Clan Misso

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Misso
Aree di influenzaRione Sanità
Periodoanni 1980 - 2007
BossGiuseppe Misso
AlleatiClan Sarno
Clan Mazzarella
RivaliClan Tolomelli
Clan Vastarella
Alleanza di Secondigliano
Attivitàrapina
usura
traffico di droga
PentitiGiuseppe Misso
Emiliano Zapata Misso
Michelangelo Mazza
Maurizio De Matteo

Il clan Misso è un sodalizio camorristico operante sul territorio della città di Napoli, e più precisamente nel Rione Sanità.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La nascita del sodalizio criminale tra le tre famiglie Misso, Pirozzi e Savarese sarebbe da datare intorno agli anni '80, con il passare degli anni i boss Tolomelli e Vastarella sono stati costretti ad abbandonare il quartiere con le loro famiglie. Lo scontro giunse al suo culmine quando nel 1998 un'autobomba organizzata dai Vastarella ferì 11 persone, nel tentativo di colpire Giulio Pirozzi. Il leader storico e fondatore del clan è Giuseppe Misso (Missi all'anagrafe) detto o Nasone dotato di un indiscusso carisma e sostenuto fin dall'inizio della sua carriera criminale da Luigi Giuliano, legame che si sarebbe sciolto, inevitabilmente, da quando Lovigino ha cominciato la sua collaborazione con la giustizia.

Il boss della Sanità da sempre simpatizzante dell'estrema destra finì anche sotto processo, ma fu poi assolto dall'accusa, per una sua presunta partecipazione alla strage del Rapido 904 nella notte del 23 dicembre 1984. Negli anni Ottanta la notizia della rapina miliardaria realizzata dal suo clan ai danni del Monte dei Pegni del Banco di Napoli fece il giro del mondo.

Nel 2005, approfittando dell'assenza del Nasone scoppia un'altra sanguinosa faida nella Sanità, che ha visto come protagonista di una scissione il gruppo facente capo ad un uomo legato al clan Lo Russo: Salvatore Torino detto "'o Gassusaro". Il clan Misso, nella faida era rappresentato da:

  • Giuseppe "'o Chiatt" Misso e Emiliano Zapata Misso[1], entrambi nipoti del boss;

*Mario e Salvatore Savarese;

  • Michelangelo Mazza;
  • Maurizio De Matteo, killer e attuale collaboratore di giustizia del clan Misso;
  • Massimiliano Di Franco;
  • Vincenzo Di Maio, alias “Enzuccio a Fighetta”;
  • Gennaro Galeota,ferito in un agguato camorristico il 1º luglio 1999 nella “strage di via Fontanelle”;
  • Carmine Grosso, detenuto per 416bis;
  • Salvatore Lausi, deceduto in un agguato nel 2001;
  • Salvatore Romagnolo, condannato per 416bis.[senza fonte]

Il clan Misso, diversamente dagli altri clan sparsi sul territorio, è specializzato in furti e rapine nelle banche, negli uffici postali e dei furgoni blindati e tra i profitti dal controllo delle cooperative di ex detenuti, dell'usura, dai falsi, dall'oro e dal controllo delle gioielleri.

Nel breve periodo in cui è tornato in libertà Misso avrebbe raccolto intorno al proprio gruppo i capiclan dei Mazzarella e dei Sarno, che avevano chiare ragioni di odio nei confronti dell'Alleanza di Secondigliano, per un progetto di vendetta per l'omicidio della moglie, Assunta Sarno

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]