Franco Caracciolo

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Disambiguazione – Se stai cercando il direttore d'orchestra, vedi Franco Caracciolo (direttore d'orchestra).
Franco Caracciolo in Pierino medico della S.A.U.B. (1981)

Francesco Caracciolo di Torchiarolo (San Martino in Pensilis, 6 marzo 1944Roma, 4 novembre 1992[1]) è stato un attore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque nel 1944 a San Martino in Pensilis, nel Molise. Il padre, Marcello Caracciolo, principe di Avellino e Torchiarolo, dottore in legge, lettere e filosofia era capo-sezione al Ministero dell'Educazione Nazionale[2].

Di origini aristocratiche[3], cominciò fin da giovane a frequentare Cinecittà e venne notato da Federico Fellini, che lo vorrà in (1963), Fellini Satyricon (1969), Roma (1972) e nell'episodio Toby Dammit, inserito nel film collettivo Tre passi nel delirio (1968). Tra i vari film interpretati Splendori e miserie di Madame Royale (1970) di Vittorio Caprioli.

Tra lui e Oreste Lionello nacque un forte sodalizio: lavorarono insieme nella compagnia de Il Bagaglino, fondato da Castellacci e Pingitore. Nel 1987 Renzo Arbore lo scelse per il suo programma su Rai 2 Indietro tutta!. Caracciolo faceva parte del corpo di ballo delle Ragazze Coccodè. Nel 1990 entrò anche a far parte delle Sorelle Bandiera, in sostituzione di Tito LeDuc.

Ammalatosi di polmonite in seguito a complicazioni dovute all'AIDS, comincia lentamente ad allontanarsi dal mondo dello spettacolo e del cinema. La sua ultima apparizione cinematografica è nel film Vacanze di Natale '91 di Enrico Oldoini. Muore nel 1992 all'ospedale Spallanzani di Roma. È sepolto al cimitero di Prima Porta.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Franco Caracciolo (il secondo a destra) con le altre due Sorelle Bandiera, Neil Hansen e Mauro Bronchi, insieme ai Powerillusi nel 1990

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • La famiglia Brandacci, regia di Sergio Martino – film TV (1987)

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Foto del loculo, su scontent.fgoa2-1.fna.fbcdn.net. URL consultato il 2 gennaio 2023 (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2023).
  2. ^ Giovanbattista Brambilla, Il principe Coccodè: Franco Caracciolo, in Pride, settembre 2006 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2006).
  3. ^ Caracciolo di Torchiarolo, su famiglienobilinapolitane.it. URL consultato il 16 dicembre 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Jelardi e Giordano Bassetti, Queer Tv. Omosessualità e trasgressione nella Tv Italiana, Roma, Croce, 2007.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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