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Carcere di Opera

Coordinate: 45°23′47.04″N 9°12′16.02″E
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Casa di reclusione di Milano-Opera
Altri nomiCarcere di Opera
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneLombardia
LocalitàMilano
Indirizzovia Camporgnago, 40
Coordinate45°23′47.04″N 9°12′16.02″E
Informazioni generali
Condizioniin uso
Costruzioneanni ottanta
Inaugurazione1987
Usocasa di reclusione
Realizzazione
ProprietarioMinistero della giustizia

La casa di reclusione di Milano-Opera, nota come carcere di Opera, è un istituto penitenziario italiano aperto nel 1987, con ingresso in via Camporgnago 40 a Milano[1], sebbene la struttura ricada in parte anche nel territorio comunale di Opera (MI). Dispone di 918 posti regolamentari e nel settembre 2026 ospitava circa 1.400 detenuti;[1] il suo reparto per i detenuti sottoposti al regime dell'articolo 41-bis è il secondo in Italia per numero di detenuti, dopo quello della casa circondariale dell'Aquila.[2]

L'istituto è stato costruito negli anni ottanta ed è entrato in funzione nel 1987.[1][3][4]

All'esterno del muro di cinta sorge un edificio a pianta cubica destinato ad aula bunker per i processi di criminalità organizzata. Deciso a metà degli anni novanta dai vertici degli uffici giudiziari milanesi, il progetto è rimasto incompiuto per decenni. Nel 2015 il Giornale stimava in oltre 11 milioni di euro la spesa già sostenuta e segnalava che la strada di accesso autonoma prevista verso via Paolo Borsellino non era mai stata realizzata: l'aula sarebbe quindi raggiungibile solo attraversando il carcere. Sulla vicenda la Corte dei conti aveva aperto un procedimento per danno erariale.[5] Nel luglio 2021, a venticinque anni dall'avvio del progetto, il cantiere risultava ancora aperto, con almeno 12 milioni di euro stanziati e un ulteriore finanziamento di un milione e mezzo.[6]

Il piano straordinario per l'edilizia penitenziaria del 2013 prevedeva a Opera un nuovo padiglione da 400 posti.[7] Alla fine del 2018 il cantiere era fermo per il fallimento dell'impresa appaltatrice;[3] nel giugno 2022 l'edificio risultava quasi completato ma non ancora aperto[8] e nel febbraio 2026 il Ministero della giustizia ne indicava in corso il collaudo, con una capienza di 392 posti.[9]

Il complesso è articolato in due reparti detentivi principali con pianta a T, ciascuno di quattro piani con tre sezioni da 25 celle per piano, per circa 300 celle a reparto. Vi si affiancano una sezione per i detenuti semiliberi e ammessi al lavoro all'esterno, il centro diagnostico-clinico, un'ala di isolamento e il reparto riservato ai detenuti in regime di 41-bis.[3] Il primo reparto ospita i circuiti di alta sicurezza (AS1 e AS3), la sezione di accoglienza per i nuovi giunti, un piano a sorveglianza particolare. Vi si trovano anche le due sezioni a celle singole del «Progetto Vela», un programma trattamentale a regime aperto rivolto a detenuti tossicodipendenti, per un totale di 50 posti. Il secondo reparto è interamente destinato alla media sicurezza ed è organizzato secondo il modello della vigilanza dinamica.[3][8] Secondo la direzione, l'istituto dispone di un teatro, quattordici laboratori, due palestre, due biblioteche, quattro luoghi di culto e un campo sportivo.[4]

Popolazione detenuta

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La casa di reclusione ospita prevalentemente detenuti con condanna definitiva e pene residue superiori ai cinque anni.[1] Al 1º settembre 2026 i detenuti presenti erano 1.378, a fronte di una capienza regolamentare di 918 posti (10 dei quali non disponibili).[1] Il sovraffollamento dura da anni: 1.337 presenti su 918 posti nel dicembre 2018,[3] 1.241 su 901 nel luglio 2022. A quella data la popolazione era così ripartita per circuito: 803 detenuti in media sicurezza, 57 in alta sicurezza 1, 189 in alta sicurezza 3, 101 al 41-bis, 56 ammessi al lavoro all'esterno e 19 semiliberi; gli stranieri erano 316.[8] Al 30 giugno 2026 il personale in servizio contava 545 agenti di polizia penitenziaria su 628 previsti, 38 amministrativi su 54 e 17 educatori su 22.[1]

