Marano di Napoli

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Marano di Napoli
comune
Marano di Napoli – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
Città metropolitanaCittà metropolitana di Napoli-Stemma.png Napoli
Amministrazione
SindacoFrancesco Paolo Di Menna (Commissario straordinario dal 18/12/2017), Francesco Greco (Sub Commissario), Maria Ludovica De Caro (Funzionario economico e finanziario) (commissione straordinaria) dal 3-5-2016
Territorio
Coordinate40°54′N 14°11′E / 40.9°N 14.183333°E40.9; 14.183333 (Marano di Napoli)Coordinate: 40°54′N 14°11′E / 40.9°N 14.183333°E40.9; 14.183333 (Marano di Napoli)
Altitudine151 m s.l.m.
Superficie15,64 km²
Abitanti59 782[1] (30-9-2017)
Densità3 822,38 ab./km²
FrazioniCastello Monteleone, San Marco, San Rocco, Torre Caracciolo, Masseria Foragnano
Comuni confinantiCalvizzano, Mugnano di Napoli, Napoli, Quarto, Villaricca,
Altre informazioni
Cod. postale80016
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT063041
Cod. catastaleE906
TargaNA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona C, 1 355 GG[2]
Nome abitantiMaranesi
Patronosan Castrese
Giorno festivo11 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Marano di Napoli
Marano di Napoli
Marano di Napoli – Mappa
Posizione del comune di Marano di Napoli nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Marano di Napoli è un comune italiano di 59 782 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania. È uno dei comuni più popolosi della città metropolitana di Napoli e presenta una delle densità di abitanti/km² più elevate della zona.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Panorama

La città si estende su di un territorio collinoso di 15,64 km² a 151 metri sul livello del mare. L'area su cui sorge è relativamente molto giovane geologicamente in quanto si è formata circa 11.000 anni fa (corrispondente al terzo e ultimo dei periodi geologici della zona flegrea). Marano è situata nord-ovest di Napoli, con cui confina su un versante della collina dei Camaldoli[3]. La città è divisa in cinque frazioni: San Rocco - San Marco - Castello Monteleone - Masseria Foragnano - Torre Caracciolo. Dal 1948 la frazione di Quarto ottenne l'indipendenza formando un comune autonomo, infine la città di Marano di Napoli è gemellata con la città di Durazzo (Albania).

Corso Europa

Clima[modifica | modifica wikitesto]

È presente il clima mediterraneo di tipo temperato caldo. Le estati sono lunghe e fresche, mentre gli inverni sono relativamente miti ma con intense precipitazioni tra ottobre e gennaio a causa dell'aria umida proveniente dal Mar Tirreno.Le temperature medie invernali sono di solito inferiori ai 10 °C. Le medie estive sono di 26 °C con valori massimi che possono raggiungere i 36 °C

