Gian Burrasca (film 1982)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Gian Burrasca
Gian Burrasca 1982.jpg
Una scena del film
Titolo originaleGian Burrasca
Lingua originaleItaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1982
Durata87 min
Generecommedia
RegiaPier Francesco Pingitore
SoggettoVamba
SceneggiaturaPier Francesco Pingitore, Roberto Leoni, Gianfranco Bucceri
ProduttoreCecilia Bigazzi
Casa di produzioneFilmes Nuova Daina
Distribuzione in italianoMedusa Film
FotografiaFederico Zanni
MontaggioAlberto Moriani
MusicheDimitri Gribanovski, John Sposito
CostumiMaurizio Tognalini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Gian Burrasca è un film del 1982 diretto da Pier Francesco Pingitore ed interpretato da Alvaro Vitali.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Giannino Stoppani, detto Gian Burrasca, è un ragazzo incline a scherzi di pessimo gusto. Durante la sua festa di compleanno fa esplodere un mortaretto sulla torta preparata per lui. Da lì in poi ci sarà una sequela di bravate, che lo porteranno ad essere detestato da tutti, tranne che da sua madre.

A scuola Gian Burrasca manca di rispetto al personale e viene sempre sottoposto a severa disciplina dal suo professore. Anche in famiglia il suo comportamento è sopra le righe: a farne le spese è soprattutto l'avvocato Maralli, fidanzato e promesso sposo di sua sorella Virginia. Gian Burrasca, non contento di aver ricevuto in regalo i pattini, chiede al padre di regalargli la bicicletta e, in cambio, gli promette di portare a casa un'ottima pagella. Suo padre sa già che questo è un sogno irrealizzabile ma, flebilmente speranzoso, afferma che in quel caso le cose potrebbero anche cambiare. Giannino, di notte, sgattaiola nella presidenza della scuola e, con la scolorina, manomette sia la sua pagella che quella di Carloni, il primo della classe. Il giorno dopo, il preside consegna le pagelle e resta sbigottito. Il preside rimprovera Carloni e loda Gian Burrasca, tra lo stupore del professore e dei compagni. Tuttavia la farsa viene smascherata, quando il preside chiede a Gian Burrasca di coniugare il congiuntivo imperfetto del verbo avere e lui naturalmente sbaglia inventandoselo: il preside sospende Gian Burrasca per tre settimane e gli ordina di presentarsi accompagnato da suo padre a scuola. Gian Burrasca chiede allora a Spezzafé, uno spazzino, di spacciarsi per suo padre. L'uomo però si immedesima nella parte e lo schiaffeggia per davvero, davanti a tutta la classe che ride.

Dopo l'ennesima lite col padre, Gian Burrasca decide di andare in campagna, da sua zia, sora Bettina, ma anche dalla zia combina un guaio dopo l'altro. Tornato a Roma, Giannino tenta di divertire tutti con un gioco di prestigio, ma fallisce e colpisce l'avvocato Maralli a un occhio. Dopo questo gesto, viene mandato nel collegio "Pierpaolo Pierpaoli", dove si spera che rinsavisca e diventi un uomo. Ma Gian Burrasca è implacabile: dopo aver spiato il cuoco e scoperto che la minestra che veniva servita la domenica era fatta con tutti gli avanzi della settimana, decide di vendicarsi e quindi fa credere al direttore di essere sonnambulo, sabota il minestrone riservato al direttore e alla direttrice con del purgante e approfitta di un finto rituale esoterico per far picchiare i direttori del collegio. Dopo tutti questi scherzi Gian Burrasca fugge dal collegio e torna a casa, dove si sta festeggiando il matrimonio tra Virginia e l'avvocato Maralli. Un altro scherzo ha luogo: nascondendo una scatola di fuochi d'artificio nel camino, questo viene acceso scatenando tutta la potenza di fuoco. Questa volta però a Gian Burrasca va male poiché suo padre lo rinchiude in uno zoo.

Luoghi delle riprese[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato a Roma, tra il quartiere Trastevere, il Pincio e Villa Borghese. La scuola di Giannino si trova nel quartiere Trastevere ed è l'Istituto Comprensivo "Regina Margherita", situato in via Madonna dell'Orto, usato anche nell'ultimo lungometraggio dedicato a Pierino, Pierino torna a scuola.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nella scena in cui Gian Burrasca, rinchiuso nello stanzino-prigione, cerca di aprirsi una via di fuga scavando nel muro, è possibile vedere sul muro una scritta col gesso che dice "W la pappa col pomodoro" chiaro riferimento alla celebre canzone del musical con Rita Pavone.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema