Via Duomo (Napoli)

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Coordinate: 40°51′02.99″N 14°15′35.44″E / 40.85083°N 14.259845°E40.85083; 14.259845

Via Duomo

Via Duomo è una strada del centro storico di Napoli, lunga circa 1200 metri, che parte da via Foria e termina in via Marina, incrociando poco prima corso Umberto I tramite piazza Nicola Amore.

Il suo nome deriva dalla presenza del Duomo di Napoli.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Via Duomo è il cardo maior, il più lungo e grande degli antichi cardini cittadini.[1] Per questo motivo, incrocia i tre Decumani principali: il Decumano maggiore, quello superiore (Via dell'Anticaglia) e quello inferiore (Spaccanapoli).

La strada verso via Foria

La strada tuttavia non ha avuto da sempre le odierne dimensioni, che ha ricevuto soltanto in epoca recente. Prima di questo intervento urbanistico era un comune vicolo simile ai tanti altri, che veniva chiamato vico del Tarì oppure vico del pozzo bianco fino al decumano superiore e da qui definito fino al Duomo vico Gurgite. Nel Medioevo veniva chiamata vicus radii solis (cioè strada del raggio di sole) in onore di Apollo che sotto la basilica di Santa Restituta aveva il proprio tempio.[1]

Solo in età borbonica si progettò l'allargamento del vecchio cardine per creare un diretto collegamento nord-sud tra via Foria e via Marina. Nel 1853 Ferdinando II di Borbone approvò il tracciato proposto da Luigi Cangiano ed Antonio Francesconi, mentre si richiedevano notevoli modifiche al precedente progetto del 1839 elaborato da Federico Bausan e Luigi Giordano, ma non si ebbe riscontro fattuale dei progetti.

Il Duomo di Napoli (o Cattedrale), che dà il nome alla strada.

Nel 1860, Francesco II di Borbone stabiliva che la strada, portata a 60 palmi di larghezza, raggiungesse il vescovado e che la direzione fosse affidata a Cangiano e Francesconi; tuttavia, gli incalzanti avvenimenti politici ne impedirono l'esecuzione. Il progetto presentato nel 1853 fu confermato da Garibaldi, nel decreto edilizio che egli emanò il 18 ottobre 1860; in esso si prevedeva l'allargamento di uno dei cardini del tracciato greco, limitando l'intervento sul lato destro alle sole facciate dei preesistenti edifici (gli androni, le scale e i cortili conservano tuttora, infatti, l'originario aspetto).

Nel marzo del 1861 fu finalmente bandito l'appalto dei lavori, che sarebbero durati fino al 1868 per il tratto fino al vescovado; il prolungamento sino a via San Biagio dei librai e via Vicaria Vecchia fu compiuto invece nel 1870, mentre per il collegamento con la Marina bisognò aspettare sino al 1880, quando fu demolita una navata e ricostruita la facciata della chiesa di San Giorgio Maggiore. Il completamento degli edifici, in questo tratto, sarà compreso nelle opere del Risanamento.

La strada ha addirittura assunto alla fine della prima guerra mondiale e per breve tempo il nome dell'allora presidente statunitense Woodrow Wilson.

Durante il periodo della giunta comunale presieduta da Rosa Russo Iervolino si è provveduto ad un rifacimento della pavimentazione, dei marciapiedi e dell'arredo urbano.

Dal settembre 2011 fino all'estate del 2013 il tratto di strada antistante il Duomo è stato chiuso al traffico privato divenendo una corsia preferenziale ad uso esclusivo dei mezzi pubblici e dei residenti nel tratto interessato (mediante attivazione di telecamere), mentre un anno dopo, all'altezza di piazza del museo Filangieri, è stato attivato uno dei varchi elettronici della ZTL del centro antico, anch'esso mediante telecamere. Questi interventi hanno avuto come fine la progressiva diminuzione del traffico automobilistico nell'ottica di riqualificare l'importante percorso turistico.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio di piazza Museo Filangieri. Sulla destra si vede il palazzo Cuomo

La strada è ricca di importanti palazzi la cui storia percorre i secoli delle tradizioni napoletane. In piazza Museo Filangieri, sul tratto di strada più vicino a piazza Nicola Amore, si trova lo storico palazzo Como (oppure Cuomo), sede del museo civico Gaetano Filangieri.

Importanti le chiese che si affacciano sulla strada tra cui quella di San Severo al Pendino e quella di San Giorgio Maggiore, sorta sulla pianta di una antica basilica di cui conserva ancora visibili molti elementi architettonici. Percorrendo la strada ancora in salita si incrocia via Vicaria Vecchia, l'ingresso al quartiere Forcella, dal quale si vedono i caratteristici e storici vicoli di Napoli.

Salendo ancora, alla sinistra si incrociano le vie dell'antico centro greco-romano con a destra l'estensione della città oltre le mura antiche. Il duomo occupa la parte centrale della strada. Dinanzi al Duomo è situata la preziosa quadreria dei Girolamini che ha sede nel chiostro della chiesa omonima. Al civ. 152, quasi di fronte al Duomo e adiacente al convento dei Girolamini, si trova il monumentale palazzo Miradois, il cui vestibolo ingloba le volte a crociera della tardo medioevale chiesa di San Stefanello. Dalla corte del Palazzo si scorge il pregevole corpo scala barocco. Proseguendo verso piazza Cavour, s'incrocia il decumano superiore, via Anticaglia: presso questo incrocio è visibile a sinistra la chiesa di San Giuseppe dei Ruffi, mentre svoltando a destra sono raggiungibili il museo diocesano di Napoli all'interno della chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova e il palazzo arcivescovile.

La strada oggi è ricca di botteghe e negozi. Famose sono le sartorie per abiti da sposa che qui raccolgono l'eredità dell'antica arte sartoriale napoletana. Libero Bovio, infine, visse e morì al civico 45; dal 1992 campeggia sulla facciata del palazzo una targa in ricordo del grande poeta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Vincenzo Regina, Napoli antica, Newton Compton Editori, 1994

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Romualdo Marrone, Le strade di Napoli, Newton Compton Editori, 2004

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]