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome Marano è sconosciuta; si ritiene che rappresenti un toponimo prediale (o anche detto fondiario) che deriva da un nome latino (in genere corrispondente al gentilizio). Marano quindi deriverebbe dal tardo latino Marianum che ha all'origine il nome Marius, soggetto al quale è stata assegnata una proprietà fondiaria, il praedium Marianum appunto[4]. Successivamente si è aggiunta la dicitura di Napoli per distinguerla dalle altre città italiane con lo stesso nome[5], anch'esse probabilmente proprietà fondiarie di un Marius.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio maranese mostra tracce antropologiche risalenti all'età neolitica, il che ci dice come questo territorio sia stato abitato già da tempi molto lontani: difatti sono stati ritrovati insediamenti databili all'incirca 8.000 anni fa (lungo la direttrice Marano-San Rocco). Del periodo Osco-Sannita troviamo tracce soprattutto nella zona di Masseria Spinosa, Vallesana e Monteleone; tuttavia la maggior parte di esse sono state distrutte nel tempo, lasciando visibili oggi solo tre strade ancora percorribili, ovvero Cupa dei Cani, Pendine e Cupa Orlando.Col periodo romano abbiamo una una vera e propria fioritura dell'area divenuta crocevia di attività economiche, ludiche e religiose, in quanto situata lungo la Consularis Campana che collegava Pozzuoli (importante porto commerciale nel periodo imperiale) a Capua (a sua volta collegata a Roma con la via Appia). Del periodo romano testimonianze evidenti sono il Mausoleo del Ciaurro (la più importante opera architettonica di tipo funerario in Campania) e cinque statue conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli raffiguranti un liberto di nome Dama, la moglie Terzia (entrambi appartenuti all'imperatore Tiberio), Ercole e due fauni.Dopo i Romani si avvicendarono Bizantini, Normanni, Svevi e Angioini. In questi secoli sorsero i nuclei originari della città: un villaggio denominato Balisano (o Vallesana), un altro che era il vero è proprio casale di Marano (e quindi identificabile nel centro storico) e il casale di Turris Marano (o Marano delle Torri) nei pressi di Monteleone. Proprio nella zona di Monteleone l'imperatore Federico II fece edificare un castello adibito a residenza di caccia che, tuttavia, alla sua morte fu incendiato a causa di una sollevazione popolare; fu fatto ricostruire dal re Carlo I D'Angiò nel 1275, il quale costrinse sessanta famiglie a risiedere nelle vicinanze dello stesso, fondando di fatto la frazione denominata San Rocco[6]. Con la venuta a Napoli degli Spagnoli, Marano si trasformò in un cantiere cambiando il proprio volto. Nel 1630, oltre a comprendere il suo storico territorio, la città inglobava Quarto e il territorio dell'attuale Monterusciello. Inoltre sino a questa data Marano faceva parte dei casali demaniali di Napoli[7]; tuttavia gli organi di governo, a causa delle difficoltà finanziarie dello Stato, decisero di alienare il casale, insieme ad altri, per ingrossare le casse. Il casale fu dunque venduto ad Antonio Manriquez, marchese di Cirella, al quale successe il figlio Diego nel 1631. A Diego successe la sorella Caterina[8] (nel 1637) e alla sua morte, nel 1690, ad Eufrasia Serbellone (figlia di Caterina Manriquez). Dal 1704 Marano passerà ai nobili Caracciolo[9][10]. Nel 1806 a seguito della riforma amministrativa operata sotto il regno napoletano di Giuseppe Bonaparte, il feudo fu abolito per far spazio alla nascente amministrazione comunale maranese. In seguito Marano seguirà le sorti dapprima del Regno delle Due Sicilie e poi dell'Italia.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica[11]»
— 31 luglio 1981

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Mausoleo del Ciaurro[modifica | modifica wikitesto]

Il Ciaurro è un mausoleo di epoca romana risalente, probabilmente, al I-II secolo d.C.[12].A tutt'oggi non si sa bene chi vi fosse stato sepolto, ma sono state fatte nel tempo diverse supposizioni; la più accreditata è quella che vede in Tirone, uomo politico, oratore e discepolo di Cicerone, il proprietario del monumento. L'unica cosa di valore ad essere ritrovata (a parte l'intera struttura) è un cofanetto ornato con all'interno 30 monete d'argento.Il Ciaurro occupa un'area di circa 400 metri quadrati; le sue pareti presentano delle nicchie, le quali contenevano le urne cinerarie. Le pareti, come anche le nicchie, sono di tufo, forse proveniente dalla collina dei Camaldoli, mentre il perimetro dell'entrata, come anche quello della finestra, è fatto con mattoni di cotto i quali, dopo un'attenta analisi, sono risultati provenire dai Campi Flegrei (visto che il terreno presenta molte tracce di zolfo). Nelle pareti di tufo sono intarsiati dei rombi. Una volta il Ciaurro presentava anche una grande cupola, distrutta, poi, dagli agenti atmosferici. Il crollo della cupola decretò solamente la rottura del pavimento e non il crollo dell'intero vano, salvando così il secondo piano. L'unico piano intatto è il piano terra, il quale si trova a circa 3 metri sotto il livello attuale del terreno. La scoperta del Ciaurro fu fatta per caso da dei ragazzini, anche se già si era consapevoli della sua esistenza. Inizialmente fu usato come fienile, e poi come deposito. Ma fu solo nel corso del secolo scorso (XX sec.) che il monumento venne tutelato e valorizzato. Attualmente è inserito nella villa comunale a cui dà il nome, costruita ad hoc per il monumento[13][14].

Castello di Monteleone[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello fu edificato una prima volta dall'Imperatore Federico II[15] tra il 1227 ed il 1230, alla cui morte, probabilmente, il Castello andò distrutto. Fu riedificato dagli Angioini dopo il 1275 dagli stessi architetti, Bausolino de Lynneais e Pietro de Chaule, costruttori del più famoso Maschio Angioino di Napoli

Castello Scilla[modifica | modifica wikitesto]

Anch'esso edificato per volere dei sovrani angioini e anch'esso realizzato dagli stessi architetti del ben più celebre Maschio Angioino, ma reso irriconoscibile dalle trasformazioni subite nei secoli, ultima, addirittura, un palazzo realizzato all'interno dello stesso.

