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Metropolitana di Napoli

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Metropolitana di Napoli
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Stazione Toledo della Linea 1
StatoItalia (bandiera) Italia
CittàNapoli
Apertura28 marzo 1993
Ultima estensione1º aprile 2025
GestoreANM
EAV
Sito webwww.metropolitanadinapoli.it/
Caratteristiche
Numero linee3
Stazioni31 (+8 in costruzione)
Lunghezza36,4 km
ScartamentoScartamento normale
Materiale rotabile39 convogli
Statistiche 2025
Passeggeri giornalieri128 000
Passeggeri annuali46 600 000
Mappa della rete
pianta
pianta

La metropolitana di Napoli è una rete di tre linee metropolitane a servizio della città di Napoli e in parte del suo circondario, integrate in una più ampia rete di servizi su ferro aventi origini e caratteristiche diverse, contraddistinti in alcuni documenti di pianificazione da un sistema di numerazione comune.

Si compone di tre linee di cui due di tipo tradizionale o pesante e una di tipo leggera: la linea 1, inaugurata nel 1993, di tipo tradizionale e caratterizzata dal colore giallo, la linea 6, aperta per la prima volta nel 2007, di tipo leggero e caratterizzata dal colore blu, e la linea 11 (nota anche come linea arcobaleno), aperta nel 2005, di tipo pesante e caratterizzata dal colore arancione. Mentre le prime due sono gestite dall'Azienda Napoletana Mobilità (ANM), l'ultima fa invece capo all'Ente Autonomo Volturno (EAV). Con la sua estensione di 36,4 km, risulta la terza rete metropolitana più estesa d'Italia, preceduta da quella di Milano e quella di Roma.[1][2]

La rete risulta a sua volta interconnessa al più vasto servizio ferroviario metropolitano di Napoli oltre che alle funicolari cittadine: tale sistema è caratterizzato da un sistema di numerazione condiviso, tariffazione integrata e vari nodi di interscambio. In particolare, sono presenti interscambi sia con la linea 2 (operata da Trenitalia sul passante ferroviario), sia con le linee della Circumvesuviana, sia con la Cumana.

Attualmente sono in corso i lavori di costruzione di 3 nuove stazioni sulla linea 1 fino a Capodichino, più altre 4 nuove stazioni in comune tra le linee 1 e 11 da Piscinola-Scampia a Di Vittorio; a queste va aggiunta anche la stazione di Melito in corso di ultimazione sulla linea 11. Inoltre sono in corso di progettazione l'estensione della linea 6 verso Nisida e Posillipo e la realizzazione della nuova linea 10 che collegherà il centro di Napoli con la periferia nord-est fino alla stazione di Napoli Afragola.[3][4]

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazioni della metropolitana di Napoli.

La rete metropolitana si compone attualmente di tre linee:

Linea Inizio Fine Apertura Ultima estensione Tracciato Stazioni Tipologia Materiale rotabile Passeggeri giornalieri (2024) Tempo di percorrenza Numero treni
Piscinola-Scampia Centro Direzionale 1993 2025 20,7 km 20 tradizionale CAF Inneo 109.600 33 min 19
Municipio Mostra 2007 2024 5,5 km 8 leggera Serie L6 3.900 16 min 5
Piscinola-Scampia Aversa Centro 2005 2009 10,2 km 5 tradizionale CAF Inneo 3.639 12 min 12
Totale 36,4 km 31[N 1] 117.139 36

Prodromi: il progetto di Lamont Young e la Metropolitana FS

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Lo stesso argomento in dettaglio: Linea 2 (servizio ferroviario metropolitano di Napoli).

Il primo progetto riguardante la costruzione di una linea metropolitana per la città partenopea risale al 1874 e fu opera dell'architetto britannico Lamont Young, il quale espose, ad un concorso bandito dal comune per la costruzione di linee tranviarie, la realizzazione di una linea che collegasse la stazione Centrale con le zone di Bagnoli e Posillipo, servendo anche il quartiere collinare del Vomero tramite la costruzione di un lungo ascensore con un dislivello di 162 metri.[5][6] Il progetto fu negli anni revisionato e poi presentato al consiglio comunale nel 1888, ma non fu però perseguito per la mancanza di fondi soprattutto da parte di enti privati.[7] Il progetto di Lamont Young venne poi recuperato nel 1902 dagli ingegneri Ferdinando Serio e Dionigi Gallarati: i due proposero la costruzione di una fitta rete metropolitana che si sarebbe estesa in modo radiale dal Vomero (piazza Vanvitelli) raggiungendo diversi punti nevralgici come la stazione Centrale, piazza Dante, San Ferdinando (piazza del Plebiscito), Mergellina, Soccavo e persino i Camaldoli e Agnano.[8] Dopo diverse revisioni, il progetto finale fu approvato nel 1911 e il 15 giugno 1913 venne posata la prima pietra a piazza del Plebiscito alla presenza del re Vittorio Emanuele III di Savoia.[9] Tuttavia, i lavori non ebbero seguito e il progetto fu abbandonato.[10]