Il reparto 41-bis è, per numero di detenuti, il secondo in Italia dopo quello dell'Aquila: vi erano detenute 96 persone nel dicembre 2018,[3] 95 al 31 ottobre 2022, su 728 in tutto il paese,[10] e 99 al 9 novembre 2025, contro le 148 dell'Aquila.[2]

L'istituto dispone di un centro clinico (servizio di assistenza intensificata) con ambulatori specialistici e un presidio medico attivo 24 ore su 24, organizzato su tre turni, uno dei quali dedicato al centro clinico e al reparto 41-bis.[8] Sia l'Associazione Antigone (2018) sia l'Osservatorio carcere dell'Unione delle camere penali (2022) hanno rilevato il sottoutilizzo delle strutture sanitarie e la carenza di specialisti: nel 2022 erano coperti 11 dei 18 posti di medico di reparto e veniva erogata circa la metà delle 450 ore mensili di assistenza psichiatrica previste.[3][8]

Lavoro e istruzione

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Nel giugno 2022 i detenuti impegnati in attività lavorative erano 410, di cui 288 alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria e 55 per imprese e cooperative esterne.[8] Nel 2024 il Giornale riferiva di oltre 500 detenuti al lavoro nei laboratori interni, tra cui un'officina che assembla decoder e cavi per Sky con una produzione di circa 500.000 pezzi l'anno, una sartoria e un panificio.[11] Dal 2023 è attiva all'interno dell'istituto una scuola edile, nata da un protocollo tra l'amministrazione penitenziaria, Assimpredil Ance, i sindacati di categoria e la Fondazione Don Gino Rigoldi: nei primi tre anni l'hanno frequentata circa 80 detenuti, 37 dei quali sono stati poi assunti in cantieri esterni.[12]

Sul piano dell'istruzione funzionano tre indirizzi di scuola secondaria superiore e corsi universitari in collaborazione con gli atenei milanesi (Statale, Bocconi e Bicocca);[8][4] nel 2024 gli studenti universitari erano 107, quaranta dei quali al 41-bis.[11]

Attività e progetti

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Dal 2008 è attivo il laboratorio di lettura e scrittura Leggere libera-mente, ideato dalla psicologa Barbara Rossi con due operatori penitenziari e gestito dall'associazione Cisproject: partito con tre ore settimanali di lettura, è cresciuto fino a 22 ore di laboratori di scrittura creativa, giornalistica e autobiografica, ha coinvolto nel tempo oltre 400 detenuti e pubblica il giornale In corso d'Opera, premiato con l'Ambrogino d'oro.[13]

Sempre dal 2008 lavora nell'istituto il Gruppo della Trasgressione, fondato dallo psicologo Angelo Aparo e presente anche a San Vittore e a Bollate:[14] riunisce detenuti, ex detenuti, studenti universitari e familiari di vittime della criminalità in incontri settimanali di riflessione sui percorsi che conducono al reato, porta i detenuti nelle scuole per progetti di prevenzione del bullismo e delle tossicodipendenze e, attraverso la cooperativa sociale Trasgressione.net, offre occasioni di lavoro all'esterno come la vendita di frutta e verdura a mercati e ristoranti milanesi.[15] Il gruppo cura inoltre spettacoli teatrali e i concerti della Trsg.band sulle canzoni di Fabrizio De André.[16]

Dal dicembre 2008 lavora nel carcere la compagnia teatrale Opera Liquida, fondata e diretta da Ivana Trettel, che mette in scena spettacoli originali costruiti a partire dai testi dei detenuti.[17][4]

