Mario Appignani

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Mario Appignani, soprannominato Cavallo Pazzo (Roma, 13 dicembre 1954Roma, 13 aprile 1996), è stato un personaggio televisivo, attivista e scrittore italiano, noto per le sue azioni di disturbo effettuate in diverse manifestazioni.

Cavallo pazzo inseguito dalla forze dell'ordine durante una invasione di campo allo stadio

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appignani fotografato alle spalle di P. P. Pasolini

Figlio di una prostituta, crebbe fra orfanotrofi e brefotrofi, fra cui l'istituto Santa Rita di Grottaferrata, diretto da Maria Diletta Pagliuca, che sarà poi arrestata per maltrattamenti nei confronti dei bambini ospitati.[1][2] Sulla propria infanzia scrisse nel 1975 l'autobiografia Un ragazzo all'inferno: viaggio allucinante in 19 istituti di rieducazione, libro curato dal giornalista Lamberto Antonelli (a vent'anni l'autore, cresciuto negli istituti, era zoppicante in italiano) e con la prefazione di Marco Pannella.[1][3] Successivamente anche Massimo Polidoro dedicherà un libro sull'Istituto incentrato sul dodicenne Mario.

Negli anni settanta fu uno dei leader degli Indiani metropolitani. Nel 1977 si scelse lo pseudonimo Cavallo Pazzo e guidò la contestazione a Luciano Lama alla Sapienza.[1][3][4], e poi partecipando alle manifestazioni contro il nucleare a Montalto di Castro [5]

Rese pubblica la sua versione dei fatti sull'omicidio di Pier Paolo Pasolini[3][6][7], asserendo che per salvaguardare l'incolumità del regista, la Questura di Roma aveva deciso di farlo pedinare, negli ultimi due mesi prima dell'omicidio. Nel 1987 denunciò Fabio Carapezza di circonvenzione di incapace nei confronti del recentemente scomparso Renato Guttuso. L'accusa si rivelò poi calunniosa.[8][9]

Divenne un personaggio televisivo particolarmente noto soprattutto nel 1991 e 1992 per le sue azioni di disturbo in diretta televisiva, durante le quali tentava di dire qualcosa alla gente, senza mai riuscirci. Un suo noto intervento venne fatto durante la diretta della consegna dei Leoni d'oro alla 48ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia urlando contro Pippo Baudo.[10] La stessa cosa venne ripetuta all'inizio del Festival di Sanremo 1992: la mattina Appignani avvisò Baudo che sarebbe salito sul palcoscenico; il presentatore avvisò il questore ma "Cavallo Pazzo" riuscì comunque a raggiungere il palco e a gridare "Questo Festival è truccato e lo vince Fausto Leali" (che però non vinse); in seguito sostenne che fosse stato "tutto organizzato con la regia di Pippo".[10][11] Il 23 ottobre 1994 fece un'invasione di campo durante la partita di calcio Roma-Cagliari allo Stadio Olimpico.[12]

Morì di AIDS il 13 aprile 1996 all'ospedale Spallanzani di Roma.[4] Il funerale fu pagato dal comune di Roma per volontà del sindaco Francesco Rutelli, e fu teatro di una rissa fra i suoi parenti.[13] L'anno successivo fu fondata un'associazione in suo onore.[14] Dopo la militanza nel partito radicale, si era avvicinato ai socialisti, per la simpatia ed umana comprensione ispiratagli dal leader Bettino Craxi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Un ragazzo all'inferno, Editore Napoleone, 1975.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Luca Bagatin, Mario Appignani: un ragazzo all'inferno, L'Opinione delle libertà, 15 maggio 2015. URL consultato il 15 luglio 2017.
  2. ^ Enrico Gregori, 8 giugno 1969 L'ex suora Maria Diletta Pagliuca arrestata per maltrattamenti su bimbi disabili, Il Messaggero, 3 giugno 2015. URL consultato il 15 luglio 2017.
  3. ^ a b c Filippo Ceccarelli, La vera storia di Cavallo Pazzo padre di tutti i guastatori tv, la Repubblica, 17 giugno 2008. URL consultato il 15 luglio 2017.
  4. ^ a b Fabrizio Caccia, Addio a 'Cavallo Pazzo', in la Repubblica, 17 aprile 1996.
  5. ^ Luciano Lanna, Mario Appignani, quell'indiano che contestò anche Sanremo - Dal Secolo d'Italia, su Arianna Editrice, 13 giugno 2008. URL consultato il 5 agosto 2017.
  6. ^ Lucia Visca, La morte di Pasolini: tre ipotesi logiche con pochi o nulli riscontri, Messaggero Veneto, 15 dicembre 2010. URL consultato il 15 luglio 2017.
  7. ^ Pasolini: magistrato da Appignani per morte scrittore, adnkronos, 22 novembre 1995. URL consultato il 15 luglio 2017.
  8. ^ Franco Scottoni, "Guttuso lucido fino alla morte", la Repubblica, 14 luglio 1987. URL consultato il 28 luglio 2017.
  9. ^ Franco Scottoni, Da accusatori ad accusati, la Repubblica, 17 luglio 1987. URL consultato il 28 luglio 2017.
  10. ^ a b Malcom Pagani e Fabrizio Corallo, Le trame P2, l'inferno. Mediaset e la Rai: a 78 anni non mi vergogno più - il Fatto Quotidiano, Cinquantamila.it, 31 agosto 2014. URL consultato il 28 luglio 2017.
  11. ^ Marcello Giannotti, L'enciclopedia di Sanremo, Gremese Editore, 2005, p. 13.
  12. ^ Giuseppe Foti, Ecco chi è “Cavallo Pazzo”: la storia di un invasore, CalcioWeb, 28 luglio 2016. URL consultato il 28 luglio 2017.
  13. ^ Cavallo Pazzo: funerali con rissa tra parenti, Adnkronos, 19 aprile 1996. URL consultato il 13 luglio 2017.
  14. ^ Cavallo Pazzo: nasce un'associazione in suo onore, adnkronos, 8 agosto 1997. URL consultato il 15 luglio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Erler, Segnali di fumo, in Cult in poesia del 1977, Udine, Campanotto editore, 1997.ISBN-88-456-0017-3
  • Marco Erler, La gara è truccata. Cavallo Pazzo il guastatore, Roma, Croce Libreria edizioni, 2001.
  • Marco Erler, Assalto alla diligenza. Quando Appignani rinacque Cavallo Pazzo, Roma, Memori Editore, 2008. ISBN-978-88-89475-45-4
  • Massimo Polidoro, Eravamo solo bambini, Milano, Piemme Edizioni, 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN90344195 · SBN: IT\ICCU\SBLV\254690 · GND: (DE120153041