Raffaele Fitto

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Raffaele Fitto
Raffaele Fitto 2020 (cropped).jpg

Co-Presidente del Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei
In carica
Inizio mandato 1º luglio 2019
Cotitolare Ryszard Legutko
Predecessore Syed Kamall

Presidente della Regione Puglia
Durata mandato 19 maggio 2000 –
27 aprile 2005
Predecessore Salvatore Distaso
Successore Nichi Vendola

Vicepresidente della Regione Puglia
Durata mandato 23 aprile 1995 –
7 febbraio 1998
Presidente Salvatore Distaso
Predecessore Vincenzo Savino
Successore Rocco Palese

Ministro per le regioni e la coesione territoriale
Durata mandato 11 giugno 2010 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Se stesso[1]
Successore Piero Gnudi[2]
Fabrizio Barca[3]

Ministro per i rapporti con le regioni
Durata mandato 8 maggio 2008 –
10 giugno 2010
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Linda Lanzillotta[4]
Successore Se stesso[5]

Eurodeputato
In carica
Inizio mandato 1º luglio 2014

Durata mandato 20 luglio 1999 –
10 giugno 2001
Legislature V, VIII, IX
Gruppo
parlamentare
ECR
Circoscrizione Italia meridionale
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 aprile 2006 –
25 giugno 2014
Legislature XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
XV: Forza Italia
XVI: Il Popolo della Libertà
XVII: Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente
Coalizione Casa delle Libertà (XV)
Centro-destra 2008 (XVI)
Centro-destra 2013 (XVII)
Circoscrizione Puglia
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Fratelli d'Italia (dal 2019)
In precedenza:
DC (1988-1994)
PPI (1994-1995)
CDU (1995-1998)
CDL (1998-2001)
FI (2001-2009)
PdL (2009-2013)
FI (2013-2015)
CoR (2015-2017)
DI (2017-2019)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università degli Studi di Bari
Professione Politico
Firma Firma di Raffaele Fitto

Raffaele Fitto (Maglie, 28 agosto 1969) è un politico italiano, presidente della Regione Puglia dal 19 maggio 2000 al 27 aprile 2005, Ministro per gli affari regionali dal 2008 al 2011 nel quarto governo Berlusconi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Maglie il 28 agosto 1969, è il secondogenito di tre figli di Rita Leda Dragonetti e del politico democristiano Salvatore Fitto, anch'egli presidente della Regione Puglia dal 1985 al 1988.[6] Dopo aver conseguito la maturità scientifica al liceo statale "Leonardo da Vinci" di Maglie con votazione di 38/60, nel 1994 si laurea in giurisprudenza con la votazione di 108/110 all'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro".[6]

È sposato con Adriana Panzanera e ha tre figli: Salvatore, Gabriele e Anna.[6][7]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo l'improvvisa scomparsa del padre Salvatore, deceduto in un incidente stradale nell'agosto 1988 mentre era presidente della Regione Puglia, inizia la militanza politica nella Democrazia Cristiana (DC), nelle file della quale, all'età di vent'anni, viene eletto in consiglio regionale della Puglia nel maggio 1990.[7]

Nel 1994, con lo scioglimento della DC, aderisce alla rinascita del Partito Popolare Italiano di Mino Martinazzoli, e l'anno successivo segue il segretario Rocco Buttiglione nella minoranza del partito favorevole ad un'alleanza con Forza Italia, che prende il nome di Cristiani Democratici Uniti (CDU)[7]. In occasione delle elezioni regionali pugliesi del 1995 si ricandida con il CDU, nella mozione di Salvatore Distaso, dove viene riconfermato Consigliere regionale; successivamente viene nominato da Salvatore Distaso vicepresidente della Regione Puglia e assessore al Turismo nella sua giunta di centro-destra.[8]

Nel 1998, in polemica con il tentativo del CDU di avviare un progetto neo-centrista, lascia il partito e insieme ad altri esponenti fonda i Cristiani Democratici per la Libertà con lo scopo di proseguire l'alleanza con la coalizione di centro-destra del Polo per le Libertà.

Nel giugno 1999 è eletto parlamentare europeo nella circoscrizione Sud con Forza Italia. Rimane in carica sino alle dimissioni del giugno 2000.[9]

Presidenza della regione Puglia[modifica | modifica wikitesto]

Raffaele Fitto all'inaugurazione del teatro di Canosa di Puglia, 5 novembre 2011

In occasione delle elezioni regionali pugliesi del 2000, Fitto si candida alla presidenza della Regione Puglia con il sostegno del Polo e riesce a sconfiggere l'ulivista Giannicola Sinisi, con il 53,9% dei consensi. Fitto diviene così il più giovane presidente di Regione della storia della Repubblica Italiana. Negli stessi anni i Cristiani Democratici per la Libertà confluiscono organicamente in Forza Italia di Silvio Berlusconi.

