta, da Bologna fino a Conca d'Oro, il 13 giugno 2012, poi estesa a Jonio il 21 aprile 2015.[43]

La linea B conta 26 stazioni per una lunghezza di 22,9 km. Incontra la linea A nella stazione di Termini e si dirama presso la stazione di Bologna.

Linea C[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Linea C (metropolitana di Roma).
Mappa della linea MC

La linea C, caratterizzata dal colore verde, collega l'estrema periferia est di Roma (con capolinea nel comune di Monte Compatri) col provvisorio capolinea San Giovanni, stazione di interscambio con la Linea A. È lunga 19,5 km per 22 stazioni. I convogli, della serie driverless AnsaldoBreda, non hanno macchinisti a bordo, essendo completamente automatizzati[44].

La costruzione della linea metropolitana iniziò nel mese di maggio 2006, con l'apertura dei cantieri per i sondaggi archeologici, mentre nell'aprile 2007 fu aperto il primo cantiere nel quartiere Prenestino-Labicano.[45] Il cronoprogramma iniziale prevedeva l'apertura della prima tratta fino alla stazione di San Giovanni nel 2011 e negli anni successivi le altre tratte fino al completamento della linea nel 2015, ma col tempo le aperture delle tratte sono slittate.[46]

Come studiata inizialmente è prevista la costruzione di 30 stazioni per una lunghezza complessiva di 25,6 km.

Il 9 novembre 2014 fu inaugurata la prima tratta da Pantano a Parco di Centocelle che conta 12,7 km di lunghezza e 15 stazioni.[47] Il 1º maggio 2015 ebbe inizio il pre-esercizio da parte di ATAC sulla seconda tratta da Mirti a Lodi, lunghezza 5 km, la cui apertura avvenne il 29 giugno 2015. Il 12 maggio 2018 è stata aperta la stazione di San Giovanni, che permette alla linea C di fare rete con il resto della rete metropolitana grazie all'interscambio con la linea A.

Archeo-stazioni[modifica | modifica wikitesto]

Reperti archeologici esposti all'interno della stazione di San Giovanni

Durante gli scavi per la tratta centrale della linea C, in particolare dalla stazione di San Giovanni, la necessità di scavare in profondità e la ricchezza archeologica che caratterizza il terreno di Roma ha visto nascere un nuovo tipo di stazione che caratterizzerà in futuro la metropolitana di Roma, sul modello di altre grandi capitali, come a Parigi la stazione Louvre - Rivoli.

San Giovanni[modifica | modifica wikitesto]

Banchina della stazione con i pannelli esplicativi a muro.

La stazione San Giovanni, inaugurata il 12 maggio 2018,[48] è la prima archeo-stazione della metropolitana di Roma. Gli scavi, arrivati ad una profondità di circa 20 metri, hanno permesso di esplorare circa 21 stratificazioni della storia[49] arrivando fino al cosiddetto terreno vergine cioè quello in cui la presenza dell'uomo è assente.[50]

L'esposizione dei reperti si caratterizza per essere un tour con teche per i reperti lungo il percorso, pannelli esplicativi sui muri e una misurazione temporale delle fasi storiche che segue il percorso dei passeggeri dal piano atrio al piano delle banchine:

  • Primo piano: dall'Età Contemporanea alla Tarda Età Imperiale.
  • Piano corrispondenza: dall'Età Repubblicana all'Età Protostorica Arcaica.
  • Piano banchine: Età Preistorica.

Tra i vari reperti archeologici ritrovati ed esposti figurano elementi piccoli, come gioielli in oro, monete, vasellame e gusci di molluschi[51]; grandi anfore ed elementi di colonne antiche ma anche reperti di grandi dimensioni, come la grande vasca, il più grande bacino idrico mai ritrovato,[52] posta all'interno di un'azienda agricola di età imperiale.

Giorgio Marincola[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castra di Amba Aradam-Ipponio.

La seconda archeo-stazione di Roma è ancora in fase di costruzione. Gli scavi hanno permesso di rinvenire a m di profondità una caserma-castra del II secolo d.C. circa, risalente all'età adrianea: 39 ambienti, di cui 25 quadrangolari di dimensioni 4 m × 4 m, si aprono su un corridoio centrale e sono arricchiti di pavimenti mosaicati bianco-nero e pareti affrescate; insieme a questo complesso è stata rinvenuta la casa del comandante, un edificio di circa 300  con pavimenti in opus spicatum.[53]

Venezia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Athenaeum di Adriano.