Torre Caracciolo[modifica | modifica wikitesto]

Costruita dagli Aragonesi, dalle sue mura si può ammirare il golfo di Napoli e i Campi Flegrei, è, attualmente, di proprietà privata

Complesso dell'Eremo di Santa Maria di Pietraspaccata[modifica | modifica wikitesto]

È un complesso religioso parzialmente scavato nella collina dei Camaldoli.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[16]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il santo patrono della città di Marano di Napoli è san Castrese, la cui ricorrenza cade l'11 febbraio. La venerazione dei maranesi per il santo è molto antica: difatti la prima testimonianza del culto e di una chiesa a lui dedicata è un documento scritto datato 10 febbraio 942.

Parrocchia di San Castrese
San Castrese

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio è presenta una biblioteca dedicata ai giovani tra i 6 e i 18 anni, la quale ha come scopo quello di avvicinare i giovani alla lettura, e più in generale al mondo della cultura, mediante una serie di attività che spaziano dalla lettura animata, all'ascolto di brani, a laboratori teatrali.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Dato l'elevato numero di abitanti, Marano possiede numerose scuole materne, elementari e medie. Inoltre vi sono due scuole superiori, il Liceo Classico, delle Scienze Umane e Linguistico "Carlo Levi"[17] e il Liceo Scientifico "Emilio Segrè", che sono punto di riferimento non solo per la città, ma anche per i comuni vicini.

In città è presente anche una scuola, paritaria, che si rifà al metodo Montessori.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

I prodotti tipici maranesi sono la ciliegie Arecca e i piselli di Santa Croce, che un tempo erano coltivati in maniera massiccia ed esportati in gran parte dell'Italia, mentre oggi la diffusione resiste solo localmente[18].

  • La ciliegia Arecca prende il nome dalla collinetta maranese della Recca dove l'albero cresce fin dal XVI secolo. Tale tipica ciliegia di Marano, che ha un colore rosa-pallido ed un frutto duro, carnoso e bianco, compie la maturazione a giugno. Attualmente la coltivazione è limitata poiché, con l'espansione edilizia, molti alberi di ciliegio sono stati abbattuti. Nonostante ciò, per le sue caratteristiche organolettiche che la rendono unica essa ha avuto il riconoscimento del marchio DOP.
  • I piselli di Santa Croce prendono il nome dalla località che domina la conca di Quarto, dove erano coltivati. Ricercatissimi per la forma ultrafine e per il sapore dolcissimo, invadevano precocemente i mercati di tutta Italia fino al giorno di San Giuseppe e sparivano quando le altre qualità non erano ancora giunte a maturazione. Sono un coltura molto rara e preziosa per la loro qualità.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Marano Ragazzi Spot Festival[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno, sin dal 1998, a Marano si svolge il cosiddetto festival della legalità, il Marano Ragazzi Spot Festival[19]. Patrocinato dall'associazione Libera, dal comune di Napoli, Marano, dal MIUR e da altri soggetti, è il festival internazionale degli spot di pubblicità sociale realizzati dai ragazzi che numerosi, provenienti da ogni parte d'Italia e d'Europa, accolti nelle famiglie maranesi, condividono attraverso l'impegno, la partecipazione e la corresponsabilità, il sogno di futuro migliore per consegnare alle giovani generazioni un'identità positiva e partecipativa, capace di riscattarle dalla sudditanza della imperante sottocultura camorristica. Il festival è organizzato dal Consorzio delle scuole di Marano di Napoli nell'ambito delle attività coordinate dal Settore Educazione alla Legalità dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Campania; si svolge ad ottobre di ogni anno coinvolgendo l'intera città, per dare un'identità positiva e partecipativa ai giovani di un territorio troppo offeso, depredato e influenzato dalla camorra, dove la scuola è stata chiamata al gravoso compito di offrire motivazioni, riferimenti, esempi, affettività e progettualità.

Gli spot del MRSF creati dai ragazzi saranno poi proiettati sui monitor delle stazioni della metropolitana di Napoli; saranno inseriti nel palinsesto della pubblicità sociale della RAI ogni anno intorno al 21 marzo per promuovere la giornata della memoria per le vittime delle mafie (organizzata da Libera); saranno trasmessi da trasmissioni televisive per ragazzi e dal GTRagazzi.

