Volla

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Volla
comune
Volla – Stemma Volla – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
Città metropolitanaCittà metropolitana di Napoli-Stemma.png Napoli
Territorio
Coordinate40°53′N 14°20′E / 40.883333°N 14.333333°E40.883333; 14.333333 (Volla)Coordinate: 40°53′N 14°20′E / 40.883333°N 14.333333°E40.883333; 14.333333 (Volla)
Altitudine25 m s.l.m.
Superficie6,2 km²
Abitanti24 078[1] (28-2-2017)
Densità3 883,55 ab./km²
Comuni confinantiCasalnuovo di Napoli, Casoria, Cercola, VI Municipalità di Napoli, Pollena Trocchia
Altre informazioni
Cod. postale80040
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT063089
Cod. catastaleM115
TargaNA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiVollesi
Patronosan Michele Arcangelo
Giorno festivo29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Volla
Volla
Volla – Mappa
Posizione del comune di Volla nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Volla (IPA: /'volla/, 'A Vólla in napoletano[2][3]) è un comune italiano di 24 078 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

È posizionato tra il vesuviano e l'area orientale del capoluogo partenopeo. Nella zona al confine con il territorio di Casoria è visibile il corso del fiume Sebeto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

« BOLLA, Bulla, Labolla, e la Volla, è una pianura alle radici del Vesuvio [...]. Ella surse la sua denominazione da uno sgorgo di acqua, che vi si vede, quasi a bulliendo de' Latini, cadendo l'acqua suddetta dall'altezza di molti palmi, ed ivi chiamano la Casa della Volla [...] »

(Lorenzo Giustiniani, Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli, Volume 2, Napoli 1797, voce "Bolla", pag. 304-307[4])

Il comune di Volla è stato istituito negli anni cinquanta[5], per scorporo dal comune di San Sebastiano al Vesuvio.

Secondo alcune fonti storiche, è da collocare proprio a Volla la cosiddetta "strage di San Daniele" del 1678. Tale evento, documentato anche nei miniati francescani del convento di San Giovanni a Mare, vede protagonista il conte Fernando Furno Orlando. Secondo le cronache il conte avrebbe decapitato tale frate Genesio, reo di avere percosso un orfano che aveva tentato di derubarlo.[senza fonte]

Nel maggio del 2000 la cittadina vesuviana ricevette per qualche giorno l'attenzione dei media nazionali a seguito delle dure affermazioni anticamorra del parroco don Franco Gaeta, il quale durante un'omelia auspicò che il Signore chiamasse a sé (alludendo alla loro morte) i malviventi che non avessero voluto abbandonare la loro delinquenziale condotta di vita[6][7].

La vita politico-amministrativa del comune durante il primo decennio di questo secolo è stata segnata dalla vicenda riguardante lo scioglimento del consiglio comunale a causa di forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata[8], disposto con il D.P.R. del 2 novembre 2004[9]. Sul ricorso presentato contro il provvedimento dagli esponenti dell'allora maggioranza politica guidata dal sindaco di centro-sinistra Giovanni Ciro Mastrogiacomo si è pronunciato, rigettandolo, il Consiglio di Stato[10], a conferma di quanto già espresso in primo grado dal TAR Campania[11].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

  • Vino Rosso Pompeiano
  • Menesta 'e Natale (tipica verdura utilizzata per la minestra natalizia)
  • Friarielli
  • torcioni
  • spinellucci

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Centro a vocazione agricola, con l'incremento demografico degli ultimi anni si è trasformato in centro di distribuzione di prodotti dell'agricoltura. Da alcuni anni ospita il Centro agro-alimentare di Napoli, uno dei maggiori mercati ortofrutticoli d'Italia. Il centro è noto soprattutto come grande produttore mondiale di friarielli. Un discreto sviluppo ha avuto anche il settore industriale (materie plastiche, carta, ecc.).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Volla è collegata alla Circumvallazione Esterna di Napoli.

La stazione di Volla è posta lungo la ferrovia Napoli-Nola-Baiano, in territorio del comune di Casoria, precisamente nella frazione Arpino.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di Basket della città è il Basket Volla che milita nel girone A del campionato regionale (f.i.p) di Serie D.

La principale squadra di calcio del comune è l'A.S.D. Virtus Volla che milita nel girone A dell'Eccellenza Campania. È nata nel 2002.

La principale squadra di pallavolo Volley Volla milita nel campionato di Serie C (maschile) e Serie D (femminile)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, p. 714.
  3. ^ La pronuncia è cioè Vólla, con la vocale -o- chiusa, come in bólla /'bolla/. Il toponimo, che si trova anche in altre regioni d'Italia, deriva infatti dal latino bulla, cioè appunto bolla (qui nel senso di "polla d'acqua sorgiva", con riferimento alla sorgente del fiume Sebèto). Cfr. Autori vari, Dizionario di toponomastica, UTET, Torino, 1990, alla voce Volla.
  4. ^ Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli, Volume 2, Napoli 1797
  5. ^ Decreto del presidente della Repubblica n. 411 del 29 aprile 1953 (Distacco della frazione Volla del comune di San Sebastiano al Vesuvio ed erezione in comune autonomo con capoluogo e denominazione Volla), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (Serie Generale) n. 125 del 3 giugno 1953
  6. ^ Articolo sull'argomento da "Repubblica.it".
  7. ^ Articolo sull'argomento da "Corriere.it".
  8. ^ Provvedimento adottato ai sensi dell'art. 143 del d. lgs. n. 267 del 2000 (Tuel), rubricato:"Scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare. Responsabilità dei dirigenti e dipendenti".
  9. ^ Decreto del Presidente della Repubblica del 2 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (Serie Generale) n. 272 del 19 novembre 2004.
  10. ^ Vedi Consiglio di Stato, sez. VI, n. 1222 del 13 marzo 2007.
  11. ^ Vedi sentenza n. 19536 del 24 novembre 2005, TAR Campania, sede di Napoli, sez. I.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vito De Lisio, Filippo Leo D'Ugo, Volla tra storia e cronaca, Napoli, Edizioni Magna Graecia, 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN247384750