Ricandidatosi alle elezioni regionali pugliesi del 2005, è sconfitto dal candidato di centro-sinistra, il comunista Nichi Vendola per 14 000 voti, pari allo 0,6% dei consensi. Coordinatore regionale di Forza Italia fino al 2009, Fitto è stato per un anno a capo dell'opposizione di centro-destra in Consiglio regionale, prima di dimettersi, optando per il seggio di parlamentare.

Elezione a deputato[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2006 si candida nelle liste di Forza Italia, e viene eletto, alla Camera dei deputati nella circoscrizione Puglia[8]. Diviene successivamente componente della 1ª Commissione Affari Costituzionali della Camera. Nel 2006 è nominato da Silvio Berlusconi responsabile di Forza Italia per l'Italia meridionale. Nel dicembre 2007 è nominato responsabile per i rapporti con altri partiti e movimenti per Il Popolo della Libertà.

Nel 2008, a seguito delle dichiarazione di Silvio Berlusconi su Vittorio Mangano condannato per associazione di tipo mafioso definendolo "eroe",[10] Fitto si dice concorde con il pensiero di Silvio Berlusconi.[11]

Alle elezioni politiche del 2008 viene rieletto con il PdL alla Camera dei deputati nella circoscrizione Puglia e a maggio dello stesso anno è nominato Ministro per gli affari regionali nel Governo Berlusconi IV. All'indomani delle elezioni regionali del 2010, considerato l'esito negativo per il centro-destra nella regione Puglia, rassegna le proprie dimissioni da Ministro, assumendosi piena responsabilità della sconfitta elettorale,[12] ma il Consiglio dei ministri le respinge[13]. Nel giugno 2010 alle funzioni di ministro per gli affari regionali si aggiunge quello per "la coesione territoriale" con alle dipendenze il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, precedentemente del Ministero dello sviluppo economico[14].

Alle elezioni politiche del 2013 si ricandida alla Camera come capolista del PdL nella circoscrizione Puglia ed è rieletto.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia[15][16]. Il 24 marzo 2014 diventa membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia.

Rielezione al Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 aprile 2014 viene candidato alle elezioni europee come capolista di Forza Italia nella Circoscrizione Italia meridionale (che raccoglie le regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria).[17].

Viene rieletto a Strasburgo con 284 547 voti, risultando il secondo candidato più votato in assoluto in Italia in un'unica circoscrizione[18], dietro all'esponente del Partito Democratico Simona Bonafè, e il primo assoluto in quella del Sud.

Si dimette dunque dalla carica di deputato nazionale, cui gli subentra Nicola Ciracì.

Rottura con Berlusconi e il nuovo percorso[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Conservatori e Riformisti.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Direzione Italia.
Discorso di benvenuto di Raffaele Fitto a nome del Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei il 3 luglio 2019

Fitto, da tempo in forte dissenso con Silvio Berlusconi, perché non ne condivide importanti scelte politiche quali il cosiddetto "patto del Nazareno", e con i vertici del partito che formano il cosiddetto "cerchio magico", fonda una corrente in Forza Italia con il nome di Ricostruttori, costituita da qualche decina di parlamentari, molti pugliesi, vicini a lui. Fitto, infatti, è convinto che l’accordo con il PD, che va appunto sotto il nome di patto del Nazareno, sarebbe un colpo mortale per Forza Italia perché gli elettori non capirebbero.

Nell'aprile del 2015 in Puglia si consuma la rottura con la dirigenza di Forza Italia, dato che Fitto sostiene, con il suo nuovo movimento politico Oltre con Fitto, come candidato presidente alle elezioni regionali Francesco Schittulli, mentre Forza Italia candida alla Presidenza Adriana Poli Bortone di Fratelli d'Italia. Il 17 maggio Fitto annuncia infine la propria uscita da Forza Italia,[19][20][21] la costituzione dei gruppi parlamentari Conservatori e Riformisti (poi costituito solo al Senato) e l'adesione, in sede europea, al Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei (formazione di cui fanno parte i conservatori britannici), di cui è nominato Vicepresidente.[19][20]

Il 3 giugno seguente nasce il nuovo gruppo al Senato, composto da 11 senatori di Forza Italia più Salvatore Di Maggio di Popolari per l'Italia.[22]

Il 28 gennaio 2017 il partito si federa con altre organizzazioni locali assumendo la nuova denominazione Direzione Italia, che alla Camera è nel Gruppo misto, mentre al Senato è in GAL. Il 17 giugno si riunisce a Roma il primo congresso del partito, che elegge Fitto presidente all'unanimità. Il partito si presenta subito alle elezioni comunali come alleato degli altri partiti di centro-destra, riscuotendo un buon risultato a Lecce (17%) e partecipando alla vittoria di Marco Bucci a Genova.