Tra la fine del 2015 e l'inizio del 2016 la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, presieduta da Arnoldo Mosca Mondadori, ha avviato a Opera il laboratorio di produzione di ostie Il senso del Pane, inizialmente con tre detenuti assunti con regolare contratto; le particole, distribuite gratuitamente a diocesi, parrocchie e comunità religiose in Italia e all'estero, sono state donate anche a papa Francesco, che il 9 aprile 2016 ha ricevuto in udienza tre detenuti dell'istituto, e nel 2022 al Congresso eucaristico nazionale (35.000 particole).[18][19][20] Il modello è stato poi replicato in altre carceri italiane e in diversi paesi.[18]

La stessa fondazione gestisce dal 2012 un laboratorio di falegnameria e liuteria in cui i detenuti costruiscono strumenti musicali con il legno dei barconi dei migranti approdati a Lampedusa («progetto Metamorfosi»): il primo violino, realizzato a partire dal Natale 2021, è stato benedetto da papa Francesco il 4 febbraio 2022.[21][22] Gli strumenti compongono l'«Orchestra del Mare», che il 12 febbraio 2024 ha suonato al Teatro alla Scala, con quattordici strumenti ad arco costruiti a Opera, insieme all'Accademia dell'Annunciata diretta da Riccardo Doni e i solisti Mario Brunello, Giovanni Sollima e Gilles Apap;[23] nel gennaio 2026 sono stati suonati dall'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta da Riccardo Muti in un concerto tenuto all'interno del carcere (15 violini, 5 viole, 5 violoncelli, un contrabbasso e un clavicembalo).[22]

Dal 2016 l'associazione Nessuno tocchi Caino tiene nell'istituto, con cadenza mensile, i laboratori «Spes contra Spem»: incontri di dialogo fra detenuti (compresi quelli in ergastolo ostativo e al 41-bis), operatori penitenziari, giuristi, studenti e società civile.[24][25] Nel carcere l'associazione ha tenuto anche alcuni dei propri congressi, con la partecipazione di detenuti, magistrati, avvocati e parlamentari: fra questi l'ottavo, del dicembre 2019, dedicato all'ergastolo ostativo,[26] e il decimo, del dicembre 2023, nel trentennale della fondazione.[27]

Dall'esperienza dei laboratori è nato il documentario Spes contra spem - Liberi dentro (2016), diretto da Ambrogio Crespi e prodotto da Index e Nessuno tocchi Caino, girato a Opera con i detenuti condannati all'ergastolo ostativo e presentato alla 73ª Mostra del cinema di Venezia.[28][29]

