Clan Moccia

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Moccia
Aree di influenzaAfragola, Casoria, Casalnuovo di Napoli, Caivano
Periodoanni 1960 - in attività
BossGennaro Moccia,figlio Marco Moccia,moglie Anna Mazza
SottogruppiNuova Famiglia
AlleatiScissionisti di Secondigliano
Attivitàcontrollo degli appalti
edilizia
estorsione

Il clan Moccia è uno dei più antichi e potenti sodalizi camorristici operante nella bassa Liburia, in particolare nei comuni di Afragola, Casoria, Arzano, Caivano, e limitrofi, situati a nord-est di Napoli.

Ha preso il posto del clan Magliulo, abbattendo di fatto uno dei pilastri del clan Alfieri.[1]

Fondatore fu Gennaro Moccia, ucciso in un attentato camorristico nell'aprile 1974 probabilmente da un gruppo di sicari mandati dai rivali del clan Giuliano. Da allora ha preso il suo posto la moglie, Anna Mazza, prima donna in Italia aver subìto procedimenti penali per reati di mafia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di Gennaro la moglie di questi, Anna Mazza, successivamente insieme co il figlio Antonio, prese le redini del clan ramificandolo su una vasta area polarizzata sulla città di Afragola.[2][3][4] Da poco uscito in libertà dopo due anni e qualche mese, ma ora agli arresti domiciliari nella sua abitazione nel Parco Verde a Caivano, dove risiederebbe il boss Antonio Ciccarelli, ora detenuto per l'omicidio del pentito Salvatore d'Ambrosio, assassinato con un colpo in bocca.[4]. Secondo alcune fonti[5] il clan Moccia, non avendo sviluppato il redditizio traffico di droga, avrebbe provocato una faida con il clan Natale, terminata con la morte di Salvatore Natale.[6]

Secondo alcune inchieste giudiziarie,il clan Moccia avrebbe capillare e totale del territorio in Afragola: strutturato in modo verticista, il clan è composto da una confederazione di diverse figure criminali di secondo livello che sono alle dirette dipendenze dei vertici del clan.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Il clan controlla i traffici relativi alla spaccio di droga nella cittadina di Caivano, nel rione Parco Verde, un caseggiato popolare costruito sulla base degli interventi attuati con la legge 14 maggio 1981, n. 219 , della ricostruzione dopo il terremoto dell'Irpinia del 1980. Luigi Moccia, è considerato dagli inquirenti il colletto bianco del clan, la vera mente della holding criminale, capace di trasformare una delle cosche più sanguinarie del napoletano, in una mafia che cresce nell'apparente tranquillità di uffici rispettabili.[7]

I vertici dell'organizzazione infatti si interessano principalmente di affari imprenditoriali di primo livello anche grazie alla pesante forza di penetrazione a livello politico locale.[8] Come affermato anche dall'ultima pubblicazione della Dia nessuno dei vertici del clan è mai diventato pentito, si sono solo limitati a dissociarsi, saldando in questo modo una continuità criminale unica nell'hinterland del napoletano.

Indagini e arresti[modifica | modifica wikitesto]

L'omicidio Bacioterracino[modifica | modifica wikitesto]

L'11 maggio 2009, la Procura antimafia di Napoli diffonde un video sull'omicidio a sangue freddo di Mariano Bacioterracino, ucciso nel rione Sanità a Napoli. Secondo alcune ricostruzioni,[9][10] Mariano Bacioterracino sarebbe l'ultimo dei quattro presunti killer di Gennaro Moccia, condannato in primo grado, ma poi assolto in appello. Gli altri presunti killer sono morti in attentati riconducibili al clan.

L'omicidio Pellino[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 luglio 2012 è stato assassinato a Nettuno Modesto Pellino, un luogotenente del clan camorristico dei Moccia. Pellino venne arrestato nel 2010, dopo circa 2 anni di latitanza, essendo ritenuto uno dei più pericolosi componenti del clan. Secondo alcune indagini, in passato avrebbe gestito attività illecite come estorsioni e traffico di droga e armi. [11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse - Seduta di giovedì 24 luglio 1997, su parlamento.it. URL consultato il 06.12.2009.
  2. ^ Le boss preferiscono il giallo, su nannarelle.blogspot.com. URL consultato il 06.12.2009.
  3. ^ Silvia Carena, Le donne "boss", su liberamentemagazine.org. URL consultato il 06.12.2009.
  4. ^ a b Roberto Saviano, Manager rosa, matriarcato della camorra, su robertosaviano.com. URL consultato il 06.12.2009.
  5. ^ Riproduzione riservata, Gli arresti legati alla guerra di camorra, su julienews.it. URL consultato il 06.07.2010.
  6. ^ Sandro Ruotolo, Il mitico Parco Verde di Caivano, Rai, 05.08.2009. URL consultato il 16.07.2010.
  7. ^ Ergastolo annullato al boss Moccia - InterNapoli.it
  8. ^ ::: D.I.A. Direzione Investigativa Antimafia :::
  9. ^ Marco Imarisio, Identificato l'assassino dei video-choc, Corriere della Sera, 01.11.2009. URL consultato il 06.12.2009 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  10. ^ Titti Beneduce, «Con quel video hanno incastrato Babà», Corriere del Mezzogiorno. URL consultato il 06.12.2009.
  11. ^ Il Messagero - Nettuno, uomo ucciso per strada

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]