Scuola militare "Teulié"

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Coordinate: 45°27′14.04″N 9°11′12.84″E / 45.4539°N 9.1869°E45.4539; 9.1869

Scuola Militare
"Teulié"
CoA mil ITA teuliè.jpg
Stemma araldico della scuola
Descrizione generale
Attiva 1802-1848
1859-1869
1873-1894
1935-1943
1996-oggi
Nazione Flag of the Italian Republic (1802).svg Repubblica Italiana (1802-1805)
Flag of the Napoleonic Kingdom of Italy.svg Regno d'Italia (1805-1814)
Flag of the Habsburg Monarchy.svg Impero Austriaco
bandiera Regno d'Italia
Italia Italia
Alleanza NATO NATO
Servizio Emblem of Napoleon Bonaparte.svg Grande Armata
Wappen Kaisertum Österreich 1815 (Klein).jpg Esercito Imperiale Austriaco
Flag of Italy (1860).svg Regio Esercito
Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Scuola Militare
Studi Liceo Classico, Scientifico
Dimensione Reggimento
Sede Milano, Corso Italia, 58
Motto Iterum alte volat
(dal Latino: "Ancora vola alta")
Battaglie/guerre Cinque giornate di Milano
Decorazioni Valor dell'esercito bronze medal BAR.svg Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito
Sito internet [2]
Comandanti
Comandante attuale Col. Gioacchino Violante
Comandanti degni di nota Generale Giacomo Filippo De Meester Hüyoël, Lgt. Col. Efisio Cugia di Sant'Orsola, Lgt. Col. Genova Thaon di Revel, Col. Fiorenzo Bava Beccaris

[senza fonte]

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La Scuola Militare "Teulié" è una Scuola Militare dell'Esercito Italiano che ha sede a Milano in Corso Italia.

L'Istituto è dedicato al Generale Pietro Teulié che, durante la sua permanenza al Ministero della Guerra, pose mano al progetto di un Orfanotrofio Militare, nell'attuale sede della Scuola, nel periodo di passaggio dalla Repubblica Cisalpina alla Repubblica Italiana. L'atto di nascita della Scuola, 15 gennaio 1802, ne fa la più antica delle istituzioni napoleoniche tuttora esistenti. Durante la sua storia, l'istituto è stato più volte chiuso e successivamente ripristinato. Per questo motivo, la scuola militare "Teulié" è complessivamente rimasta aperta per circa 60 anni sui due secoli e anni successivi trascorsi dalla sua fondazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio che attualmente la ospita fu costruito nel medioevo per ospitare l'ospedale di San Celso. Successivamente, nel 1758, divenne il monastero cistercense di San Luca, adibito prima ad ospedale militare e poi, nel 1802, per mano di Pietro Teulié, ad orfanotrofio militare. L'orfanotrofio mutò il suo nome, contemporaneamente all'istituzione del Regno d'Italia Napoleonico, in Reale Collegio degli Orfani Militari.

Il Reale Collegio degli Orfani Militari (1802-1814)[modifica | modifica wikitesto]

Il Generale di Divisione Pietro Teulié

Le origini della Scuola militare di Milano vanno fatte risalire all'opera del generale Pietro Teulié, che il 21 aprile 1801 fu nominato ministro della guerra nell'ambito del governo della Repubblica Cisalpina. Nonostante egli abbia ricoperto tale incarico per un periodo di pochi mesi, in tale periodo egli si adoperò per fornire una sistemazione adeguata ai veterani di guerra, agli invalidi e agli orfani militari. Cinque mesi dopo le sue dimissioni da Ministro della Guerra, infatti, il generale ebbe la soddisfazione di vedere accolte le proprie istanze. Il 1º gennaio 1802 (11 nevoso dell'anno X) Luigi Tordorò, succedutogli nell'incarico di ministro, diede mandato al commissario di Guerra Guizzardi di presiedere una commissione per "l'organizzazione di una compagnia di Invalidi e due di Veterani e per la scelta di un locale nella casa di San Luca che sia proprio ad un orfanotrofio di quaranta figli dei più meritevoli dei nostri guerrieri".