Nel 2008, durante gli scavi per la realizzazione della linea C a piazza Venezia, sono stati rinvenuti i resti di tre aule rettangolari di età imperiale, destinate ad attività culturali e per questo identificate come l'athenaeum voluto dall'imperatore Adriano. La futura stazione di Venezia dovrebbe pertanto rendere fruibili al pubblico tali evidenze archeologiche.[54]

Materiale rotabile[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione del materiale[modifica | modifica wikitesto]

All'apertura della Termini-Laurentina, nel 1955, furono introdotti in servizio i treni MR 100 e successivamente gli MR 200, utilizzati anche sulla Roma-Lido, che furono affiancati nel 1976 dalle MR 300.

All'apertura dell'esercizio della linea A vennero impiegati i convogli MA 100 costruiti dalla Breda Costruzioni Ferroviarie (serie MA 001-MA 152). Inizialmente tali convogli erano costituiti da 4 casse ma in seguito all'aumento del numero dei passeggeri da trasportare, nella composizione del treno è stata introdotta una carrozza rimorchiata (siglata RA xx). Per far fronte all'ulteriore aumento della richiesta di trasporto è stata inserita nei convogli una seconda carrozza rimorchiata, portando a 6 il numero totale di casse per ogni convoglio.

Particolare dei treni utilizzati sulla Linea C

Nel 1990, quando venne aperto il prolungamento fino a Rebibbia sulla linea B, i convogli utilizzati vennero sostituiti dagli MB 100/300, che sono attualmente in uso. I treni MR 100 e MR 200 continuarono il loro servizio sulla Roma-Lido mentre sulla linea A, a fianco dei convogli MA 100, entrarono in servizio i convogli MA 200, realizzati sempre dalla Breda Costruzioni Ferroviarie. Tali convogli erano composti da 2 unità di trazione, ognuna composta da 3 casse: rimorchiata al centro e motrici alle estremità.

Dal gennaio 2005 hanno iniziato a circolare sulla linea A i treni S/300, dotati di impianto di aria condizionata, costruiti dall'azienda spagnola CAF e denominati MA 300. Sia gli MA 100 che gli MA 200 sono stati trasferiti, dopo una fase di riqualificazione, sulla linea Roma-Lido, nonostante alcuni prestino ancora servizio sulla linea B. Dal 2010 si è deciso di immettere sulla linea B 8 nuovi treni MA 300 e di restaurare i vecchi convogli MB 100 con pellicole anti-graffiti e pulizie straordinarie[55].

Il 5 aprile 2014 è iniziata la consegna ad ATAC di 18 nuovi convogli S/300 (siglati MB 4xx.x) destinati a sostituire gli ultimi MB in servizio.

Per quanto riguarda la Linea C, i convogli condividono la tecnologia driverless del AnsaldoBreda, utilizzata già in altre città, tra cui Copenaghen, Milano e Brescia[56]. Rispetto a queste applicazioni, la linea C di Roma utilizza per la prima volta la tecnologia driverless di AnsaldoBreda in un sistema di metropolitana pesante; questi treni, quindi, sono i primi rotabili della rete metropolitana di Roma a non necessitare di un conducente (per quanto sia presente, comunque, un piccolo banco di manovra per i movimenti in deposito e per le emergenze). I convogli sono dotati di sei casse, con 204 posti a sedere.

Depositi e officine[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le linee esistenti dispongono di un deposito per la manutenzione e il rimessaggio dei treni.

Il deposito della Linea A, chiamato Osteria del Curato, in quanto collocato nell'omonima frazione del comune di Roma, nacque negli anni sessanta su una superficie di 67000 [57], per il ricovero e la manutenzione dei rotabili destinati alla Linea A della Metropolitana di Roma. La superficie coperta corrispondeva a quasi 9 200 m², mentre il fascio di binari di ricovero aveva un'estensione di 4000 m[57]. Con l'aumentare dei passeggeri della linea, che passarono da 150 000 passeggeri al giorno agli attuali 450 000[58], si richiese non solo l'ammodernamento dei treni utilizzati sulla linea, ma anche la riqualificazione del deposito stesso. Partirono così i lavori di ampliamento, terminati nel 2004[57], che portarono l'estensione a 78 000 m², di cui 15 000 coperti, mentre il fascio binari passò a 8 400 m[57].

