Liceo classico e scientifico Alessandro Volta

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Liceo Alessandro Volta
Liceovoltacomo.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàComo-Stemma.png Como
Indirizzovia Cesare Cantù 57
Organizzazione
TipoStatale
Ordinamento
  • Liceo classico
  • Liceo scientifico
Fondazione1773
PresideAngelo Valtorta [1]
Studenti635 (2013) [2]
Mappa di localizzazione
Sito web

Coordinate: 45°48′25.38″N 9°05′07.73″E / 45.80705°N 9.08548°E45.80705; 9.08548

Il Liceo Alessandro Volta è un liceo classico e scientifico di Como.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente l'edificio era un monastero di monache agostiniane, realizzato attorno al 1250. Trovò la sua massima espansione nel 1270, quando venne finanziato dalla famiglia Lucini, comasca, e dal vescovo Leone Lambertenghi. Esso permase sostanzialmente inalterato, subendo alcune modifiche solo attorno alla metà del XVI secolo. Nel 1573 venne infatti edificata la chiesa, dedicata a santa Cecilia, caratterizzata da una doppia aula: una per i fedeli e una per le monache di clausura.

Nel 1561 la Compagnia di Gesù dirigeva un collegio nel centro della città. Con la soppressione dell'ordine, nel 1773, il collegio fu trasformato nel Real Ginnasio di Como. Dal 1774 al 1778 fu guidato da Alessandro Volta, reggente degli studi e professore di fisica. Durante la Repubblica Italiana napoleonica, nel 1803, venne attivato un liceo come scuola subuniversitaria; dal 1810 il liceo assunse il nome di Liceo dipartimentale del Lario, avente per reggente il professor Giuseppe Abbiati.

I lavori di ristrutturazione del vecchio monastero, guidati dall'architetto ticinese Simone Cantoni, si svolsero a partire dal 1804, ma già nel 1805 le cifre vengono ridimensionate per necessità belliche. Egli assolse all'incarico di trasformare il monastero in edificio destinato alla scuola e alle istituzioni culturali. Nel 1811, fu costruita la biblioteca per raccogliere il patrimonio del Collegio dei Dottori e dal Collegio del Gesù. La facciata fu disegnata nel 1816 e alla sua morte, nel 1818, l'organizzazione della struttura non ancora ultimata fu affidata all'architetto Biagio Magistretti, anch'egli ticinese, che la portò a termine nel 1824.

Con il ritorno della Lombardia all'Austria, il ginnasio (1818) e il liceo (1824-1825) furono riformati. Gli studi duravano in totale otto anni: l'insegnamento del greco durava tre o quattro anni durante il ginnasio, mentre durante il liceo era facoltativo. Il ginnasio era guidato da un prefetto, mentre il liceo aveva un direttore proprio.

Nel 1851 si fusero ginnasio e liceo in un unico ginnasio liceale alle dipendenze di un solo direttore, mentre nel 1865 il liceo ginnasio fu intitolato all'antico reggente Alessandro Volta. Dopo la riforma Gentile del 1923, le classi del Ginnasio vennero raddoppiate. L'Annuario del liceo fu sospeso nel 1929 e ripreso nel 1974.[3]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La sede è in un edificio neoclassico progettato nel 1804 da Simone Cantoni, la struttura e alcuni ambienti al suo interno si rivelano di particolare interesse storico, architettonico e artistico. La facciata in stile neoclassico è sorretta da otto colonne in marmo cipollino, con basi e capitelli corinzi, prelevate dal battistero di san Giovanni in Atrio.

Nella parte superiore sono inseriti i busti di: Cecilio, Caninio Rufo, Gaio Plinio Secondo a sinistra; Gaio Plinio Cecilio, Paolo Giovio e Carlo Castone della Torre di Rezzonico a destra; sant'Abbondio, nel timpano della parte centrale; Innocenzo XI e Clemente XIII nella zona sottostante; infine, due figure intere rappresentati la religione e la filosofia.

L'atrio[modifica | modifica wikitesto]

L'atrio è connotato dal busto di Alessandro Volta, scolpito in marmo carrarese da Gaetano Monti nel 1834 e impostato su di un rocchio di colonna scanalata sovrastante un alto plinto parallelepipedo, secondo i progetti del Magistretti: il monumento è posto nella specchiatura della parete esterna della chiesa, laddove il progetto originario prevedeva una nicchia. Sul lato opposto fu collocato, nel 1923, un dinamico gruppo bronzeo, quale monumento ai liceali caduti nella prima guerra mondiale.

Di fronte all'entrata, il portone vetrato in asse con l'ingresso scherma la prosecuzione nel portico del chiostro, pensato dal Cantoni come "cannocchiale" per l'ulteriore uscita sull'orto botanico. Sul lato sinistro si trova lo scalone, coperto da una volta a botte, che conduce al primo piano: introdotto da una colonna di granito, oltre la quale termina un breve tratto di balaustra in pietra grigia di Viggiù – la stessa degli scalini – contro la parete che inquadra lo scalone con il muro di contenimento della chiesa.

La chiusura dello scalone fra le due pareti, non presentando soluzioni alternative, fu risolta su tre livelli: in basso con la colonna; a metà un pianerottolo; in cima una finestra. L'architetto scelse di collocare la finestra in asse rispetto allo scalone, rinunciando alla simmetria della campata sul cortile, tuttavia, il suo successore Biagio Magistretti, optò per una regolarizzazione sul cortile, disassando la finestra dallo scalone.

L'ex aula di fisica[modifica | modifica wikitesto]

L'ambiente è adibito a biblioteca scolastica e situato al primo piano dell'edificio, presso la presidenza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]