La commissione, di cui facevano parte il comandante dei veterani Endris e i capitani Duracci e Sceger, lavorò in fretta. Due settimane dopo, il primo regolamento della Scuola era pronto e veniva pubblicato con l'ordine del giorno n. 86 del Dipartimento della Guerra datato 15 gennaio 1802. Eccone l'incipit: "Interprete dei sentimenti di riconoscenza che nutre la patria per quegli onorati cittadini che dalle di lei battaglie sortirono mutilati o incanutirono sotto il peso delle armi impugnate a prò dei loro concittadini, ed animato dai sentimenti paterni che l'armata professa il nostro saggio Governo, il Ministro della Guerra ordina che in tutte le sue parti sia eseguito il seguente provvisorio regolamento. Soldati! La cura che prende la nazione per i vostri fratelli meno felici animi il vostro coraggio, e vi dimostri che non sono dimenticati, anzi si premiano gli onorati servigi.".

Il documento si componeva di trentanove articoli, di cui circa trenta dedicati all'organizzazione dei veterani invalidi e il restante ai loro figli orfani.

Il primo comandante fu il Capitano Antonio Artaud, un francese di sessantuno anni, proveniente dalle truppe modenesi, in forza a una compagnia di Veterani; suo vice fu il Capitano Giovanni Champenois, con funzioni di sottoeconomo, sessantenne e francese anch'esso. L'organico era completato da un Tenente, un Sottotenente, un Sergente Maggiore, due Sergenti e sei Caporali, tutti provenienti dalla Compagnia di Veterani. Il 23 novembre 1802 fu nominato direttore dell'orfanotrofio il Capitano degli Invalidi Ignazio Ritucci, ex Capo Battaglione dell'Esercito Borbonico e Capitano nella Repubblica Partenopea. Nonostante il nome, l'istituto, oltre che orfani di guerra ospitava anche figli di militari in servizio, fungendo da vero e proprio collegio militare[1]. Nel luglio 1804 terminò la convivenza dei giovani allievi dell'Orfanotrofio con i Veterani e Invalidi.

Nel dicembre 1805, dopo la proclamazione del Regno d'Italia l'istituto prese il nome di "Collegio reale degli orfani militari" sotto gli ordini del Capo Battaglione Giovan Battista Deangeli, risultava costituito da 300 alunni organizzati in sei compagnie comandate da un sergente maggiore e lo studio aveva la finalità di preparare all'esame di ammissione alle accademie militari di Modena e e Pavia oppure permetteva di proseguire la carriere nell'esercito come sottufficiale[2]..

Nel 1807 il Viceré Eugenio di Beauharnais approvò il nuovo regolamento e mutò la denominazione dell'Istituto in "Collegio Reale degli Orfani Militari".

Il 20 agosto 1811 fu approvato il nuovo regolamento del Reale Collegio degli Orfani di Milano a firma di Eugenio Napoleone di Francia, Viceré d'Italia, Principe di Venezia e Arcicancelliere di Stato dell'Impero, a nome di Napoleone Imperatore dei Francesi e re d'Italia".

Il 9 novembre 1811 Deangeli, nominato Comandante d'Armi di 4ª Classe, passò le consegne del Collegio all'Ispettore alle Rassegne, Barone Giacomo Filippo De Meester Hüyoël. Con questo strumento normativo il Generale De Meester condurrà la sua azione pedagogica sino al 1814. Il Governatorato di De meester coincise con il declino di Napoleone. De Meester si era compromesso firmando un appello a Lord Bentinck per il mantenimento di un Regno Italico indipendente, insieme al suo collaboratore al Collegio, Giuseppe Merlo. A mezzanotte dell'11 dicembre 1814 De Meester fu arrestato nella sua casa di via della Passione 245 e scontò due anni nelle prigioni milanesi e due nella fortezza di Theresienstadt. La direzione dell'Orfanotrofio, all'atto del suo arresto, era passata provvisoriamente al Tenente Colonnello Edward Young e ratificata nel 1815 insieme alla nuova denominazione di Imperial Collegio Militare di San Luca.

L'Imperial Regio Collegio Militare di San Luca (1814-1848)[modifica | modifica wikitesto]

Veduta dell'I.R. Collegio Militare di Milano presa dalla parte d'Oriente. Gallo Gallina (1820 circa).

Il 21 settembre 1814 il collegio passava alle dipendenze dell'Imperial Regio Comando Austriaco.