Il deposito della Linea B, chiamato Officine Magliana, situato nell'omonima zona, nacque negli anni quaranta come deposito per il ricovero e la manutenzione dei rotabili della Roma-Lido[59], con la costruzione della Linea B, divenne il deposito comune ad entrambe le linee. L'impianto è costituito da due blocchi: l'impianto “storico”, realizzato negli anni del secondo dopoguerra e che si estende su 100 000 m² e l'impianto più recente, inaugurato negli anni ottanta, esteso su 200 000 m²[60]. Questo deposito è stato molto criticato soprattutto riguardo alla sicurezza del sito, definita da molti come carente; relativo anche agli atti vandalici che il deposito subiva da writers e da ladri di rame[61][62][63]. Con l'ampliamento della linea da Bologna a Conca d'Oro (e col progetto di prolungamento della linea fino a Bufalotta) si pensava alla costruzione di un deposito situato tra via Antamoro, via Zavattini e via della Bufalotta[64], ma il progetto è stato fortemente criticato soprattutto dagli abitanti della zona. Si decise quindi di costruire un nuovo deposito in concomitanza della costruzione del prolungamento della Linea B verso Casal Monastero, attestando il deposito nelle prossimità del nuovo capolinea[65][66].

Per quanto riguarda la Linea C il deposito si chiama Deposito di Graniti, situato nella borgata Finocchio sulla via Casilina, ed accoglie l'intero parco rotabile della terza linea romana. Il deposito ha un'estensione di 217 000 m²[67]. Inoltre qui è collocata anche la Dirigenza Centrale Operativa da cui sono guidati e controllati a distanza i treni[67].

Progetti e scenari di sviluppo[3][modifica | modifica wikitesto]

Scenario di riferimento del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile[modifica | modifica wikitesto]

Linea Tratta Inizio lavori Inaugurazione
(prevista)
Lunghezza
(km)
Stazioni Stato del progetto
Metropolitana di Roma C.svg San GiovanniFori Imperiali aprile 2013 ottobre 2024 3,6[68] 2 In costruzione
Colombo ↔ Piramide ? ? 28,3 16[69] Previsto nel PUMS
Flaminio ↔ Montebello ? ? 12,8 15
Ferrovia Roma-Giardinetti (Linea G) Roma Laziali ↔ Centocelle 2022 2024[70] 5,4 12

Nello scenario di riferimento del PUMS, gli interventi infrastrutturali che interessano la rete delle metropolitane riguardano essenzialmente il completamento della tratta San Giovanni-Colosseo/Fori Imperiali della linea C.

Si prevede, altresì, la fornitura di materiale rotabile per le ex ferrovie concesse Roma-Lido e Roma Nord, con la contestuale trasformazione delle stesse in metropolitane.

Scenario di piano del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile[modifica | modifica wikitesto]

Linea Tratta Inizio lavori Inaugurazione
(prevista)
Lunghezza
(km)
Stazioni Stato del progetto
Metropolitana di Roma - logo linea A.svg Battistini ↔ Monte Mario (FS) ? ? 5,2 4 Previsto nel PUMS
Metropolitana di Roma B.svg Rebibbia ↔ Casal Monastero ? ? 2,9 2
Jonio ↔ GRA/Svincolo A1 ? ? 5,1 5
Metropolitana di Roma C.svg Fori Imperiali ↔ Venezia ? ? 1,0 1 In progettazione
Tratta T2: Venezia ↔ Clodio/Mazzini ? ? 4,0 4 Previsto nel PUMS
Tratta T1: Clodio/Mazzini ↔ Farnesina ? ? 2,5 2
Tratta C2: Farnesina ↔ Grottarossa ? ? 7,5 5
Metropolitana di Roma D.svg Ojetti ↔ Agricoltura ? ? 20,2 22
Mappa geografica della metropolitana come prevista dello "Scenario di Riferimento" del PUMS

Progetti[modifica | modifica wikitesto]

Linea A[modifica | modifica wikitesto]

È allo studio un prolungamento a nord-ovest oltre il capolinea di Battistini verso Monte Mario: la tratta, lunga 5,1 km, prevederebbe 4 stazioni: Bembo, Valle dei Fontanili, Millesimo e Monte Mario (FS).