Il 19 dicembre dello stesso anno, insieme a Maurizio Lupi ed Enrico Costa (ex Alternativa Popolare), Saverio Romano (Cantiere Popolare), Enrico Zanetti (Scelta Civica) e Flavio Tosi (Fare!), Fitto dà vita a Noi con l'Italia e ne diventa il presidente.[23] In vista delle elezioni politiche italiane del 2018, grazie a un patto con l'Unione di Centro di Lorenzo Cesa, costituisce la cosiddetta "quarta gamba" della coalizione di centro-destra, che raccoglierà l'1,19% al Senato e l'1,30% alla Camera e tra i “fittiani” viene eletto solo Renzo Tondo all’uninominale.

Confluenza in Fratelli d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il fallimento della lista centrista, il 6 dicembre 2018 Direzione Italia di Fitto si federa con Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni in vista delle elezioni europee del 2019, con l’obiettivo di dare vita a un nuovo partito conservatore e sovranista. Alle elezioni si piazza dietro alla Meloni nella circoscrizione Italia meridionale con 87 774 voti, di cui 55 528 raccolti nella sola Puglia[24]. Il 19 giugno 2019 viene scelto come co-presidente del gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei. Il 29 ottobre Direzione Italia confluisce in Fratelli d'Italia.

Nuova candidatura alle regionali in Puglia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni regionali in Puglia del 2020.

Il 22 giugno 2020 Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia annunciano ufficialmente la decisione di candidare nuovamente Fitto a governatore della Regione Puglia, in contrapposizione al presidente uscente Michele Emiliano;[25] è sostenuto anche dalla lista Unione di Centro-Nuovo PSI e il 21 luglio a Bari presenta la sua lista civica "La Puglia domani"[26]. Alle elezioni del 20 e 21 settembre Fitto raccoglie il 38,93% dei consensi, venendo sconfitto da Emiliano, che ottiene il 46,78% dei voti.[27]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Inchiesta "La Fiorita" per tangenti in sanità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 Fitto è stato indagato dalla procura di Bari a seguito del finanziamento di 500.000 euro da parte di Tosinvest, società di Antonio Angelucci, alla lista La Puglia prima di tutto creata dallo stesso Fitto in occasione delle elezioni regionali del 2005. Secondo la procura, tale somma sarebbe stata una tangente pagata per ottenere dalla Regione Puglia la gestione di undici residenze sanitarie assistite nell'ambito di un appalto da 198 milioni di euro[28].

Il 20 giugno 2006 la Procura di Bari ha chiesto alla Camera dei deputati l'autorizzazione a procedere con gli arresti domiciliari di Fitto, nel frattempo diventato deputato. La Camera ha respinto l'autorizzazione all'arresto con 457 voti favorevoli su 462 presenti. Il 12 ottobre 2009 la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per Fitto, insieme a numerosi altri imputati[29], ritenuto colpevole di associazione per delinquere, peculato, concussione, corruzione, falso, abuso d'ufficio e illecito finanziamento ai partiti. L'11 dicembre 2009 il giudice dell'udienza preliminare ha rinviato a giudizio Fitto per abuso d'ufficio, due episodi di corruzione, finanziamento illecito ai partiti, peculato e un altro abuso e lo ha prosciolto per gli altri reati[30].