Nel periodo di trapasso dal vecchio al nuovo regime, l'ordinamento del Collegio e la composizione dello Stato Maggiore non mutarono. Gli ufficiali rimasero al loro posto ma il corpo insegnanti fu drasticamente cambiato; tutti i professori "forestieri" furono licenziati, tra cui il piemontese, professore di francese, Silvio Pellico, il quale trovò un impiego come precettore presso il conte Porro Lambertenghi, attorno al quale si riunivano letterati e scrittori di spiriti romantici e liberali.

Il successore di De Meester, Tenente Colonnello Edward Young fu in assoluto il comandante che rimase in carica per più tempo, dal 1814 al 1836. Il suo primo compito fu quello di traslare le spoglie di Pietro Teulié dalla "sua" scuola e inumarle in San Celso, per reprimere i sentimenti napoleonici prima e risorgimentali poi, che serpeggiavano tra le truppe e in particolar modo nel Collegio.

Le uniformi furono cambiate; il verde che era stato il colore della Repubblica cisalpina fu abbandonato per passare al grigio cenere. Furono confezionate giacchette con risvolti rosso carminio, pantaloni stretti dello stesso colore con filetto rosso, scarpe con stringhe e berretto.

Nel 1821 i fratelli Boneschi, ex allievi, erano fra i cospiratori e il Collegio fu sempre considerato "vivaio di spiriti liberi".

Nel 1836 il Colonnello Young fu sostituito dal Maggiore Johann Cristophe von Leuenfels, proveniente dal battaglione cacciatori.

Nel 1838, con risoluzione del 30 novembre, l'imperatore Ferdinando I decretò lo scioglimento del Collegio Militare, in luogo del quale furono create due Case di educazione militare a Bergamo (Casa di educazione lombarda) e a Cividale (Casa di educazione veneta).

Nel 1839 Ferdinando I d'Asburgo trasformò il collegio in Imperial regio collegio dei cadetti.

L'edificio di San Luca fu quindi destinato a ospitare una compagnia di centocinquanta cadetti, organizzata sul modello dei Collegi dei Cadetti austriaci. La Compagnia dei Cadetti fu comandata dapprima dal capitano Joseph von Reichenau, poi, dal 1847, dal capitano Rudolf Severus.[3]

Nel 1848 la rivolta, preceduta da quelle di Vienna, Parigi e Palermo, scoppiò anche a Milano. Da sabato 18 a mercoledì 22 marzo, un popolo di centossessantamila cittadini cacciò dalla sua città una guarnigione di sedicimila austriaci comandati dal Conte Joseph Radetzky von Radetz.

Uno degli ultimi capisaldi a essere abbandonato dagli austriaci fu la scuola militare, situata a ridosso delle mura e dominante Porta Ludovica.

Gli eventi del 1848 sono ricordati ogni anno in occasione della ricorrenza delle cinque giornate in cui avvengono due cerimonie dette della Consegna del Primo Tricolore: la prima si svolge in Piazza Cinque Giornate, ai piedi dell'omonimo monumento, in cui il Comune di Milano consegna al Comandante della Scuola lo storico simbolo: il tricolore che sventolò sulla guglia più alta del Duomo dopo la scacciata degli austriaci, l'altra nel corso del giuramento degli Allievi della I Compagnia, quando la Bandiera viene riconsegnata al Comune[4].

Pochi giorni dopo la fine dei combattimenti in città, i locali della scuola militare milanese furono presi in custodia dalla Municipalità e consegnati al signor Antonio Carnevali che, per sua iniziativa, vi aprì una scuola d'artiglieria e genio[5][6].

Il 6 agosto 1848 il feldmaresciallo Radetzky rientrò a Milano e l'edificio scolastico fu nuovamente adibito ad ospedale militare e tale vi rimase per tutto il decennio successivo che passerà alla storia come il "decennio di preparazione". Malgrado l'interessamento dello stesso Radetzky, il Collegio non fu riaperto.