Esistono vari progetti di prolungamento verso sud-est dal capolinea di Anagnina: uno attraverso la realizzazione di una metropolitana leggera con 10 stazioni previste che collegherebbero l'attuale capolinea con la stazione della linea C di Torre Angela[71] (la cosiddetta linea H), l'altro invece prevederebbe la realizzazione di un prolungamento sempre dall'attuale capolinea con 3 stazioni (Torre di Mezzavia, Ponte Linari e Romanina).[72]

Linea B[modifica | modifica wikitesto]

Riguardo al prolungamento ad est oltre Rebibbia, la gara d'appalto è stata vinta dalla società Salini Costruttori; si prevede la costruzione di due nuove stazioni: San Basilio e Casal Monastero per circa 2,8 km di tracciato e un nodo di scambio a Casal Monastero in prossimità del GRA[73].

Inoltre ad agosto 2019 è stato approvato il prolungamento oltre Jonio di 5,1 km con altre 5 nuove stazioni: Chiala, Serpentara, Labia, Colle Salario e GRA/Svincolo A1[73].

Linea C[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 aprile 2013 si aprirono i cantieri per la tratta T3, San Giovanni-Fori Imperiali, per la quale si stanno utilizzando le normali TBM da 6,70 m impiegate finora, anziché quelle maggiorate da 10,10 m originariamente previste dalla tecnica di scavo detta "modello Roma". La tecnica che prevede la realizzazione di gallerie a sezione maggiorata per tutta la lunghezza del percorso, abbastanza larghe da alloggiare anche le banchine di stazione. In questo modo è possibile semplificare molto la costruzione delle stazioni e delle loro discenderie, poiché virtualmente ogni tratto del tunnel, scavato dalla TBM sotto gli strati archeologici del sottosuolo, potrebbe essere attrezzato con banchine e riconfigurato come stazione. Questa flessibilità consente di variare facilmente la posizione delle discenderie e delle uscite di stazione che, dovendo essere scavate "a cielo aperto" dal livello stradale e quindi attraversare lo strato archeologico, potrebbero dover essere riposizionate in seguito a rinvenimenti di particolare importanza[74][75][76].

Inoltre, nel 2013 furono stanziati ingenti finanziamenti per includere nella tratta T3 anche la stazione Venezia: 293 milioni di euro dalla Regione Lazio[77] e 155 milioni di euro dal Governo[78]. La progettazione della sotto-tratta Fori Imperiali-Venezia ha avuto inizio a gennaio 2020; un anno dopo, a gennaio 2021, Roma Capitale ha sottoposto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il progetto definitivo della stazione Venezia, così da ottenere il relativo finanziamento.[79]

Sviluppi futuri, ancora allo stato di progetto,[80] prevedono la costruzione della tratta Venezia-Clodio/Mazzini (T2), lunga 4 km e con 4 stazioni.[81] Una ulteriore opportunità di prolungamento è poi offerta dalla tratta Clodio/Mazzini-Farnesina (T1), lunga 2,5 km e con 2 stazioni.[82]

Mappa geografica della metropolitana come prevista dallo "Scenario di Piano" del PUMS

Linea D[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il progetto elaborato nel 2007, la linea D[83], caratterizzata dal colore giallo, avrebbe dovuto collegare il centro storico della città coi quartieri settentrionali di Salario, Monte Sacro e Monte Sacro Alto, e con quelli meridionali di Trastevere, Ostiense, Portuense ed EUR lungo un tracciato di 20,4 km che prevedeva 22 stazioni.[30] Partendo dal capolinea meridionale di piazzale dell'Agricoltura (EUR), a EUR Magliana si sarebbe avuta l'intersezione con la linea B e la ferrovia Roma-Lido e alla stazione di Trastevere con le linee ferroviarie FL1, FL3 e FL5. Attraversato l'intero rione Trastevere e superato il Tevere all'altezza dell'isola Tiberina, la linea prevedeva nel centro storico tre fermate: una a piazza Venezia, dove avrebbe intersecato la linea C, un'altra a piazza di San Silvestro e una terza a piazza di Spagna, dove avrebbe intersecato la linea A. Il percorso sarebbe poi proseguito in direzione nord-est sino a piazzale Jonio, intersezione con la linea B1, e al capolinea di via Ugo Ojetti (Monte Sacro Alto).

