Rodolfo Bonetto

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Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1964

Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1967

Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1970

Rodolfo Bonetto (Milano, 18 settembre 1929Milano, 1991) è stato un designer e docente italiano.

Fu tra i maggiori esponenti italiani nel campo dell'architettura e del design industriale (tre compassi d'oro), e con le sue creazioni contribuì all'affermazione, a livello internazionale, del prodotto Made in Italy nel dopoguerra.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di formazione liceale, abbandonò la sua carriera di batterista di jazz per dedicarsi al disegno[1]. Questa sua passione per il design si manifestò grazie allo zio paterno Felice Bonetto, famoso pilota automobilistico dei primi anni cinquanta, che lo avvicinò all'automobilismo, e il giovane Bonetto appassionatosi in questo campo, cominciò a disegnare schizzi di autovetture[2].

Autodidatta[3], iniziò come consulente di progettazione alla Pininfarina dove lavorò dal 1951 al 1957, e la sua attività di designer ebbe inizio nel 1958, quando fondò a Milano il suo studio di design.

Nel corso della sua lunga attività di designer realizzò progetti nei più diversi campi della produzione industriale di serie: elettrodomestici, carrozzerie di automobili, sanitari, macchine utensili, apparecchi elettronici, strumenti musicali, televisori, valigie, sistemi hi-fi, mobili e apparecchi per l'illuminazione.

Bonetto insegnò design industriale alla Hochschule für Gestaltung di Ulma dal 1961 al 1965, e all'ISIA di Roma dal 1974 al 1979. Ricoprì le cariche di presidente dell'ADI dal 1971 al 1973, e dell'ICSID dal 1981 al 1983, associazioni di cui fu membro.

Venne insignito di 8 Compassi d'Oro, l'ultimo dei quali poco dopo la sua scomparsa, nel 1991, come tributo alla sua trentennale attività. Da allora il suo studio di design viene diretto dall'unico figlio, Marco Bonetto, il quale amplia ulteriormente l'attività di design anche nel settore automobilistico..

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Sveglia modello Sfericlok, Veglia-Borletti (1963)
  • Macchina utensile modello Auctor, Olivetti (1966)
  • Televisore modello Linea 1, Autovox (1969)
  • Apparecchio automatico per microfilm, BCM (1970)
  • Divano modello Melaina Armchair, Driade (1970)
  • Centro di lavorazione Horizon 2 di Olivetti] (1972-1975)
  • Interni della Fiat 131 Supermirafiori (1978)
  • Autoradio modello Tanga, Voxson (1979)
  • Centrale polifunzionale Wiz (1981)
  • Motore modello Fire 1000 per FIAT (1984)
  • Telefono pubblico Rotor per SIP (1989)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) C. Naylor - Contemporary designers - Londra, St. James Press, 1990, ISBN 0912289694.
  • A. Pansera - Dizionario del design italiano - Milano, Cantini, 1995, ISBN 8877371838.
  • G. Pettena - Rodolfo Bonetto trent'anni di design - Roma, Idea Books Edizioni, 1992.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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