Ottavia Piccolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ottavia Piccolo nel 2011

Ottavia Piccolo (Bolzano, 9 ottobre 1949) è un'attrice italiana, occasionalmente impegnata nel campo del doppiaggio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Bolzano nel 1949, inizia giovanissima a calcare il palcoscenico: a 11 anni è Helen, la protagonista di Anna dei miracoli di William Gibson, per la regia di Luigi Squarzina: «Della bravura di Anna Proclemer non staremo a dire, e qui se ne ha autorevole conferma. La sorpresa ci è venuta invece da Ottavia Piccolo»[1]. Approfondisce la sua formazione artistica comparendo in televisione ne Le notti bianche, tratto da un racconto di Dostoevskij. Anche l'esordio cinematografico è importante: è una delle figlie del Principe di Salina ne Il Gattopardo di Luchino Visconti (1963).

Rodolfo Baldini e Ottavia Piccolo nel 1969

Nel 1964 conosce Giorgio Strehler, che la dirige ne Le baruffe chiozzotte e più tardi nel Re Lear shakespeariano. Altri suoi maestri saranno per il teatro Luca Ronconi e per il cinema Mauro Bolognini (Madamigella di Maupin). In Metello di quest'ultimo, tratto dal libro di Vasco Pratolini, la sua prova fu tale da meritare il Prix d'interprétation féminine al Festival di Cannes 1970[2], il Nastro d'Argento alla migliore attrice protagonista, un David Speciale ai David di Donatello 1970 e un Globo d'oro alla miglior attrice rivelazione.

Questo successo farà sì che l'attrice sia «adottata» dal cinema francese: sarà diretta, fra gli altri, da Claude Sautet e Pierre Granier-Deferre (L'evaso). Nel 1968 interpreta il ruolo della protagonista femminile in Serafino di Pietro Germi, al fianco di Adriano Celentano. L'anno successivo interpreta un ruolo secondario nella commedia Una su 13, con Vittorio Gassman, Sharon Tate, Orson Welles e Vittorio De Sica. Nel 1970 incide un 45 giri con Rodolfo Baldini, a cui è legata in quel periodo (dopo un flirt con Massimo Ranieri[3]).

Dalla metà degli anni settanta si concentrerà soprattutto sul teatro di Shakespeare, Pirandello, Alfieri e Hofmannsthal; ma sarà più nota al grande pubblico per l'apparizione in numerosi sceneggiati televisivi, soprattutto tratti da testi classici della letteratura mondiale: tra tutti, Il mulino del Po e La coscienza di Zeno con la regia di Sandro Bolchi, e La Certosa di Parma, con la regia di Bolognini.

Nello sceneggiato televisivo de Orlando Furioso, trasmesso nel 1975, la voce di Ottavia Piccolo è stata doppiata a causa di un imprevisto: l'attrice dimentica, in un albergo nel sud della Francia dove stava girando un film, il suo passaporto e, arrivata a Parigi, è costretta a rinunciare al volo e al lavoro di doppiaggio per l'adattamento televisivo[4]. Nel 1979 fu candidata alle Elezioni politiche nelle liste del PSI a Milano, ma ottenne solo 1.923 preferenze e non venne eletta[5].

Nel 1980 ha condotto il programma Visto da..., ideato da Enzo Marchetti e Stefano Jurgens, e trasmesso su Rai 3[6]. Tra il 1982 e il 1983 ha condotto insieme con Cristiano Minellono la trasmissione radiofonica Musica, musica, musica parole di..., trasmessa su Radio 1. Nel 1987 torna a recitare al cinema con La famiglia di Ettore Scola (premio Nastro d'argento) e con Da grande di Franco Amurri, a fianco di Alessandro Haber e Renato Pozzetto.