Nel 1925 venne inaugurata la metropolitana FS, oggi linea 2

Nel 1925 a Napoli fu inaugurato il primo passante ferroviario urbano d'Italia munito di stazioni sotterranee, gestito dalle Ferrovie dello Stato[11], e noto come "metropolitana FS"[12][13]. La linea tutt'oggi è di fondamentale importanza per la città poiché collega la periferia ovest (Bagnoli) con quella est (San Giovanni-Barra) passando per i punti nevralgici del centro cittadino, come Fuorigrotta, Mergellina, piazza Amedeo, Montesanto, piazza Cavour e piazza Garibaldi. Dal 1997 il servizio è denominato come linea 2 nel piano comunale trasporti.

Gli anni '60: il progetto di una metropolitana moderna

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La storia della linea 1 inizia negli anni sessanta, quando si iniziò a pensare alla realizzazione di una quinta funicolare che collegasse i Colli Aminei con il centro della città, spingendosi fino alla zona di Capodimonte. Il progetto di funicolare fu però subito riconvertito in quello di metropolitana, data l'impossibilità di adottare un sistema a fune per un percorso così lungo. Essa, proprio per la sua elevata pendenza e le zone collinari attraversate, fu denominata inizialmente metropolitana collinare, ed in seguito, prima della fine degli scavi, linea 1.

Dagli anni '70 agli anni '90: i cantieri della linea 1 e della linea 6

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Nel 1993 viene inaugurata la linea 1, detta metropolitana collinare

Gli scavi della linea 1 cominciano il 22 dicembre 1976, ma subiscono una brusca frenata per il terremoto dell'Irpinia del 1980. Con la ripresa degli scavi i lavori proseguono lentamente a causa della complessa struttura morfologica del territorio cittadino (prevalentemente collinare) ma anche per problemi di carattere prettamente economico.

Il 28 marzo 1993 entra in funzione la prima tratta collinare Vanvitelli-Colli Aminei che collega il Vomero con la zona ospedaliera.

Il 19 luglio 1995 viene inaugurata la tratta in viadotto Colli Aminei-Piscinola che collega la zona collinare con l'area nord di Napoli.[14]

Il XXI secolo, l'inaugurazione della linea 11 e il completamento della linea 6

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A partire dagli anni 2000, la costruzione delle nuove opere relative alla metropolitana di Napoli ha visto un importante contributo del fondo europeo di sviluppo regionale.[15][16][17][18]

Nel 2001 si raggiunge il centro della città con la stazione Museo e viene inaugurato il corridoio di collegamento con la stazione di Piazza Cavour della linea metropolitana 2. Nel corso degli anni vengono inaugurate le stazioni Dante, Salvator Rosa e Materdei.

Nel 2005 viene inaugurata la linea 11 che, tramite interscambio con la linea 1 a Piscinola-Scampia, crea un collegamento con i comuni dell'area nord. La linea segue in parte il tracciato della storica ferrovia Alifana, nella sua tratta bassa, dismessa nel 1976.

Nel 2007 viene inaugurata la linea 6

Nel 2007 entra in funzione anche la linea 6, una metropolitana leggera che collega il quartiere Fuorigrotta, nell'area ovest della città, a Mergellina. La linea è stata costruita in parte sul tracciato della "Linea Tranviaria Rapida" (LTR)[19], una linea metrotranviaria progettata negli anni ottanta che avrebbe dovuto collegare la zona di Fuorigrotta al quartiere Ponticelli, nell'area est della città. I lavori però non furono mai portati a termine e dopo una serie di lunghe vicissitudini si decise di riconvertire le opere già realizzate in metropolitana. Dopo essere stata aperta con 4 stazioni, a causa della scarsa attrattiva la linea è stata chiusa al pubblico nel 2013 per poter proseguire i lavori in modo più celere. Negli ultimi anni la linea 6 ha infine raggiunto il quartiere Chiaia e termina a piazza Municipio dove trova un nodo di interscambio con la Linea 1.[20]

Nel 2009 venne estesa la linea 11 con la tratta Mugnano-Aversa Centro e vennero inaugurate tre stazioni: Giugliano[22], Aversa Ippodromo e Aversa Centro.