Il Collegio Militare di San Luca (1859-1895)[modifica | modifica wikitesto]

Il collegio venne ricostituito nel 1859[7]quando il 26 agosto Vittorio Emanuele II firmò il decreto istitutivo di un collegio militare da istituire a Milano e destinato a "fornire Allievi idonei all'ammissione nella Regia Militare Accademia".[8] Le norme, recitava il decreto, erano le medesime del Collegio Militare di Asti, istituito nel 1857 e di quello di Racconigi, fondato nel 1834 per i figli di militari. Fu insediata una commissione col compito di decidere sulla idoneità allo scopo dei locali di San Luca e la scelta fu quasi obbligata, non solo per carenza di altre strutture, ma per ovvie ragioni di continuità storica.

Nel 1860 furono numerose le domande di ammissione di ragazzi provenienti da varie parti d'Italia e anche dalle regioni ancora sotto dominazione austriaca.

Gli ultimi francesi lasciarono San Luca nell'ottobre 1859. A novembre fu nominato comandante il Luogotenente Colonnello Efisio Cugia di Sant'Orsola, affiancato dal Maggiore Pompeo Bariola.

A sostituire Cugia venne chiamato il Tenente Colonnello Genova Thaon di Revel di Saint André.

Suo successore fu il Tenente Colonnello Roberto Patrese, che rimase in carica dal 1860 al 1861, l'anno dell'Unità d'Italia.

La politica di risanamento dei bilanci condotta energicamente dal Governo, portò alla soppressione del Collegio Militare di Parma e al trasferimento a Milano di 70 allievi nel 1864 e alla chiusura del Collegio Militare di Asti e al trasferimento a Milano di 47 allievi nel 1866.

A causa della situazione precaria, si preferiva immettere nel Collegio un numero di nuovi allievi inferiore a quello di coloro che ne uscivano e si arrivò alla chiusura del Collegio, decretata l'11 agosto 1869 e attuata il 16 settembre. Gli allievi rimasti furono trasferiti nel Collegio Militare di Napoli. L'edificio di San Luca fu destinato in quegli anni alla Scuola di agricoltura, insediata con decreto del 10 aprile 1870 e aperta ufficialmente il 2 gennaio 1871.

Nel 1873, la legge sul nuovo ordinamento dell'esercito proposta dal Ministro Ricotti stabilì la creazione dei collegi per preparare i giovani alle Accademie Militari. Accanto alla Nunziatella, che non era mai stata soppressa, fu decisa nel 1874 l'apertura dei collegi a Firenze e Milano.

Con Regio Decreto del 19 settembre 1895 il Collegio fu chiuso per le solite ragioni economiche.

La Scuola Militare di Milano (1935-1943)[modifica | modifica wikitesto]

Cerimonia di riconsegna del Tricolore, alla presenza di Emilio De Bono
Cartolina militare della scuola del 1935

Durante la Prima Guerra Mondiale, l'edificio fu adibito a caserma del 7° Bersaglieri. Al termine della Prima Guerra Mondiale, con Regio Decreto del 21 agosto 1921, l'edificio fu adibito a Scuola Allievi Ufficiali di Complemento e Allievi Sottufficiali, cessando la sua attività nel 1934.

L'8 febbraio 1935 un telegramma di Mussolini al podestà di Milano comunicò la decisione di riaprire la Scuola Militare. Il Ministro della Guerra donò la statua di Giulio Cesare che tuttora presidia il cortile d'onore. L'attività della scuola riprese quindi il 21 ottobre 1935. Il corso iniziato nel 1935 fu intitolato alla memoria di Umberto Masotto, l'eroe di Adua. Sotto l'androne del cortile d'onore fu posta una lapide con i nomi di tutti i caduti dalla Terza Guerra d'Indipendenza alla Prima Guerra Mondiale. Dopo pochi anni se ne dovette aggiungere un'altra per accogliere i nomi degli ex allievi caduti nel secondo conflitto mondiale.

Nel 1937 ebbe inizio una tradizione durata per tutto il periodo di apertura della scuola: il 21 marzo, nel cortile della Rocchetta, al Castello Sforzesco di Milano, il podestà diede in consegna al Battaglione Allievi il primo tricolore militare italiano affinché venisse custodito per un giorno all'interno della "Teulié", in occasione della celebrazione delle Cinque Giornate. Il vessillo, più propriamente uno stendardo, era l'insegna della Compagnia Cacciatori a Cavallo e fu acquistato a Parigi dal Conte Borletti, il quale lo donò a Mussolini che, a sua volta, lo destinò al Museo del Risorgimento di Milano. La bandiera, anteriore di tre mesi al tricolore adottato dal Congresso Cispadano di Reggio Emilia, costituiva un ponte di continuità fra il fondatore e la rinnovata scuola.