La linea si sarebbe dovuta realizzare con il project financing, tuttavia alcuni rilievi dell'autorità nazionale di vigilanza sui lavori pubblici (ora Anac), hanno bloccato l'iter e i lavori non sono mai partiti.

L'iter per la progettazione è ripartito durante la giunta Raggi.[84]. Nel Pums è prevista una diramazione verso Corviale[73].

Linea E[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Roma-Lido.

Nel 2018 il Comune di Roma ripresentò l'ipotesi di trasformazione della ferrovia Roma-Lido in metropolitana (contraddistinta dal colore celeste), come previsto dal Piano Regolatore Generale[85].

Il progetto è ora in attesa di uno studio di fattibilità[86][87][88].

Linea F[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia Roma-Viterbo (servizio urbano)
White dot.svg  Montebello
White dot.svg  La Giustiniana
White dot.svg  Prima Porta
White dot.svg  La Celsa
White dot.svg  Labaro
White dot.svg  Centro Rai
White dot.svg  Saxa Rubra
White dot.svg  Grottarossa
White dot.svg  Due Ponti
White dot.svg  Tor di Quinto
White dot.svg  Monte Antenne
White dot.svg  Campi Sportivi
White dot.svg  Acqua Acetosa
White dot.svg  Euclide
Metropolitana di Roma - logo linea A.svg White dot.svg  Flaminio
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo.

Nel 2014 ebbero inizio i lavori di costruzione della nuova stazione Flaminio della ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo (o "Roma Nord"), che prevede banchine sufficientemente alte da garantire l'accesso a raso ai treni. Questo renderebbe la linea, limitatamente alla tratta urbana Flaminio-Montebello, compatibile con lo standard metropolitano: pertanto il Comune di Roma ha previsto nel PUMS la definitiva trasformazione della tratta urbana in Linea F, contraddistinta dal colore viola.[73][89]

I lavori della nuova stazione Flaminio risultano attualmente in corso.[90]

Linea G[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia Roma Laziali-Centocelle 
Metropolitana di Roma - logo linea A.svg Metropolitana di Roma B.svg Italian traffic signs - icona stazione fs.svg White dot.svg Roma Laziali
White dot.svg Santa Bibiana
White dot.svg Porta Maggiore
White dot.svg Ponte Casilino
White dot.svg Sant'Elena
White dot.svg Villini
White dot.svg Alessi
White dot.svg Filarete
White dot.svg Tor Pignattara
White dot.svg Berardi
White dot.svg Balzani
Metropolitana di Roma C.svg White dot.svg Centocelle
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Roma-Giardinetti.

Nel 2020 la sindaca di Roma Virginia Raggi ha annunciato la trasformazione della linea in metrotranvia come parte della metropolitana di Roma, con il nome di Linea G e un prolungamento fino a Tor Vergata.[91] Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha stanziato oltre 200 milioni di euro per i lavori, che dovrebbero iniziare nel 2022 e concludersi nel 2024.[92]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  2. ^ Tratta in costruzione, su metrocspa.it. URL consultato il 26 settembre 2021.
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  5. ^ Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale, Relazione annuale 2020 (PDF), p. 101.
  6. ^ a b c Di cui 12,5 km in comune a B e B1 (tratta Laurentina-Bologna).
  7. ^ a b c Di cui 15 (da Laurentina a Bologna) in comune alle linee B e B1.
  8. ^ Contando una sola volta il tratto comune Laurentina-Bologna delle linee B e B1 (12,5 km).
  9. ^ Contando una sola volta Termini (in comune alle linee A e B) e San Giovanni (linee A e C).
  10. ^ a b c d Allevi
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  13. ^ Antonia Arnoldus-Huyzendveld, Centocelle: Roma S.D.O. le indagini archeologiche, a cura di Patrizia Gioia, Rita Volpe, vol. 2, Rubbettino Editore, 2004, ISBN 978-88-498-0598-7.
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  15. ^ Formigari, Muscolino, p. 70.
  16. ^ Formigari, Muscolino, p. 86.
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  18. ^ Formigari, Muscolino, pp. 142-155.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]