Clan Contini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Contini
Aree di influenzaItalia:
Napoli
Poggioreale
Vasto-Arenaccia
San Carlo all'Arena

Roma, Latina, Frosinone, Firenze, Emilia Romagna, Milano, Praia a Mare
Estero:
Amsterdam, Paesi Bassi
Barcellona, Spagna
Europa orientale
Periodoanni 1980 – in attività
BossClan Contini
SottogruppiAlleanza di Secondigliano
Clan
Clan Botta
Clan Rullo
AlleatiClan Mallardo
Clan Abate (estinto)
Clan Licciardi
Clan Mariano
Clan Di Lauro
Clan Rinaldi
'Ndrina Commisso
Clan Moccia
Clan Cava
Clan Cesarano
RivaliClan Mazzarella
Clan Giuliano
Clan Caldarelli
Clan Sarno
Attivitàracket
Riciclaggio di denaro
traffico di droga

Il clan Contini è un potente sodalizio camorristico operante sul territorio della città di Napoli, e più precisamente nel quartiere San Carlo all'Arena. Il clan fa parte, insieme ai Licciardi e ai Mallardo, di una confederazione chiamata Alleanza di Secondigliano, che secondo gli inquirenti è attualmente una delle organizzazioni più grandi e potenti della camorra di oggi.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione creata da Eduardo Contini è basata sulla sua grande abilità imprenditoriale oltre che alla scelta dell'uso delle armi solo in casi estremi. La caratteristica che ha reso il sodalizio quasi invulnerabile rispetto agli altri clan partenopei è stata l'assenza di scissioni interne e di collaboratori di giustizia. Contini intraprende la carriera criminale agli inizi degli anni '80, abbandonando la vita da imprenditore. Pochi anni dopo, già inquadrato nella Nuova Famiglia, quella nata per contrapporsi alla Nco di Raffaele Cutolo, è alla guida di un gruppo criminale con base a San Giovanniello, nel quartiere San Carlo all'Arena. È la zona dell'Arenaccia, una delle più calde per la densità abitativa e per la vicinanza con le aree su cui insistono gli altri clan. A metà degli anni '80 è già tra i criminali più influenti di Napoli: dopo un incontro con i narcos colombiani, a cui prendono parte anche i mafiosi siciliani, si aggiudica il mercato dell'Europa dell'Est per la cocaina sudamericana. In quel periodo Contini è tra i fondatori dell'Alleanza di Secondigliano (insieme a Francesco Mallardo e a Gennaro Licciardi). E non perde lo spirito imprenditoriale: diversifica e investe. Il suo clan mette le mani su usura ed estorsioni, traffico di droga, gioco d'azzardo e contraffazione, e investe in case, società, attività imprenditoriali. Nel 2017 la Guardia di Finanza, su disposizione della Dda, confisca al suo gruppo un tesoro di 320 milioni di euro già finito sotto sequestro preventivo due anni prima: ci sono distributori di benzina tra Campania e Molise, bar tra Napoli e Avellino, tabaccherie, aziende per la torrefazione di caffè, gioiellerie e una trentina di immobili tra cui una villa a Ischia. Secondo la Dda era probabilmente soltanto la punta dell'iceberg.[2]

Nessuno ha mai "tradito" Eduardo Contini e nessuno ha mai deciso di scalare i vertici creando una frattura in seno all'organizzazione, un particolare unico in seno alla camorra.

Prima del suo arresto[3][4] Eduardo Contini compariva nella lista dei 30 ricercati più pericolosi d'Italia.

Secondo il pentito Domenico Esposito, il clan Di Lauro aveva un patto per questioni di droga con il clan Contini, in particolare con Ciro Contini, nipote di Edoardo Contini.[5]

La relazione della DIA trasmessa al Parlamento nel primo semestre del 2019 ha evidenziato che il centro storico di Roma è soggetto alla concentrazione delle «attività di reinvestimento» del clan, «in particolare nei settori della ristorazione ed immobiliare».[6]

