Vai al contenuto

Stazione di Verona Porta Nuova

Coordinate: 45°25′45″N 10°58′56″E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Verona Porta Nuova
stazione ferroviaria
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
LocalitàVerona
Coordinate45°25′45″N 10°58′56″E
Altitudine70 m s.l.m.
LineeMilano-Venezia
Milano-Verona (AV)
Verona-Venezia (AV)
Verona-Innsbruck
Verona-Bologna
Verona-Mantova-Modena
Verona-Rovigo
Storia
Stato attualein uso
Anno attivazione1851
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, passante, di diramazione
Binari12
Gestori
Operatori
Interscambiautobus urbani e interurbani
 
Mappa di localizzazione: Verona
Verona Porta Nuova
Verona Porta Nuova
L'atrio interno

La stazione di Verona Porta Nuova è il principale scalo ferroviario della città di Verona, nonché uno dei principali nodi ferroviari del Veneto. È situata a sud del centro cittadino, in prossimità di Piazzale XXV Aprile.

Fotografia del primo edificio in muratura della stazione di Verona Porta Nuova

Il primo treno raggiunse la stazione di Verona Porta Nuova nel 1852, quando venne inaugurato il nuovo ponte ferroviario sull'Adige. La stazione era stata inizialmente realizzata in legno nel 1851 e sostituita l'anno successivo da un piccolo fabbricato in muratura. Inizialmente ebbe un ruolo secondario rispetto alla stazione di Porta Vescovo e fu utilizzata soprattutto per i servizi omnibus e misti.

Nel corso della seconda metà dell'Ottocento lo scalo assunse progressivamente maggiore importanza con l'apertura delle principali direttrici ferroviarie veronesi: la linea per Brescia e Milano nel 1854, la linea del Brennero nel 1859, la linea per Rovigo nel 1877 e quella per Bologna nel 1924. La linea per Mantova, già attiva dal 1853, fu successivamente prolungata fino a Modena nel 1874.

All'inizio del XX secolo l'impianto risultava ormai insufficiente e si decise di trasformare Porta Nuova nella principale stazione cittadina. Nel 1900 venne realizzato un fabbricato provvisorio in legno, mentre nel 1910 iniziarono i lavori per il nuovo complesso su progetto dell'architetto Dini. La nuova stazione fu aperta provvisoriamente nel 1913, ma i lavori subirono un'interruzione a causa della prima guerra mondiale. Il complesso, comprendente anche un grande scalo merci, il deposito locomotive e le officine ferroviarie, fu completato e inaugurato il 22 marzo 1922.

Negli anni successivi furono realizzati ulteriori interventi di potenziamento dello scalo, tra cui il raccordo con la linea del Brennero e il nuovo deposito locomotive. Le linee afferenti alla stazione vennero inoltre progressivamente elettrificate.

La stazione dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale

Durante la seconda guerra mondiale la stazione subì pesanti danni a causa dei bombardamenti alleati, che la resero progressivamente inagibile. La ricostruzione ebbe inizio nel settembre 1946 su progetto dell'architetto Roberto Narducci e si concluse nel marzo 1949. La nuova stazione, inaugurata il 13 marzo dello stesso anno alla presenza del presidente della Repubblica Luigi Einaudi, mantenne sostanzialmente l'impianto precedente, ma adottò un linguaggio architettonico moderno e un ampio impiego di marmi veronesi.

Una caratteristica peculiare del complesso è il dislivello tra il piazzale esterno e il piano dei binari, che determina la distribuzione dei servizi su due livelli. Le banchine sono coperte da pensiline metalliche, mentre il fabbricato viaggiatori presenta una struttura centrale affiancata da due corpi laterali.

Negli anni novanta la stazione fu interessata da ulteriori interventi di ristrutturazione, con la realizzazione di nuovi volumi e vetrine verso il piazzale.

Progetti di riqualificazione

[modifica | modifica wikitesto]

La stazione è stata successivamente inserita nei programmi di riqualificazione dei principali scali ferroviari italiani. Gli interventi hanno interessato in particolare gli spazi del fabbricato viaggiatori e le aree meno utilizzate, con l'obiettivo di migliorarne la fruibilità e incrementare i servizi ai passeggeri.

