Clan Russo di Nola

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Russo
Area di origineNola
Aree di influenzaCampania
Periodoanni 1970 - in attività
BossPasquale Russo
Salvatore Russo
AlleatiClan Cava
Clan Fabbrocino
Clan Alfieri (estinto)
Clan dei corleonesi
Clan Moccia
Clan Mazzarella
Clan Ruocco-Somma
Clan Ianuale
RivaliClan Graziano
AttivitàRiciclaggio di denaro
Traffico di droga
Corruzione
Gestione degli appalti
Estorsione
Infiltrazione nella pubblica amministrazione

Il clan Russo è un sodalizio camorristico operante sul territorio della città di Nola.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il clan viene fondato e retto per lungo tempo e fino alla data del loro arresto dai due fratelli Pasquale[1] e Salvatore[2], criminali spietati e con un'importante rete di alleanze da anni presenti nell'elenco dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia. I Russo, già luogotenenti di Carmine Alfieri hanno, dopo la sua fine, sostituto il clan Alfieri, in cui avevano militato. Oggi il clan Russo, ancorché mutilato dei vertici ed alle prese con problemi di natura strutturale, risulta ancora attivo nei comuni dove ha sempre comandato.

Secondo gli inquirenti, dopo l'arresto di tutti i vecchi boss dell'organizzazione, il clan è gestito dalla nuova generazione dei Russo, che avrebbe cominciato a seguire un piano per allargarsi fino a San Giuseppe Vesuviano, una volta territorio del clan Fabbrocino. La nuova gestione del clan ha anche stretto un'alleanza con il clan Mazzarella di Napoli.[3]

Operazioni più significative contro il clan[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio dell'anno 2007, una retata anticamorra ha condotto all'arresto di cento persone collegate a più clan operanti nel Nolano, tra cui quello dei Russo. In manette, nel corso dell'operazione, è finito anche Michele Russo, figlio del superboss Salvatore Russo, all'epoca dei fatti ancora latitante [4] [5].

Nel marzo del 2008 è stato assestato un duro colpo al clan con l'arresto di tre affiliati, tra cui Francesco Russo, figlio del boss Salvatore, e con il sequestro di beni per 300 milioni di euro[6].

Il 31 ottobre 2009 viene arrestato Salvatore Russo[7] latitante dal 1994 e tra i 10 più pericolosi criminali italiani. Il giorno seguente, 1º novembre, stessa sorte anche per il fratello Pasquale Russo[8] latitante dal 1993.

Il 13 gennaio 2012 sono stati sequestrati 110 milioni di euro al clan dei fratelli Russo. I provvedimenti di sequestro, infatti, sono stati eseguiti anche in città come Milano, Torino, Firenze (dove sono stati sequestrati numerosi rapporti bancari), Roma e Viterbo dove, invece, è stata sequestrata una grande azienda agricola. Sigilli a ville, appartamenti, supermercati e imprese. Bloccati anche numerosi conti correnti intestati a prestanome. [9]

Il 20 maggio 2019 è stato arrestato Antonio Russo, figlio del boss Pasquale.[10]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]