Clan Giuliano

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Giuliano
Nomi alternativila Famiglia
Aree di influenzaForcella, Centro storico di Napoli
Periodoanni 1950 - in attività
BossLuigi Giuliano
SottogruppiNuova Famiglia
AlleatiClan Misso
Clan Mazzarella
Nuova Famiglia
Clan Di Lauro
Clan Sarno
RivaliNuova Camorra Organizzata
Clan Mariano
Alleanza di Secondigliano
Attivitàcontrabbando
racket
totonero
traffico di droga
PentitiGuglielmo Giuliano
Raffaele Giuliano
Luigi Giuliano
Salvatore Giuliano

Il clan Giuliano è un sodalizio camorristico di Napoli che opera nelle zone centrali della città, dal quartiere Forcella-San Gaetano fino alla zona della Maddalena, in piazza Garibaldi e piazza mercato

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

I capostipiti[modifica | modifica wikitesto]

Una lunga dinastia quella dei Giuliano. Il capostipite si chiamava Luigi come il nipote, Luigi Giuliano che divenne poi il "re di Forcella".

Il vecchio Luigi ebbe undici figli, alcuni dei quali si diedero al contrabbando. Tra questi vi erano Salvatore, Giuseppe e Pio Vittorio Giuliano, quest'ultimo era il leader dei fratelli nell'ambito del contrabbando di sigarette.

Pio Vittorio, noto contrabbandiere di sigarette, ebbe anch'egli undici figli i quali conobbero il contrabbando nel dopoguerra e ciò che è accaduto negli anni successivi nell'ambito della mala cittadina. Ma non tutti si sono fatti travolgere dalla spirale della malavita.

I fratelli Giuliano, figli di Pio Vittorio Giuliano (n. 1928 - m. 27 settembre 2009) sono undici (sei maschi e cinque femmine) e sono:

  • Luigi (1949) detto Lovegino,[1]
  • Guglielmo (1951) detto 'o Stuorto,
  • Nunzio (1948-2005) (dissociato, ucciso poi nel 2005)
  • Carmine (1952-2004) detto 'o Lione (morto per cancro alla gola nel 2004)
  • Salvatore (1954) detto 'o Montone
  • Raffaele (1969) detto 'o Zui, che è il più giovane
  • Erminia (1955) detta Celeste per il colore dei suoi occhi
  • Anna
  • Patrizia
  • Silvana
  • Antonietta (20/06/1966)

Gli anni '80 e '90[modifica | modifica wikitesto]

Il clan a partire dalla fine degli anni settanta, per tutti gli anni ottanta e anni novanta è stato diretto dai figli di Pio Vittorio Giuliano con i cugini Ciro Giuliano e Luigi Giuliano (figli di Giuseppe Giuliano, fratello di Pio Vittorio) oltre che da Tonino Capuano.[2]

Il clan si adoperò per annientare Cutolo nella faida tra Nuova Camorra Organizzata e Nuova Famiglia della prima metà degli anni ottanta, quando si inserì stabilmente nell'organizzazione detta Nuova Famiglia, creata con il solo intento di distruggere il boss di Ottaviano.

Le numerose guerre degli Anni 80 e 90 contro i Contini, i Licciardi, i Lo Russo, i Misso e i Mazzarella hanno notevolmente depotenziato il clan Giuliano, fra i più potenti clan di camorra degli anni 80. E i numerosi pentimenti dei principali boss hanno quasi cancellato questo clan malavitoso di undici figli, sei maschi e cinque donne ed una miriade di nipoti e parenti acquisiti. Una famiglia dai matrimoni miliardari con ostriche, champagne e cantanti (scalpore fecero le foto pubblicate a fine anni ottanta che ritraevano Diego Armando Maradona che brindava con alcuni dei fratelli Giuliano).[3]

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Il conflitto che sembra poi aver posto definitivamente la parola fine al clan Giuliano, ha avuto inizio quando, approfittando dell'assenza dei boss, detenuti o latitanti, alcune giovani leve hanno cercato di arrivare al potere. Contro di loro si schierarono zii e cugini, ma anche Michele Mazzarella, giovane figlio del boss di San Giovanni a Teduccio, Vincenzo, entrato nella famiglia di Forcella per aver sposato Marianna, figlia di Luigi e di Carmela Marzano. Inevitabile la spaccatura all'interno dell'organizzazione e soprattutto all'interno della famiglia. In questo contesto è da inserire l'omicidio della giovane Annalisa Durante, uccisa per errore il 27 marzo 2004 in un vicolo di Forcella.

Terza generazione dei Giuliano[modifica | modifica wikitesto]

In seguito ad alcune importanti operazioni condotte contro i clan di Forcella, in particolare nei confronti di alcuni gruppi composti da giovani o giovanissimi, è stata evidenziata la presenza di membri del Clan Giuliano. Dalle indagini è emerso come costoro facciano parte di un "cartello" insieme ai clan Amirante-Brunetti-Sibillo che punta ad allontanare i Mazzarella-Del Prete. Osservatori e giornalisti parlano di "terza generazione dei Giuliano".[4][5]

Le faide interne al clan[modifica | modifica wikitesto]

Il clan conobbe due faide interne a partire dagli anni novanta. Entrambe coinvolsero i vari parenti della famiglia Giuliano e di tutto il loro parentado.

  • Prima faida di Forcella: detta anche "faida tra la Forcella di sopra e la Forcella di sotto", fu uno scontro interno al clan Giuliano che ebbe luogo a metà anni novanta; da una parte i figli di Pio Vittorio Giuliano, dall'altra i figli di Giuseppe Giuliano, Ciro "'o Barone" Giuliano, e Luigi "'a Zecchetella" Giuliano (cugino omonimo di 'o Rre). Ci andò di mezzo, tra gli altri, anche il patriarca Giuseppe, detto "zì Peppe", sessantatreenne, ucciso nel corso di un clamoroso agguato a Forcella il 9 luglio del 1998.
  • Seconda faida di Forcella: scoppiò in seguito all'avvento dei Mazzarella a Forcella (dopo il matrimonio tra Michele Mazzarella, figlio del boss Vincenzo, e Marianna Giuliano, figlia del boss Luigi); alcuni componenti dei Giuliano (tra cui Ciro "'o Barone" Giuliano) non accettarono di buon grado l'entrata in scena dei Mazzarella. Inevitabile la spaccatura all'interno dell'organizzazione e soprattutto all'interno della famiglia che portò ad alcuni omicidi, tra cui quello dello stesso Ciro Giuliano e di Annalisa Durante, vittima quattordicenne innocente morta in un agguato.[6]

I pentimenti[modifica | modifica wikitesto]

Oltre Luigi Giuliano, si erano già pentiti i due fratelli di Luigi, Guglielmo e Raffaele.

Nel 2004 il fratello Carmine è morto per un cancro alla gola e nel 2005 fu ucciso un altro dei fratelli, Nunzio, del tutto estraneo agli affari della famiglia. Il 7 dicembre 2006 viene ucciso il figlio del boss, Giovanni Giuliano, che aveva in precedenza rifiutato il programma di protezione.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]