Avvenimenti recenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 27 gennaio 2010 viene arrestato l'attuale reggente del clan Paolo Di Mauro, ricercato dal 2003, ed inserito anch'egli nell'elenco dei trenta latitanti più pericolosi.[7]
  • Il 12 agosto 2013 viene arrestato il capo-clan pluripregiudicato Umberto Falanga, latitante dal 2011, mentre era in vacanza a Cattolica[8].
  • Il 23 gennaio 2014 si conclude un'operazione che ha portato a 90 ordinanze di custodia cautelare e al sequestro di beni del valore di 250 milioni di euro a presunti affiliati al clan[9].
  • Il 12 luglio 2018 viene arrestata Elena Boccia per detenzione di armi da guerra[10].
  • Il 21 novembre 2018 è morto di cause naturali ad Arpino di Casoria, Paolo Di Mauro, storico boss del clan.[11]
  • Secondo gli investigatori dopo l’arresto di Marco Di Lauro i Contini sono il clan più solido e potente di Napoli: nessuna scissione interna, mai nessun affiliato diventato collaboratore di giustizia. Il gruppo di Edoardo ‘o Romano ha in mano droga, estorsioni, scommesse e contraffazione e ha investito per centinaia di milioni di euro in mezza Europa. Il gruppo avrebbe un ruolo anche nelle frizioni del centro storico: appoggerebbe i Sibillo, a cui i Contini sono legati anche da parentele tra gli affiliati, contro i rivali di sempre del clan Mazzarella.[2]
  • .[12]
  • Il 8 ottobre 2019 viene arrestato Gaetano Attardo, ritenuto elemento di spicco del clan. Attardo si trovava in una villetta a Castel Volturno.[13]
  • Dopo mesi di indagini e attività congiunta di Interpol Italia e Interpol Repubblica Dominicana, il 3 giugno 2020, il governo italiano ha finalmente ottenuto l'estradizione di Salvatore Vittorio dalla Repubblica Dominicana all'Italia. Vittorio era considerato il riciclatore del clan Contini a Santo Domingo. Secondo le autorità italiane, l'uomo è accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso e riciclaggio.[14][15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nello Trocchia, La pace scritta con il sangue nella Napoli che va al voto, su editorialedomani.it. URL consultato il 9 novembre 2021.
  2. ^ a b Camorra, dopo l'arresto di Marco Di Lauro i Contini sono il clan più potente di Napoli
  3. ^ Camorra, colpo alle cosche. Catturato il boss Contini
  4. ^ Preso Contini, super boss della camorra
  5. ^ «Aveva un patto con i Di Lauro», i rapporti di Ciro Contini con i clan dell’area nord, su internapoli.it. URL consultato il 22 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2020).
  6. ^ Ministero dell'Interno, Relazione semestrale al Parlamento (PDF), su Direzione Investigativa Antimafia, gennaio-giugno 2019, p. 285.
  7. ^ Camorra, arrestato il superlatitante Paolo Di Mauro
  8. ^ Video: colpo grosso contro camorra, arrestato latitante a Rimini. Era in ferie con famiglia | altarimini.it
  9. ^ Pizza connection in salsa campana. Così la camorra spa gestiva i ristoranti romani, 23 gennaio 2014. URL consultato il 23 gennaio 2014.
  10. ^ Sequestrato l'arsenale del clan contini, 12 luglio 2018. URL consultato il 12 luglio 2018.
  11. ^ Morto Paolo Di Mauro, detto Paoluccio 'o infermiere, considerato reggente del clan Contini
  12. ^ Il boss emergente che dirigeva gli affari dal carcere con un cellulare clandestino, su RiminiToday. URL consultato l'11 ottobre 2019.
  13. ^ Arresti Alleanza di Secondigliano, in manette latitante del clan Contini, su NapoliToday. URL consultato l'8 novembre 2019.
  14. ^ In fuga ai Caraibi grazie a false identità, arrestati otto latitanti, c'è anche l'ex presidente del Padova calcio, su la Repubblica, 3 giugno 2020. URL consultato il 3 giugno 2020.
  15. ^ Alessandro Caracciolo, Presi 8 latitanti a S. Domingo, c'è anche il riciclatore dell'Alleanza di Secondigliano Salvatore Vittorio, su InterNapoli.it, 3 giugno 2020. URL consultato il 28 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2020).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]