Alla fine del 1942 la Scuola fu trasferita a Cremona per sottrarla ai bombardamenti alleati su Milano ma dopo l'8 settembre cessò di funzionare e i tedeschi avevano occupato i locali devastandoli

Passarono 53 anni, durante i quali l'edificio divenne la caserma dei militari in servizio presso il comando dello stato maggiore del 3º Corpo d'armata (due compagnie ed un plotone di minuto mantenimento).

La Scuola Militare Teulié oggi[modifica | modifica wikitesto]

Battaglione Allievi della Scuola Militare "Teulié" schierato per il Giuramento del Corso Buffa di Perrero II.

Nel 1995, l’allora Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Bonifazio Incisa di Camerana, si impegnò per la riapertura della scuola con l’intenzione di ripristinare un ambiente scolastico degno di duecento anni di storia, capace di costituire un polo attrattivo per il nord-Italia.

Il 23 settembre 1996, sessantasei sedicenni, accolti da un gruppo di ex allievi settantenni, varcarono il portone della Scuola che fu riaperta come sede distaccata della Scuola Militare "Nunziatella", non potendo essere considerata autonoma fin quando non avesse attivato tutte le classi previste dal ciclo di studi.

Nel 1998, fu concessa la Bandiera d'Istituto e si sancì quindi la piena autonomia scolastica e militare chiamandosi "Seconda Scuola Militare dell’Esercito".

Il 27 giugno 2000 l'istituto assunse l'attuale denominazione "Scuola Militare Teulié", in seguito alle richieste del Colonnello Marco Grasso.

Il 23 marzo 2002, anniversario del primo giorno di Milano libera dopo le Cinque Giornate, il Comune di Milano conferì agli allievi della Scuola Militare la cittadinanza onoraria.

Dalla riapertura si sono susseguiti i seguenti corsi: Turinetto I, Masotto II, Musso II, Camozzini II, Buffa di Perrero II, Ferrari II, Fadini II, Fumi II, Platone II, Marinetti I, Ruocco I, Del Din I, Serafino I, Spagnolo I, Paglia I, Zamorani I, Grecchi I, Quarantelli I, Segre I.Tutti i nomi dei corsi derivano dal cognome degli ex allievi della Scuola che hanno ricevuto Medaglie al Valor Militare.

La Scuola ha avuto al 2015 trenta Comandanti.

La sede della Scuola[modifica | modifica wikitesto]

L'uniforme storica[modifica | modifica wikitesto]

Allievo della scuola militare "Teulié" in uniforme storica.

Per ogni circostanza l'allievo dispone di un'uniforme appropriata e di un corredo adatto, ma l'uniforme storica è quella che più lo distingue. Apparentemente è uguale per tutti: kepi, spadino, giubba blu con doppia bottoniera, giubbino bianco d'estate, pantaloni con banda rossa e mantella turchina. Ma esiste una semiologia anche per le uniformi. Ogni particolare, ogni colore, ogni numero ha un preciso significato da interpretare. Il numero due inscritto nella nappina del kepi indica l'appartenenza al 2º Battaglione Allievi (il 1° è quello di Napoli), i numeri 1,2, o 3 sulle spalline identificano l'anno di frequenza, lo stemma sul petto riporta il nome del corso.

Gli allievi qualificati indossano gradi d'argento sulle maniche: tre filetti con asola per il capocorso di battaglione, tre, due e un filetto rispettivamente per i capi scelti, gli scelti e gli istruttori. I capiclasse e i vicecapiclasse si fregiano rispettivamente di due e di una barretta d'argento.

L'allievo che per 120 giorni consecutivi non riporta né punizioni né insufficienze scolastiche è autorizzato a fregiarsi della "cifra di merito", un distintivo sulla manica costituito dal monogramma "RI" della Repubblica Italiana.

