Clan Abbinante

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Abbinante
Aree di influenzaMarano di Napoli
Periodoanni 1990 - in attività
BossRaffaele Abbinante, Guido Abbinante
SottogruppiScissionisti di Secondigliano
AlleatiClan Bizzarro
Clan Maisto
Attivitàtraffico di droga
contrabbando
racket

Il clan Abbinante è un sodalizio camorristico operante nella zona nord di Napoli, più precisamente nell'area del Comune di Marano di Napoli.

Cenni Storici[modifica | modifica wikitesto]

Raffaele Abbinante, detto “Papele e Marano”, nasce come affiliato al clan Nuvoletta e poi diventato uno dei pochi uomini di fiducia del super latitante Paolo Di Lauro. Il 23 settembre 2002 fu colpito da due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Napoli per i delitti di: “associazione mafiosa finalizzata al traffico di stupefacenti ed al contrabbando di sigarette”.

I fratelli Abbinante, prima di passare con il gruppo degli "spagnoli", erano ritenuti dagli investigatori elementi di vertice del clan di spacciatori capeggiato da Paolo Di Lauro.

Tra le celle del carcere di Poggioreale e nelle camere di sicurezza del Palazzo di Giustizia i fratelli parlavano tra di loro e decidevano il da farsi, per questo motivo, dopo le dichiarazioni del pentito Maurizio Prestieri, si è deciso di passare i detenuti al regime del 41bis.

Il giovane Francesco, figlio di Raffaele, condannato a 14 anni per traffico internazionale di stupefacenti, era considerato un elemento di spicco del Clan Di Lauro nei primi anni del 2000 prima di schierarsi con gli Scissionisti. Si nascondeva in un appartamento di un parco residenziale in via Fava, a Marano, con la moglie e i tre figli. I carabinieri, che controllavano i movimenti dei familiari, avevano notato l'arrivo di 5 cartoni di pizza per una famiglia composta da 4 elementi. La mattina dopo una ventina di militari circondarono l'abitazione e fecero irruzione iniziando la perquisizione all'interno dell'abitazione. Insospettiti dal notevole peso del divano, i militari lo ispezionarono nei minimi dettagli: lui era lì che si nascondeva.

Guido Abbinante, 51 anni, era ricoverato con una falsa identità (Costantino Castaldo) in una clinica di Maddaloni[1] nel casertano per accertare alcuni problemi cardiaci, secondo la Direzione distrettuale antimafia, è il mandante di uno dei cinquanta e più omicidi che hanno insanguinato la città durante la faida con il clan rivale Di Lauro. Il ricercato era sfuggito ad un blitz, a Marano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]