Nel biennio 2011-2012 sono state inaugurate le stazioni Toledo e Università della Linea 1. Il 31 dicembre 2013 è stata inaugurata l'apertura all'esercizio della stazione Garibaldi (progettata da Dominique Perrault), permettendo di collegare con un unico interscambio la Linea 2, la Circumvesuviana e la rete ferroviaria nazionale, nonché quella dell'alta velocità, con la linea 1.[23][24] Il 2 giugno 2015 viene messa in esercizio la stazione Municipio, mentre il 6 agosto 2021, dopo venti anni di cantieri, è stata inaugurata ed aperta al pubblico la stazione Duomo.

Il 16 luglio 2024, dopo oltre dieci anni di chiusura, la linea 6 è stata nuovamente inaugurata contestualmente all'apertura della nuova tratta Mergellina-Municipio,[25] mentre il 1º aprile 2025 la linea 1 è stata prolungata alla stazione di Centro Direzionale.[26]

Data Tratta o stazione Linea Annotazioni
28 marzo 1993Vanvitelli - Colli Aminei
19 luglio 1995Colli Aminei - Piscinola-Scampia
14 aprile 2001Vanvitelli - MuseoProvvisoriamente esercita a binario unico ed è servita da un collegamento navetta che è terminato il 14 dicembre 2002
27 marzo 2002Museo - Dante
5 luglio 2003MaterdeiStazione compresa nella tratta
Vanvitelli - Museo
16 luglio 2005Piscinola-Scampia - Mugnano
4 febbraio 2007Mostra - Mergellina
24 aprile 2009Mugnano - Aversa Centro
26 marzo 2011Dante - UniversitàProvvisoriamente esercita a binario unico ed è servita da un collegamento navetta che è terminato il 2 dicembre 2013
17 settembre 2012ToledoStazione compresa nella tratta
Dante - Università
31 dicembre 2013Università - GaribaldiL'intera linea funziona a doppio binario senza interruzioni
2 giugno 2015MunicipioStazione compresa nella tratta
Dante - Università
6 agosto 2021DuomoStazione compresa nella tratta
Università - Garibaldi
17 luglio 2024Municipio - Mergellina
1º aprile 2025Garibaldi - Centro Direzionale
Lo stesso argomento in dettaglio: Linea 1 (metropolitana di Napoli).
Mappa della linea 1

La linea 1 collega la città da nord-ovest, con capolinea Piscinola-Scampia, a sud-est con capolinea Centro Direzionale. Dunque, unisce il centro cittadino con la zona collinare del Vomero, la zona ospedaliera fino ad arrivare a Piscinola.

Inaugurata nel 1993, è stata la prima metropolitana su tracciato riservato della città: chiamata anche Collinare in quanto presenta diversi tratti in pendenza e un tratto di galleria "a spirale". Nel corso degli anni sono state aggiunte numerose stazioni fino ad arrivare al numero di 20. Sono in costruzione e in progetto ulteriori prolungamenti: la linea in base ai lavori e ai progetti diventerà un vero e proprio anello ferroviario.[27]

La linea 1 è interconnessa alle altre 2 linee metropolitane (6, 11) oltre che la linea 2 del servizio ferroviario metropolitano e le funicolari cittadine.

Essa serve quindi complessivamente 20 stazioni, raggiungendo una pendenza massima di 55‰; per il trasporto all'interno delle stazioni, sono presenti 52 ascensori e 108 strumenti quali scale mobili, marciapiedi mobili, piattaforme elevatrici e montascale.[27]

Effettua ogni giorno circa 242 corse dalle 6:00 alle 23:00 (il venerdì e il sabato il servizio è prolungato fino alle 2:00[28]), con una frequenza pari a 9 minuti nella maggior parte della giornata e con una velocità media di 32 km orari.[29]

Lo stesso argomento in dettaglio: Linea 6 (metropolitana di Napoli).
Mappa della linea 6

La linea 6 collega la città dal centro, con capolinea Municipio, nel quartiere San Ferdinando, a ovest, con capolinea Mostra, nel quartiere Fuorigrotta.

