Antonio Spavone

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Antonio Spavone

Antonio Spavone (Napoli, 15 maggio 1926Napoli, 5 maggio 1993) è stato un mafioso italiano, fu uno dei più noti capi della camorra precutoliana. È considerato il primo vero capo della camorra napoletana.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un pescatore, sin dall'infanzia subisce il fascino della banda del fratello Carmine, dedita al contrabbando di sigarette.[2]

Nel 1945, durante il banchetto nuziale di sua sorella Maria, uccide Giovanni Mormone per vendicare il fratello. Le tredici coltellate inflitte al boss rivale gli danno immediatamente grande prestigio all'interno degli ambienti malavitosi; da quel momento eredita il nomignolo che era stato del fratello Carmine e del nonno Ciro, 'O malommo, diventando uno dei boss più potenti della camorra.[2]

L'alluvione del 1966 a Firenze[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dell'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, si distingue per diversi atti di eroismo compiuti nel carcere cittadino: salva dall'annegamento tre compagni di cella, due agenti di custodia e la figlia del direttore del carcere delle Murate.[2] Inoltre poiché tra gli sfollati del carcere c'erano delle donne, nel clima di paura e tensione le difende affinché non subiscano violenze da parte di carcerati più efferati (attualmente c'è qualche fonte al riguardo, si trova nel filmato Rai dedicato all'alluvione di Firenze, reperibile sulla sezione " la storia siamo noi")[3]. Per il suo altruismo verrà graziato dal Presidente Giuseppe Saragat.[4]

L'arresto e il tentato omicidio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976 subisce un agguato riesce a sopravvivere anche se il volto gli rimarrà fortemente deturpato, tanto da essere sottoposto a decine di interventi di chirurgia plastica negli USA.

Il rilascio e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Ritorna a Napoli nel 1979, nel 1984 viene accusato da diversi pentiti di essere legato alla Nuova Famiglia, fazione che uscirà vittoriosa dalla guerra con la NCO di Raffaele Cutolo, verrà poi scagionato da ogni accusa, la corte riconobbe la sua estraneità e lo assolse.

Muore a Napoli nel 1993 nella sua casa nel quartiere Vasto-Arenaccia colpito da un cancro.[5].

Il mistero dell'agguato[modifica | modifica wikitesto]

Ad oggi non sono mai stati condannati i mandanti del tentato omicidio di Spavone, le ipotesi più accreditate nel corso dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli furono due, anche se non hanno mai trovato un vero e proprio riscontro oggettivo, ovvero Michele Zaza detto 'o pazzo, contrabbandiere napoletano e capostipite di quello che diventerà poi il clan Mazzarella e Raffaele Cutolo in quegli anni in piena ascesa criminale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M. Jouakim,'O Malommo. Dossier Antonio Spavone, boss n. 1 della mafia napoletana, Napoli, Pironti, 1979
  2. ^ a b c Bruno De Stefano, I boss della camorra, Roma, Newton Compton Editori, settembre 2010, ISBN 978-88-541-2174-4.
  3. ^ RAI TV, Firenze 1966 - L'alluvione, su lastoriasiamonoi.rai.it. Spavone dal minuto 25
  4. ^ Copia archiviata (PDF), su prixcmca.org. URL consultato il 26 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 18 novembre 2008).
  5. ^ Rolls Royce bianca per l'ultimo saluto a " O' malommo "

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Jouakim,'O Malommo. Dossier Antonio Spavone, boss n. 1 della mafia napoletana, Napoli, Pironti, 1979
  • G. Marrazzo, Il camorrista: vita segreta di don Raffaele Cutolo, Pironti, 2005
  • B. De Stefano, I boss della camorra, Newton Compton Editori, 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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