Paolo Grassi

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Paolo Grassi

Paolo Grassi (Milano, 30 ottobre 1919Londra, 14 marzo 1981) è stato un impresario teatrale italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Precoce interesse per l'arte drammatica[modifica | modifica wikitesto]

Da giovane collaborò a numerose riviste giovanili e scoprì un'innata passione per il teatro, che lo portò nel 1937 ad allestire una rappresentazione, Bertoldissimo, di cui curò la regia. Sul finire del 1939, mentre ricopriva l'incarico di vicedirettore critico de Il Sole, fu cooptato da Armando Ravaglioli, responsabile culturale dei GUF di Forlì nella nuova rivista Via consolare[1]. La collaborazione proseguì proficua fino al giugno 1941, quando in pieno conflitto mondiale fu espulso dal GUF "per attività indipendente"[1]. Fino a tale momento la diffusione di Via consolare si era costantemente rafforzata tanto che si decise di stamparla direttamente a Milano e fu lo stesso Grassi a trovare la tipografia di via Poerio 13[1]. Con l'inizio della guerra Via Consolare perse gran parte dei propri collaboratori che partirono volontari in guerra e lo stesso Ravaglioli fu inviato presso la Cecchignola a Roma per l'addestramento in artiglieria[2].

Organizzatore della compagnia teatrale Ninchi-Dori-Tumiati e fondatore del gruppo d'avanguardia Palcoscenico, durante la Seconda guerra mondiale venne chiamato alle armi ma passò dalla parte della Resistenza partigiana, collaborando tra l'altro con il quotidiano socialista L'Avanti.

Insieme a Giorgio Guazzotti si occupò della direzione della collana Documenti di teatro, edita da Cappelli.[3]

La fondazione del Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1947 insieme a Giorgio Strehler e la moglie Nina Vinchi Grassi fondò il Piccolo Teatro di Milano. Dal 1972 al 1977 fu sovrintendente del Teatro alla Scala, mentre dal 1977 al 1980 è stato presidente della RAI. In seguito diresse la casa editrice Electa ma morì prematuramente in Inghilterra a seguito di un fallito intervento chirurgico al cuore.

Tumulato al Cimitero Monumentale di Milano, nel Civico Mausoleo Palanti, è successivamente stato traslato nella Cripta del Famedio, dove lo raggiungerà la moglie[4].

A lui è intitolata la Scuola d'arte drammatica Paolo Grassi di Milano.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 27 dicembre 1976[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Giovanni Tassani, p. 60
  2. ^ Giovanni Tassani, p. 61
  3. ^ Franco Ferrari, Intorno al palcoscenico, ed. FrancoAngeli, 2012, p. 87, ISBN 978-88-20407-29-2
  4. ^ Comune di Milano, App di ricerca defunti Not 2 4get.
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Grassi. Lettere 1942-1980,a cura di Guido Vergani, Skira, Milano, 2004
  • Quarant'anni di palcoscenico, a cura di Emilio Pozzi, Mursia, Milano 1977
  • Il coraggio della responsabilità: scritti per l'Avanti, 1945-1980, a cura di Carlo Fontana e Valentina Garavaglia, Milano, Skira, 2009
  • "Paolo Grassi, Il valore civile del teatro", Carlo Dilonardo, Roma, Arduino Sacco Editore, 2009.
  • Novecento e antinovecento, Giovanni Testori e Paolo Grassi, tra corrente e il Guf della città del Duce, di Giovanni Tassani su Nuova Storia Contemporanea del gennaio-febbraio 2013
  • Paolo Grassi. Il teatro come bene pubblico, a cura di Francesca Grassi e Antonietta Magli, Passigli Editori, Firenze, 2011
  • Milano e Paolo Grassi. Un teatro per la città, a cura di Francesca Grassi e Antonietta Magli, Passigli Editori, Firenze, 2011
  • Convegno Nazionale del Teatro - Milano, giugno 1948. La nascita del teatro contemporaneo in Italia, a cura di Francesca Grassi e Antonietta Magli, Passigli Editori, Firenze, 2013

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sovrintendente del Teatro alla Scala Successore
Antonio Ghiringhelli 1972-1977 Carlo Maria Badini
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