Nata come tranvia veloce e trasformata in seguito in metropolitana leggera, la linea 6 è stata inizialmente inaugurata l'11 gennaio 2007 ed era composta da 4 stazioni: Mostra, Augusto, Lala e Mergellina. A causa della brevità del tracciato e della sua sovrapposizione alla linea 2 e alla ferrovia Cumana, non vide grande affluenza di viaggiatori, per cui fu decisa la sospensione del servizio a partire dal 2013, per consentire la conclusione dei lavori nella tratta Mergellina-Municipio, stazione in cui sarebbe avvenuto l'interscambio con la linea 1. Dopo oltre 10 anni dalla chiusura, il 16 luglio 2024 la linea è stata nuovamente inaugurata[30], con la nuova estensione fino a Municipio, comprendendo le stazioni di Arco Mirelli, San Pasquale e Chiaia. Nella prima fase di esercizio, è prevista una frequenza di un treno ogni 13,5 minuti, dalle 7:30 alle 15:30. Come la linea 1, anche la linea 6 è gestita da ANM. Tutte le fermate fanno parte del circuito delle stazioni dell'arte.

Lo stesso argomento in dettaglio: Linea Napoli-Giugliano-Aversa.
Mappa della linea 11

La linea 11 collega la periferia nord della città, con capolinea Piscinola-Scampia, al suo circondario (agro giuglianese), con capolinea Aversa Centro nel comune di Aversa. Il suo percorso è interamente sotterraneo.

La linea costituisce la ricostruzione e riconversione in metropolitana pesante dell'Alifana bassa, linea ferroviaria a scartamento ridotto dismessa nel 1976.[31] Svolge servizio urbano con due fermate nella città di Aversa collegandola a Giugliano e al quartiere Scampia della periferia di Napoli e quindi all'area collinare napoletana tramite interscambio con la linea 1. Svolge servizio in tre aree territoriali distinte (agro aversano, giuglianese e comune di Napoli) sia nella città metropolitana di Napoli sia nella provincia di Caserta, risultando la prima metropolitana interprovinciale costruita in Italia[32].

Titoli di viaggio

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Per usufruire del servizio delle linee 1 e 6 per una singola corsa è necessario un biglietto di corsa singola di tipo "B" dell'ANM, al costo di 1,50 euro. Sono validi per viaggi lungo la rete metropolitana i biglietti giornalieri e settimanali e gli abbonamenti mensili e annuali dell'ANM e i biglietti e gli abbonamenti integrati appartenenti al sistema UnicoCampania.

Per la linea 11 gestita da EAV è necessario un biglietto aziendale EAV, oppure un biglietto integrato di UnicoCampania.

Orari di apertura

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Il servizio della linea 1 inizia alle ore 6:00 del mattino e termina intorno all'1:30 il venerdì e il sabato mentre termina alle 23:00 dalla domenica al giovedì.[28]

Per quanto riguarda la linea 6, il servizio inizia tutti i giorni alle 7:10 e termina alle 21:10 dal lunedì al venerdì e alle 14:50 il sabato e la domenica.

Infine, per la linea 11, il servizio inizia tutti i giorni alle 6:00 e termina alle 22:00.[33]

Il servizio viene effettuato ininterrottamente con tale orario tutto l'anno.

Rete notturna

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Dal 7 dicembre 2011 è in servizio la rete sostitutiva di superficie notturna, che, copre il servizio tutte le notti nella fascia oraria in cui la metropolitana è chiusa.[34]

  • N1 P.le Tecchio - P.zza Garibaldi
  • N2 P.le Tecchio (M2/M6) - Posillipo (linea temporaneamente sospesa)
  • N3 Gianturco (M2) - Vomero (M1)
  • N4 Gianturco (M2) - Camaldoli (linea temporaneamente sospesa)
  • N5 Gianturco (M2) - Scampia (M1)
  • N6 P.le Tecchio (M2/M6) - Pianura
  • N7 P.le Tecchio - Arenella - Vomero
  • N8/N8S Gianturco - Scampia (linea temporaneamente sospesa)
  • 460 Brin - Giugliano

Su queste linee valgono gli stessi titoli di viaggio utilizzabili per la metropolitana.

Caratteristiche tecniche

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Lo scartamento dei binari è per tutte le linee quello ordinario di 1 435 millimetri. La circolazione è a destra.

Alimentazione

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Tutte le linee sono alimentate elettricamente in corrente continua.