Negli anni novanta torna attiva in televisione sia in Italia, dove riscuoterà grande successo con Chiara e gli altri, telefilm in onda tra il 1989 e il 1991, che in Francia. Non lascerà però il teatro: sarà, ad esempio, Frosina ne L'avaro di Molière a fianco a Paolo Villaggio. Nel 1996, in occasione del Giffoni Film Festival, ha presentato insieme con Massimo Wertmüller La notte delle bugie[7]. Nel 1999, quando il Festival di Cividale del Friuli, Mittelfest, in collaborazione con l'Associazione Soroptimist, istituisce il Premio Adelaide Ristori, è lei ad aggiudicarsi la prima edizione.

Nel 2004 ha interpretato il ruolo di un'analista in Tu la conosci Claudia? con Aldo, Giovanni e Giacomo. Nel 2014 è stata nominata membro del corpo docente dell'Università Ca' Foscari dal rettore Carlo Carraro a Venezia[8][9]. Ottavia Piccolo ha anche lavorato saltuariamente come doppiatrice: ha prestato la voce ad esempio a Carrie Fisher nel ruolo di Leila Organa nei film della saga di Guerre stellari.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1974 ha sposato il giornalista Claudio Rossoni, dal quale un anno dopo ha avuto un figlio, Nicola.[10]

Nel 1987, su proposta di Bettino Craxi, venne inclusa tra i membri dell'Assemblea nazionale del PSI[11].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Ottavia Piccolo in una scena di Bubù (1971)

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Teatro (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

David di Donatello
Nastro d'argento
Globo d'oro
Festival di Cannes
Ciak d'oro

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vittorio Vecchi, Il Dramma, n. 291, dicembre 1960, p. 124
  2. ^ (EN) Awards 1970, festival-cannes.fr. URL consultato il 15 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2013).
  3. ^ Giuseppe Resta, Uffa, pubblicato su Ciao 2001, n° 48 del 24 dicembre 1969, pagg. 32-34.
  4. ^ dichiarazione rilasciata al sito www.formacinema.it Vedi domanda numero 3
  5. ^ Archivio Storico delle Elezioni – Camera del 3 Giugno 1979, in Ministero dell'interno. URL consultato il 25 gennaio 2016.
  6. ^ Rai.it, Teche Rai. URL consultato il 12 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2014).
  7. ^ Giffoni: il cinema dei ragazzi su Italia 1, in Corriere della Sera, 22 luglio 1996. URL consultato il 12 maggio 2012.
  8. ^ Honorary Fellowship a Ottavia Piccolo, Unive.it, 1º febbraio 2014. URL consultato il 5 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  9. ^ Alessandro Macciò, Ca' Foscari, omaggio a Ottavia Piccolo, Uninews24.it, 19 febbraio 2014. URL consultato il 5 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2015).
  10. ^ Ottavia Piccolo. Biografia e filmografia - Trovacinema, su trovacinema.repubblica.it. URL consultato l'11 febbraio 2019.
  11. ^ ORA SONO SALITI A 412 I MEMBRI ELETTI NELL'ASSEMBLEA DAL CONGRESSO DE, La Repubblica, 9 aprile 1987.
  12. ^ questa sera alla TV Tutta prosa (senza scampo) Dopo «Tv 7» e l'attualità il dramma di "Vivere Insieme" con Ottavia Piccolo, in Stampa Sera, 1º agosto 1969, p. 8 (archiviato dall'originale).
    «Alle 22 Vivere Insieme, la rubrica d'educazione civica e sociale curata da Ugo Sciascia, propone al dibattito il tema della responsabilità collettiva che non annulla, anche se può fornire una comoda scappatoia, quella dei singoli. Gli elementi sui quali impostare la discussione sono torniti da un originale televisivo di Gianpaolo Collegari, che ne ha curato anche la regìa. Si intitola La piramide senza vertice ... Ottavia Piccolo ...».
  13. ^ Enrico Lancia, Ciak d'oro 1986, su books.google.it. URL consultato il 1986.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN66677094 · ISNI (EN0000 0001 2137 5491 · SBN IT\ICCU\MILV\101632 · LCCN (ENnr97036606 · GND (DE106208568X · BNF (FRcb142159108 (data) · BNE (ESXX5203922 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-nr97036606