Enzo Liberti

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Enzo Liberti nel 1974

Enzo Liberti, all'anagrafe Vincenzo (Roma, 20 aprile 1926Saint-Laurent-du-Var, 5 maggio 1986), è stato un attore e regista italiano, attivo in teatro, cinema e televisione per il quale è stato anche attivo in qualità di autore.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Avviatosi inizialmente alla carriera di corriere diplomatico viene scoperto da Checco Durante in una serata in casa di amici comuni, dove intrattiene i presenti con imitazioni dei personaggi radiofonici famosi dell'epoca. Nel 1950 entra così a far parte della "Compagnia stabile del teatro di Roma", che nello stesso anno ha trovato sede nell'antico Teatro Rossini di piazza Santa Chiara,[1] dove conosce Leila Durante, che diventerà in seguito sua moglie. Si dedica quindi principalmente al genere dialettale romano, nella compagnia del Teatro Rossini, assieme alla moglie Leila, al suocero Checco Durante e alla suocera Anita Durante. Si cimenta anche come autore di commedie e nella recitazione in italiano in compagnie di primo piano, accanto ad attori del calibro di Peppino De Filippo, Gino Cervi, Andreina Pagnani, Ernesto Calindri, Lauretta Masiero e molti altri. Nel 1954-55, dopo aver partecipato ad un primo film, cura la regia cinematografica di due film girati dagli attori della compagnia di Checco Durante, continuando in seguito come attore caratterista cinematografico.

Nel 1954 inizia una lunga attività come doppiatore, solitamente per le cooperative ODI (da molto giovane), CID e CVD. Il timbro particolare della sua voce, squillante e profonda al tempo stesso, ne fa uno dei doppiatori più richiesti per la caratterizzazione di attori italiani o stranieri in genere robusti e/o corpulenti. Ma in tal senso ha al suo attivo un record, avendo doppiato una delle creature più gigantesche apparse sugli schermi, ovvero il mostro Godzilla nel film Godzilla contro i giganti.[2] Sempre negli anni cinquanta inizia a recitare nella prosa televisiva Rai, dai cui schermi diventa effettivamente famoso solo a partire dal 1974, quando col varietà Tante scuse inizia la sua collaborazione con Raimondo Vianello e Sandra Mondaini che continua fino alla scomparsa.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Da tempo gravemente malato di cuore, muore all'età di 60 anni il 5 maggio 1986, mentre si trova nella clinica "Arnauld Tranck" di Saint-Laurent-du-Var, vicino Nizza, dove era stato sottoposto ad un intervento chirurgico cardiaco, nel periodo in cui si tengono le registrazioni della popolare trasmissione Zig Zag: numerose puntate con la sua presenza continueranno infatti ad andare in onda dopo la sua morte.

Il suo amico Raimondo Vianello decide quindi di lì a breve di chiudere definitivamente il quiz per rispetto alla memoria del defunto. La salma fu riportata in Italia il successivo 7 maggio per i funerali che si sono tenuti il giorno seguente nella Basilica di San Lorenzo a Roma. Riposa nel Cimitero del Verano di Roma.[2]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Enzo Liberti (al centro) in un fotogramma del film I ragazzi del massacro.

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Prosa televisiva RAI[modifica | modifica wikitesto]

  • Don Desiderio disperato per eccesso, regia di Checco Durante, trasmessa il 4 luglio 1956.
  • Il colpo gobbo di Mario Soldati, regia di Daniele D'Anza, trasmessa il 28 gennaio 1962.
  • La luna è tramontata, regia di Eros Macchi, trasmessa il 6 aprile 1962.
  • La confessione del Capitano Brassbound, regia di Mario Ferrero, trasmessa il 3 settembre 1962.
  • La volpe sfortunata.
  • Robba vecchia e cori giovani (anche regista teatrale).
  • Il colpo gobbo di Mario Soldati.
  • Serata con Guy De Maupassant.
  • Il tesoro in soffitta.

Varietà radiofonici Rai[modifica | modifica wikitesto]

  • Un capitano di 15 anni Autore dell'adattamento dal romanzo di Giulio Verne (1958).
  • Campidoglio, settimanale domenicale di vita romana, trasmissione locale di Roma e del Lazio, dal 1945, poi sostituita nel 1956 da una trasmissione simile Campo de' Fiori, realizzate tutte da Giovanni Gigliozzi, dalla prima sino al 1974.

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Serie animate[modifica | modifica wikitesto]

Opere teatrali[modifica | modifica wikitesto]

Quasi tutte rappresentate dalla Compagnia Stabile del Teatro di Roma, diretta da Checco Durante. Tra parentesi la data di prima rappresentazione e l'eventuale diversa compagnia di prima rappresentazione.[1]

  • L'esame (25 maggio 1962)
  • La riconoscenza (30 marzo 1962)
  • Fra le due litiganti (coautore: Checco Durante. 24 maggio 1962)
  • Er doganiere (10 maggio 1962)
  • N'appartamento (21 ottobre 1964)
  • M'ha detto male: ho vinto! (11 aprile 1968)
  • Be! Semo oneste per tradizione (24 giugno 1969, Compagnia Il Piccolo)
  • 'Na nottata movimentata (data non indicata, Compagnia Il Piccolo)
  • Cercasi eroe per monumento (3 dicembre 1971)
  • Paura 90 (4 novembre 1972)
  • Fior de gaggìa, guarda si che po' fa la gelosia (29 marzo 1975)
  • Li racconti de la guardiola (14 dicembre 1976)
  • Cavalcata romana (5 aprile 1976)
  • Er Marchese der Grillo (coautore: F. Berardi. 4 dicembre 1977)
  • Meo Patacca (10 ottobre 1978)
  • La pignatta anniscosta (3 dicembre 1979)
  • Le allegre commari de Trastevere (27 ottobre 1980)
  • La famija De Tappetti e i ruoli organici (28 ottobre 1981)
  • Caro Venanzio, ti scrivo questa mia (20 gennaio 1982)
  • Er lampionaro delle stelle (22 dicembre 1982)
  • ''Ste romane (riduzione da La Mandragola, 30 novembre 1983)
  • Er testamento de Giulio (1º gennaio 1984)
  • E vissero felici e contenti (25 ottobre 1985)

Altre interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976 Liberti fu protagonista di uno spot di Carosello che pubblicizzava una casa produttrice di vini. Nello spot recitava una poesia di Carducci.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Renato Merlino, Il teatro Rossini dalle origini a oggi. Edizioni Sovera, Roma.
  2. ^ a b E' morto Enzo Liberti, continuatore dei Durante, La Stampa, 7 maggio 1986. URL consultato il 29 ottobre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]