Sistemi di segnalamento

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Linea Segnalamento Sistemi di Sicurezza Grado di automazione
Nella tratta Piscinola-Dante: Luminoso tradizionale con circuiti di binario e segnali a vista (in alcune tratte anche con marcia a vista in galleria, specialmente nei primi anni) - in dismissione graduale; dismissione definitiva nel 2026 Ripetizione segnali in cabina, frenatura di emergenza in caso di superamento segnali Manuale (GoA 1)
Nella nuova tratta: Adeguamento infrastrutturale con sistema SCADA per prossimo passaggio a un sistema di tipo CBTC (entro il 2025/26) In futuro: ATO (funzionamento regolare), ATP (condotta manuale) Semi-Automatico (GoA 2) possibile sulla nuova tratta, ma non ancora attivo
Blocco radio con sistema Ansaldo STS CBTC (Urbalis)[35], installato negli anni 2000, aggiornato nel 2024[36] ATO (funzionamento regolare), ATP (condotta manuale) integrati nel sistema CBTC Semi-Automatico (GoA 2);

Possibile evoluzione futura a GoA 3 o GoA 4

Controllo su binario tradizionale con codifica elettrica e sistema SCADA Ripetizione segnali in cabina, frenatura di emergenza in caso di superamento segnali Manuale (GoA 1)

Copertura telefonica e internet

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A partire dalla fine del 2022, sono iniziati i lavori per dotare la linea 1 della metropolitana di Napoli della copertura con le reti 4G e 5G.[37] La prima tratta a beneficiare di questa copertura è quella compresa tra le stazioni Vanvitelli e Toledo, attiva da agosto 2024.[38] A dicembre 2024 la copertura è stata estesa alla tratta Dante - Garibaldi,[39] per essere estesa a tutta la tratta interrata nel 2026. La tratta sul viadotto Piscinola-Scampia - Frullone-San Rocco non è stata interessata dai lavori, poichè essendo in superficie dispone di copertura di rete tradizionale.

Questo intervento è il risultato di un accordo tra Cellnex Italia, il Comune di Napoli e l'ANM. L'infrastruttura DAS (Distributed Antenna System) multi-operatore[40] si estende su un tratto complessivo di 12 km e comprende 570 micro antenne distribuite in 16 stazioni della linea 1. Inoltre, è stata installata un'infrastruttura di fibra ottica che copre 12 km di gallerie, permettendo a diverse stazioni di offrire una rete WiFi gratuita per gli utenti.[41][42]

Materiale rotabile

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Parco veicoli

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Al 2026, il materiale rotabile risulta composto da due tipi diversi di convogli:

Le originali elettromotrici M1 della linea 1 avevano una velocità massima di 80 km/h;[43] [44]normalmente erano composte da due unità di trazione agganciate l'una all'altra, ogni unità di trazione era composta da due motrici (in testa e in coda) unite tra loro, ogni motrice aveva 30 posti a sedere e circa 200 posti in piedi, per un totale di circa 400 posti per ogni unità.[45] I posti totali di ogni treno (2 unità di trazione, cioè 4 motrici totali) erano quindi poco più di 800, di cui 120 a sedere. Inizialmente i convogli erano composti da sei motrici (3 unità di trazione) ed occupavano tutta la lunghezza delle banchine alle stazioni; successivamente, a causa dell'ampliamento della linea e della scarsità dei convogli a disposizione, per mantenere una buona frequenza delle corse i convogli sono stati accorciati. A partire dall'agosto 2023, con l'entrata in servizio del nuovo materiale rotabile targato CAF, i treni ripresero a circolare nella loro originaria composizione di 3 unità di trazione. Le elettromotrici sono state in seguito ritirate dal servizio e accantonate in deposito durante il 2024.[46]

Dal 18 ottobre 2022 sono operativi i primi 19 dei 23 nuovi convogli Inneo della società spagnola CAF. Le vetture sono composte da 6 carrozze tutte collegate tra loro, per una lunghezza totale di 108 metri; le carrozze sono dotate di impianto di condizionamento, Wi-Fi, indicatori LED, display TFT, sistemi per la riduzione del rumore e postazione per sedia a rotelle. I nuovi convogli possono trasportare contemporaneamente circa 1.200 persone, di cui 130 sedute.[47]

I convogli utilizzati sulla linea 6 sono invece le elettromotrici MN L.6 001-006, che vennero ordinate per essere impiegate lungo una tranvia, nota come Linea Tranviaria Rapida la quale doveva originariamente correre da piazzale Tecchio fino a Ponticelli passando per piazza Municipio.

