Liceo classico Giuseppe Parini

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Coordinate: 45°28′27.33″N 9°11′19.56″E / 45.474258°N 9.188767°E45.474258; 9.188767

« Chi sovra l'alta mente il cor sublima
meglio se stesso e i sacri ingegni estima »
(parole incise nell'atrio d'ingresso del liceo "Parini", tratte dall'ode "La Gratitudine" di Giuseppe Parini)

Il liceo ginnasio statale "Giuseppe Parini" è uno dei licei classici di Milano .

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Nel 1774 venne istituito, da Maria Teresa d'Austria, il "Regio Ginnasio di Brera" presso il palazzo di Brera. Nel 1773 era stata soppressa la compagnia di Gesù e di conseguenza anche le scuole del famoso collegio che S. Carlo Borromeo aveva fatto costruire in un antico monastero degli Umiliati in una località periferica della città chiamata, appunto nel Medioevo, Braida, da cui la parola Brera.

Maria Teresa d'Austria aveva rinominato così le antichissime Scuole Palatine, di origine augustea, ospitate fino a quel momento al Broletto, trasferendole nell'ex collegio dei Gesuiti: la scuola venne inaugurata con la prolusione dell'abate Parini incaricato di tenere i corsi di eloquenza.

Nelle Scuole Palatine avevano insegnato il Landriani, celebre fisico, Paolo Frisi, matematico, il Soave, filosofo, il Beccaria e il Romagnosi, docenti di economia politica. Nel 1775-76 il conte Firmian trentino, governatore d'Austria, volle istituire anche un'Accademia delle Belle Arti: lo stesso Giuseppe Parini, in previsione della sua fondazione, aveva scritto le Avvertenze intorno al Segretario di un'Accademia di Belle Arti. L'Accademia ebbe in seguito un notevole sviluppo e restrinse lo spazio al Regio Ginnasio.

Nel periodo napoleonico venne introdotto un nuovo ordinamento scolastico, modulato su quello francese: si mantenne la parola "ginnasio", per indicare la scuola che precede gli studi superiori, per i quali fu introdotta la parola "liceo": si stabilì che ci fossero due scuole superiori, una che continuava le "Scuole Arcimbolde", di cui era stato allievo Giuseppe Parini e che fu chiamata liceo "S. Alessandro", e il liceo di Porta Nuova, ex "Regio Ginnasio di Brera", che fu ospitato nel palazzo in cui precedentemente funzionava una scuola fondata per un lascito di Pier Antonio Longone e affidata ai Barnabiti: il "Collegio dei Nobili", che dopo l'egalitarismo rivoluzionario divenne il "Collegio Longone", in cui portò avanti gli studi anche Alessandro Manzoni. Questo liceo di Porta Nuova venne ribattezzato nel 1865 col nome di liceo "Giuseppe Parini": lo spirito risorgimentale dell'Italia unita cercò di introdurre un po' di patriottismo anche nelle scuole cosicché il "S. Alessandro" divenne il liceo Beccaria, e il liceo di Porta Nuova divenne il liceo "Giuseppe Parini".

Nel 1923 la riforma scolastica stabilì i programmi e la durata dell'insegnamento classico: cinque anni per il ginnasio - tre per quello inferiore, due per quello superiore- e tre per il liceo.

Nel 1940, con l'istituzione della scuola media unica, il ginnasio ha perduto il triennio inferiore; rimane il biennio superiore, chiamato appunto IV e V ginnasio, e il liceo classico.

Verso gli anni trenta fu costruito un nuovo edificio su un'area che precedentemente era stata coperta dal grande Monastero di S. Marco, poi trasformato in ricovero, e finalmente demolito per dare la sistemazione urbanistica attuale che nei toponimi delle vie mantiene il colore patriottico, come via Montebello, piazza Mentana e via Goito, dove la nuova scuola è stata inaugurata il 9 e 10 febbraio 1935. Il Collegio Longone divenne il palazzo della Questura.

Nel 1966 fu famoso lo scandalo del giornale La zanzara edito dagli studenti, che pubblicò un'inchiesta sull'educazione sessuale: tre redattori della rivista furono denunciati per stampa oscena e corruzione di minorenni.

Nel 2004 la scuola venne allagata da alcuni studenti, con un notevole strascico di polemiche circa la responsabilità penale dei minorenni in caso di atti di vandalismo. A seguito di questa vicenda, il giovane scrittore Giacomo Cardaci, ex studente pariniano ai tempi dell'allagamento, decise di scrivere una serie di racconti che sono stati successivamente pubblicati nel libro Alligatori al Parini, edito da Mondadori, nel 2008.

Nel 2006 viene fondato un nuovo giornale scolastico, Lo Zabaione detto anche Zaba, scritto e gestito dagli studenti, tuttora esistente. Il periodico, pubblicato con cadenza pressoché mensile, è strutturato in una redazione permanente ed è l'unico giornalino di Milano a non prevedere la presenza di un direttore, secondo lo Statuto approvato dalla stessa redazione.

Nel dicembre 2010, viene indetta, a cinque anni di distanza dall'ultima, l'occupazione della scuola da parte degli studenti, al fine di protestare contro la Riforma Gelmini; suddetta occupazione ha però avuto maggiormente caratteristiche di autogestione.

Nel maggio 2012 viene affissa una lapide commemorativa nell'atrio centrale per il giornalista pariniano Walter Tobagi -lapide fortemente voluta dagli studenti che hanno raccolto più di cinquecento firme- che venne assassinato in un attentato terroristico perpetrato dalla Brigata XXVIII marzo, gruppo terroristico di estrema sinistra, il 28 maggio 1980. All'inaugurazione della lapide oltre ad essere presenti alcuni ex-colleghi ed amici vi erano anche i due figli Luca e Benedetta Tobagi, Ferruccio de Bortoli, l'assessore alle attività produttive Franco D'Alfonso in rappresentanza per il Comune di Milano e l'assessore all'istruzione della provincia di Milano Marina Lazzati.

Nel novembre 2012 il Liceo Parini è stato scelto tra i luoghi più antichi e illustri di Milano per ospitare la conferenza di Edoardo Nesi facente parte dell'evento Book City Milano

Il 4 febbraio 2013 il Liceo Parini ha ospitato il prof. Umberto Eco che ha incontrato gli studenti del Liceo. Nella stessa giornata, alla presenza tra gli altri dell'assessore allo sport del comune e del prefetto di Milano, è stata inaugurata la mostra "Sport in Magna Grecia".

Docenti illustri[modifica | modifica sorgente]

Fra i docenti più famosi si ricordano:

Studenti celebri[modifica | modifica sorgente]

Qui hanno studiato numerosi protagonisti della storia civile, letteraria, culturale ed economica di Milano, tra i quali:

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]