Il MRSF nel 2009 si è fregiato della Medaglia dal Presidente della Repubblica e del Premio Alta Qualità per l'Infanzia

Persone legate a Marano di Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Antichi mestieri[modifica | modifica wikitesto]

Con l'evoluzione della società, alcuni antichi mestieri tipici di Marano sono andati perduti. Tra questi quello dei “montesi”, che lavoravano nelle cave di tufo della zona, e i “cestai” che lavoravano il legno di castagno o di faggio, facendo uso persino dei denti, per produrre cesti destinati per lo più al lavoro dei campi. Altri artigiani indispensabili per l'andamento dell'economia locale erano i “carrai”, che costruivano e riparavano i carri, e gli “scalari”, la cui attività consisteva nel costruire il cosiddetto “treppiedi”. I “mugnai”, proprietari dei mulini, erano addetti alla macinazione del grano[18].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Tram Marano-Capodimonte, nei pressi del corso Amedeo di Savoia
Tram Marano-Capodimonte, nei pressi del corso Amedeo di Savoia
Autobus 165 in via San Rocco

L'asse viario più importante è la strada provinciale denominata nel complesso via Santa Maria a Cubito (ma che assume vari nomi lungo il percorso), la quale parte da Capodimonte, nei pressi del Garittone, e giunge a Sessa Aurunca, attraversando tutta Marano.

Il trasporto pubblico è affidato alle autolinee della compagnia ANM e CTP che la collegano al capoluogo e ad altri comuni limitrofi. Inoltre il comune è provvisto di un proprio servizio di trasporto locale che gestisce le tratte interne[20]. Gli Autobus che passano per Marano sono: Linee M4 - M5 - 162 - 361 - 165 - 460 - 143 - 144. A Marano si può arrivare facilmente prendendo a Napoli la Metropolitana linea 1 scendendo alla stazione di Chiaiano per poi prendere le linee indicate, tranne la 143 e la 144 che fanno il percorso nella Zona dei Camaldoli.

Fra il 1902 e il 1960 la città era collegata con Napoli mediante un'apposita diramazione delle tranvie di Capodimonte; fra il 1913 e il 1975 era inoltre presente una stazione lungo la ferrovia Alifana.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
9 agosto 1990 16 gennaio 1991 Spinosa Antonio DC Sindaco Dimissionario
16 marzo 1991 30 luglio 1991 Di Lanno Carlo DC Sindaco Porta avanti la consiliatura apertasi il 09/08/1990. Scioglimento del consiglio comunale
30 settembre 1991 6 dicembre 1993 Amato Roberto Canale Giuseppe Commissari pref. Il 29/09/1992 si sono aggiunti i commissari Franco Malvano e Basilone Paola
6 dicembre 1993 25 marzo 1996 Bertini Mauro IND Sindaco Dimissioni del consiglio comunale
25 marzo 1996 24 luglio 1996 Cirillo giovanni - Commissario pref. -
24 luglio 1996 2 dicembre 1996 Cirillo Giovanni - Commissario str. -
2 dicembre 1996 28 maggio 2001 Bertini Mauro IND Sindaco Scadenza naturale del mandato
28 maggio 2001 30 maggio 2006 Bertini Mauro Sinistra Sindaco Scadenza naturale del mandato
30 maggio 2006 20 giugno 2011 Perrotta Salvatore DS Sindaco Scadenza naturale del mandato
20 giugno 2011 11 aprile 2012 Cavallo Mario PD Sindaco Dimissionario
11 aprile 2012 13 giugno 2013 Tramonti Gabriella - Commissario pref. -
13 giugno 2013 3 maggio 2016 Liccardo Angelo PdL Sindaco Dimissionario
In carica Commissario str. Consiglio Comunale sciolto per infiltrazioni della Camorra

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nel comune la società di calcio Gescal Boys Marano, militante in Prima Categoria 2017-2018.