I convogli utilizzati sulla linea 11 inizialmente furono tre convogli della linea 1.[48] Nel 2006 furono acquistati e modificati alcuni treni di elettromotrici MA 100 usati precedentemente sulla linea A di Roma, messi in servizio nel 2009 e dismessi a fine 2025.[49] A partire dal 25 settembre 2025 sono utilizzati anche i convogli CAF Inneo già in uso per la linea 1, con la sola differenza nella livrea dei treni.[50]

Sono in costruzione 22 nuovi convogli per la linea 6 (Elettrotreni Hitachi L6), prodotti da Hitachi Rail STS. La consegna delle prime unità è prevista nel 2026, in attesa del termine di costruzione del deposito di Campegna.

Rimessaggio e manutenzione

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Lo stesso argomento in dettaglio: Deposito ANM Piscinola e Deposito EAV Giugliano.
Tornelli della stazione di Duomo
La sala biglietteria della stazione Università

Ognuna delle due linee dispone di un deposito, ovvero di un luogo deputato per il rimessaggio e la manutenzione dei convogli.

Il deposito della linea 1, detto «di Piscinola» (in quanto situato in loco), occupa una superficie di 15000  e comprende le seguenti aree:[51]

  1. Officina per la manutenzione dei rotabili;
  2. Rimessa per il lavaggio e il ricovero dei rotabili;
  3. Rimessa per il ricovero di veicoli ausiliari per la manutenzione della linea;
  4. Magazzino di stoccaggio materiali;
  5. Spogliatoi per gli addetti alla manutenzione;
  6. Palazzina in cui risiede il personale che controlla la manovra dei convogli in ambito Deposito.

Le attrezzature tecnologiche dell'officina comprendono:[51]

  1. Centrale termica che serve i complessi del deposito;
  2. Impianto di distribuzione aria compressa;
  3. Impianto di disinibizione gasolio;
  4. Impianto antincendio a sprinkler.

La linea 6, invece, è dotata di un'officina provvisoria (situata poco dopo la stazione Mostra), costruita per permettere la manutenzione dei pochi convogli che correvano lungo la linea.[45] È in costruzione il deposito di Arsenale, di maggiori dimensioni e dotato di maggiori attrezzature.[45]

La linea 11 utilizza in via provvisoria il deposito Piscinola della linea 1 della metropolitana di Napoli. È in costruzione un nuovo deposito presso il comune di Giugliano.

Frequentazione

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Traffico passeggeri annuo
Anno Passeggeri
2024
42 175 747  
2023
38 233 750 [52][53]
2022[N 2]
27 919 940 [54][55]
2021[N 2]
18 516 803 [56][57]
2020[N 2]
15 961 747 [58][59]
2019
43 522 844  [60][61]
2018
43 218 301 [62][63]
2017
45 056 284  [63][64]
2015
41 114 530  [65]

Le stazioni dell'arte

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Lo stesso argomento in dettaglio: Stazioni dell'arte.
Riproduzione dell'Ercole Farnese, esposta nell'atrio della stazione Museo.
Particolare del piano Ceres della stazione Chiaia con le riproduzioni delle statue della collezione Farnese.

Con la costruzione e il potenziamento delle varie linee è stato promosso dal comune di Napoli il progetto Stazioni dell'arte (Piano delle 100 stazioni[66]) che consiste nell'affidare la progettazione delle stazioni a noti artisti ed architetti contemporanei. Successivamente la regione Campania ha emanato una delibera (deliberazione del 19/05/2006 n. 637[67]) sulle linee guida per la progettazione e realizzazione delle stazioni della rete ferroviaria regionale[68][69].

L'obiettivo perseguito dalle amministrazioni è quello di costruire stazioni che siano sia funzionali sia contemporaneamente centri di aggregazione belli e confortevoli; contestualmente l'obiettivo è quello di riqualificare urbanisticamente le zone circostanti.

Per il resto, le stazioni dell'arte sono distribuite lungo le linee 1, 6 e 11 e contengono numerose opere d'arte contemporanea pensate appositamente per le stazioni e prodotte da artisti di fama internazionale oppure da giovani architetti locali, e sono state premiate come le stazioni più belle d'Europa.

I reperti archeologici

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Lo stesso argomento in dettaglio: Reperti archeologici della metropolitana di Napoli.
La città greco-romana riaffiora negli scavi della stazione Municipio, nell'omonima piazza.

Durante gli scavi della metropolitana sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici.

Questi ultimi, attribuibili all'epoca preistorica, greca, romana, bizantina, medievale e aragonese, offrono un'ottima testimonianza della Napoli antica e sono oggi esposti nella Stazione Neapolis, un piccolo ambiente museale facente parte del più grande complesso del Museo archeologico nazionale di Napoli.

