Arnaldo Fraccaroli

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Lapide commemorativa esposta sulla facciata della casa natale di Arnaldo Fraccaroli a Villa Bartolomea

Arnaldo Fraccaroli (Villa Bartolomea, 26 aprile 1882Milano, 16 giugno 1956) è stato un giornalista, scrittore e commediografo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato Fraccarollo, è stato inviato speciale del Corriere della Sera e ha firmato numerosi articoli anche per il supplemento mensile La Lettura.

Collaboratore del giornale di trincea La tradotta (assieme al pittore e disegnatore Antonio Rubino e al fondatore della rivista Renato Simoni, che lo aveva portato con sé dal veneto al Corriere[1]), fu molto popolare tra i suoi lettori a tutti i livelli, sia per le sue corrispondenze in tempo di pace e guerra, sia per i numerosi romanzi e lavori teatrali, alcuni dei quali trasposti al cinema.

Fraccaroli scrisse inoltre sul Corriere della Sera un memorabile servizio sulla liberazione di Sacile nell'ottobre 1918.

Tra le sue commedie più note Ostrega, che sbrego! (1907), La dolce vita (1912, molto prima di Federico Fellini[2]), Biraghin, (1930) e Siamo tutti milanesi (1952), le ultime due trasposte al cinema.

Fu amico di Giacomo Puccini e autore di quattro volumi dedicati al compositore lucchese, tra cui la monografia La vita di Giacomo Puccini pubblicata da Ricordi nel 1925 e Giacomo Puccini si confida e racconta, pubblicata postuma nel 1957.

Il comune di Villa Bartolomea, in provincia di Verona, si è sempre mostrato molto riconoscente ad Arnaldo ed ha intitolato a lui il Corso principale del paese (già Via Roma e Via Antonio Gramsci) e la Biblioteca Comunale, inaugurata negli anni 2000.

Riposa al Cimitero Monumentale di Milano nella tomba 210 del Riparto III[3].

Biblioteca Comunale di Villa Bartolomea, inaugurata nel 2005 e dedicata alla memoria di Arnaldo Fraccaroli

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Arnaldo Fraccaroli ("Fraka"). Un giornalista sulle strade del mondo (di Patrizia Pedrazzini) | Ordine dei Giornalisti, su www.odg.mi.it. URL consultato il 04 aprile 2017.
  2. ^ Società Editrice Athesis S.p.A., Arnaldo Fraccaroli, l’inviato che inventò la «dolce vita», in L'Arena.it. URL consultato il 04 aprile 2017.
  3. ^ Comune di Milano, App di ricerca defunti Not 2 4get.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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