Clan Lubrano-Ligato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Lubrano-Ligato
Nomi alternativiClan Lubrano
Clan Ligato
Area di originePignataro Maggiore
Aree di influenzaPignataro Maggiore
e zone limitrofe
Periodo1965 – in attività
BossVincenzo Lubrano
AlleatiClan Nuvoletta
Clan Orlando
Clan Polverino
Clan dei Corleonesi (estinto)
RivaliClan dei Casalesi
Attivitàracket
traffico di droga
corruzione
omicidio

Il clan Lubrano-Ligato è un sodalizio camorristico, operante nel territorio del comune di Pignataro Maggiore, nella provincia di Caserta. Attualmente, secondo le indagini, solo la fazione dei Ligato è ancora attiva all'interno del clan. Il pentito Abate, collaboratore di giustizia, ed il capoclan Ligato, a cavallo tra gli anni '70 e 90, commisero 477 omicidi, per ordine della Banda della Magliana, la Cosa nostra e il Clan Nuvoletta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il clan è stato fondato nel 1965 da Vincenzo Lubrano. Lubrano, consuocero dell'allora potente boss di Marano di Napoli, Lorenzo Nuvoletta, ha sempre mantenuto stretti rapporti con i Nuvoletta e, attraverso di loro, ha iniziato a intrattenere rapporti con Cosa nostra, in particolare con Totò Riina ed i Corleonesi.[1][2] Gaetano Lubrano, fratello di Vincenzo, è stato un consigliere molto ascoltato dei fratelli Nuvoletta.[3]

I rapporti tra la famiglia Lubrano e i corleonesi erano così stretti che Riina partecipò da latitante al matrimonio di Gaetano Lubrano, in compagnia di altri mafiosi come Leoluca Bagarella e Giuseppe Calò.[4]

Vincenzo Lubrano è stato descritto dai media come un potente e sanguinario boss, che insieme al boss di Cosa Nostra Giuseppe Calò, fu condannato all'ergastolo per l'omicidio di Franco Imposimato, avvenuto nel 1983.[5]Oltre ai rapporti storici con i Nuvoletta, la famiglia Lubrano è stata anche molto vicina agli Orlando, e secondo le indagini, i figli di Gaetano Lubrano, Armando, Raffaele e Vincenzo, sarebbero i principali fiduciari del boss Antonio Orlando.[3]

I Ligato, all'inizio un sottogruppo dei Lubrano, iniziarono a guadagnare spazio all'interno dell'organizzazione, dopo la caduta di gran parte dei vecchi capi. Il boss storico dei Ligato è Raffaele Ligato, nato nel 1948, e attualmente in regime del 41-bis. Dopo il suo arresto il clan fu comandato dai suoi due figli, Antonio Raffaele Ligato e Felicia Ligato.[6] Infatti, gli inquirenti considerano la famiglia Ligato erede del clan storico Lubrano.[7]

Fatti storici[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2002, il Clan dei Casalesi ha ucciso Raffaele Lubrano, figlio di Vincenzo. Secondo gli inquirenti, l'omicidio è stato deciso dalla fazione Schiavone per riaffermare la supremazia dei Casalesi.[8]
  • Il 4 settembre 2007, all'ospedale di Caserta, è morto a 69 anni il capo del clan, Vincenzo Lubrano, dopo una lunga malattia e durante gli arresti domiciliari.[9]
  • Il 16 luglio 2018, il Gip del Tribunale di Napoli ha condannato i fratelli Giuseppe e Gaetano Lubrano, figli di Vincenzo, per minacce e violenza privata nei confronti del giornalista Salvatore Minieri.[10]
  • A cavallo fra gli anni '70 e '80, il pentito Abate ed il capoclan, commisero precisamente 477 omicidi, per ordine della banda della Magliana e Cosa Nostra.
  • il braccio destro dei Ligato, Fabio de Gennaro, nell'anno 2019 fu protagonista di una protesta nel carcere di Secondigliano, accoltellando un secondino. È stato, secondo i collaboratori, uno dei più sanguinosi killer della batteria Lubrano-Ligato sin dagli anni 2000.
  • Il 27 maggio 2020, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, a carico di Francesco “Cicciariello” Schiavone del Clan dei Casalesi per essere il mandante dell'omicidio di Raffaele Lubrano, figlio di Vincenzo, avvenuto nel 2002.[11]
  • Il 18 maggio 2021, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale del Riesame di Napoli, a carico di altre 4 persone del Clan dei Casalesi per l'omicidio di Raffaele Lubrano, figlio di Vincenzo, avvenuto nel 2002.[12]

Fatti recenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo gli ultimi rapporti della Direzione Investigativa Antimafia, il clan Ligato, attraverso le nuove generazioni ha saputo ricostituire una stabile struttura organizzativa, con suddivisione dei ruoli, allo scopo di monopolizzare il mercato delle sostanze stupefacenti a Pignataro Maggiore.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Clan Lubrano-Ligato controllo totale sul paese: bavaglio a un giornalista - Corriere del Mezzogiorno, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it. URL consultato il 29 aprile 2020.
  2. ^ Fu il boss mafioso “don” Vincenzo Lubrano a volere nel 2003 la cacciata di Enzo Palmesano dal “Corriere di Caserta”, su Telejato, 12 gennaio 2015. URL consultato il 29 aprile 2020.
  3. ^ a b Da Marano a Pignataro Maggiore: la storia dei clan Lubrano, Nuvoletta e Orlando nell'ordinanza cautelare che ha portato all'azzeramento della storica mafia dell'area a nord di Napoli | Caleno24ore, su caleno24ore.it. URL consultato il 29 aprile 2020.
  4. ^ Riina e quel filo diretto coi boss casertani. Da latitante veniva anche ai matrimoni, su CasertaNews. URL consultato il 29 aprile 2020.
  5. ^ STORIE DI MALA A PIGNATARO. Cosa Nostra, Magliana e Nuova Famiglia: sull’asse Pippo Calò, Diotallevi, Lubrano e l’omicidio di Franco Imposimato, su CasertaCE, 25 agosto 2018. URL consultato il 29 aprile 2020.
  6. ^ Caserta, scacco al clan Ligato: eseguite sei misure cautelari, su ilmattino.it. URL consultato il 29 aprile 2020.
  7. ^ Camorra, arrestate 18 persone ritenute ai vertici del clan Ligato di Pignataro Maggiore, su Napoli Fanpage. URL consultato il 29 aprile 2020.
  8. ^ Camorra, omicidio Lubrano: cinque ordinanze di custodia cautelare, su NapoliToday. URL consultato il 29 aprile 2020.
  9. ^ Muore Vincenzo Lubrano: foto esclusive, su CasertaNews. URL consultato il 29 aprile 2020.
  10. ^ Figli boss Lubrano condannati per minacce a cronista – Ossigeno per l'informazione, su ossigeno.info. URL consultato il 29 aprile 2020.
  11. ^ Camorra, uccisione Raffaele Lubrano: 'Cicciariello' Schiavone mandante dell’omicidio – LaRampa.it, su larampa.it. URL consultato il 27 maggio 2020.
  12. ^ Zagaria e Caterino mandanti dell'omicidio Lubrano: 4 arresti dopo 19 anni – LaRampa.it, su larampa.it. URL consultato il 18 maggio 2021.
  13. ^ Direzione Investigativa Antimafia, su direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it. URL consultato il 29 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2019).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

  Portale Napoli: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Napoli