Resto dell'acquedotto romano del Serino esposto nella stazione Chiaia

Le sei stazioni dove sono stati portati alla luce più reperti, situate nella tratta bassa della linea 1 e linea 6 sono:

Sviluppi futuri

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Prolungamenti

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Linea Tratta o stazione Stato Inaugurazione prevista Lunghezza Stazioni
Centro Direzionale - Capodichinoin costruzione20263,2 km3[71]
Piscinola-Scampia - Di Vittorio2026-20274,1 km4
Mostra - Campegnain costruzioneoltre il 20301
Campegna - Nisidain progettazione[72]da definire3
Campegna - Posillipo1
Mappa futura della linea 1.

Il completamento della linea 1 prevede la realizzazione di un «anello strategico» che si chiuderà a Piscinola passando per piazza Garibaldi, il Centro Direzionale e l'aeroporto di Capodichino: in questo modo verrà ampliata notevolmente la lunghezza della linea, che da 20 km diventerà di 25 km.[27]

Il completamento della linea è previsto in due fasi:[27]

  1. Centro Direzionale - Aeroporto: fase pre-conclusiva, in cui sarà possibile collegare il porto, la stazione ferroviaria e l'aeroporto in sole otto stazioni.
  2. Aeroporto - Piscinola: fase conclusiva, che costituirà la chiusura dell'«anello ferroviario» ed il completamento della linea 1.

Attualmente la frequenza minima garantita dei treni è di 9 minuti.[73]

La linea 6 si estenderà verso ovest e prolungherà la linea da piazzale Tecchio con una biforcazione fino al quartiere di Posillipo e il quartiere di Bagnoli.[72] Il 4 maggio 2026 sono ufficialmente partiti i lavori per la realizzazione della stazione Campegna e dell'annesso deposito.[74]

Attualmente sono in corso di completamento le stazioni incluse nella tratta Piscinola - Di Vittorio, che contribuiranno alla chiusura dell'anello metropolitano della linea 1. Per il futuro è prevista la circolazione promiscua di entrambe le linee sullo stesso tracciato, in modo da avere un percorso anulare servito dalla linea 1, ed un percorso a sei servito dalla linea 11, partendo dalla stazione in sopraelevata di Piscinola, passando per la stessa stazione sotterranea giungendo infine ad Aversa Centro.[75]

Inoltre era previsto in origine un prolungamento fino a Santa Maria Capua Vetere, ma per mancanza di fondi dal 2010 il progetto è in sospeso, e si sono valutate alternative più economiche per sfruttare quanto già costruito, come la realizzazione di un tram.[76]

Linea Tratta Nuove stazioni previste Nuove città servite dalla linea Note
Linea 10Carlo III - Afragola Centro10Napoli, Casoria, Casavatore, AfragolaTratta finanziata e in progettazione. Interscambio con stazione "Di Vittorio" della Linea 1.
Linea 10Principe Umberto - Carlo III1Interscambio con la stazione "Garibaldi" della linee 1, linea 2 e linee Circumvesuviana.
Linea 10Afragola Centro - Afragola AV1

Nel 2022 è stato definitivamente approvato da Regione Campania, Comune di Napoli e Città Metropolitana - e finanziato con circa 800 milioni di euro - il progetto della Linea 10, nota anche come LAN (Linea Afragola-Napoli): l'infrastruttura metropolitana collegherà il centro della città con la linea dell'Alta Velocità presso la stazione di Napoli Afragola. Il progetto prevede l'utilizzo di una metropolitana leggera automatica (fermate funzionali, banchine corte da 60 metri) con un tracciato lungo circa 13 km e 12 stazioni, di cui 5 all'interno del comune di Napoli e la restante parte nei comuni di Casavatore, Casoria e Afragola: Principe Umberto (interscambio con linee 1 e 2), Carlo III, Ottocalli, Leonardo Bianchi e Di Vittorio.[77][78]

Nel 2021 viene presentato il progetto delle due linee di gronda a servizio della zona nord di Napoli: la prima, ad ovest, che colleghi la stazione Chiaiano della linea 1 alla stazione Licola della ferrovia Circumflegrea, utilizzando in parte il sedime della vecchia e dismessa ferrovia Alifana bassa, attraversando i comuni di Giugliano, Qualiano, Villaricca, Calvizzano, Marano e Mugnano, con una biforcazione per raggiungere il Litorale Domitio; la seconda, ad est, che colleghi la zona di Giugliano con l'area nolana, passando per diversi centri abitati come Cardito e Afragola.[79][80] Nel 2025 il progetto viene rivisito e convertito in due linee di monorotaia, con tracciati differenti da quelli precedentemente proposti, a cui si aggiunge una terza linea sotterranea in territorio urbano che dovrebbe collegare la Zona ospedaliera con la Porta Piccola del Bosco di Capodimonte.[81][82] Tali opere sono in attesa di finanziamento, stimato intorno ai 2,5 miliardi di euro.[83]

