La polizia è al servizio del cittadino?

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La polizia è al servizio del cittadino?
Titolo originale La polizia è al servizio del cittadino?
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1973
Durata 98 min
Colore Colore
Audio sonoro
Genere poliziesco
Regia Romolo Guerrieri
Soggetto Marcello Serralonga, Goffredo Sebastiani, Mario Cecchi Gori
Sceneggiatura Dino Maiuri, Massimo De Rita
Casa di produzione Capitol
Distribuzione (Italia) Dear International
Fotografia Carlo Carlini
Montaggio Antonio Siciliano
Musiche Luis Enríquez Bacalov
Interpreti e personaggi

La polizia è al servizio del cittadino? è un film del 1973 diretto da Romolo Guerrieri, facente parte del filone "poliziottesco" anni 'Settanta, iniziato con "La polizia ringrazia", il cui soggetto è una malavita violenta e incombente contro una giustizia impotente che si affida sull'iniziativa eroica e parimenti brutale del singolo tutore dell'ordine, il tutto caratterizzato dalla crudezza delle scene e delle situazioni.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nella città di Genova, in seguito alla brutale uccisione di un trasportatore chiamato Albini avvenuta al porto, il commissario Nicola Sironi, separato dalla moglie e inviso al figlio, giovane militante della sinistra extraparlamentare, inizia ad indagare e scopre che esiste un racket mafioso che regola i prezzi nei mercati all'ingrosso del capoluogo ligure, taglieggiando ed intimidendo i venditori al dettaglio.

La prima persona con la quale Sironi entra in contatto è Pino Mancinelli, una sua vecchia conoscenza, che si occupa di prostituzione. Il commissario gli pone delle domande circa l'esistenza del racket ma Mancinelli non dice nulla per timore di ritorsioni nei suoi confronti. Convocato in questura assieme ad altri sospettati, Mancinelli viene tratto in inganno da Sironi, il quale parlando a voce alta fa credere a coloro i quali erano in attesa fuori della sua stanza, che Mancinelli gli abbia dato delle informazioni utili, che invece vengono fornite da un vecchio scassinatore che viene soprannominato "il barone", il quale usa uno stratagemma per preservarsi dal pericolo di essere considerato uno spione dall'ambiente della mala.

Mancinelli, ormai considerato un collaboratore, viene seguito sia dagli uomini del racket, guidati da Scalise, che dalla Polizia e viene ucciso.

Lo stesso Scalise, con il quale Sironi ha un duro faccia a faccia ai magazzini generali, viene giustiziato da alcuni sicari per timore che possa fare i nomi dei vertici dell'organizzazione criminale. Drammatica e significativa è la scena in cui il suo cadavere viene calato nell'acqua bollente e poi "esposto" a testa in giù assieme ai maiali.

L'omicidio successivo è quello di un fruttivendolo il quale aveva reagito dopo che alcuni uomini del racket avevano gettato una bomba verso il suo negozio, a seguito della sua denuncia presentata in Questura.

Sironi viene a scoprire che chi sta a capo della mafia portuale della città è un insospettabile industriale e proprietario di giornali, l'ing. Pier Paolo Brera, ma l'operato del commissario è reso però difficile dall'omertà, dalla sistematica soppressione dei probabili testimoni, dalla corruzione di alcuni poliziotti tra i quali il vice commissario Martino, il suo principale collaboratore, nonché dall'ignavia dei suoi superiori, preoccupati solo della loro carriera e di non avere grattacapi.

Il vice commissario Martino però si pentirà di essersi venduto e tenderà una trappola al capo del racket, registrando una sua telefonata compromettente, ma recatosi ad un appuntamento, verrà ucciso da alcuni sicari, mentre qualcuno provvede negli uffici della polizia a far sparire i nastri che avrebbero incastrato Brera.
A quel punto Sironi (al quale era stato chiesto di dimettersi o di chiedere il trasferimento), resosi conto di non poter agire nel rispetto della legge, decide di farsi giustizia da solo. Infatti sequestra il boss e lo fa uccidere da un treno in corsa.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film è opera del maestro Luis Bacalov, già autore della colonna sonora di Milano calibro 9, dell'anno precedente.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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