Infine a Marano è nata la nuova società ASD Grande Napoli Rugby ed è presente dal 2017 l'Associazione Dinamo Napoli di handball che opera presso la Scuola V.Alfieri e che è presente nei campionati under 15 e 13.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

A Marano hanno sede un palazzetto dello sport chiamato Palamarano, uno stadio comunale dedicato alla memoria del carabiniere Salvatore Nuvoletta, dotato di pista di atletica in via Giovanni Falcone, uno stadio a campo sintetico dove gioca il Marano Calcio in via Padreterno e un bocciodromo in via San Rocco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Citta Metropolitans di Napoli, PTC - Piano Territoriale di Coordinamento, 2013, p. 44.
    «La parte della collina dei Camaldoli nel comune di Marano è interessata da problematici dissesti di frana».
  4. ^ Enciclopedia Treccani, Toponimo prediale, su treccani.it.
  5. ^ Gnecco Luigi, Nuovo dizionario dei comuni del Regno d'Italia, Savona, Bertolotto, 1871, p. 225.
    «La denominazione Marano è cambiata in Marano di Napoli col Regio Decreto del 22 gennaio 1863».
  6. ^ Città di Marano di Napoli, Storia della città di Marano, su comunemaranodinapoli.gov.it.
  7. ^ Summonte Giovanni Antonio, Historia della Città e Regno di Napoli, vol. 1, Napoli, 1675, pp. 266-267.
    «Li casali di Napoli sono a numero di 37, i quali fanno un corpo con la città, godendo anch'essi l'immunitadi, privileggi e prerogative di lei, havendo anche luogo in essi casali le Consuetudini napoletane compilate per ordine di Carlo II.».
  8. ^ Pagando un relevio di 605 ducati. cit.Archivio di Stato di Napoli, Spoglio delle significatorie dei relivi, 17, f.276
  9. ^ Marano passò dapprima a Nicolò Bernardino Caracciolo, pronipote di Eufrasia, e successivamente ai successori Pasquale Caracciolo e Fulvio Gennaro Caracciolo.
  10. ^ Russo Carla, Chiesa e comunità nella diocesi di Napoli tra Cinque e Settecento, Napoli, Guida, 1984, p. 29, ISBN 88-7042-268-2.
  11. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, su dati.acs.beniculturali.it.
  12. ^ Mausoleo del Ciaurro, su geoplan.it.
  13. ^ Corvino Claudio, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Campania, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Campania, 2002, p. 560, ISBN 88-8289-640-4.
  14. ^ Fascia Flavia, La macchina architettonica e tecnologica del Mausoleo del Ciaurro (PDF), in Costruire in laterizio, nº 55, Faenza, Gruppo Editoriale Faenza Editrice S.p.A., Gennaio/Febbraio 1997, pp. 44-47.
  15. ^ Il Castello di Scilla e il Castel Belvedere, su castcampania.it.
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ Sito del Liceo Levi.
  18. ^ a b Città di Marano di Napoli, Tipicità, sito istituzionale.
  19. ^ Marano Ragazzi Spot Festival, su spotragazzi.it.
  20. ^ Città di Marano di Napoli, Trasporto locale, su comunemaranodinapoli.gov.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Barleri Peppe, Vallesana: notizie storiche e sacre, Napoli, Data Print, 1994.
  • Barleri Peppe, La starza e il suo castello in Marano di Napoli, Marano di Napoli, a cura del comune di Marano, 2000.
  • Barleri Peppe, Arti e mestieri a Marano di Napoli, Marano di Napoli, a cura del comune di Marano, 2001.
  • Barleri Peppe, Marano: tra dominazioni e rivolte. Da Masaniello alla Repubblica partenopea, a cura di don Pasquale Marano, Napoli, E.A.Veccia, 2003.
  • Barleri Peppe, Castel Belvedere. Da Federico II di Svevia. Tra Storia e Leggenda. Marano 2005
  • De Luca Domenico, Le strade parlano: guida e toponomastica della città di Marano, in Monumenta Maranae Historica. Studi e Testi, Napoli, Athena, 1992.
  • De Luca Domenico, Introduzione etimologica alla geomorfologia storica di Marano, in Monumenta Maranae Historica. Studi e Testi, Napoli, Athena, 1992.
  • Orlando Pasquale, Marano di Napoli. Vita socio-economica religiosa (1750-1985), Napoli, Luciano Editore, 1966, ISBN 88-86767-22-6.
  • Orlando Pasquale e Riario Sforza Ottaviano, Appunti di storia patria: i dintorni di Napoli., vol.1 (Marano di Napoli dalle origini al 1650), Napoli, D'Auria Editore, 1970.
  • Savanelli Enzo, Marano: storia, tradizioni e immagini, Napoli, Nuove edizioni, 1986.
  • Savanelli Enzo e Marra Angelo, Marano: una presenza millenaria, Marano di Napoli, Longobardi, 1988.
  • Sica Di Leo Lilli, Marano di Napoli nelle antiche immagini al tempo dei Borboni, in La rassegna d'Ischia: periodico di ricerche e di temi turistici, culturali, politici e sportivi, nº 8, 1992.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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