La banda del gobbo

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La banda del gobbo
La banda del gobbo.png
Titoli di testa del film
Paese di produzioneItalia
Anno1977
Durata98 min
Rapporto2,35:1
Generepoliziesco
RegiaUmberto Lenzi
SoggettoUmberto Lenzi
SceneggiaturaUmberto Lenzi
ProduttoreLuciano Martino
Casa di produzioneDania Film, Medusa Film
Distribuzione in italianoMedusa Distribuzione
FotografiaFederico Zanni
MontaggioEugenio Alabiso
MusicheFranco Micalizzi
ScenografiaGiuseppe Bassan
CostumiSilvio Laurenzi
TruccoFranco Di Girolamo
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

La banda del gobbo è un film poliziottesco del 1977, diretto da Umberto Lenzi ed è il terzo ed ultimo capitolo della saga di Sergio Marazzi (detto er Monnezza) interpretata da Tomas Milian[1][2].

Tomas Milian in questo film interpreta anche la parte di Vincenzo Marazzi, fratello di Sergio detto il Gobbo[1] e di entrambi i personaggi scrisse i dialoghi.

Tra le ragioni alla base della fine del sodalizio tra Milian ed il regista Lenzi vi fu il monologo moralistico sulle classi agiate, scena che il regista avrebbe voluto eliminare in sede di montaggio ma che l'attore pretese, avendone facoltà da contratto[2].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il Gobbo nel Night Club "Scarabocchio"

Vincenzo Marazzi, detto "Il Gobbo", un famigerato criminale romano, torna dopo una lunga latitanza in Corsica. Suo fratello Sergio, detto "Er Monnezza", meccanico e piccolo ladruncolo, lo idolatra perché non ne è all'altezza.

"Il Gobbo" contatta dei suoi vecchi compari ed organizza una rapina ad un furgone portavalori ma viene da questi tradito rischiando di restare ucciso in una sparatoria. Inizia la terribile vendetta del protagonista, ostacolata solo in parte dal commissario Sarti, il quale tenta di usare "Er Monnezza" come esca, facendolo rinchiudere in un ospedale psichiatrico, espediente beffardamente sbugiardato.

Consapevole del suo inesorabile declino "Il Gobbo" e la sua fidanzata si recano in un locale esclusivo suscitando il dileggio del personale e degli avventori i quali a sua volta umilia costringendoli ad assumere lassativi.

La vicenda termina tra inseguimenti e sparatorie con la Polizia e la caduta del "Gobbo" in un fiume. Sergio, ricevuta successivamente una cospicua somma di denaro da suo fratello, ne dubita la morte.

Colonna Sonora[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella pellicola si possono ascoltare due brani di Antonello Venditti: Sora Rosa e Roma capoccia, più volte citate anche nei dialoghi. Il Gobbo è un fan di Venditti, da lui definito "un cantautore che nun se batte", citandolo in alcuni versi di Sora Rosa.[3]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

  • L'edificio della fabbrica Freddindustria è ancora visibile ad Aprilia.
  • L'ospedale psichiatrico dove viene internato il "Monnezza" è l'ex orfanotrofio della Marcigliana, attualmente in stato di totale abbandono. Nel film viene indicato come lo storico ospedale psichiatrico "S. Maria della Pietà" (anch'esso oggi chiuso), nel quartiere Monte Mario.
  • Nella scena della tentata rapina alla moglie di un commissario, nella centralissima Via Bissolati a Roma, si intravede la programmazione del film con Alberto Sordi Un borghese piccolo piccolo presso l'allora Cinema "Fiamma".

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuito nei cinema italiani il 18 agosto 1977, La banda del gobbo ha incassato complessivamente 1.523.844.720 lire dell'epoca.[4]

Collegamenti ad altre pellicole[modifica | modifica wikitesto]

  • Attore e regista riprendono il personaggio del Gobbo, visto precedentemente in Roma a mano armata, promuovendolo al ruolo di protagonista. Esso potrebbe ispirarsi al celebre criminale romano del dopoguerra, noto come il gobbo del Quarticciolo e che fu trasposto nel film Il gobbo del 1960.
  • Nel primo film (Roma a mano armata) il nome del Gobbo era Vincenzo Moretto, qui Vincenzo Marazzi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Antonio Bruschini, Antonio Tentori, Città violente: il cinema poliziesco italiano, Tarab, 1998, p. 78.
  2. ^ a b Manlio Momarasca, Giorgio Navarro e Davide Pulici, Monnezza e i suoi fratelli, Nocturno Dossier n.39, Cinemabis Comm..
  3. ^ Tomas Milian e Venditti, da "Sora Rosa" al Folk Studio, su Rockit.it. URL consultato il 15 luglio 2022.
  4. ^ Roberto Curti, Italian Crime Filmography, 1968-1980, McFarland, 2013, ISBN 0-7864-6976-5.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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