Isabella Biagini

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Isabella Biagini nel film Pensando a te (1969)

Isabella Biagini, all'anagrafe Concetta Biagini (Roma, 8 dicembre 1940[1][n 1]Roma, 14 aprile 2018), è stata un'attrice cinematografica, showgirl e imitatrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Ancora ragazzina fu notata dal regista Michelangelo Antonioni, che nel 1955 le diede una piccola parte nel film Le amiche.

Isabella Biagini e Gianni Nazzaro in uno spettacolo del 1983

Il passaggio alla televisione avvenne in occasione di un concorso per annunciatrici in cui lei, sfoggiando un look da fatalona svampita, provocò tanta confusione e ilarità da venire immediatamente scritturata, il giorno successivo, per un ruolo comico[6].

Isabella Biagini e Virgilio Savona sul set di Non cantare, spara

Negli anni sessanta e settanta Isabella Biagini recitò in numerosi film della Commedia sexy all'italiana, sotto la direzione di registi quali Luciano Salce, Steno, Mariano Laurenti, Bruno Corbucci, Fernando Di Leo, Joe D'Amato e molti altri, in cui incarnò spesso lo stereotipo della bellona bionda e procace, ma superficiale e sciocca.

Contemporaneamente prese parte per la Rai a diversi varietà televisivi, tra cui la commedia musicale Non cantare, spara (1968) con il Quartetto Cetra, Bambole, non c'è una lira (1977) e C'era una volta Roma (1979), rivelando una notevole versatilità e un atteggiamento ironico e dissacrante, e segnalandosi per la bravura nelle imitazioni, in particolare quella di Mina[7]. Strinse un sodalizio artistico con Enrico Simonetti, insieme al quale condusse le trasmissioni Il signore ha suonato?, del 1966, Lei non si preoccupi del 1967 e Aiuto è vacanza, del 1969 e partecipò inoltre alla 22ª edizione della trasmissione radiofonica Gran varietà nel 1971, esibendosi anche in scenette comiche.

Divenuti sempre più rari gli impegni di lavoro, anche a causa della non sempre costante affidabilità professionale e della forte umoralità, la popolarità dell'attrice subì una flessione che la confinò nell'ambito dello spettacolo di cabaret e delle TV locali[8].

Nel 1984 riapparve alla televisione di stato, nelle trasmissioni Cari amici vicini e lontani con Renzo Arbore e TV Story con Walter Chiari. Nel 1987 Tinto Brass le affidò un ruolo nel film erotico Capriccio.

Nel 1992 fece scalpore la sua decisione di prendere parte al programma Agenzia matrimoniale in veste di cuore solitario: in quell'occasione l'attrice fu infatti accusata di voler farsi pubblicità in un momento di declino professionale[9].

Nel 2000 partecipò al suo ultimo film, Il segreto del giaguaro.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Colpita da un'ischemia cerebrale nel novembre 2017, morì la mattina del 14 aprile 2018 nella clinica "Antea Hospice" di Roma dove era ricoverata da un mese per cure palliative[10]. I funerali religiosi si sono celebrati il 17 aprile presso la Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo. Isabella Biagini è stata poi sepolta nel Cimitero Flaminio.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Isabella Biagini ebbe una vita sentimentale difficile, segnata da dolori, da due matrimoni falliti (dal primo dei quali nacque la figlia Monica, morta nel 1998) e da tormentate relazioni[8].

Nel 2016 viveva con una pensione di 700 euro al mese[11], mentre nel gennaio 2017 venne prima sfrattata (da un'abitazione che rimase peraltro danneggiata da un incendio - secondo l'attrice doloso - proprio il giorno precedente lo sfratto) e poi investita da un'automobile mentre cercava di raggiungere il suo cagnolino, come lei stessa riferì in un videomessaggio nel programma Pomeriggio Cinque, condotto da Barbara d'Urso[12]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Programmi radiofonici Rai[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiati[modifica | modifica wikitesto]

Varietà televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Carosello[modifica | modifica wikitesto]

Isabella Biagini partecipò ad alcune serie della rubrica televisiva di sketch pubblicitari Carosello in onda su Rai1:[13] nel 1967 pubblicizzò, insieme a Enrico Simonetti, le camicie Aramis; nel 1969 e 1970 l'elenco telefonico delle Pagine Gialle per la SEAT; nel 1971 (con Karin Schubert) e nel 1972 la birra Wührer.

Varietà radiofonici[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1967 – Mangio la mia mela/Una figlia primitiva (Mustang, CM 30004)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
  1. ^ Secondo alcune fonti Isabella Biagini sarebbe nata nel 1943 (l'8 dicembre[2] o il 19 dicembre[3]) e avrebbe avuto 74 anni al momento della morte[4][2]. L'Agenzia ANSA ha messo in discussione questa età, scrivendo che forse aveva qualche anno in più.[5] La data dell'8 dicembre 1940 è anche riportata sulla sua lapide (l'8 dicembre è il giorno Immacolata Concezione da cui deriva il suo vero nome di battesimo Concetta).[senza fonte]
Fonti
  1. ^ Enrico Lancia e Roberto Poppi, Le attrici. Dal 1930 ai giorni nostri, Gremese Editore, 2003, p. 35.
  2. ^ a b Giancarlo Dotto, Addio a Isabella Biagini: fra strazi, talento e incanti, in Corriere della Sera, 15 aprile 2018.
  3. ^ Isabella Biagini colpita da ischemia, in adnkronos, 2 novembre 2017.
  4. ^ È morta Isabella Biagini, addio alla "svampita" protagonista di cinema e tv, in la Repubblica, 14 aprile 2018.
  5. ^ Addio a Isabella Biagini, da Antonioni al varietà, in ANSA, 15 aprile 2018.
  6. ^ Copia archiviata, su garzantilibri.it. URL consultato il 6 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2007).
  7. ^ Isabella Biagini imita Mina
  8. ^ a b Biagini: "Per aver rifiutato due boss dello spettacolo sono andata in rovina" - Adnkronos Spettacolo
  9. ^ Maria Volpe, Sono solo Concetta e cerco marito, in Il Corriere, 17 novembre 1992, p. 32.
  10. ^ Morta Isabella Biagini, l'attrice romana si è spenta a 74 anni, su spettacoliecultura.ilmessaggero.it, Spettacoli e Cultura, 14 aprile 2018. URL consultato il 14 aprile 2018.
  11. ^ Isabella Biagini: Ospite a Domenica Live sta per perdere la casa
  12. ^ Isabella Biagini: sfrattata viene investita da una macchina
  13. ^ Marco Giusti, Il grande libro di Carosello, II edizione, Sperling e Kupfer, ISBN 88-200-2080-7

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Le attrici, Gremese editore, Roma 2003
  • Pino Farinotti I registi, SugarCo Milano 1993

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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