Clan Perrella

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Clan Perrella
Area di origineRione Traiano
Aree di influenzaZona sud-ovest di Napoli
PeriodoAnni 1980 - anni 2000
BossMario Perrella
Nunzio Perrella
RivaliClan Puccinelli
Attivitàtraffico di rifiuti
spaccio di droga
traffico di droga
Appalti

Il clan Perrella è stato un sodalizio camorristico operante sul territorio del Rione Traiano nella città di Napoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il clan Perrella si consolidò a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta, a seguito della scissione con il clan Puccinelli che portò a scontri violenti e omicidi fra le due famiglie.[1][2]

Mario Perrella, capo storico del clan, è stato molto attivo nel traffico di droga e di armi, prima di essere arrestato.[3] Il suo fratello Nunzio, anche lui affiliato al clan tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, è stato arrestato nel 1992 e diventato collaboratore di giustizia, aiutando la magistratura a indagare sullo smaltimento illecito dei rifiuti.[3] Infatti, Nunzio Perrella è stato il primo boss pentito di camorra a raccontare del traffico illecito di rifiuti.[4]

Cristina Pinto, braccio destro di Mario Perrella, è stata considerata una delle più note donne killer della malavita di Napoli. Soprannominata lady Camorra, Pinto inizia la sua carriera criminale nel 1985, è stata la guardia armata del boss Mario, ma si occupava anche di curare la base logistica dei principali attentati contro il clan Puccinelli. Secondo Cristina, i membri del clan erano addestrati come dei militari e le regole principali erano ubbidienza, silenzio e lealtà alla camorra. Per lei, tutto è cambiato quando è nata la sua figlia, fu allora che si rese conto che non poteva fare crescere la sua bambina in questo mondo, ma era troppo tardi, la lady Camorra è stata arrestata nel 1992. Secondo gli inquirenti, Cristina ha partecipato almeno a tre agguati. Nel 2014, dopo 22 anni di carcere, Cristina Pinto è tornata in libertà.[5][6][7]

Secondo le relazioni della Direzione distrettuale antimafia, il clan Perrella, da molto tempo, non figura più tra le organizzazioni presenti nel territorio del Rione Traiano, infatti, i Perrella furono sostituiti dai clan Puccinelli, Petrone e Cutolo.[8][9]

Persone legate al clan[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Perrella, boss storico, arrestato all'inizio degli anni Novanta, ora collaboratore di giustizia.
  • Nunzio Perrella, fratello di Mario, arrestato nel 1992, ora collaboratore di giustizia.
  • Cristina Pinto, braccio destro di Mario, arrestata nel 1992.[10]
  • Antonio Buonocore, affiliato, arrestato nel 1987, ora collaboratore di giustizia.[2]
  • Pasquale Perrella, cugino di Mario, fratello di Vincenzo, ucciso in un conflitto a fuoco con i carabinieri nel 2005.[11]
  • Vincenzo Perrella, cugino di Mario, fratello di Pasquale, ucciso a rione Traiano nel 2007.[11]
  • Salvatore Puccinelli, boss rivale, ex capo clan di rione Traiano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alessandro Iacuell, Le vie infinite dei rifiuti. Il sistema campano, edizioni Rinascita, 2008
  2. ^ a b Al Grand Hotel della Camorra, su ricerca.repubblica.it.
  3. ^ a b Inchiesta rifiuti, chi è Nunzio Perrella: da boss pentito a infiltrato per Fanpage.it, su Fanpage. URL consultato il 4 dicembre 2019.
  4. ^ Chi è Nunzio Perrella, ex pentito e ras dello smaltimento illegale dei rifiuti in Campania, su Voce di Napoli, 16 febbraio 2018. URL consultato il 4 dicembre 2019.
  5. ^ «Ho scelto la camorra invece che la vita», su VanityFair.it, 25 giugno 2016. URL consultato il 13 dicembre 2019.
  6. ^ Cristina Pinto, su Camorriste.net. URL consultato il 13 dicembre 2019.
  7. ^ La storia di Cristina Pinto, conosciuta da tutti come "Nikita": da killer a pescatrice, su Voce di Napoli, 12 gennaio 2018. URL consultato il 13 dicembre 2019.
  8. ^ Luigi Moccia, Camorra come una piovra, i nomi di chi ha le mani su Fuorigrotta, Pianura e Soccavo, su InterNapoli.it, 2 novembre 2019. URL consultato il 16 dicembre 2019.
  9. ^ Camorra: ecco le famiglie che dominano in Campania, su L'Occhio di Salerno, 27 ottobre 2014. URL consultato il 16 dicembre 2019.
  10. ^ ARRESTATA LA KILLER DELLA MALANAPOLI - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 13 dicembre 2019.
  11. ^ a b Agguato contro un nuovo boss - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 13 dicembre 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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