Il 12 febbraio 2013 Fitto è stato condannato in primo grado a quattro anni di reclusione e a cinque di interdizione dai pubblici uffici per i reati di corruzione, illecito finanziamento ai partiti e abuso d'ufficio, venendo assolto per gli altri capi d'imputazione[31][32]. Il 29 settembre 2015 viene assolto in appello perché "il fatto non sussiste".[33]

Nel 2017 la Corte di cassazione ha confermato l'assoluzione, riconoscendo tuttavia «il diritto della Regione Puglia al risarcimento del danno».[34] A febbraio 2020 si è pertanto aperto il procedimento civile presso il Tribunale di Bari, che vede Fitto contrapposto alla Regione Puglia per un ammontare di 189.000 euro più gli interessi.[34]

L'inchiesta sulla gestione delle RSA[modifica | modifica wikitesto]

Complessivamente, i procedimenti civili che vedono Raffaele Fitto contrapposto alla Regione Puglia sono quattro, per un contenzioso di circa 21 milioni di euro.[34]

Tale cifra è in gran parte legata alla vicenda, che peraltro sul piano penale si è conclusa con un proscioglimento, dell'affidamento a privati di cinque residenze sanitarie assistenziali (RSA) pubbliche per effetto di una delibera della giunta regionale del 2004 che evidenziava carenze di personale pubblico, in contrasto con le dichiarazioni raccolte dai dirigenti sanitari secondo i quali la gestione pubblica diretta sarebbe stata possibile senza difficoltà.[34] Per tale vicenda la Corte di appello civile è stata chiamata a decidere sulla richiesta di risarcimento presentata dall'avvocatura della Regione Puglia, per un ammontare di 21 milioni di euro.[34]

Nel luglio 2021 i giudici hanno emesso una sentenza di condanna al risarcimento di 454.000 euro da parte di Fitto alla Regione Puglia.[35]

Inchiesta sul fallimento Cedis[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 febbraio 2009, Raffaele Fitto è stato rinviato a giudizio con l'accusa di concorso in turbativa d'asta e di interesse privato del curatore fallimentare per aver venduto a prezzo di favore (per sette milioni di euro, a fronte di un valore stimato di 15,5 milioni di euro) la società commerciale Cedis, all'epoca dei fatti in amministrazione straordinaria, a un contraente predeterminato (la società Sviluppo Alimentare, riconducibile all'imprenditore Brizio Montinari) durante la sua presidenza della Regione Puglia.

Prima dell'avvio del processo Fitto accusò i magistrati inquirenti di essere "un manipolo di legionari"[36][37] e ne denunciò l'operato presso il Consiglio Superiore della Magistratura che, il 4 aprile 2009 archiviò la denuncia e aprì un nuovo fascicolo per ingerenze politiche sull'operato dei magistrati[36]. Alla fine di marzo, infatti, il guardasigilli Angelino Alfano, compagno di partito di Fitto, all'epoca dei fatti anche Ministro della giustizia, aveva disposto un'ispezione ministeriale presso la procura di Bari. L'ispezione aveva determinato un'indagine per abuso d'ufficio a carico dei due ministri, poi archiviata.[38]

