Clan Perrella

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Clan Perrella
Nomi alternativiCutolo
Area di origineRione Traiano
Aree di influenzaZona sud-ovest di Napoli
PeriodoAnni 1980 - anni 2019
BossMario Perrella, Nunzio Perrella, Salvatore Cutolo, Gennaro Carra
SottogruppiFamiglia Pietroluongo, Famiglia Ostinato
AlleatiClan Puccinelli
RivaliClan Puccinelli Ex rivale
Attivitàtraffico di rifiuti
spaccio di droga
traffico di droga
Appalti
PentitiGennaro Carra
Mario Perrella
Nunzio Perrella
Antonio Buonocore

Il clan Perrella/Cutolo è stato un sodalizio camorristico operante sul territorio del Rione Traiano nella città di Napoli. Il clan è stato indebolito grazie a numerosi operazioni di polizia, con il blitz del 2019 in cui ha portato in carcere 21 persone legate al clan, e un altro il 12 maggio scorso dove sono state arrestate 13 persone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il clan Perrella si consolidò a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta, a seguito della scissione con il clan Puccinelli che portò a scontri violenti e omicidi fra le due famiglie.[1][2]

Mario Perrella, capo storico del clan, è stato molto attivo nel traffico di droga e di armi, prima di essere arrestato.[3] Il suo fratello Nunzio, anche lui affiliato al clan tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, è stato arrestato nel 1992 e diventato collaboratore di giustizia, aiutando la magistratura a indagare sullo smaltimento illecito dei rifiuti.[3] Infatti, Nunzio Perrella è stato il primo boss pentito di camorra a raccontare del traffico illecito di rifiuti.[4]

Cristina Pinto, braccio destro di Mario Perrella, è stata considerata una delle più note donne killer della malavita di Napoli. Soprannominata lady Camorra, Pinto inizia la sua carriera criminale nel 1985, è stata la guardia armata del boss Mario, ma si occupava anche di curare la base logistica dei principali attentati contro il clan Puccinelli. Secondo Cristina, i membri del clan erano addestrati come dei militari e le regole principali erano ubbidienza, silenzio e lealtà alla camorra. Per lei, tutto è cambiato quando è nata la sua figlia, fu allora che si rese conto che non poteva fare crescere la sua bambina in questo mondo, ma era troppo tardi, la lady Camorra è stata arrestata nel 1992. Secondo gli inquirenti, Cristina ha partecipato almeno a tre agguati. Nel 2014, dopo 22 anni di carcere, Cristina Pinto è tornata in libertà.[5][6][7]

Secondo le relazioni della Direzione distrettuale antimafia, il clan Perrella, da molto tempo, non figura più tra le organizzazioni presenti nel territorio del Rione Traiano, infatti, i Perrella furono sostituiti, dai Cutolo con a capo Salvatore Cutolo alias “Borotalco”. Dopodiché venne arrestato nel 2007 ed attualmente detenuto in regime di 41 bis, le redini del clan passarono poi a suo genero Gennaro Carra alias “Genny” che guidò il clan fino al 2019, anno in cui fu tratto in arresto e nell'agosto dello stanno anno decise di passare dalla parte dello stato.

Persone legate al clan[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Perrella, boss storico, arrestato all'inizio degli anni Novanta, ora collaboratore di giustizia.
  • Nunzio Perrella, fratello di Mario, arrestato nel 1992, ora collaboratore di giustizia.
  • Cristina Pinto, braccio destro di Mario, arrestata nel 1992.[8]
  • Antonio Buonocore, affiliato, arrestato nel 1987, ora collaboratore di giustizia
  • Vincenzo Perrella, cugino di Mario, fratello di Pasquale, ucciso a rione Traiano nel 2007.
  • Salvatore Cutolo, detenuto dal 2007 in regime di 41 bis
  • Gennaro Carra genero del boss Cutolo, arrestato nel 2019 ora collaboratore di giustizia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alessandro Iacuell, Le vie infinite dei rifiuti. Il sistema campano, edizioni Rinascita, 2008
  2. ^ Al Grand Hotel della Camorra, su ricerca.repubblica.it.
  3. ^ a b Inchiesta rifiuti, chi è Nunzio Perrella: da boss pentito a infiltrato per Fanpage.it, su Fanpage. URL consultato il 4 dicembre 2019.
  4. ^ Chi è Nunzio Perrella, ex pentito e ras dello smaltimento illegale dei rifiuti in Campania, su Voce di Napoli, 16 febbraio 2018. URL consultato il 4 dicembre 2019.
  5. ^ «Ho scelto la camorra invece che la vita», su VanityFair.it, 25 giugno 2016. URL consultato il 13 dicembre 2019.
  6. ^ Cristina Pinto, su Camorriste.net. URL consultato il 13 dicembre 2019.
  7. ^ La storia di Cristina Pinto, conosciuta da tutti come "Nikita": da killer a pescatrice, su Voce di Napoli, 12 gennaio 2018. URL consultato il 13 dicembre 2019.
  8. ^ ARRESTATA LA KILLER DELLA MALANAPOLI - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 13 dicembre 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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