Alleanza di Secondigliano

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Alleanza di Secondigliano
Aree di influenzaItalia: Secondigliano, Scampia, Piscinola, Miano, Chiaiano
Estero: Spagna, Paesi Bassi, Sud America, Repubblica Dominicana, Balcani
PeriodoAnni 1980 - in attività
BossGennaro Licciardi
Francesco Mallardo
Edoardo Contini
Vincenzo Licciardi
Maria Licciardi
SottogruppiClan Licciardi
Clan Contini
Clan Mallardo
AlleatiClan Di Lauro
Clan Lo Russo
Clan Rinaldi
Clan De Luca Bossa
RivaliClan Mazzarella
Clan Sarno (estinto)
Clan Misso (estinto)
Attivitàtraffico di droga
estorsioni
contrabbando
appalti

L'Alleanza di Secondigliano è un'organizzazione criminale nata a Napoli verso la fine degli anni ottanta del XX secolo, e che negli anni successivi si impadronì[1] di quasi tutti i traffici illeciti della città (contrabbando, estorsioni, appalti, traffico di stupefacenti).

Boss[modifica | modifica wikitesto]

  • Gennaro Licciardi (Napoli, 30 novembre 1956 – Voghera, 3 agosto 1994)
  • Edoardo Contini (Napoli, 6 luglio 1955) — arrestato
  • Francesco Mallardo (Giugliano, 1 aprile 1951) — arrestato
  • Maria Licciardi (Secondigliano, 24 marzo 1951) — scarcerata
  • Vincenzo Licciardi (Napoli, 27 giugno 1965) — arrestato

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'alleanza viene fondata da tre persone: Edoardo Contini, detto "O' Romano" (originario del quartiere San Carlo all'Arena di Napoli), Francesco Mallardo detto "Ciccio 'e Calantonio" (proveniente da Giugliano, grosso paese alle porte di Napoli) e soprattutto Gennaro Licciardi, detto "A' Scign" (di Secondigliano).

I primi due sono legati anche da saldi rapporti di parentela: hanno sposato due sorelle, trovandosi così cognati, una terza sorella ha invece sposato Patrizio Bosti, braccio destro di Contini. Il "cartello" criminale diventa egemone in pochi anni, conquistando la leadership soprattutto nel lucroso traffico di droga: cocaina dal Sud America ed eroina dall'Asia (importata attraverso l'Albania).

L'organizzazione è inoltre sostenuta da personaggi di rilievo, spesso specializzati in un settore specifico: tra questi,

  • Ciro Mantice(deceduto), businessman nel settore dell'abbigliamento, al quale viene delegato il compito di riciclare il denaro in attività legali nei più disparati settori (compito che svolse alla perfezione[senza fonte] fino all'anno 2000, quando gli furono sequestrati quasi cento miliardi di lire);
  • Patrizio Bosti, del rione Amicizia, cognato del Contini, specializzato nel gestire le operazioni di fuoco del gruppo;
  • Gaetano Bocchetti, di Secondigliano (uomo di fiducia del Licciardi), vero specialista nell'importare droga e nel gestire la vendita al dettaglio di stupefacenti nei diversi punti di spaccio della città.

L'alleanza comandò in città per oltre dieci anni, passando anche per vere e proprie "guerre" combattute con gruppi rivali, come quella del 1998-1999, che vide contrapposta l'Alleanza di Secondigliano al clan Mazzarella, della zona orientale di Napoli. Il cartello di Secondigliano risultò vincente, ma molte persone rimarranno uccise in entrambi gli schieramenti.

Alla fine degli anni novanta l'alleanza subirà un declino: Licciardi, leader storico, morì in galera, Mallardo venne arrestato mentre Contini si diede latitante. Verso l'inizio del 2008 anche Edoardo Contini è stato arrestato, poco dopo l'arresto del suo alleato Vincenzo Licciardi, fratello di Gennaro. Per quanto riguarda i Mallardo, attualmente, sono considerati inquadrati nell'orbita del clan dei casalesi e per questo vengono ritenuti molto potenti e pericolosi.

Il 26 giugno 2019 sono stati arrestati 126 affiliati dell'alleanza e sequestrati anche un ingente patrimonio di beni mobili e immobili del valore di circa 130 milioni di euro.[2]

7 delle 126 persone destinatarie di altrettante misure cautelari emesse il 26 giugno 2019 si trovano in Sud America, Spagna, Paesi Bassi e nei Balcani, dove si erano trasferiti per gestire attività illecite per conto dell'Alleanza.[3]

Secondo gli inquirenti, l'organizzazione ha fatto investimenti a Santo Domingo, il boss Ciccio ‘e Carlantonio avrebbe investito infatti almeno 1 milione ed 800 mila euro nel paese caraibico.[4]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

I clan generalmente considerati stabili affiliati al cartello sono:

Contigui all'«Alleanza di Secondigliano» vengono ritenuti i clan Marfella (di Pianura), Aprea-Cuccaro-Alberto (di Barra), D'Ausilio (di Bagnoli), Lepre (del Cavone-Montesanto), «De Luca Bossa» (del rione De Gasperi) e Caiazzo (del Vomero).

Aree di influenza[modifica | modifica wikitesto]

L'Alleanza domina nei quartieri a nord della città (Secondigliano, Scampia, Piscinola, Miano, Chiaiano) un cartello composto dai Licciardi, i Contini e i Mallardo. I Di Lauro invece quali garanti esterni (gli uomini di "Ciruzzo 'o milionario" hanno fatto da mediatori tra le varie famiglie, prevenendo possibili faide).

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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