I cordoni che gli allievi esibiscono sul petto hanno anch'essi un preciso significato. All'alfiere spetta un cordone con i colori nazionali, per i due allievi di scorta alla bandiera il cordone è cremisi. La batteria tamburi, cui compete il compito di aprire lo sfilamento degli allievi e cadenzare il passo, è costituita da un mazziere (cordone argento e azzurro), trombe (cordone amaranto e oro), tamburini (cordone argento), tamburi imperiali (cordone oro e blu). La Guardia d'Onore ha il compito di rappresentare la scuola e, per i dieci allievi che la compongono, il cordone è oro.

Blasonatura dello stemma araldico[modifica | modifica wikitesto]

Lo scudo sannitico d'azzurro reca al centro un'aquila rostrata, armata d'oro e caricata in petto dallo scudo ellittico d'argento alla croce di rosso; alla base degli artigli una lista bifida di colore oro, riportante in caratteri maiuscoli neri il motto "ITERUM ALTE VOLAT". La corona turrita è di color oro.

Motti[modifica | modifica wikitesto]

Il motto della Scuola, dal 1935 al 1943, è stato "Osare e durare", mentre l'attuale motto, dalla riapertura nel 1996, è "Iterum alte volat", che significa "Ancora vola alta".

Sul muro dello scalone d'onore che porta alle aule è scritto "Ad vincendum Studium", che significa "Studio per vincere".

Sino a pochi anni fa, sui muri del passaggio tra il Cortile Giulio Cesare e il Cortile Primo Tricolore era scritto una frase tratta dal Vangelo di Matteo (5,37) "Sit autem sermo vester: 'est, est', 'non, non'" in latino da un lato e "ἔστω δὲ ὁ λόγος ὑμῶν ναὶ ναί, οὒ οὔ·" in greco dall'altro, ovvero "Il tuo dire sia dunque chiaramente un sì oppure un no!".

Ex allievi degni di nota[modifica | modifica wikitesto]

Membri di Famiglia Reale[modifica | modifica wikitesto]

Alte cariche dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Decorati[modifica | modifica wikitesto]

Medaglie d'oro al Valor militare

Medaglia d'Oro al Valor Aeronautico

Personalità civili[modifica | modifica wikitesto]

Offerta formativa[modifica | modifica wikitesto]

La Scuola Militare Teulié è una scuola superiore a ordinamento militare che comprende percorsi formativi di liceo classico e liceo scientifico a cui possono accedere, per concorso, ragazzi e ragazze a partire dai 15 anni, una volta completato il biennio nelle scuole civili di provenienza.

Attività sportive[modifica | modifica wikitesto]

Presso la Scuola Militare Teulié il nuoto è inserito nelle ore di di educazione fisica e praticato al mattino da tutti gli allievi.

Le seguenti discipline vengono praticate quali attività sportive pomeridiane extracurriculari, in sede o presso strutture esterne.

Il numero di allievi che pratica ogni sport è dettato, oltre che dalle desiderata personali, dalle possibilità tecniche, logistiche e infrastrutturali consentite dalle singole discipline. Lo scopo è quello di garantire a tutti i frequentatori l’esercizio di uno sport completo e formativo come il nuoto e offrire un’ampia e diversificata scelta per una seconda attività con la possibilità di praticarla per tre anni e raggiungere un adeguato livello di preparazione.

Ogni due anni gli allievi, assieme alle altre scuole militari, partecipano ai Giochi Sportivi Interscuole Militari.

La Scuola Militare "Teulié" ha vinto le competizioni del 2005 e del 2015.

Attività militari[modifica | modifica wikitesto]

I giovani allievi della Teulié, oltre alla normale attività di studio, svolgono attività militari quali:

  • Istruzione formale
  • Addestramento individuale al combattimento (A.I.C.)
  • Istruzione sulle armi e sul tiro
  • Difesa personale
  • Corso di primo soccorso

Per perfezionare e/o finalizzare l'addestramento si svolgono campi estivi nelle varie aree addestrative dell'Esercito Italiano, sovente degli Alpini.

Ammissione ai corsi[modifica | modifica wikitesto]

L'ammissione alla Scuola Militare "Teulié" avviene attraverso concorso ed è consentita esclusivamente agli studenti idonei a frequentare il 1° Liceo Classico o il 3° Liceo Scientifico.

