Nunzio Rotondo

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Nunzio Rotondo
Nunziorotondo58.jpg
Nunzio Rotondo nel 1958
NazionalitàItalia Italia
GenereJazz
Periodo di attività musicale1945 – 2009
EtichettaRCA Italiana, Twilight Music
Album pubblicati3
Studio3

Nunzio Rotondo (Roma, 11 dicembre 1924Roma, 15 settembre 2009) è stato un trombettista e compositore italiano.

Considerato uno dei maggiori trombettisti jazz italiani, è stato soprannominato da Carlo Loffredo il Miles Davis italiano[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia di musicisti, si avvicina al jazz negli anni '30, mentre studia tromba al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ed inizia a suonare in varie orchestre nel dopoguerra, partendo dallo swing ma avvicinandosi presto anche alle forme più moderne del jazz, diventando in breve tempo il più noto trombettista italiano: suona con Carlo Loffredo e Romano Mussolini, musicista con cui collaborerà molto spesso nei decenni seguenti, ed incide alcuni 78 giri.

Lavora per molto tempo a Torino, suonando con il batterista Franco Mondini allo Swing Club di via Bogino: qui ha modo di conoscere e lavorare con alcuni tra i più noti musicisti della scena jazz nazionale, tra cui i trombettisti Nini Rosso e Oscar Valdambrini, il saxofonista Gianni Basso, il chitarrista Franco Cerri, il pianista Peter Angela, Dick Mazzanti, Sergio Fanni, Renato Germonio, Sergio Farinelli e molti altri.

Nel 1952 partecipa al Festival jazz di Parigi: per l'occasione compone uno dei suoi brani più noti, Stelle filanti; suona poi spesso con gli Hot Club, il gruppo di jazzisti romani di cui fanno parte, oltre al già citato Loffredo, il saxofonista Franco Raffaelli, Ettore Crisostomi e Rodolfo Bonetto.

Ha anche l'occasione di suonare con Duke Ellington, che al termine dell'esibizione si complimenta con lui per il suo modo di suonare [2].

Con la crescita della sua fama la Rai gli propone la conduzione di programmi divulgativi sul jazz, fino ad approdare, nel 1958, ad Appuntamento con Nunzio Rotondo (programma che gli viene affidato dall'allora direttore della radio, il maestro Giulio Razzi), in cui mette in onda sia brani di musicisti come Miles Davis o Charlie Parker sia sue reinterpretazioni degli standard più noti, suonando a volte anche dal vivo ed accompagnando la musica con annotazioni critiche che contribuiscono al diffondersi del jazz in Italia (in questo periodo Vincenzo Micocci e Salvatore Biamonte pubblicano il fondamentale Il libro del jazz); la sigla del programma è la già citata Stelle filanti, in un nuovo arrangiamento che vede la partecipazione di Wanda Romanelli alla voce.

Sempre nel 1958, al Festival Jazz di Roma, ottiene la coppa come miglior solista di jazz moderno.

Collabora spesso con Piero Piccioni per la realizzazione di colonne sonore per film; una delle più note è quella di Un tentativo sentimentale, del 1963 (regia di Massimo Franciosa e Pasquale Festa Campanile); inoltre agli inizi degli anni '60 contribuisce a lanciare, suonando spesso con loro, alcuni giovani musicisti come Gato Barbieri, Giorgio Moiso, Dodo Goya o Franco D'Andrea (scoperto proprio da Rotondo). Sue le musiche della serie televisiva Nero Wolfe con Tino Buazzelli del 1969.

Negli anni '70 tra i musicisti che collaborano nelle sue incisioni vi sono l'arpista Anna Palomba, il batterista Bruno Biriaco, il pianista Joel Vandrogenbroeck (dei Brainticket) ed il contrabbassista Maurizio Majorana.

Nel 1975 compone le musiche per il programma sulla medicina Ai confini della vita, realizzato dal regista Riccardo Tortora e da Marisa Malfatti e andato in onda anche l'anno successivo.

Nel 2000 si esibisce insieme a Lucio Dalla (col quale aveva avuto occasione di suonare già negli anni sessanta) al clarinetto in uno spettacolo fondato su standard jazz di musicisti come Charlie Parker; per l'occasione i due preparano un arrangiamento swing della celebre canzone del cantautore bolognese 4 marzo 1943 [3].

La Twilight Music ha ristampato in due cd pubblicati nel 2005 e nel 2007 molte incisioni di Rotondo risalenti agli anni '60 e '70.

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

CD[modifica | modifica wikitesto]

Programmi radio RAI[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Mondini, Incontro con Nunzio Rotondo, il mitico trombettista che ha inventato il jazz moderno per gli italiani. Il <pifferaio magico> che incantò Pertini , pubblicato su La Stampa del 20 agosto 1992, pag. 17
  2. ^ Marco Basso, Le mie notti con il Duca e i complimenti di Pertini, pubblicato su La Stampa del 15 novembre 2007, pag. 76
  3. ^ Pietro D'Ottavio, E Santa Cecilia lancia Dalla a ritmo di jazz, pubblicato su La Repubblica 23 novembre 2000

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Radiocorriere
  • Arrigo Zoli, Storia del jazz moderno italiano, Azi edizioni, 1983
  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Rotondo Nunzio
  • Adriano Mazzoletti, Il jazz in Italia, editore EDT, Torino, 2004
  • Pierluigi Piji Siciliani, La canzone jazzata, editore Zona, 2007
  • Franco Mondini, Sulla strada con Chet Baker e tutti gli altri. Cronache degli Anni '50 e '60, edizioni Lindau, 2004

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN21878370 · ISNI (EN0000 0000 4840 5817 · SBN IT\ICCU\RAVV\366531 · LCCN (ENno2005072140