Il giornalino di Gian Burrasca (miniserie televisiva)

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Il giornalino di Gian Burrasca
Pavoneburrasca.jpg
Rita Pavone
PaeseItalia
Anno1964
Formatominiserie TV
Generecommedia, musicale
Puntate8
Durata60 min (episodio)
480 min (totale)
Lingua originaleitaliano
Dati tecniciB/N
Crediti
RegiaLina Wertmüller
SoggettoTratto dall'omonimo romanzo di Vamba
SceneggiaturaLina Wertmüller
Luigi Bertelli
Interpreti e personaggi
MusicheNino Rota
CostumiPiero Tosi
Casa di produzioneRAI - Radiotelevisione italiana
Prima visione
Dal19 dicembre 1964
Al6 febbraio 1965
Rete televisivaNazionale

Il giornalino di Gian Burrasca è uno sceneggiato televisivo trasmesso dalla RAI, in otto puntate, il sabato, in prima serata (dalle 21,05 alle 22,00 circa), dal 19 dicembre 1964 al 6 febbraio 1965[1] e replicato nel 1973, nel 1982 e nel 2012 (Rai 5).

Destinato ad un pubblico giovanile, ma trasmesso in prima serata per guadagnare anche una audience più matura, era liberamente ispirato[2] all'omonimo romanzo scritto da Vamba nel 1907 e pubblicato inizialmente a puntate sul Giornalino della Domenica.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Interprete nel ruolo maschile dello scatenato protagonista Giannino Stoppani era Rita Pavone, all'epoca da poco tempo affermata cantante di musica leggera.

La regia era di Lina Wertmüller - responsabile anche dell'adattamento televisivo - mentre le scenografie e i costumi erano rispettivamente di Tommaso Passalacqua e Piero Tosi. Autore delle musiche - dirette da Luis Bacalov - era Nino Rota. Tra i motivi musicali lanciati dalla trasmissione ha avuto successo molto particolare la canzone Viva la pappa col pomodoro.

Episodi[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Episodi Prima TV
Unica stagione 8 1964-1965

Interpreti[modifica | modifica wikitesto]

Principali[modifica | modifica wikitesto]

Secondari[modifica | modifica wikitesto]

Differenze con il libro[modifica | modifica wikitesto]

  • Non appare l'episodio in cui Giannino taglia i capelli a Maria. Di conseguenza non appare Merope Castelli.
  • Giannino alla fine non organizza la fuga da casa per non finire in casa di correzione come nel libro ma anzi viene solamente rimbrottato bonariamente dal babbo per lo "scandalo Maralli" ed infine perdonato.
  • Il sig. Tyrynnanzy sia nel libro che nello sceneggiato è descritto come un uomo tozzo, grasso e con una bocca larga, ma nello sceneggiato in realtà l'uomo non ha nessuna di queste caratteristiche, fa solo una larga smorfia nella sua prima apparizione. Inoltre nel libro compare solo quando accompagna Giannino a Roma, ma nello sceneggiato compare anche durante alcune feste e ricevimenti della famiglia Stoppani.
  • Nella scena della consegna delle fotografie dei pretendenti commentate dalle sorelle di Giannino cambiano alcune delle "didascalie" rispetto a quelle del romanzo: su quella di Carlo Nelli è scritto "vieux gommeux" (e non "vecchio gommeux"); su quella di Pietrino Masi "Ha chiesto la mia mano, fossi matta!" (e non "Ha chiesto la mia mano, ma fossi minchiona!") e su quella di Ugo Bellini "Pare un baritono sfiatato" (e non "Pare il Vecchio Silva Stendere! Come è buffo!")
  • Nella società segreta "Uno per Tutti, Tutti per Uno" ci sono più componenti del libro, almeno dieci. Tuttavia non sono nominati Michelozzi, Del Ponte e Pezzi.
  • La rimozione del dente al signor Venanzio avviene durante le lamentele di Maralli con i genitori di Giannino, non prima di esse come nel libro.
  • La famiglia di Giannino è "ammorbidita" nello sceneggiato. In particolare, sua madre, che con lui nella versione del libro si comportava in modo incostante, diventa un personaggio decisamente positivo, e quasi sempre pronto a difenderlo; inoltre non è un personaggio "passivo" come nel libro, dove accetta le decisioni del marito (dalle varie punizioni all'invio in collegio) senza protestare, anzi talvolta si oppone ad esse anche vigorosamente: abbandonerà il figlio al suo destino solo dopo l'incidente dell'estrazione del dente del signor Venanzio. Anche il padre, pur severo, appare spesso tenero e comprensivo ed anche il rapporto tra i coniugi Stoppani, che nel libro appare freddo e formale, nello sceneggiato viene mostrato come quello di una coppia serena ed innamorata.
  • La disgrazia con il Signor Capitani, all'inizio della serie avviene la sera dopo del compleanno di Giannino, e non lo stesso giorno del compleanno.
  • Lo scherzo dell'orologio della signora Olga, nel romanzo, viene scoperto un mese dopo, subito dopo il matrimonio di Virginia. Invece nello sceneggiato viene scoperto una settimana dopo e prima del matrimonio di Virginia.
  • Nello sceneggiato non compare l'episodio in cui Giannino va a pescare e rischia di annegare.
  • Nel romanzo non vengono descritti le difficoltà del rapporto coniugale tra Luisa e Collalto, durante il soggiorno di Giannino da loro.
  • Nella scena in cui Maralli strappa le pagine del giornalino riguardanti il matrimonio" segreto" in chiesa per gettarle nella stufa, Giannino si inventa la presenza di una cavalletta nella sala da pranzo per distrarre il cognato e la sorella e poter recuperare i fogli; circostanza assente nel romanzo dove le pagine, gettate nel caminetto, sono recuperate da Giannino in un secondo tempo dopo che si è accorto che il fuoco non le ha incenerite.
  • Alla fine dello sceneggiato Maralli trova il modo di mantenere comunque un'ottima posizione sociale venendo assunto come dirigente in una grande azienda, circostanza assente nel libro.
  • Maralli nel libro si chiama Carlo. Nello sceneggiato il suo nome di battesimo diventa Gaetano.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Ferrari e Sergio Tofano, che in questo sceneggiato interpretano rispettivamente il dottor Collalto e il direttore Stanislao, nel 1943, avevano recitato in un altro film su Gian Burrasca diretto da Tofano stesso. Qui, però, i due interpretavano rispettivamente Tito Barozzo e il maestro di pianoforte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rai.it, Teche Rai. URL consultato il 7 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2015).
  2. ^ Fonte: Grasso A. (a cura di), Enciclopedia della televisione, Garzanti, 2008

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