A seguito del bando si invia domanda di iscrizione. Le fasi concorsuali si svolgono nel centro di reclutamento nazionale dell'esercito a Foligno: superato un test (questionario di tipo logico-deduttivo), i candidati sono sottoposti ad accertamenti sanitari e attitudinali nonché a prove di efficienza fisica. Questa fase concorsuale dura almeno cinque giorni ma ai concorrenti sarà di volta in volta comunicato, in base ai risultati degli esami/colloqui, se sono idonei o meno.

Alla fine degli accertamenti i concorrenti rimasti sono sottoposti alle prove di efficienza fisica, e i rispettivi risultati di questo esame fanno parte integrante della graduatoria finale. L'ultimo esame consta di un questionario (prova di cultura generale), dopo il quale si compilano le graduatorie e i candidati vincitori del concorso ricevono una lettera raccomandata con la data della convocazione.

Il ciclo di studi si completa con il conseguimento del relativo diploma di maturità e include, oltre alle materie scolastiche comuni a questi licei, anche dei corsi di lingua inglese, di informatica, di storia militare e di formazione finalizzati alla carriera militare.

Il distintivo tradizionale da ex-allievo[modifica | modifica wikitesto]

Distintivo tradizionale ex-allievi della Scuola Militare "Teulié"

Il distintivo a spillo metallico è a forma di aquila rostrata armata d'oro caricata in petto dallo scudo ellittico d'argento alla croce di rosso; alla base degli artigli una lista bifida di colore oro con inciso in nero "SCUOLA MILITARE TEULIÉ".[9]

Gli ex-allievi che hanno completato gli studi possono indossare la suddetta spilletta nel formato regolamentare sull'uniforme (qualora avessero proseguito con la carriera militare) o nel formato ridotto sulla giacca civile.

L'Associazione Nazionale Ex Allievi della Scuola Militare "Teulié"[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dell'Associazione Nazionale Ex-Allievi Scuola Militare Teulié.

Una volta conseguito il diploma, gli ex-allievi continuano a rimanere uniti dentro quella che per ognuno di essi rappresenta una vera e propria famiglia: l'Associazione Nazionale Ex-Allievi della Scuola Militare Teulié.

L'Associazione è presente su tutto il territorio nazionale con diverse delegazioni, generalmente corrispondenti alle regioni italiane, che organizzano spesso eventi e incontri per mantenere vivo il senso di appartenenza alla scuola.

Nel 1965 gli ex allievi dei corsi d'ante guerra si riunirono per celebrare il trentesimo anniversario di riapertura della Scuola e decisero la fondazione dell'Associazione Nazionale degli ex-allievi. Fra gli scopi statuari c'era quello di promuovere la riapertura dell'istituto, realizzata dopo altri 31 anni.

Gli ex-allievi della Scuola Militare di Roma, in base allo Statuto, hanno il diritto di aderire all'Associazione Nazionale Ex-Allievi della Scuola Militare "Teulié"[10].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Decorazioni alla Bandiera[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito
«Prestigioso istituto fondato dal generale Pietro Teulié, valoroso comandante di divisione delle armate d'Italia, mirabile ente formativo custode di profonde tradizioni risorgimentali, con oltre duecento anni di storia, si dimostrava, sin dagli esordi, esemplare prototipo di moderna pedagogia militare, evidenziando in ogni circostanza straordinarie qualità professionali. Capace di coniugare brillantemente l'apprendimento culturale dei giovani allievi con l'addestramento militare, fondava l'opera formativa ed educativa sull'insegnamento di alti valori, quali la lealtà, l'onore, la disciplina e l'amor di patria. Tali virtù, precipue e indispensabili per formare eccellenti soldati ed esemplari cittadini, venivano enfatizzate dalle 17 medaglie d'oro al valor militare meritate su tutti i campi di battaglia e dalle numerosissime medaglie d'argento e di bronzo concesse agli ex allievi. Fulgido esempio di alta professionalità e incomparabile dedizione alle istituzioni che ha contribuito in maniera determinante a elevare il lustro e il prestigio della Forza armata.»
— Milano, 18 febbraio 2007[11]

Riconoscimenti alla Scuola[modifica | modifica wikitesto]