Nel 2024 è stato ufficialmente presentato il progetto di una nuova linea metropolitana che collegherà la stazione Di Vittorio con i comuni di Arzano, Grumo Nevano, Casandrino e Sant'Antimo, per poi congiungersi alla linea 11 nella tratta ferroviaria tra Aversa Ippodromo e Giugliano.[84] Il progetto rappresenta un'evoluzione del cosiddetto "baffo di Arzano", che doveva essere una diramazione della linea 10 nel suddetto comune.[85][86] Le fermate progettate sono: Casavatore-Arzano, Arzano-Villa Comunale, Arzano-Alberto Gallo, Grumo Nevano, Casandrino-Giovanni Minzoni, Casandrino-Giovanni Falcone, Sant'Antimo-Piazza della Repubblica e Sant'Antimo-Arturo Toscanini.[87] Il progetto è stato poi inserito dalla regione Campania nella programmazione degli interventi di trasporto rapido di massa da presentare al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, chiedendo un finanziamento da circa 2 miliardi di euro per l'intera opera.[88]

Annotazioni
  1. Sale a 33 se si considerano due volte le stazioni d'interscambio Municipio (L1, L6) e Piscinola-Scampia (L1, L11).
  2. 1 2 3 Anni interessati dalle restrizioni connesse all'emergenza COVID.
Fonti
  1. Rete metropolitana e tratte ferroviarie urbane - ANM.it (PDF), su ANM.it - in Internet Archive, 14 ottobre 2014. URL consultato il 15 gennaio 2019 (archiviato il 14 ottobre 2014).
  2. L'Azienda Napoletana Mobilità SpA - ANM.it, su anm.it, 27 ottobre 2014. URL consultato il 15 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2014).
  3. Inizio progettazione prolungamento Linea 6, su comune.napoli.it.
  4. Presentazione progetto Linea 10, su kappaelle.net.
  5. L'architetto che voleva costruire Venezia a Napoli, su il Post, 1º ottobre 2023. URL consultato il 10 aprile 2025.
  6. Lamont Young, l'architetto che sognava una Napoli del futuro, su TraghettiPer. URL consultato il 10 aprile 2025.
  7. Clara Bernardo, Stefano Fedele, Lamont Young, l'utopista pragmatico che sognò una Napoli moderna ed europea, su Open House Napoli. URL consultato il 10 aprile 2025.
  8. Paolo Neri, Cronaca di Napoli, su Clamfer. URL consultato il 10 aprile 2025.
  9. Federico Quagliuolo, La stazione inesistente della prima metropolitana d'Italia, su Storie di Napoli, 23 agosto 2020. URL consultato il 10 aprile 2025.
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  12. Archivio de Il Corriere della sera (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2017).
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  21. Giugliano è l’unica città a non avere un collegamento diretto con Napoli, su teleclubitalia.it.
  22. Nonostante l'apertura di questa stazione, Giugliano, che è la terza città della Campania, non ha collegamenti diretti con Napoli centro, in quanto, sia le relazioni su ferro che quelle su gomma, terminano le loro corse alla periferia di Napoli[21].
  23. Metropolitana di piazza Garibaldi, l'apertura al pubblico il 30 dicembre, su Napoli - La Repubblica, 2 dicembre 2013. URL consultato il 15 gennaio 2019.
  24. Il Mattino, Napoli: Inaugurata la stazione Garibaldi, su ilmattino.it, 2 dicembre 2013. URL consultato il 15 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2019).
  25. Napoli, apre la metropolitana Linea 6: il taglio del nastro coi commissari Ue, da domani treni in servizio, su la Repubblica, 1º aprile 2025. URL consultato il 1º aprile 2025.
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  71. Originariamente era prevista un'ulteriore stazione, Santa Maria del Pianto, poi accorpata a Capodichino.[70]
  72. 1 2 Comune di Napoli, Affidamento del progetto di fattibilità tecnica ed economica, con opzione del progetto definitivo e del progetto esecutivo, per la realizzazione del prolungamento della linea 6 della metropolitana di Napoli: tratta Campegna – Nisida e tratta Campegna – Posillipo, su comune.napoli.it. URL consultato il 27 dicembre 2023.
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