Il 6 luglio 2012 il pubblico ministero ha chiesto il proscioglimento di Fitto per intervenuta prescrizione dei reati[39]. Dopo la rinuncia dello stesso Fitto alla prescrizione, questi è stato assolto il 22 ottobre successivo "per non aver commesso il fatto"[40].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rapporti con le regioni
  2. ^ Affari regionali
  3. ^ Coesione territoriale
  4. ^ Affari regionali
  5. ^ Rapporti con le regioni e la coesione territoriale
  6. ^ a b c Biografia, su maglieweb.it. URL consultato il 13 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 22 novembre 2011).
  7. ^ a b c Raffaele Fitto: chi è il candidato alle Elezioni Regionali Puglia 2020, su The Italian Times, 1º settembre 2020. URL consultato il 14 maggio 2021.
  8. ^ a b Raffaele Fitto - Ultime notizie su Raffaele Fitto - Argomenti del Sole 24 Ore, su Argomenti Argomenti del Sole 24 Ore. URL consultato il 14 maggio 2021.
  9. ^ Raffaele FITTO
  10. ^ Berlusconi: Mangano eroe, non cedette al ricatto dei giudici, su Repubblica Tv - la Repubblica.it, 23 novembre 2013. URL consultato il 13 febbraio 2019.
  11. ^ fenegor, [Qui Milano Libera] Mangano, l'eroe di Silvio, 3 maggio 2008. URL consultato il 13 febbraio 2019.
  12. ^ Provinciali al centrodestra. Si dimette Fitto, ansa.it, 29 marzo 2010.
  13. ^ Dimissioni di Fitto, il Consiglio dei ministri le respinge. Come previsto, Corriere del Mezzogiorno, 1º aprile 2010.
  14. ^ Dipartimento per gli Affari Regionali - Il Ministro: delega Archiviato il 25 gennaio 2010 in Internet Archive.
  15. ^ Camera dei Deputati: Composizione del gruppo FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE
  16. ^ L'addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  17. ^ Ecco tutti i candidati di Forza Italia - IlGiornale.it
  18. ^ Europee, Bonafè (Pd) è la più votata. Elette Mussolini, Picierno e Matera, in Corriere della Sera, 26 maggio 2013. URL consultato il 26 maggio 2013.
  19. ^ a b Fitto, addio a Forza Italia: "Lascio anche il Ppe". Berlusconi: "Siamo felici, ci ha tolto un peso", in larepubblica.it, 18 maggio 2015. URL consultato il 18 maggio 2015.
  20. ^ a b Berlusconi taglia la fronda: "Basta politici mestieranti, se vanno via siamo felici", in ilgiornale.it, 18 maggio 2015. URL consultato il 18 maggio 2015.
  21. ^ Forza Italia, Mariarosaria Rossi contro Raffaele Fitto: "In Puglia ha lasciato un buco da 700mila euro", su liberoquotidiano.it. URL consultato il 12 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2015).
  22. ^ Centrodestra: Fitto va avanti, nasce gruppo "Conservatori e riformisti" al Senato
  23. ^ Centrodestra, Noi con l'Italia senza Quagliariello e Udc
  24. ^ Speciale Elezioni Ue: liste, candidati ed eletti in Italia - repubblica, su elezioni.repubblica.it. URL consultato il 28 maggio 2019.
  25. ^ Regionali, Caldoro in Campania e Fitto in Puglia: il centrodestra trova l'accordo sui candidati, su la Repubblica, 22 giugno 2020. URL consultato il 22 giugno 2020.
  26. ^ Fitto presenta la sua lista: "La Puglia domani" è lo slogan, come simbolo scelto il Pumo, su BariToday. URL consultato il 21 luglio 2020.
  27. ^ Affluenza e risultati - Regione PUGLIA, su elezioni.interno.gov.it, Ministero dell'Interno. URL consultato il 22 settembre 2020.
  28. ^ Gomez, Travaglio; 2008.
  29. ^ Puglia, tangenti per appalti sanitari Chiesto il processo per Fitto e Angelucci, in la Repubblica, 12 ottobre 2009. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  30. ^ Il ministro Fitto rinviato a giudizio, in la Repubblica, 11 dicembre 2009. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  31. ^ Vincenzo Damiani, Sentenza La Fiorita, Fitto condannato I giudici: quattro anni all'ex ministro, in Corriere della Sera, 12 febbraio 2013. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  32. ^ Tangenti: condannato a 4 anni l'ex ministro Raffaele Fitto (Pdl), su Sito ufficiale Huffington Post Italia, 13 febbraio 2013. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  33. ^ Tangente da Angelucci. Fitto assolto in Appello: «Il fatto non sussiste»
  34. ^ a b c d e Nello Trocchia, Fitto vuole governare la Puglia che gli chiede ventuno milioni, in Domani, 17 settembre 2020. URL consultato il 19 settembre 2020.
  35. ^ Raffaele Fitto deve risarcire la Regione Puglia per 454 mila euro. I giudici: "Avulso da democrazia e legalità" - La Repubblica
  36. ^ a b Corriere del Mezzogiorno - Affari regionali [1][collegamento interrotto] 4 aprile 2009
  37. ^ Gabriella De Matteis, "Quei pm, un manipolo di legionari", in la Repubblica, 11 aprile 2009. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  38. ^ Il procedimento - Abuso d’ufficio, archiviazione per Alfano e Fitto, in Il giornale, 23 dicembre 2009. URL consultato il 12 dicembre 2010.
  39. ^ Inchiesta su turbativa d'asta: Fitto rinuncia alla prescrizione, in la Repubblica, 9 luglio 2012. URL consultato il 16 giugno 2013.
  40. ^ Vendita supermercati Cedis Fitto assolto anche in appello, in La Gazzetta del Mezzogiorno, 17 marzo 2017. URL consultato il 5 ottobre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro per i rapporti con le Regioni della Repubblica Italiana
(poi Ministro per le Regioni e la coesione territoriale)
Successore
Linda Lanzillotta 8 maggio 2008 - 16 novembre 2011 Piero Gnudi (Affari regionali)
Fabrizio Barca (Coesione Territoriale)
Predecessore Presidente della Regione Puglia Successore Coat of Arms of Apulia.svg
Salvatore Distaso 19 maggio 2000 - 27 aprile 2005 Nichi Vendola
Predecessore Vice Presidente della Regione Puglia Successore Coat of Arms of Apulia.svg
Vincenzo Savino 23 aprile 1995 - 7 febbraio 1998 Rocco Palese