Il progetto di riassetto prevedeva inoltre una diversa organizzazione degli spazi interni, con lo spostamento della sala viaggiatori, dell'assistenza clienti e delle attività commerciali e la valorizzazione delle aree meno accessibili del complesso.

La stazione alla fine dei lavori di ricostruzione nel 1949
Il fabbricato viaggiatori

Fabbricato viaggiatori

[modifica | modifica wikitesto]

Il fabbricato viaggiatori di Verona Porta Nuova si articola su più livelli e comprende spazi destinati ai passeggeri, attività commerciali, uffici e locali tecnici:

  • piano sotterraneo: ospita locali e strutture a servizio delle Ferrovie dello Stato;
  • piano terra: comprende il fabbricato destinato ai viaggiatori, con i principali servizi passeggeri e le attività commerciali affacciate sul piazzale. Sul lato ovest si trovano inoltre locali tecnici e uffici;
  • piano binari: ospita i marciapiedi e i binari destinati al servizio viaggiatori;
  • piani superiori: sono prevalentemente destinati a uffici e locali di servizio.

Il complesso presenta una particolare conformazione determinata dal dislivello tra il piazzale antistante e il piano dei binari, caratteristica che condiziona la distribuzione verticale degli spazi.

Gestione della circolazione

[modifica | modifica wikitesto]

La gestione della circolazione ferroviaria avviene attraverso diversi posti di controllo e apparati distribuiti nel piazzale della stazione e nello scalo ferroviario:

  • Ufficio Movimento: dotato di ACEI a tabulatore, gestisce il piazzale lato Venezia e i consensi con le altre cabine;
  • Cabina B: dotata di ACEI a pulsanti, gestisce il piazzale lato Brennero, Milano e Bologna, nonché i collegamenti con la Cabina C;
  • Cabina C: gestisce gli arrivi e le partenze dal lato ovest dello scalo di Verona Porta Nuova, per tutte le direzioni;
  • Cabina F: gestisce gli arrivi e le partenze dal lato est dello scalo, nei collegamenti da e verso Venezia.

Per quanto riguarda i servizi rivolti alle persone a ridotta mobilità, Verona Porta Nuova è una delle quattordici stazioni master nazionali e ospita una "sala blu", dove opera personale specializzato nell'assistenza ai passeggeri con disabilità o mobilità ridotta e nel coordinamento dei relativi servizi[1].

La stazione dispone dei seguenti servizi:

  • Bar Bar
  • Biglietteria a sportello Biglietteria a sportello
  • Biglietteria automatica Biglietteria automatica
  • Negozi Negozi
  • Posto di Polizia ferroviaria Posto di Polizia ferroviaria
  • Ristorante Ristorante
  • Sala d'attesa Sala d'attesa
  • Servizi igienici Servizi igienici

La stazione è uno dei principali nodi ferroviari del Veneto e svolge un ruolo di rilievo sia per i collegamenti regionali sia per quelli a lunga percorrenza.

I servizi regionali sono svolti principalmente da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio con la Regione del Veneto. Sono inoltre presenti collegamenti RegioExpress gestiti da Trenord e servizi regionali per Mantova effettuati da Trenitalia TPER. L'offerta comprende collegamenti verso Milano, Venezia, Brescia, Bolzano, Trento, Mantova e altre località del Nord Italia.

I collegamenti a lunga percorrenza sono effettuati da Trenitalia e Italo, con servizi Alta Velocità verso importanti città italiane. Sono inoltre presenti collegamenti internazionali della cooperazione DB-ÖBB, tra cui i Railjet diretti verso l'Austria e i servizi per Monaco di Baviera.

La stazione è collegata alla rete del trasporto pubblico urbano e interurbano tramite il terminal degli autobus gestito da ATV, da cui partono collegamenti verso Verona e numerosi comuni della provincia.

  • Fermata autobus Fermata autobus
  • Stazione taxi Stazione taxi
  1. ↑ Contratto di programma 2022-2026 - parte servizi (PDF), su rfi.it. URL consultato il 31 dicembre 2024.
  • L. Facchinelli, La ferrovia Verona-Brennero. Storia della linea e delle stazioni nel territorio, Bolzano, Athesia, 1995.
  • La ricostruzione degli impianti ferroviari di Verona, in "Ingegneria Ferroviaria" anno IV n. 4 (aprile 1949), pp. 261–264.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]