Clan Gallo-Cavalieri

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Gallo-Cavalieri
Nomi alternativiI Cavalieri
Aree di influenzaItalia:
Torre Annunziata, Boscoreale, Boscotrecase, Pompei, Scafati, Castellammare di Stabia, Torre Del Greco
Estero:
Spagna, Paesi Bassi
PeriodoMetà anni 80 - in attività
BossPasquale Gallo
AlleatiClan D'Alessandro
Clan Licciardi
Clan Vangone-Limelli
Clan Falanga
Clan Ascione
RivaliClan Gionta
Attivitàestorsioni
spaccio di droga
traffico di droga
Gioco d'azzardo
Racket
Contrabbando
Truffa
Corruzione
edilizia
Appalti
Omicidi

Il clan Gallo-Cavalieri è un clan egemone ed attivo nella periferia a sud di Napoli, nel comune di Torre Annunziata e si sta espandendo anche in Romania con il nipote Gallo Giovanni che dalla Sicilia si è spostato all'estero per ampliare il potere del clan Gallo in affari leciti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a metà degli anni ottanta dal superboss Pasquale Gallo, soprannominato "o bellillo", oppure "La leggenda vivente", cugino dell'altro potente boss, Enrico Gallo, quest'ultimo, insieme a Valentino Gionta, aveva pieno potere sul territorio Oplontino, infatti Gionta e Gallo erano sempre presenti alle riunioni a Marano dai Nuvoletta. Enrico Gallo era un boss sanguinario, prima della sua morte disse al suo gruppo che per la magistratura dovevano comparire il nome del Clan Gionta così da non destare sospetti che quasi sempre i veri registi a torre annunziata erano loro. Dopo la morte di Enrico gallo, il cugino “Pasqualino” aveva troppa sete di potere, desiderando essere l'unico capo incontrastato a Torre Annunziata, si stacca dalla vecchia alleanza, mettendo in atto piani strategici e sanguinari contro Valentino Gionta e il suo gruppo, dichiarandogli guerra e giurando di ucciderlo. La faida ebbe inizio a finire degli anni 80: tra vari episodi sanguinosi, il più eclatante fu quando un'autovettura con a bordo tre killer dei Cavalieri entrarono nel palazzo Fienga, storica roccaforte del Clan Gionta, fingendosi carabinieri e uccidendo due uomini dei valentini.

La guerra ebbe termine grazie all'intervento di Cosa nostra: il capo della Mafia Salvatore Riina venne direttamente da Palermo facendo stipulare un accordo di pace tra i due Clan.

A seguito di questa sanguinaria faida e la netta vittoria del Clan Gallo-Cavalieri, prese il sopravvento e divenne sempre più potente: gli uomini agivano con la massima disciplina e il territorio veniva governato con il pugno di ferro. La fama di essere anche spietati e sanguinari quando necessario rese il clan molto temuto. Ai Gallo si doveva dar conto anche per respirare, e così ammazzarono alcuni esponenti della famiglia Tamarisco così non potendo affrontare i Gallo perché troppo potenti e per non finire di essere sterminati si estromessero dagli affari a Torre Annunziata.

A metà degli anni 90 i Cavalieri spostarono i loro affari in Spagna e Paesi Bassi, gestendo il traffico della marijuana, cocaina ed eroina a Torre Annunziata e in tutti i comuni limitrofi, comandavano anche a Torre Del Greco mettendo come capozona Giuseppe Falanga; rifornendo in totale oltre trenta piazze di spaccio: in tal modo, divennero uno dei clan più potenti e agguerriti di Napoli.

Nel frattempo il Clan Gionta continuava a manifestarsi contrariato nei confronti dell'influenza e la potenza del Clan Gallo-Cavalieri e nell'estate del 2006 l'omicidio di Natale Scarpa padre del boss Vincenzo Scarpa (alias caramella), esponente dei Gallo, temutissimo e noto negli ambienti criminali per la ferocia delle sue gesta. riapre la faida tra i due clan, che con agguati incrociati e vendette diventa sempre più spietata e cruenta arrivando all'apice della drammaticità con quattro omicidi in tre giorni nel 2007. Nel 2012 il clan Gionta si indebolisce lasciando spazio alla ferocia sanguinaria dei Cavalieri che in pochi mesi mette in ginocchio il clan rivale con agguati ed omicidi.

All'alba del 4 aprile 2013 oltre 500 militari circondano Torre Annunziata e arrestano oltre 90 affiliati del Clan con l'accusa di associazione a delinquere, estorsione, porto abusivo d'arma da fuoco, omicidio e traffico internazionale di hashish marijuana cocaina ed eroina.

Il nuovo rampollo del clan Gallo (Giovanni Gallo) giovane Siciliano non che nipote di Pasquale Gallo il boss indiscusso di Torre Annunziata è stato promosso come boss sia in Sicilia che in Romania e attualmente ha ereditato la volontà e il potere dai cugini e da Pasquale Gallo in persona.

Ma l'influeza del giovane non si ferma qui, egli eredita la volontà anche da Simone Castello, il braccio destro di Bernardo Provenzano, Simone Castello e l'attuale boss di Cosa Nostra, insieme stanno prendendo il potere in Romania con il settore dei trasporti, porti navali e nel settore degli ortaggi.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]