Sei personaggi in cerca d'autore

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Sei personaggi in cerca d'autore
Dramma senza atti né scene: ci sono due interruzioni che sembrano casuali
Luigi Pirandello 1919.jpg
Luigi Pirandello nel 1919
Autore Luigi Pirandello
Lingua originale Italiano
Genere dramma
Composto nel 1921
Prima assoluta 9 maggio 1921
Teatro Valle, Roma
Personaggi
  • Il padre
  • La madre
  • La figliastra
  • Il figlio
  • Il giovinetto (non parla)
  • La bambina (non parla)
  • Madama Pace
  • Il direttore-capocomico
  • La prima attrice
  • Il primo attore
  • La seconda donna
  • L'attrice giovane
  • L'attor giovane
  • Altri attori e attrici
  • Il direttore di scena
  • Il suggeritore
  • Il trovarobe
  • Il macchinista
  • Il segretario del capocomico
  • L'usciere del teatro
  • Apparatori e servi di scena

Sei personaggi in cerca d'autore è il dramma più famoso di Luigi Pirandello. Esso fu rappresentato per la prima volta il 9 maggio 1921 al Teatro Valle di Roma, ma in quell'occasione ebbe un esito tempestoso, perché molti spettatori contestarono la rappresentazione al grido di "Manicomio! Manicomio!". Fu importante, per il successivo successo di questo dramma, la terza edizione, del 1925. In essa, l'autore aggiunse una prefazione nella quale chiariva la genesi, gli intenti e le tematiche fondamentali del dramma.

È considerata la prima opera della trilogia del teatro nel teatro, comprendente Questa sera si recita a soggetto e Ciascuno a suo modo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La conclusione[modifica | modifica wikitesto]

Luigi Pirandello legge una parte di una sua prefazione al dramma teatrale, 1926

Il capocomico, indispettito per la giornata di prove perduta, ordina all'elettricista di spegnere le luci e licenzia tutti. Ma dietro il fondo, in cui si trovavano i personaggi andati a soccorrere il Giovinetto e la Bambina, si accende come per errore una luce verde che proietta quattro grandi ombre - quelle del Padre, della Madre, del Figlio e della Figliastra - sul capocomico, il quale scappa terrorizzato. Spento il riflettore escono dal fondo, nell'ordine, il Padre, la Madre e il Figlio, che si fermano in mezzo al palcoscenico. Ultima ad uscire è la Figliastra che, ripetendo la sua perdizione, corre verso le scalette e con una stridula risata rivolta agli altri scompare dalla scena.

Temi nell'opera[modifica | modifica wikitesto]

  • Tentativo di svelare il meccanismo e magia della creazione artistica e il passaggio dalla persona al personaggio, dall'avere forma all'essere forma.
  • Eliminazione dello spazio artistico, disintegrazione dello spazio teatrale.
  • Creazione di scene traumatiche (volontà di vivere una vita autentica da parte dei Sei personaggi, in cui però si ripete l'angoscia delle colpe).
  • Scomposizione delle strutture drammatiche (teatro nel teatro)
  • Comunicazione fondata sulla trasmissione di messaggi inautentici, non rispondenti al nostro essere, perché impossibili da racchiudere nella convenzione del parlato, il che porta a rapporti compromessi sul nascere e quindi ad una solitudine senza rimedio.

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