Detenuti di rilievo

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  1. 1 2 3 4 5 6 Opera - Casa di reclusione - Iª casa, su giustizia.it, Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. URL consultato il 7 settembre 2026.
  2. 1 2 41 bis e Alta sicurezza, su Tutto chiuso. XXII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione, Associazione Antigone, 13 maggio 2026. URL consultato il 7 settembre 2026.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 Casa di reclusione di Milano-Opera, su Osservatorio sulle condizioni di detenzione, Associazione Antigone, 20 dicembre 2018. URL consultato il 7 settembre 2026.
  4. 1 2 3 4 Paola Bozzolo, Intervista al Direttore della Casa Circondariale di Opera, in Maremosso, laFeltrinelli, 10 novembre 2021. URL consultato il 7 settembre 2026.
  5. ↑ Luca Fazzo, Inutile e mai terminata: lo scandalo aula bunker, in il Giornale, 3 agosto 2015. URL consultato il 7 settembre 2026.
  6. ↑ Manuela D'Alessandro, Dopo 25 anni di lavori il bunker del carcere di Opera non è ancora finito, in AGI, 7 luglio 2021. URL consultato il 7 settembre 2026.
  7. ↑ L'edilizia penitenziaria, su XX Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione, Associazione Antigone, 8 aprile 2024. URL consultato il 7 settembre 2026.
  8. 1 2 3 4 5 6 7 Relazione di visita alla casa di reclusione di Milano Opera (PDF), su Osservatorio Carcere, Unione delle Camere Penali Italiane, 9 giugno 2022. URL consultato il 7 settembre 2026.
  9. ↑ Alessandro Guidolin, Carceri, l'impegno del Ministero sull'edilizia penitenziaria, in gNews, Ministero della giustizia, 10 febbraio 2026. URL consultato il 7 settembre 2026.
  10. ↑ Carlo Canepa, Quanti e dove sono i detenuti al 41-bis in Italia, in Pagella Politica, 30 gennaio 2023. URL consultato il 7 settembre 2026.
  11. 1 2 Luca Fazzo, A Opera, tra 41 bis e speranze la sfida di un carcere che cambia, in il Giornale, 4 novembre 2024. URL consultato il 7 settembre 2026.
  12. ↑ Dal carcere al cantiere, a Opera il lavoro diventa reinserimento, in ANSA, 21 maggio 2026. URL consultato il 7 settembre 2026.
  13. ↑ Annalisa Cretella, Detenuti che diventano poeti e scrittori nel carcere di Opera, in AGI, 5 aprile 2022. URL consultato il 7 settembre 2026.
  14. ↑ Gruppo della Trasgressione, su Trasgressione.net. URL consultato il 7 settembre 2026.
  15. ↑ Andrea Gianni, Opera, detenuti in cerca di riscatto: fuori dal carcere c'è l'impresa, in Il Giorno, 31 maggio 2019. URL consultato il 7 settembre 2026.
  16. ↑ Laura Defendi, De André dietro le sbarre: al Civico di Rho la musica che abbatte le mura del carcere, in Sempione News, 7 maggio 2026. URL consultato il 7 settembre 2026.
  17. ↑ Chi siamo, su Opera Liquida. URL consultato il 7 settembre 2026.
  18. 1 2 Pietro Piga, «Il senso del Pane», le ostie del riscatto fatte dagli ultimi in tutto il mondo, in Vatican News, 23 settembre 2025. URL consultato il 7 settembre 2026.
  19. ↑ Antonella Barone, Le ostie create nelle carceri ricordano il senso della pena, in gNews, Ministero della giustizia, 5 aprile 2023. URL consultato il 7 settembre 2026.
  20. ↑ Dal carcere di Opera all'udienza dal Papa, in Chiesa di Milano, Arcidiocesi di Milano, 11 aprile 2016. URL consultato il 7 settembre 2026.
  21. ↑ Giulia Giaume, Nel carcere di Opera le barche dei migranti diventano strumenti musicali, in Artribune, 16 febbraio 2022. URL consultato il 7 settembre 2026.
  22. 1 2 Elisabetta Stefanelli, Dalle navi dei migranti al carcere di Opera, gli strumenti per Muti, in ANSA, 9 gennaio 2026. URL consultato il 7 settembre 2026.
  23. ↑ Lucas Duran e Tiziana Campisi, La musica del legno venuto dal mare per abbattere i pregiudizi sui carcerati, in Vatican News, 12 febbraio 2024. URL consultato il 7 settembre 2026.
  24. ↑ Antonio Apraro, Nessuno Tocchi Caino, la storia dell'associazione non-violenta: cosa sono i laboratori Spes contra Spem, in l'Unità, 22 settembre 2024. URL consultato il 7 settembre 2026.
  25. ↑ Progetto Spes contra spem, su Camera Penale di Milano, 11 luglio 2016. URL consultato il 7 settembre 2026.
  26. ↑ Ermes Antonucci, La giusta battaglia contro l'ergastolo ostativo al congresso di Nessuno tocchi Caino, in Il Foglio, 20 dicembre 2019. URL consultato il 7 settembre 2026.
  27. ↑ Congresso di Nessuno tocchi Caino a Opera nel trentennale dell'associazione fondata da Pannella e Di Lascia, in l'Unità, 13 dicembre 2023. URL consultato il 7 settembre 2026.
  28. ↑ Spes contra spem - Liberi dentro (2016), su MYmovies.it. URL consultato il 7 settembre 2026.
  29. ↑ Spes contra Spem - Liberi Dentro (2016), di Ambrogio Crespi, su CinemaItaliano.info. URL consultato il 7 settembre 2026.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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