Cittadinanza Onoraria della Città di Milano - nastrino per uniforme ordinaria Cittadinanza Onoraria della Città di Milano
«Nei suoi duecento anni di storia la Scuola Militare Teulié ha intessuto con la nostra città un legame indissolubile. L'istituto, sorto per volontà del Generale Pietro Teulié, di cui porta il nome, fu il primo ed è ancora oggi l'unico ente di istruzione militare per i cadetti di Milano. Nelle aule dell'edificio che sorge nel luogo anticamente denominato Borgo San Celso, presso Porta Ludovica, insegnò il patriota e intellettuale Silvio Pellico. Venne presentato da Ugo Foscolo, che era amico del Generale Teulié. Bastano questi nomi illustri per comprendere la valenza di quello che fu all'epoca il Reale Collegio degli Orfani Militari. Poi vennero le Cinque Giornate e il sodalizio degli studenti con i patrioti e con tutto il popolo milanese. Il collegio rappresenta un simbolo di libertà, di patriottismo, di volontà di unificazione nazionale. È una presenza importante per Milano perché concorre a formare cittadini consapevoli, con il senso dell'onore, del rispetto e con la volontà di operare per la pace.»
— Milano, 23 marzo 2002[12]
Premio Isimbardi della Provincia di Milano - nastrino per uniforme ordinaria Premio Isimbardi della Provincia di Milano
«Creata nel 1802 dal generale napoleonico Pietro Teuliè, come primo e unico ente di istruzione militare rivolto ad adolescenti a Milano, ha il compito di favorire la formazione morale, culturale e fisica dei giovani allievi, che accedono alla scuola per bando pubblico al termine del primo biennio del liceo classico o scientifico. A distanza di circa due secoli persegue con rigore e capacità le finalità costitutive, confrontandosi con la sfida dei nuovi saperi e adoperandosi per mettere gli allievi in grado di affrontare con successo la vita, sia nell'ambito delle istituzioni militari sia nelle altre professioni, avendo come riferimento i valori di pace e solidarietà dell’esercito repubblicano.»
— Milano, 2009[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ v. pag. 328, Maria Canella, Armi e nazione. Dalla Repubblica Cisalpina al Regno d'Italia (1797-1814), FrancoAngeli, 2009
  2. ^ v. pag. 328, Maria Canella, Armi e nazione. Dalla Repubblica Cisalpina al Regno d'Italia (1797-1814), FrancoAngeli, 2009
  3. ^ Tra gli educatori si ricorda Micurà de Rü della Val Badia
  4. ^ Le Cinque Giornate e la consegna del Primo Tricolore
  5. ^ Ferdinando Rusconi, 19 anni di vita d'un garibaldino, ovvero da Murazzone 1848 a Mentana 1867. Racconto Storico, Aneddotico e Popolare, Firenze 1870, pp. 7-13. A. Luzio.
  6. ^ Le Cinque Giornate di Milano nelle narrazioni di fonte austriaca, Roma 1899, pp. 82-83, 114-115.
  7. ^ Vedi Virgilio Ilari e Piero Crociani Le Scuole Militari Dell'Italia Napoleonica 1796-1815 in Storia militare del Regno italico, 2009 [1]
  8. ^ Marco Grasso, I cadetti di Milano.
  9. ^ Stato Maggiore dell'Esercito - Catalogo di distintivi autorizzati nella Forza Armata, Edizione 2012, p. 107. URL consultato il 17 giugno 2015.
  10. ^ Statuto dell'Associazione Nazionale Ex Allievi Scuola Militare Tulié, Art. 5, http://www.teuliex.com/Associazione/Statuto/statuto.php.
  11. ^ Medaglia di bronzo al Valore dell'Esercito alla Bandiera d'Istituto della Scuola Militare Teulié. URL consultato il 21 maggio 2015.
  12. ^ Premio Isimbardi alla Scuola Militare Teulié. URL consultato il 21 maggio 2015.
  13. ^ Premio Isimbardi alla Scuola Militare Teulié. URL consultato il 21 maggio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Grasso, I Cadetti di Milano, Proedi Editore, 2007, ISBN 978-88-89721-28-5.
  • A. Sacchetti Sassetti, Alberto Del Fante, C.A. Lumini, Il Risorgimento Italiano, Fratelli Bocca Editori, 1912.
  • Ferdinando Rusconi, 19 anni di vita d'un garibaldino, ovvero Da Murazzone 1848 a Mentana, Tipografia di Francesco Bencini Editore, 1870

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]